Duomo di Lodi

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Coordinate: 45°18′51.69″N 9°30′11.12″E / 45.314358°N 9.503089°E45.314358; 9.503089

Basilica cattedrale della Vergine Assunta
Duomo di Lodi
La facciata
La facciata
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Località Lodi-Stemma2.png Lodi
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Maria Assunta
Diocesi Diocesi di Lodi
Consacrazione 1163
Stile architettonico romanico
Inizio costruzione 1158
Completamento 1284

La basilica cattedrale della Vergine Assunta, comunemente nota come duomo, è il principale luogo di culto cattolico della città di Lodi, in Lombardia, sede vescovile della diocesi omonima.

È una delle chiese più grandi della Lombardia[1] e il monumento più antico di Lodi[1]: la prima pietra dell'edificio, infatti, venne simbolicamente posta il 3 agosto 1158, giorno stesso della fondazione della città[2].

Storia[modifica | modifica sorgente]

In stile romanico, è una delle chiese più vaste dell'intera Lombardia. La prima fase della sua costruzione, per la quale furono probabilmente impiegati molti materiali provenienti dagli edifici dell'antica Laus Pompeia, risale al periodo compreso tra il 1158 ed il 1163; la cripta infatti fu solennemente inaugurata con la traslazione delle reliquie di San Bassiano il 4 novembre 1163, in presenza dell'imperatore Federico Barbarossa. Una seconda fase è da collocarsi tra il 1170 ed il 1180, ma la facciata fu completata solamente nel 1284[2].

Agli inizi del XVI secolo l'amministratore apostolico della Diocesi, Claudio di Seyssel, promosse lavori di restauro ed ammodernamento. Il segno più visibile fu l'apertura delle due bifore in facciata e la costruzione del nuovo rosone.

Successivamente i restauri settecenteschi – realizzati dall'architetto Francesco Croce – alterarono l'aspetto originario dell'edificio, che venne tuttavia ripristinato negli anni 1958-1965[1].

La chiesa sostituì nelle funzioni di Cattedrale l'antica chiesa di Santa Maria di Lodi Vecchio.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Esterno[modifica | modifica sorgente]

Il grande rosone marmoreo

La maestosa facciata asimmetrica in cotto, tipicamente romanica con il suo coronamento ad archetti[3], presenta un protiro gotico che poggia su sottili colonne sorrette da leoni di pietra. Sono degni di nota anche il grande rosone centrale e due bifore rinascimentali, che ricordano quelle della Certosa di Pavia e sono state probabilmente realizzate dalla scuola di Giovanni Antonio Amadeo. È presente inoltre un'edicola che ospita una statua in bronzo di San Bassiano, copia di quella originale in rame dorato, risalente al 1284 e collocata all'interno. Il massiccio campanile, realizzato tra il 1538 ed il 1554 su progetto del lodigiano Callisto Piazza, rimase incompiuto per motivi di sicurezza militare.

Nello spazio compreso tra l'edificio ed il Palazzo Vescovile, si può visitare il cortile dei canonaci: è ciò che resta dell'antico chiostro del 1484, realizzato da Giovanni Battagio ed ornato da colonne e decorazioni in cotto. Dalla Cattedrale si può inoltre accedere al ricco Museo diocesano d'arte sacra.

Interno[modifica | modifica sorgente]

Interno

L'interno della cattedrale di Santa Maria Assunta è a pianta basilicale, con tre navate separate da archi a tutto sesto poggianti su pilastri cilindrici in cotto e coperte con volte a crociera; le navate laterali sono sormontate da matronei che si aprono sulla navata centrale con bifore. L'ultima campata di quest'ultima e l'abside sono sopraelevati e costituiscono l'antico presbiterio: qui si trova l'altare maggiore barocco in marmi policromi. Davanti al presbiterio antico si trova quello nuovo, realizzato dopo il Concilio Vaticano II, avente per altare un sarcofago in marmo di Verona.

L'interno della cattedrale custodisce notevoli opere d'arte, quali un polittico di Callisto Piazza raffigurante La Strage degli Innocenti, un secondo polittico ad opera di Alberto Piazza con la Vergine Assunta ed un Giudizio Universale del XV secolo[4]. Inoltre, il grande catino dell'abside è adornato da un mosaico realizzato da Aligi Sassu[3].

Cripta[modifica | modifica sorgente]

La cripta, la parte più antica della Cattedrale

L'ampia cripta, al cui ingresso è conservato un bassorilievo del XII secolo che ritrae l'Ultima Cena, è la parte più antica della Cattedrale. In origine il pavimento era più alto di 65 cm e le volte erano sorrette da pilastri in cotto. Al centro si trova l'altare del 1856, che custodisce le spoglie di San Bassiano in una teca d'argento, opera di Antonio Cassani; le scalfiture sono di Giosuè Argenti, mentre la lamina in rame sbalzato con episodi della vita del Santo, è opera di Tilio Nani. Alla sinistra dell'altare maggiore vi è l'altare di Sant'Alberto Quadrelli, vescovo di Lodi dal 1168 al 1173. I corpi di entrambi i santi sono stati ricomposti e rivestiti nel 1994.

Nell'absidiola di sinistra si trova anche un gruppo scultoreo del Quattrocento raffigurante un Compianto sul Cristo Morto con personaggi in lacrime, popolarmente detti i caragnòn del Dòmm.

Organo a canne[modifica | modifica sorgente]

Nell'abside della cattedrale, alle spalle dell'altare maggiore barocco, si trova l'organo a canne, costruito dai fratelli Serassi nel 1837 ed in seguito dotato di una nuova cassa lignea in stile moderno.

Lo strumento è a trasmissione integralmente meccanica ed ha due tastiere (Grand'Organo, prima tastiera; Eco espressivo, seconda tastiera) di 69 note ciascuna e pedaliera di 24 note. La sua disposizione fonica, in base alla posizione delle manette nelle tre colonne della registriera, è la seguente:

Grand'Organo – Concerto
Corni dolci 16' Soprani
Cornetto 1.1/3' Bassi
Principale cornetto Soprani
Cornetto in VIII e XII 4'
Cornetto in XV e XVII 2'
Cornetto a tre canne 2.2/3'
Fagotto 8' Bassi
Trombe 8' Soprani
Clarone 4' Bassi
Corno inglese 16' Soprani
Violone 8' Bassi
Viola 4' Bassi
Violetta Bassi
Flauto traversiere 8'
Flautoni 8' Soprani
Flauto in VIII 4'
Flauto in XII 2.2/3'
Flauto in XV 2'
Voce umana I 8'
Voce umana II 8'
Terza mano
Grand'Organo – Ripieno
Principale 16' Bassi
Principale 16' Soprani
Principale II 16' Soprani
Principale I 8' Bassi
Principale I 8' Soprani
Principale II 8' Bassi
Principale II 8' Soprani
Ottava I 4' Bassi
Ottava I 4' Soprani
Ottava II 4'
Duodecima 2.2/3'
Quintadecima 2'
Due di Ripieno
Due di Ripieno
Due di Ripieno
Due di Ripieno
Due di Ripieno
Ripieno 7 file(al Pedale)
Contrabbassi I 16'(al Pedale)
Contrabbassi II 16'(al Pedale)
Bombarde 12'(al Pedale)
Organo Eco
Principale 8' Bassi
Principale 8' Soprani
Ottava 4' Bassi
Ottava 4' Soprani
Quintadecima 2'
Decimanona e Vigesimaseconda 1.1/3'
Vigesimaseconda e Sesta 1'
Cornetto a tre canne 2.2/3'
Voce umana 8'
Flauto in VIII 4' Soprani
Arpone 16' Bassi
Violoncello 16' Soprani

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Vittorio Bottini, Alessandro Caretta e Luigi Samarati, op. cit., pag. 35.
  2. ^ a b Beatrice Ambreck et al., op. cit., pag. 142.
  3. ^ a b Beatrice Ambreck et al., op. cit., pag. 143.
  4. ^ Beatrice Ambreck et al., op. cit., pagg. 143-144.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Agnelli, Dizionario storico-geografico del Lodigiano, Lodi 1886, pp. 146-148.
  • Giovanni Agnelli, La Cattedrale di Lodi dal 1650 ai giorni nostri, in "Archivio Storico Lodigiano", 1895 e 1896.
  • Giovanni Agnelli, Lodi ed il suo territorio nella storia, nella geografia e nell'arte, Lodi, 1917. ISBN non esistente.
  • Beatrice Ambreck et al., Atlante della nuova Provincia di Lodi, Lodi, Il Giorno, 1996. ISBN non esistente.
  • Vittorio Bottini, Alessandro Caretta e Luigi Samarati, Lodi – Guida artistica illustrata, Lodi, Edizioni Lodigraf, 1979. ISBN non esistente.
  • Alessandro Caretta, Alessandro Degani, L'organismo romanico della Cattedrale di Lodi in Arte Lombarda, anno V, nº 1, 1960, pp. 22-26.
  • Alessandro Degani, Il Duomo di Lodi. La costruzione e le trasformazioni plurisecolari, in "Archivio Storico Lodigiano", anno ? (ma dopo il 1960), pp. 1-35.
  • Alessandro Degani, L'organismo romanico della Cattedrale di Lodi in Arte Lombarda, anno IV, nº 2, 1959, pp. 202-227.
  • Sergio Galuzzi (a cura di), Lodi in un giorno, Lodi, Giona, 2000. ISBN non esistente.
  • Arthur Kingsley Porter, Lombard architecture, Londra 1916, vol. II, pp. 490-500.
  • Defendente Lodi, Storia della Cattedrale di Lodi sino al 1650, in "Archivio Storico Lodigiano", 1892, 1893 e 1894, p. 88.
  • Corrado Moretti, L'Organo italiano, Casa musicale eco, Monza, 1989, p. 412. ISBN 88-6053-030-X

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