Stemma di Lodi

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Stemma di Lodi

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Blasonatura
D'oro alla croce piana di rosso. Ornamenti esteriori di città[1].

Lo stemma di Lodi è costituito da uno scudo sannitico di color oro su cui è rappresentata una croce rossa; lo scudo è timbrato dalla corona di città ed è ornato da fronde verdi di alloro e di quercia annodate con un nastro tricolore[1][2].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Lo scudo araldico municipale svetta sulla facciata di palazzo Broletto

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Sulle origini dell'emblema c'è molta incertezza: alcuni storici sostengono che risalga all'epoca della prima crociata (1095), sebbene non esista alcuna fonte che dimostri la partecipazione della città all'impresa. La maggior parte degli studiosi individua invece un'origine più antica, in quanto la croce d'oro in campo rosso deriva dallo stemma dell'imperatore Costantino[3]; i colori sarebbero poi stati invertiti[4]. Secondo tale interpretazione, il vessillo cittadino sarebbe stato creato ancor prima della crociata, per dichiarare la fedeltà della città alla causa ghibellina e per distinguere le milizie laudensi durante le azioni belliche[4].

Legami con altri emblemi[modifica | modifica sorgente]

La blasonatura o i colori dello stemma di Lodi sono ripresi all'interno di altri simboli, quali gli emblemi di Lodi Vecchio, di Casaletto Lodigiano, di Ossago Lodigiano e della provincia di Lodi.

Lo stemma del comune di Lodi, inoltre, occupava il terzo quarto dell'emblema inquartato adottato dalla provincia di Milano fino al 1992, anno di istituzione della provincia di Lodi[5]. Si trova anche nel primo quarto dell'armoriale del 3º Reggimento Genio dell'Esercito Italiano.

Rappresentazioni artistiche dello stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo scudo dello stemma di Lodi – sormontato dall'aquila bicipite – dipinto all'ingresso dell'ex convento di San Paolo. L'opera risale verosimilmente all'epoca della dominazione austriaca.

Lo scudo dello stemma comunale è rappresentato in diversi luoghi della città:

  • sull'arco di Porta Cremona, l'unica rimasta tra le antiche porte di accesso alla città;
  • all'ingresso del Cimitero Monumentale (più noto come «Maggiore»), in viale Milano;

Gonfalone[modifica | modifica sorgente]

Il gonfalone del comune – esibito in occasione di tutte le cerimonie ufficiali[2] – riproduce sul fronte l'iconografia araldica dello stemma e sul retro due scene storiche: la prima è dedicata al patrono san Bassiano, mentre la seconda rappresenta Federico Barbarossa – fondatore di Lodi[8] – nell'atto di consegnare ai notabili le insegne della nuova città.

Bandiera[modifica | modifica sorgente]

La bandiera di Lodi

Il comune di Lodi dispone anche di una bandiera che riprende la blasonatura dello scudo araldico municipale (croce rossa in campo giallo).

Il vessillo cittadino – unitamente al tricolore italiano e alla bandiera europea – è esposto a palazzo Broletto e presso le sedi di alcune istituzioni legate al comune, quali la biblioteca, il museo civico, il tribunale ed altri uffici pubblici.

Dal 25 settembre 2010 uno stendardo triangolare con i colori municipali svetta in cima al Torrione del Castello Visconteo[9], uno dei monumenti più significativi della città.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Stemma comunale di Lodi, www.comuni-italiani.it. URL consultato il 06-10-2010.
  2. ^ a b Statuto del Comune di Lodi – Articolo 3, Comune di Lodi, 25-11-2003. URL consultato il 31-12-2009.
  3. ^ Massimo Ghirardi, Introduzione all'araldica civica (PDF), www.araldicacivica.it, p. 4. URL consultato il 31-12-2009.
  4. ^ a b Laus – Storia di un nome antico (PDF), Comune di Lodi Vecchio, p. 11. URL consultato il 30 marzo 2012.
  5. ^ Mario Piazza, Grafica e araldica: il progetto per il nuovo stemma della Provincia di Milano, sdz.aiap.it. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  6. ^ Percorsi turistici, Comune di Lodi. URL consultato l'8-11-2010.
  7. ^ Galuzzi, op. cit., sezione 3 – L'Incoronata.
  8. ^ Bassi, Storia di Lodi, op. cit., pagg. 30-31.
  9. ^ Inaugurazione del Torrione restaurato, Comune di Lodi, 22-09-2010. URL consultato l'11-10-2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Agnelli, Lodi ed il suo territorio nella storia, nella geografia e nell'arte, Lodi, 1917. (ISBN non esistente).
  • Agenore Bassi, Storia di Lodi, Lodi, Edizioni Lodigraf, 1977. ISBN 88-7121-018-2.
  • Alessandro Caretta e Luigi Samarati, Lodi – Profilo di storia comunale, 1958. (ISBN non esistente).
  • Sergio Galuzzi (a cura di), Lodi in un giorno, Lodi, Giona, 2000. (ISBN non esistente).
  • Marco Meriggi, Il Regno Lombardo-Veneto, in Storia d'Italia, volume 18, tomo 2, UTET 1987. ISBN 88-02-04043-5.
  • Cesare Vignati, Storia di Lodi e il suo territorio, Lodi, 1860. ISBN 88-7072-250-3.

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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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