Azienda speciale

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La gestione degli acquedotti era un settore tipico in cui operavano le Aziende Speciali (ex-municipalizzate)

Nell'attuale ordinamento giuridico italiano un'azienda speciale è un ente pubblico senza scopo di lucro definito quale "ente strumentale dell'ente locale dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto, approvato dal consiglio comunale o provinciale". Fino al 1990 queste aziende erano chiamate Aziende municipali o "municipalizzate" se facenti capo a Comuni.

Oggi spesso il termine "municipalizzata" viene usato in maniera del tutto errata per indicare società di diritto privato (SpA, SRL ecc.) ed a scopo di lucro nate da una pseudo-privatizzazione che ha trasformato le originarie municipalizzate di diritto pubblico in società di diritto privato il cui capitale può anche, in parte o in toto, essere rimasto nelle mani dell'ente locale di origine (Comune, Provincia ecc).

Questa trasformazione ha comportato una maggior libertà nella scelta delle politiche societarie, nelle spese e negli acquisti, nelle assunzioni di personale e nelle nomine della dirigenza, in quanto esse avvengono sulla base delle direttive "della proprietà" e non più "dell'ente locale". Anche se tali soggetti eventualmente coincidono, una società formalmente privatizzata non ha generalmente obblighi di bandi o concorsi per l'acquisizione delle risorse.

La "privatizzazione" ha comportato il proliferare di Consigli di Amministrazione, cariche e figure varie ed inoltre in alcuni casi nomine ed assunzioni clientelari e/o il dissesto finanziario di queste società formalmente "privatizzate", problemi erroneamente attribuiti alle "municipalizzate" di diritto pubblico ma più spesso da attribuire alla maggior libertà gestionale garantita dalle società di diritto privato da esse scaturite.

Art.114 D.Lgs. n°267[modifica | modifica sorgente]

La definizione di "ente strumentale dell'ente locale dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto, approvato dal consiglio comunale o provinciale" rispecchia l'art. 114, comma 1, del Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (D.Lgs 267/2000), che ha recepito quanto disposto dall'art. 23 della legge 142/1990. La sua definizione comprende anche il fatto che :

  • L'istituzione è organismo strumentale dell'ente locale per l'esercizio di servizi sociali, dotato di autonomia gestionale.
  • Organi dell'azienda e dell'istituzione sono il consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore, al quale compete la responsabilità gestionale. Le modalità di nomina e revoca degli amministratori sono stabilite dallo statuto dell'ente locale.
  • L'azienda e l'istituzione informano la loro attività a criteri di efficacia, efficienza ed economicità ed hanno l'obbligo del pareggio di bilancio da perseguire attraverso l'equilibrio dei costi e dei ricavi, compresi i trasferimenti.
  • Nell'ambito della legge, l'ordinamento ed il funzionamento delle aziende speciali sono disciplinati dal proprio statuto e dai regolamenti, quelli delle istituzioni sono disciplinati dallo statuto e dai regolamenti dell'ente locale da cui dipendono.
  • L'ente locale conferisce il capitale di dotatone, determina le finalità e gli indirizzi; approva gli atti fondamentali; esercita la vigilanza; verifica i risultati della gestione; provvede alla copertura degli eventuali costi sociali.
  • Il collegio dei revisori dei conti dell'ente locale esercita le sue funzioni anche nei confronti delle istituzioni. Lo statuto dell'azienda speciale prevede un apposito organo, di revisione, nonché forme autonome di verifica della gestione.
  • Ai fini di cui al comma 6 sono fondamentali i seguenti atti:
  1. il piano-programma, comprendente un contratto di servizio che disciplini i rapporti tra ente locale ed azienda speciale;
  2. i bilanci economici di previsione pluriennale ed annuale;
  3. il conto consuntivo;
  4. il bilancio di esercizio.

Prima della legge 142/1990, le aziende speciali - correntemente denominate aziende municipali/provinciali (o municipalizzate/provincializzate) - erano considerate "un'organizzazione strumentale per lo svolgimento dei compiti e l'espletamento dei servizi dei comuni"[senza fonte]: non erano cioè dotate di personalità giuridica autonoma e si configuravano come aziende autonome nell'ambito dell'ente locale di riferimento (comune o provincia).

Le aziende speciali sono oggi una delle forme previste dal Titolo V del citato Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs 267/2000) per la gestione dei servizi pubblici locali, cioè quei servizi che abbiano per oggetto produzione di beni ed attivita' rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali (art. 112). Si tratta ad esempio della gestione di acquedotti, fognature, trasporto pubblico ecc.

Privatizzazioni, fiscalità ed Unione Europea[modifica | modifica sorgente]

Le Aziende Speciali, essendo soggette al diritto pubblico e non avendo scopo di lucro, non sono soggette a tassazione in quanto non producono profitti ma forniscono un servizio al di fuori dei meccanismi di mercato secondo criteri di universalità, efficienza e trasparenza.

La legge 142/1990, poi ripresa nell'art.115 del D.Lgs.267/2000, introdusse la possibilità di trasformare le Aziende Speciali in società per azioni, soggette dunque al diritto privato ed alla tassazione, in quanto -anche se di proprietà completamente in mano ad enti pubblici- si tratta di società a scopo di lucro[1].

Poiché tale trasformazione comportava appunto la tassazione degli utili di tali società, il governo Dini, per incentivare le privatizzazioni (di cui la trasformazione in SpA è il necessario presupposto) garantì con la legge 549/1995 una esenzione fiscale triennale a queste nuove società per azioni.

Tale agevolazione si configurò tuttavia come misura distorsiva del mercato ed in sede europea nel 1997 fu avviato un procedimento di infrazione verso l'Italia, chiusosi nel 2002 (Rep. 193/2003). Contrariamente a quanto spesso propagandato, la Commissione Europea non ha affatto imposto la privatizzazione dei servizi pubblici, bensì ha ritenuto illegittime incentivazioni pubbliche ed altre agevolazioni fiscali a società di diritto privato che -pur discendendo da ex municipalizzate- operano oggi sul mercato. (Gazzetta Ufficiale UE L77/21 del 24/3/2003).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ William Domenichini, Multiutility, multibusiness. C’(H)era una volta la municipalizzata in Informazionesostenibile.info.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]