Azienda speciale

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Un'azienda speciale, nell' ordinamento giuridico italiano è un ente pubblico senza scopo di lucro definito quale "ente strumentale" dell'ente locale dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto, approvato dal consiglio comunale o provinciale".

Nel linguaggio comune sono spesso definite aziende municipali (o "municipalizzate") se facenti capo a comuni italiani.[senza fonte]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima disciplina di tali aziende risale alla legge 29 marzo 1903, n. 103; il R.D. 15 ottobre 1925, n. 2578, estese alle province la possibilità di costituirle e, similmente alla legge 103/1903, ne affidò la direzione ad un direttore che rispondeva ad una commissione amministratrice, la quale era eletta dal consiglio comunale o provinciale ed eleggeva, nel proprio seno, un presidente. La materia venne poi profondamente innovata dalla legge 8 giugno 1990, n. 142. La norma, introdusse la possibilità di trasformarle in società per azioni, soggette dunque al diritto privato ed alla tassazione poiché - anche se di proprietà interamente pubblica - si tratta di società a scopo di lucro.[1]

Poiché tale trasformazione comportava appunto la tassazione degli utili di tali società, il governo Dini, per incentivare le privatizzazioni (di cui la trasformazione in SpA è il necessario presupposto) garantì con la 28 dicembre 1995, n. 549 una esenzione fiscale triennale a queste nuove società per azioni. Tale agevolazione si configurò tuttavia come misura distorsiva del mercato ed in sede europea nel 1997 fu avviato un procedimento di infrazione verso l'Italia, chiusosi nel 2002 (Rep. 193/2003). Contrariamente a quanto spesso propagandato, la Commissione Europea non ha affatto imposto la privatizzazione dei servizi pubblici, bensì ha ritenuto illegittime incentivazioni pubbliche ed altre agevolazioni fiscali a società di diritto privato che -pur discendendo da ex municipalizzate- operano oggi sul mercato. (Gazzetta Ufficiale UE L77/21 del 24/3/2003).[senza fonte]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Esse formalmente sono organismi di diritto pubblico nonché enti strumentali ai sensi dell'art. 114 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 ma aventi natura sostanziale di enti pubblici economici e non nella pubblica amministrazione italiana in quanto - secondo la sentenza della Suprema Corte di Cassazione 15 dicembre 1997 n. 12654 esercitano attività, strumentale al pubblico interesse, configurabile però come attività di impresa,[2] essendo soggette a tassazione in quanto loro attività di gestione di un servizio pubblico produce reddito imponibile. Sono inoltre sogette, ai sensi del codice dei contratti pubblici, alla normativa sugli appalti pubblici.[3]

La "privatizzazione" nella gestione dei servizi pubblici ha spesso comportato il proliferare di Consigli di Amministrazione, cariche e figure varie ed inoltre in alcuni casi nomine ed assunzioni clientelari e/o il dissesto finanziario di queste società "privatizzate", problemi erroneamente attribuiti alle "municipalizzate" di diritto pubblico ma più spesso da attribuire alla maggior libertà gestionale garantita dalle società di diritto privato da esse scaturite.[senza fonte] Infatti, spesso il termine "municipalizzata" viene usato per indicare la società di diritto privato (SpA, Srl, ecc.) ed a scopo di lucro nata da una privatizzazione che ha trasformato l'originaria azienda municipalizzata, di diritto pubblico, in società di diritto privato il cui capitale sociale può anche, in parte o in toto, essere rimasto nelle mani dell'ente locale di origine (Comune, Provincia, ecc.). Questa trasformazione ha comportato una maggior libertà procedurale nelle assunzioni di personale e nelle nomine della dirigenza, in quanto esse avvengono sulla base in base a norme civilistiche e su direttive "della proprietà" e non più sulla base delle norme pubblicistiche applicabili all'ente locale.[senza fonte]

Disciplina normativa[modifica | modifica wikitesto]

Prima della legge 142/1990, le aziende speciali - correntemente denominate aziende municipali/provinciali (o municipalizzate/provincializzate) - dal punto di vista sostanziale costituivano organizzazione strumentale all'ente locale per lo svolgimento di taluni compiti consistenti generlamente nell'erogazione di particolari servizi pubblici; non erano cioè dotate di personalità giuridica autonoma e si configuravano come aziende autonome nell'ambito dell'ente locale di riferimento (comune o provincia).

Ai sensi della 142/1990, in particolare all'art. 23 si prevedevano due distinte figure organizzative:

  • l'azienda speciale, ente strumentale dell'ente locale dotato di personalità giuridica, autonomia imprenditoriale e proprio statuto, approvato dal consiglio comunale o provinciale;
  • l'istituzione, "organismo strumentale" dell'ente locale per l'esercizio di servizi sociali, dotato di autonomia gestionale ma non di personalità giuridica.
  • organi dell'azienda speciale e dell'istituzione sono il consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore, al quale compete la responsabilità gestionale;
  • aziende speciali ed istituzioni informano la loro attività a criteri di efficacia, efficienza ed economicità ed hanno l'obbligo del pareggio di bilancio da perseguire attraverso l'equilibrio dei costi e dei ricavi, compresi i trasferimenti;
  • l'ente locale conferisce il capitale di dotazione; determina le finalità e gli indirizzi; approva gli atti fondamentali; esercita la vigilanza; verifica i risultati della gestione; provvede alla copertura degli eventuali costi sociali.

Ai fini di cui al comma 6 dell'art. 23 della legge 142/1990 sono fondamentali i seguenti atti:

  1. il piano-programma, comprendente un contratto di servizio che disciplini i rapporti tra ente locale ed azienda speciale;
  2. i bilanci economici di previsione pluriennale ed annuale;
  3. il conto consuntivo;
  4. il bilancio di esercizio.

La definizione di "ente strumentale dell'ente locale dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto, approvato dal consiglio comunale o provinciale" rispecchia l'art. 114, comma 1 del TUEL, che ha recepito quanto disposto dall'art. 23 della legge 142/1990. La sua definizione comprende anche il fatto che:

  • L'istituzione è organismo strumentale dell'ente locale per l'esercizio di servizi sociali, dotato di autonomia gestionale.
  • Organi dell'azienda e dell'istituzione sono il consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore, al quale compete la responsabilità gestionale. Le modalità di nomina e revoca degli amministratori sono stabilite dallo statuto dell'ente locale.
  • L'azienda e l'istituzione informano la loro attività a criteri di efficacia, efficienza ed economicità ed hanno l'obbligo del pareggio di bilancio da perseguire attraverso l'equilibrio dei costi e dei ricavi, compresi i trasferimenti.
  • Nell'ambito della legge, l'ordinamento ed il funzionamento delle aziende speciali sono disciplinati dal proprio statuto e dai regolamenti, quelli delle istituzioni sono disciplinati dallo statuto e dai regolamenti dell'ente locale da cui dipendono.
  • L'ente locale conferisce il capitale di dotatone, determina le finalità e gli indirizzi; approva gli atti fondamentali; esercita la vigilanza; verifica i risultati della gestione; provvede alla copertura degli eventuali costi sociali.
  • Il collegio dei revisori dei conti dell'ente locale esercita le sue funzioni anche nei confronti delle istituzioni. Lo statuto dell'azienda speciale prevede un apposito organo, di revisione, nonché forme autonome di verifica della gestione.

Le aziende speciali sono oggi previste dal Titolo V del citato Testo Unico degli Enti Locali che possono eventulmente costituirle per la gestione dei servizi pubblici locali, cioè quei servizi che abbiano per oggetto produzione di beni ed attivita' rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali (art. 112). Si tratta ad esempio della gestione di acquedotti, fognature, trasporto pubblico ecc. Infine le regioni italiane, pur in mancanza di una disciplina specifica a livello statale, analoga a quella relativa ai comuni e alle province, possono costituire aziende autonome al loro interno con legge regionale, in virtù dell'autonomia legislativa di cui sono dotate.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ William Domenichini, Multiutility, multibusiness. C’(H)era una volta la municipalizzata in Informazionesostenibile.info.
  2. ^ [1]
  3. ^ Art.3, commi 25 e 26 d.lgs 12 aprile 2006, n. 163 ("Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE")

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