Menorah

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Una ricostruzione della Menorah del Tempio creata dalla Temple Institute

La Menorah (ebraico: מנורה) è una lampada ad olio a sette bracci che nell'antichità veniva accesa all'interno del Tempio di Gerusalemme attraverso combustione di olio consacrato.

Il progetto originale, la forma, le misure, i materiali e le altre specifiche tecniche si trovano per la prima volta nella Torah, nel libro dell'Esodo, in corrispondenza delle regole inerenti al tabernacolo. Le stesse regole adottate poi per il Santuario di Gerusalemme.

Rappresentazione artistica della Menorah, tratta dal soffitto affrescato della sinagoga di Saluzzo, Piemonte.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La Menorah è uno dei simboli più antichi della religione ebraica. Secondo alcune tradizioni la Menorah simboleggia il rovo ardente in cui si manifestò a Mosè la voce di Dio sul monte Horeb, secondo altre rappresenta il sabato (al centro) e i sei giorni della creazione. Nel tabernacolo d'Israele, la menorah era d'oro e di disegno simile a quello delle comuni lampade (o candelabri) d'uso domestico, era adorna di pomoli e fiori alternati e aveva un'asta centrale e tre bracci per parte, che sostenevano in tutto sette piccole lampade. Per queste lampade si usava solo olio puro di olive schiacciate. Dio è la suprema Sorgente di luce e di guida. Dopo essere stato liberato dalle mani dei nemici e di Saul, Davide disse: "Tu sei la mia lampada, o Dio". Nei Salmi troviamo un'espressione analoga: "Tu stesso accenderai la mia lampada, o Dio". Dato che "l'uomo non deve vivere di solo pane, ma di ogni espressione che esce dalla bocca di Dio", i Suoi comandamenti sono come una lampada, che illumina la via dei servitori di Dio nelle tenebre di questo mondo. Il salmista dichiarò: "La tua parola è una lampada al mio piede, e una luce al mio cammino". Il re Salomone disse: "Il comandamento è una lampada, e una luce è la legge, e le riprensioni della disciplina sono la via della vita".

Perciò il fatto stesso che la menorah si trovasse nel tabernacolo e successivamente nel tempio indicava chiaramente anche se in senso simbolico, che Dio stesso sosteneva l'adorazione ebraica a Gerusalemme in quel tempo, per questo dopo il 70 d.C. con la distruzione di Gerusalemme da parte dei romani, gli ebrei persero l'approvazione di Dio, e la menorah per mano divina andò persa per sempre, insieme all'arca del patto.

Il destino della Menorah originale è tuttora oscuro: fatta interamente d'oro, d'un sol blocco, venne con molta probabilità portata a Roma quando Tito conquistò la terra di Israele nel 70, come testimoniato da una raffigurazione sullo stesso Arco di Tito. Secondo alcune testimonianze non confermate, è rimasta a Roma fino al sacco di Roma del 455 finendo poi, dopo alterne vicissitudini, a Costantinopoli. Da qui in poi se ne perdono le tracce. La tradizione ebraica sostiene invece che la Menorah trafugata da Tito fosse una copia (come provato dalle incongruenze fra il bassorilievo raffigurato sull'arco di Tito e la forma conosciuta della Menorah biblica). Quella vera sarebbe stata nascosta in previsione della distruzione del secondo Tempio di Gerusalemme.

Con la distruzione del Santuario di Gerusalemme molte tradizioni sono state riadattate ma non la Menorah che non ha collocazione liturgica mantenendo quindi solo funzioni ornamentali oppure come candelabro di illuminazione (anche elettrica) in luoghi di riunione e di preghiera. Ancor oggi, la Menorah è un simbolo universale della religione ebraica.

Lo stemma ufficiale dello Stato di Israele: la Menorah fiancheggiata da due rametti d'olivo. Sotto la Menorah la scritta "Israele".
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terumah (parashah).

Uso moderno[modifica | modifica sorgente]

Nelle Sinagoghe, oltre ad una lampada semplice ad olio sempre accesa di fronte all'Aron, chiamata ner tamid (luce eterna), è spesso presente una menorah o una sua rappresentazione.

Una menorah è rappresentata sullo stemma dello Stato di Israele, basata sulla rappresentazione della menorah sull'Arco di Tito.

Esegesi ebraica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aronne, Cohanim, Kohen Gadol, Luce celeste, Qedushah, Shekhinah, Tabernacolo e Tempio di Gerusalemme.
  • Un Midrash insegna che Mosè si chiese come fosse possibile che nel Mishkan prima e poi nel Tempio di Gerusalemme vi fosse bisogno della Menorah per la luce rispetto alla luce celeste della Shekhinah, certamente più grande a magnificente della prima; Dio gli rispose dicendo Behalotekhà, vi eleverete, con allusione all'elevazione anche sul piano materiale del livello spirituale, appunto distintamente la luce dei lumi della Menorah e quella celeste dell'irradianza della Shekhinah: in questo caso le due sono infatti collegate.
  • Mosè non riusciva a concepire la forma della Menorah tramite l'intelletto o "l'immaginazione profetica", così Dio lo permise tramite una visione profetica.
  • Nel Tempio di Gerusalemme esistevano lampade minori rispetto alla Menorah, che ne era la principale: esse vennero probabilmente rubate.
  • In passato vi fu controversia, in materia mistica ebraica, sul fatto se i lumi rappresentino i 7 giorni (cfr Arizal e Sefirot).
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chanukkah e Chanukkiah.

Esegesi di Rashi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arca dell'alleanza.

In un commento al Talmud Rashi ha proposto la descrizione della Menorah del Tempio di Gerusalemme come indicato nello stesso.

Uso nella Chiesa Cattolica[modifica | modifica sorgente]

La Menoràh è frequentemente utilizzata nelle celebrazioni eucaristiche dal Cammino Neocatecumenale, un itinerario di formazione post-battesimale della Chiesa Cattolica.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

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