Shechitah

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Illustrazione della shechitah del XV secolo.

Nella religione ebraica la Shecḥitah,[1] in lingua ebraica שחיטה, è la macellazione degli animali permessi dall'Halakhah sulla casherut, al fine di utilizzarne le parti per l'alimentazione, con l'esclusione del sangue, di alcune parti grasse e di altre parti dell'animale appunto proibiti.[2] L'animale deve essere ucciso "con rispetto e compassione"[3][4] da uno shocḥet (in ebraico: שוחט?, "macellaio rituale"), un ebreo religioso che abbia ricevuto la rispettiva licenza e sia stato addestrato. L'atto viene eseguito tagliando trachea, esofago, arteria carotide comune, vena giugulare e nervo vago in un intervento rapido del solo shochet qualificato, che esegue con lama ("chalef")[5] estremamente affilata. Ne risulta un calo istantaneo di pressione sanguigna al cervello e la perdita irreversibile di coscienza: secondo le fonti religiose ebraiche, l'animale è ora insensibile al dolore e si dissangua in modo preciso, veloce e indolore.[6] L'animale può essere posizionato in svariate maniere: quando l'animale giace di schiena, ci si riferisce con il termine shechitah munachat; in posizione eretta, con shechitah me'umedet. Prima della macellazione l'animale deve esser comprovato sano, senza ingiurie ed adatto.

Se i quarti posteriori dei mammiferi casher devono essere mangiati dagli ebrei, allora si devono espurgare - ripuliti di vene e chelev (grassi del grande omento) e tendini)[7][8] - seguendo una procedura rigorosa chiamata niqqur in ebraico (ingl. porging - lett. "incisione"; giudeo-tedesco: treiber; turco: kanadarlik).[9]

Significato della tradizione ebraica[modifica | modifica sorgente]

Le leggi della shechita non vengono descritte nel testo della Torah. Infatti, la Torah riporta soltanto che la macellazione dovrà essere effettuata "come ti ho prescritto" (Deut 12.21). Nell'Ebraismo ortodosso questo passo è spesso citato quale prova che Mosè ricevette anche una Torah Orale insieme al testo scritto.[10]

Fonti bibliche[modifica | modifica sorgente]

La Torah (Deut 12.21) afferma che gli ovini ed i bovini devono essere macellati "come ti ho prescritto" ma nessuna delle pratiche di shechitah viene descritta nella Torah stessa. Tali pratiche sono invece tramandate dall'Ebraismo tradizionale della Torah Orale e codificate nella halakhah da varie fonti, tra le quali la più importante è rappresentata dal codice canonico Shulchan Aruch.

Differenze nella natura fisica di animali puri ed animali non permessi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Casherut.
« Negli animali, la cui consumazione [alimentare] è permessa dalla Torah, il flusso sanguigno nell'arteria vertebrale raggiunge quello frontale della carotide (come nella capra, in mucche e tori, nel gallo, nella pecora, ecc)... Negli animali, la cui consumazione è vietata dalla Torah, il sangue scorre dall'arteria vertebrale direttamente al cervello (come nel maiale, nel cavallo, ecc) »
(La Grande svolta. La Saggezza Ebraica Riscoperta dalla Scienza)

Esiste quindi una differenza anche nella conformazione fisica tra animali puri, permessi agli ebrei, ed animali ad essi non permessi.

Morte dell'animale e perdita del sangue[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anima, Etica ebraica e Yetzer ha-ra.

Per mezzo della Shechitah, atta anche affinché il sangue fuoriesca con più facilità (il sangue è infatti proibito nell'alimentazione della Casherut), l'animale muore dolcemente ed anche gli "ultimi sussulti" del corpo, o delle zampe, non sono dovuti al dolore provato, anche se in questo caso lievemente presente (nei vari "regni" viventi la percezione della morte può essere differente; da un altro punto di vista, per esempio, il Talmud afferma che il peggior tipo di morte avviene per annegamento mentre la morte più "dolce" metaforicamente come "un capello tolto da del latte"), bensì alle ultime "scosse" del sistema nervoso e/o dei muscoli connessi e per il sangue che fuoriesce: prima della morte infatti il sangue è parte stessa dell'"essere vivente in questione", come scritto nel Pentateuco: "...ché nel sangue la vita...", di cui ne è perciò proibita l'alimentazione.

Lo Shochet e il metodo del taglio[modifica | modifica sorgente]

Per adempiere alla legge basilare di shechitah, gran parte della trachea e dell'esofago del mammifero, o la maggioranza di uno dei due nel caso degli uccelli, deve essere inciso con un movimento orizzontale oscillante continuo (a sega) senza violare una delle cinque principali tecniche proibite o altre regole più dettagliate. Tali cinque tecniche comprendono: pressatura, pausa, lacerazione, perforatura e copertura. Lo shochet deve aver studiato queste leggi e dimostrato una padronanza totale dei rispettivi contenuti; deve inoltre essere addestrato attentamente prima che gli sia permesso di affrontare da solo la macellazione "shekht".

Il coltello[modifica | modifica sorgente]

Il coltello usato per la shechitah viene chiamato chalaf dagli Ashkenaziti oppure sakin (ebraico: סכין) da tutti gli ebrei. Secondo la legge ebraica, il coltello può esser fatto di qualsiasi materiale non direttamente o indirettamente connesso al suolo e in grado di essere affilato e lucidato per il necessario livello di taglio ed efficienza necessari alla shechitah. Il Minhag permette l'uso di un coltello metallico.

Il coltello deve essere minimo 1,5 o 2 volte più lungo della larghezza del collo dell'animale, a seconda della specie dell'animale ed il numero di recisioni necessarie per abbattere l'animale stesso, ma non tanto lungo da pesare più del peso della sua testa. Se il coltello è troppo largo, si presume che possa causare pressature (proibite). Il coltello non deve avere la punta, poiché si teme che la punta possa scivolare e provocare una perforatura (proibita). Il filo della lama non deve essere seghettato, dato che le dentellature potrebbero causare strappi.

La lama non deve avere imperfezioni. Tutte le lame vengono considerate imperfette secondo la Legge ebraica, quindi il coltello deve essere controllato prima di ogni sessione. Lo shochet deve far scorrere un'unghia lungo tutte le parti della lama e sul suo filo tagliante, per determinare se ci siano imperfezioni. Dopodiché utilizza un certo numero di pietre abrasive per affilare e forbire la lama fintanto che essa sia perfettamente affilata e levigata. Dopo la macellazione, lo shochet deve nuovamente controllare il coltello nello stesso modo, per essere certo che la prima ispezione sia stata corretta, e per assicurarsi che la lama non sia stata danneggiata durante la shechitah. Se si comprova che la lama si è danneggiata, la carne non può essere consumata da ebrei. Se la lama cade o viene perduta prima del secondo controllo, si convalida la prima ispezione e la carne è permessa.

Nei secoli passati il chalef era fatto di acciaio forgiato, che non rifletteva luce ed era difficile rendere affilato e levigato. Il Baal Shem Tov, temendo che i sabbatani stessero graffiando i coltelli in un modo non normalmente rilevabile, introdusse il chalef chassidico ("Hasidische Hallaf"), che differiva dal coltello precedentemente usato nella composizione metallica: era fatto di acciaio fuso e lucidato a specchio, in modo che qualsiasi graffio potesse esser sia visto che sentito al tatto. Tale nuovo coltello suscitò controversie e fu una delle ragioni elencate nel "Brody Cherem" (Alta Censura di Brody) per la scomunica del Chassidismo. Oggi il chalef chassidico è l'unico che sia disponibile sul mercato per la shechitah e viene accettato universalmente.[11]

Le cinque tecniche proibite usando lo Chalef (Sakin)[modifica | modifica sorgente]

  • שהייה Shehiyah, Ritardo o Pausa - Una pausa di esitazione durante l'incisione, anche di un solo momento, rende non casher la carne dell'animale. Il coltello deve essere mosso in una scansione ininterrotta. La Shehiyah avviene se lo shochet ferma accidentalmente il procedimento di macellazione dopo che la trachea e l'esofago sono stati tagliati, ma prima che siano stati recisi del tutto. Una pausa può avvenire accidentalmente se le contrazioni muscolari nel collo dell'animale tirare[non chiaro] uno di questi organi fuori contatto dalla lama. Questo ultimo caso è abbastanza frequente con i tacchini.
  • דרסה Derasah, Pressatura/pressione - Il coltello deve tagliare lungo la gola con mozioni oscillanti (avanti e indietro), e non premendo o intaccando. Qualsiasi pressione eccessiva rende non casher l' animale . Derasah è quell'azione proibita che avviene quando lo shochet spinge il coltello nella gola dell'animale e affetta invece di tagliare scorrendo, oppure posiziona l'animale impropriamente, in modo da causare alla testa di premere contro la lama mentre muore, o lo shochet deve pressare il coltello sulla gola contro la forza di gravità. Alcuni[12] sostengono che sia proibito tenere l'animale in posizione eretta durante la shechitah, a causa della proibizione di derasah (pressatura). Affermano che l'animale debba stare sulla schiena, adagiato su un fianco, o sospeso sottosopra tramite una corda o catena, oppure – come vien fatto nella maggioranza delle macellerie commerciali – posto in una recinzione che trattenga gli arti dell'animale mentre è sul dorso per la macellazione. Tuttavia uno shochet esperto riesce a macellare l'animale in posizione verticale senza premere il coltello
  • חלדה Haladah, Perforazione o Copertura - Il coltello deve essere passato sulla gola in modo che sia visibile mentre si esegue la shechitah. Non deve trafiggere il collo o essere coperto da pelliccia, pelle, o piume nel caso di un uccello. La Haladah si verifica quando lo Shochet accidentalmente tagli la gola dell'animale così profondamente che l'intera larghezza del coltello scompare nella ferita, oppure utilizzi un coltello che è troppo corto cosicché l'estremità scompare nella ferita, o se un corpo estraneo cade sul coltello e quindi lo Shochet perde di vista l'incisione.
  • הגרמה Hagramah, Slittamento - I limiti nei quali il coltello può tagliare partono dall'anello largo della trachea fino alla cima del lobo superiore del polmone quando è in inspirazione, e corrisponde alla lunghezza della faringe. La macellazione sopra o sotto tali limiti rende la carne non-casher.
  • עיקור Iqqur, Lacerazione - Se l'esofago o la trachea vengono lacerati durante l'incisione di shechitah, tutta la carcassa diviene non-casher e non può essere consumata da ebrei. Lo Iqqur avviene quando lo shochet accidentalmente utilizza uno chalef con lama imperfetta, graffiata o intaccata, ove una sezione della lama sia inferiore alla sua superficie.[13][14][15]

Regole minori[modifica | modifica sorgente]

Il sangue dell'animale non può essere raccolto in un recipiente, una cavità, o un bacino d'acqua, poiché questi rassomigliano ad antiche forme di adorazione idolatra. Se lo shochet accidentalmente macella con un coltello dedicato all'adorazione di idoli, deve asportare una quantità di carne equivalente al valore del coltello e distruggerla... se ha macellato di proposito con tale coltello, l'animale diviene proibito come non-casher... è proibito macellare un animale di fronte ad altri animali o macellare un animale ed il suo piccolo nello stesso giorno, anche separatamente: è vietato in tutti i modi, irrispettivamente di quanto distante siano gli animali tra di loro. Il "piccolo" di un animale può essere sia la sua propria prole oppure un altro animale che lo segua costantemente, anche se di altra specie.[16]

Preparazione della carcassa[modifica | modifica sorgente]

L'animale deve essere casher. Per i mammiferi ciò si limita ai ruminanti che hanno lo zoccolo fesso (cioè spaccato in due parti).[17] Per gli uccelli la questione è più complicata. Biblicamente, tutti gli uccelli che non siano specificamente esclusi in Deuteronomio 14.12–18 sono permessi,[18] ma secondo la legge rabbinica,[19] sono permessi solo quegli uccelli che per tradizione sono commestibili.[20] L'animale casher non può essere sparato da un cacciatore, o decapitato con accetta, metodo comune per secoli, o stordito, come è d'uso nelle macellerie moderne a partire dalla prima metà del XX secolo, poiché si considera che in questi modi l'animale verrebbe danneggiato, invalidando così la shechitah, e rendendo la carne treifa (non-casher).[4][21] Dopo la shechitah di mammiferi, lo shochet deve palpeggiare l'area intorno ai polmoni per controllare se ci siano croste, aderenze o altre lesioni, che renderebbero non-casher l'animale.

Bedikah[modifica | modifica sorgente]

L'animale deve essere controllato nuovamente, dopo la shechitah, per accertare che non ci siano ingiurie interne che lo rendono malsano prima della macellazione, ma che non erano visibili in quel momento perché, appunto, interne. L'ispettore deve controllare che certi organi, come per esempio i polmoni, non abbiano cicatrici che renderebbero l'animale treif (non-casher): anche se in più, ciò comunque non riguarda l'ulteriore controllo per carne kosher glatt.

Glatt[modifica | modifica sorgente]

Glatt significa "liscio" in tedesco e in yiddish.

Carne "glatt" letteralmente significa che l'animale ha soddisfatto tutti i rigorosi requisiti sefarditi.
Alcuni gruppi della Chassidut mangiano anche carne glatt.

Nel contesto della carne casher, ciò si riferisce alla morbidezza/perfezione, o quindi assenza di imperfezioni, degli organi interni dell'animale. Nel caso particolare di croste o lesioni sui polmoni di una vacca, esiste tuttora un dibattito in merito alle usanze ashkenazite e quelle sefardite. Gli ebrei ashkenaziti asseriscono che, se la parte imperfetta può essere rimossa e i polmoni sono ancora "ermetici" (a tenuta d'aria) (procedimento che viene testato col riempimento dei polmoni di aria e poi sommergendoli in acqua, controllando che non fuoriesca aria), allora l'animale è ancora casher; mentre gli ebrei sefarditi ritengono che se l'animale possiede qualsiasi tipo di cicatrice, imperfezione o lesione sui polmoni, allora l'animale non è casher.

"Casher o Glatt?"[modifica | modifica sorgente]

La carne Casher viene considerata a norma anche da chi mangia carne Glatt, che si riferisce alla natura dei polmoni che quindi non presentano piccole "mancanze" o imperfezioni come sopra affermato, trascurabili per l'Halakhah ma che rientrano in una valutazione aggiuntiva sulla qualità dell'animale.
Spesso chi si abitua a mangiare carne Glatt non esclude comunque quella comunemente definita casher.

Epurazione: eliminazione delle parti proibite[modifica | modifica sorgente]

Due tagli di bistecca. Quello di sinistra è ricoperto da uno strato di chelev reale, quello di destra ha solo dei tendini non-casher (Krumim).

Dopo che l'animale è stato interamente ispezionato, ci sono ancora alcune fasi da eseguire prima che esso possa essere venduto come casher. La Torah proibisce la consumazione di certi grassi e organi, come i reni e gli intestini, e quindi devono essere rimossi dall'animale. Questi grassi sono tipicamente noti come chelev (ebraico: חלב, khelev o ẖelev).[22] Esiste inoltre una proibizione biblica sul mangiare il nervo sciatico (gid hanasheh), e quindi anch'esso viene rimosso.

La rimozione del chelev e del gid hanasheh, chiamata nikkur, è considerata complessa e tediosa, e quindi intensamente laboriosa: ne consegue che un ulteriore addestramento specialistico sia necessario per poterla eseguire appropriatamente. Mentre le minori quantità di chelev nella parte frontale dell'animale sono abbastanza facili da asportare, la parte posteriore dell'animale è molto più complicata, ed è dove si trova il nervo sciatico.

In nazioni come gli USA e l'Italia, dove sussiste un largo mercato di carne non casher, i quarti posteriori dell'animale (dove si trovano queste carni proibite) vengono venduti ai gentili, in modo da semplificare il processo. Tale tradizione risale ai secoli passati[23] quando i mussulmani locali accettavano come consumabili le carni macellate da ebrei; l'usanza non era però accettata universalmente da tutto il Mondo islamico, alcuni mussulmani (particolarmente nel Subcontinente indiano) non accettavano come halal il quarto posteriore. In Israele, comunque, professionisti con formazione specifica sono impiegati a preparare i quarti posteriori per la vendita casher.

Purificazione: preparazione per eliminare il sangue rimanente[modifica | modifica sorgente]

Anche il sangue deve essere eliminato dalla carne, dato che esiste una proibizione biblica contro la consumazione di sangue. Tutte le grandi arterie e vene vengono rimosse, come anche la carne livida o il sangue coagulato. Successivamente, la carne deve essere espurgata da tutto il sangue rimanente (casherazione). Il procedimento viene generalmente eseguito lasciando la carne ammollo per circa 30 minuti, coprendola con sale e lasciandola poi scolare. Nelle tradizioni sefardite si lascia in genere il sale su per un'ora intera e si risciacqua poi la carne accuratamente (lo strato di sale non deve essere troppo abbondantemente per evitare che il sangue resti bloccato sotto lo strato. Meglio evitare di far decorrere il sangue in uscita su lavandini vari della cucina in uso; in caso questo avvenga il lavandino deve essere sottoposto nuovamente alla pulitura o lavatura detta comunemente "casher-izzazione"). La carne viene quindi considerata casherata. Tuttavia, se la carne è stata lasciata per più di tre giorni dopo la macellazione senza essere casherata, allora si ritiene che il sangue si sia "fermato" (rappreso) nella carne e non è più salvabile per la consumazione, se non quando, in alcuni casi, sia preparata per la cottura alla griglia (o arrostita) con drenaggio adeguato.[24]

Periodo di Tisha b'Av: proibizione della carne[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Digiuni ebraici e Ricorrenze ebraiche.

L'Halakhah prevede l'astensione da carne e vino nel periodo che intercorre tra il 17 del mese ebraico di Tammuz ed il 10 di Av, sin dopo Tisha b'Av, simbolicamente in ricordo della cessazione del Korban e della libagione nel periodo della distruzione del Tempio di Gerusalemme primo e secondo.
Altri iniziano ad osservare tale restrizione da Rosh Chodesh di Av.

Per Shabbat tale astensione cessa; così per alcuni anche per la carne rimasta dopo Shabbat, di cui quindi si può godere anche a Motzè Shabbat, e per il vino dell'Havdalah (per quest'ultimo caso alcuni lasciano compiere la Mitzvah di bere il vino o succo d'uva casher per l'Havdalah ai bambini che non abbiano compiuto il Bar Mizvah). Ciò vale anche per la celebrazione della conclusione dello studio di un trattato del Talmud, momento gioioso.

Altre proibizioni, la cui osservanza varia nel periodo di tempo secondo i differenti Minhaghim, sono quella di non compiere bagni con acqua calda o caldo-tiepida - per questa occasione alcuni infatti preferiscono utilizzare docce - e non cambiare vesti per un periodo di tempo più breve: per quest'ultima regola si usa indossare prima e per poco tempo le differenti vesti di cui poi si usufruisce in tal periodo di tempo successivo; per quanto concerne la prima regola qui citata agli "operai" si concede anche il bagno, perché non per piacere.
Per la seconda si concedono alcune possibilità, per esempio per i neonati o per bambini piccoli (anche Meqor Chajim).

Fuorché in alcuni casi, come per il Pidyon HaBen, non si recita la Berakhah Shehecheyanu (talvolta però si permette per frutti nuovi durante Shabbat e persino anche oltre se poi non disponibili); per periodi di tempo differenti proibito il taglio di capelli, barba ed unghie, per quest'ultimo caso non per la Tevilah della donna ebrea e per il Mohel per il Brit milah (Qitzur Shulchan Arukh).

È inoltre periodo di Teshuvah.

Leggi in italia[modifica | modifica sorgente]

La normativa sanitaria in materia di macellazione degli animali è dettata dal regolamento CE n. 853/2004 e succ. modifiche e per quanto riguarda il controllo sanitario dal regolamento CE n. 854/2004 e succ. modifiche.

Riguardo al benessere animale durante la macellazione si applica il d.Lgs.vo n.333 del 1º settembre 1998 "Attuazione della direttiva 93/119/CE relativa alla protezione degli animali durante la macellazione o l'abbattimento".

Il Regolamento (CE) 1099/2009 (G.U. dell'Unione Europea n. 303 del 18/11/2009) del 24 settembre 2009 "relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento" ha abrogato la direttiva 93/119/CE ed è applicabile dal 1 gennaio 2013.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Una parte di opinione pubblica (che ha reagito anche in conseguenza del forte aumento dell'immigrazione in Europa occidentale di un largo numero di musulmani, e relative esigenze alimentari che seguono i dettami della Shari'a)[25] asserisce che il rispetto delle regole religiose implichi un incremento della sofferenza dell'animale: questi infatti viene immobilizzato secondo tecniche particolari e viene ucciso senza essere previamente stordito. Dal punto di vista giuridico italiano, il problema si colloca nella "compatibilità tra il diritto di libertà religiosa (che sta alla base della macellazione rituale) ed il rispetto degli animali, che impone di risparmiare loro ogni sofferenza evitabile. Le leggi della maggior parte dei paesi europei (tra cui l'Italia) prevedono apposite deroghe per rendere possibile la macellazione rituale senza previo stordimento dell'animale."[26]

Comunque, a seguito delle suddette pressioni protezionistiche, in Italia si è venuti a considerare l'adozione della normativa comunitaria di "macellazione pietosa", da delegarsi alla rispettiva autorità sanitaria, che verifica l'"abilità tecnica del personale assegnato a tale pratica" insieme alla "idoneità degli strumenti e dei metodi di stordimento" ed eventuale iugulazione. Ma lo stordimento è rifiutato dalla shechitah per motivi igienici e per i succitati motivi di culto, che contemplano ordini e specie di animali diversi, distinguendone gli organi e con precise prescrizioni alimentari. La shechitah è un atto sacro, che afferma il rispetto dell'animale da macellare, prevedendo solo poche inderogabili regole atte a ridurne la sofferenza.[27]

I sostenitori della shechitah fanno le seguenti considerazioni, basate anche su studi presenti nella letteratura veterinaria[28]:

  1. lo stordimento costituisce un trauma di eccessiva violenza per essere inflitto ad un animale vigile;
  2. lo stordimento non garantisce l'insensibilità verso il dolore da esso causato, né verso quello della successiva iugulazione;
  3. lo sgozzamento "rituale" produce minore trauma e minore dolore dello stordimento e, verosimilmente, della stessa iugulazione;
  4. la durata della sofferenza della vittima, riferita all'intervallo tra lo stordimento (o lo sgozzamento) e l'anossia cerebrale è senza alcun dubbio più breve nella shechitah che in quella pietosa;
  5. la shechitah prevede espressamente che la morte della vittima ed il suo completo dissanguamento precedano l'impastoiamento (legatura), il carico (sospensione) ed il sezionamento della carcassa mentre, nel caso della macellazione pietosa, la vittima viene sospesa quando è ancora viva e verosimilmente senziente, ed il sezionamento della carcassa viene condotto "a cuore battente", su di un corpo che ancora si scuote.

Lo studioso Giancarlo Vesce ha prodotto una tabella comparativa tra la "macellazione pietosa", proposta dalle società animalistiche e dalle autorità comunitarie, e la "macellazione rituale" (shechitah). Vesce afferma inoltre, e insieme ad altri rappresentanti delle Comunità ebraiche italiane[29], che un eventuale divieto della shechitah limiterebbe la libertà religiosa di alcune minoranze religiose (non solo ebraiche, quindi) e non sarebbe ingiustificato il dubbio di una discriminazione verso il loro credo religioso. Infatti, l'adozione della "macellazione pietosa", si limita ad "assopire le coscienze burocratiche e popolane, senza curarsi dell'effettiva capacità dello stordimento di abolire la sofferenza dell'animale."[30]

In forma riassuntiva ed abbreviata, si riporta la citata tabella qui appresso:[31]

Tabella comparativa[modifica | modifica sorgente]

MACELLAZIONE PIETOSA MACELLAZIONE SHECHITAH
"esecuzione"
(STORDIMENTO + IUGULAZIONE)
"sacrificio"
(SGOZZAMENTO)[32]
REQUISITI REQUISITI
1. Macellaio:
→a. Addestramento non formalizzato; controllo delegato all'autorità sanitaria;
→b. Moralità non vincolante: non "certificata";
→c. Prestazione ordinaria.

1. Shochet:
→a. Edotto su tutti i precetti alimentari della religione e della macellazione ebraica;
→b. Moralità vincolante, "certificata annualmente";
→c. Atto di culto (sacro e solenne).


2. Tecnica:
→a. Stordimento OBBLIGATORIO;
→b. Sezione di "almeno" 1 carotide;
(Tecnica libera. Più tentativi sono permessi fino alla corretta recisione dei vasi; l'altra carotide, se integra, continua ad alimentare il circolo cerebrale).

2. Tecnica:
→a. Stordimento PROIBITO;
→b. Sezione di 2 carotidi + 2 giugulari;
(L'incisione deve essere fatta in una sola volta con movimento di taglio continuo, che cessa quando il coltello viene sollevato dall'animale. Non è permesso un secondo taglio).


3. Coltello:
→a. Affilatura, tipo e dimensioni non rilevanti.

3. Coltello:
→a. Affilatura, tipo e dimensioni del tutto rilevanti.


4. Dissanguamento:
→a. Non necessariamente "a cuore battente";
→b. Interrotto, "non completo".

4. Dissanguamento:
→a. Esclusivamente "a cuore battente";
→b. Spontaneo e completo (ininterrotto).


5. Sezionamento:
→a. Impastoiamento, carico e sezionamento della carcassa eseguiti sull'animale vivo, a cuore battente ed in preda a violenti scuotimenti.

5. Sezionamento:
→a. Impastoiamento, carico e sezionamento della carcassa eseguiti sull'animale morto, solo dopo il totale dissanguamento.


EFFETTI EFFETTI
1. Limitato rispetto per l'animale (rischio di brutalità); 1. Massimo rispetto per l'animale (assenza di ogni brutalità);
2. Trauma da stordimento brutale e doloroso; 2. Nessun trauma da stordimento;
3. Ferita meno estesa, forse più dolorosa 3. Ferita più estesa, ma non più dolorosa;
4. Più lenta morte cerebrale; 4. Più rapida morte cerebrale;
5. Più lento ed incompleto dissanguamento (presenza del freno vagale e limitata azione della pompa cardiaca) 5.Più rapido e completo dissanguamento (assenza del freno vagale e protratta azione della pompa cardiaca)
Donativi[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cohanim e Leviti.

Con l'esistenza del Tempio di Gerusalemme costruito e completo di Avodah, una volta che l'animale è stato controllato e riscontrato casher, è una mitzvah (comandamento) che lo shochet doni la zampa anteriore, le guance e l'abomaso della carcassa ad un Kohen. Il Beth Din, in base all'interpretazione di questo obbligo, ha la facoltà secondo l'autorità halakhica di scomunicare quello shochet che si rifiutasse di eseguire la citata mitzvah. Ad ogni modo è preferito che sia lo shochet stesso a rifiutarsi di fare la shechitah a meno che il proprietario dell'animale non consenta al donativo.

I Rishonim avvertono che lo Shochet non può prendere come scusa che, poiché l'animale non gli appartiene, lui non possa fare il donativo se il proprietario non acconsente. Al contrario, dato che si presume che lo shochet medio sia ben erudito ed esperto delle Leggi della Shechitah ("Dinnei Shechita"), il Beth Din ha fiducia che lo shochet di sua iniziativa non esegua la shechitah se il proprietario rifiuti di fare il donativo:

« L'obbligo di dare i doni rimane con lo Shochet che separa le parti dovute ai Kohanim. Apparentemente, il ragionamento è che lo Shochet medio sia un "Talmid Chacham" (studioso del Talmud), dato che ha completato i prerequisiti di conoscenza delle (complesse) leggi di Shechita e Bedikah. Si presume inoltre che sia esperto delle leggi dei donativi, e non trascuri quindi la Mitzvah in questione. Ciò, tuttavia, non succede col proprietario dell'animale, dato che il proprietario medio è un Am ha-aretz (secolare, persona ordinaria) non molto competente delle leggi sui donativi e potrebbe procrastinare il completamento della Mitzvah. »
(Shulchan Gavoah a Yoreh Deah 61:61)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il termine viene transliterato anche in altre forme, come shechitah, shehitah, shehita
  2. ^ Deut 12.21, Deut 14.21, Num 11.22
  3. ^ Meat Science at Texas A&M University, Meat.tamu.edu.
  4. ^ a b "Judaism: Animals" BBC, che cita anche un passo biblico da Proverbi 12.10
  5. ^ Come per tutte le translitterazioni dall'alfabeto ebraico, anche questo termine (che indica una lama di coltello, ed il coltello stesso) può essere trascritto in diversi modi: chalef, chalaf, hallaf, challaf - con una molto aspirata, uvulare.
  6. ^ "What is Shechita?" su chabad.org.
  7. ^ Simile ad una combinazione di "eviscerazione" e "toelettatura", nella macellazione generica. Per i cibi proibiti, cfr. Mishneh Torah Kedushah, Cibi proibiti 8:1
  8. ^ Mishneh Torah Kedushah, Cibi proibiti 6:1
  9. ^ Judah David Eisenstein, PORGING in Jewish Encyclopedia, vol. 10, New York, Funk & Wagnalls, 19/06/1901, p. 132. URL consultato il 03/01/2012.
  10. ^ "My Jewish Learning"
  11. ^ ''Law and Custom in Hasidism'' Aaron Wertheim, Books.google.se.
  12. ^ Nathaniel Popper, Widespread Slaughter Method Scrutinized for Alleged Cruelty, The Forward, 02/13/2008. URL consultato il 27 aprile 2012.
  13. ^ "The rules of Shechita for performing a proper cut during kosher slaughter", del Rabbino Chanoch Kesselman, Temple Grandin, esperto di macellazione.(EN)
  14. ^ Articolo: Shehitah sulla Jewish Encyclopedia (1906).
  15. ^ Shulchan Arukh, "Yoreh De'ah", 1-28.
  16. ^ Cfr. in gen. Italy Kosher Union, "Certificazione Kosher". URL consultato 16/12/2012
  17. ^ Shulchan Aruch, Yoreh De'ah 79
  18. ^ Ari Z. Zivotofsky, Kashrut of Birds – The Biblical Story in Is Turkey Kosher?, Scharf Associates, 2011. URL consultato il 16/12/2012.
  19. ^ Secondo i concetti de-'oraita (aramaico: דאורייתא) e de-rabbanan (aramaico: דרבנן), che vengono molto usati nelle discussioni e nei testi della Legge ebraica. Il primo termine si riferisce ai requisiti halakhici che sono prescritti biblicamente, mentre il secondo termine si riferisce ai requisiti halakhici che sono prescritti dai rabbini. Cfr. Promising Justice: Derrida with Jewish Jurisprudence (2001): "Quindi, quei comandamenti (mitzvot) che provengono direttamente dalla Torah (de'oraita) e sono biblici, possiedono un'autorità superiore a quelli rabbinici che non ne provengono (de'rabbanan)". In aramaico, de-'oraita significa "dalla Torah" e de-rabbanan significa dai nostri Rabbini.
  20. ^ Ari Z. Zivotofsky, Kashrut of Birds – The Need for a Mesorah in Is Turkey Kosher?, Scharf Associates, 2011. URL consultato il 16/12/2012.
  21. ^ "Shechita UK" (EN) e "Italy Kosher Union", Cos'è il Kosher? (IT)
  22. ^ il nome ebraico chelev (ebraico: חלב, khelev o ẖelev) è un termine dato a certi tipi di grassi animali. Esiste un divieto nella Torah che proibisce agli ebrei di consumare chelev, un tipo di grasso animale (Levitico 7.23). Solo il chelev di animali che sono del tipo che potrebbe essere offerto al Tempio o Tabernacolo, è proibito (Levitico 7.25). La proibizione di consumare chelev è inoltre parte dei 613 mitzvot che, secondo il Talmud (Talmud, Makohs 22b), furono dati a Mosè nel Sinai (cfr. Maimonide, Libro dei Mitzvot, Comandamenti Negativi (lo sa'aseh), nr. 185)
  23. ^ "What's the Truth about Nikkur Achoraim?" su kashrut.com, 2007 (EN)
  24. ^ Wikihow. How to Kasher Meat (EN)
  25. ^ La legge islamica, cioè l'insieme dei precetti del Corano e dei Hadith, prescrivono una serie di regole per la macellazione del bestiame affinché la carne sia considerata commestibile. Per i musulmani tali regole appaiono mutuate dalla tradizione ebraica del cibo Kosher e di fatto coincidono nelle due culture: si veda Macellazione#Macellazione rituale-religiosa.
  26. ^ Nota dell'OLIR, di S. Ferrari, D. Milani e R. Bottoni: A questo proposito, è utile ricordare che, nonostante la pressione delle associazioni per la protezione degli animali, la proposta di regolamento del Consiglio dell'Unione europea (Regulation on the protection of animals at the time of killing), che è attualmente in fase di approvazione e che abrogherà la Direttiva 93/119/CE del 22 dicembre 1993 relativa alla protezione degli animali durante la macellazione o l'abbattimento, ribadisce l'importanza di tenere in considerazione le esigenze particolari di certi riti religiosi e mantiene la disposizione, già contenuta nella Direttiva, secondo la quale gli Stati Membri possono concedere una deroga all'obbligo di stordire previamente gli animali sottoposti a particolari metodi di macellazione richiesti da determinati riti religiosi." URL consultato 14/12/2012
  27. ^ Giancarlo Vesce, "Della sofferenza degli animali macellati pietosamente", OLIR.it, marzo 2011, pp. 2-4.
  28. ^ Ove si cerca di verificare le "condizioni reali" dei "soggetti da macello", con speciale attenzione al tempo intercorrente tra lo stordimento (oppure sgozzamento) e la morte cerebrale, essendo quello tra "l'arresto circolatorio e l'anossia cerebrale" stimabile in 3-5 minuti per animali di taglia medio-grande
  29. ^ Si veda int.al., la monografia di P. Lerner & A. M. Rabello, Il divieto di macellazione rituale (shechità kosher e halal) e la libertà religiosa delle minoranze, CEDAM (2010).
  30. ^ Giancarlo Vesce, "Della sofferenza degli animali macellati pietosamente" cit., p. 3.
  31. ^ Per i contenuti specifici, si veda G. Vesce, op. cit., p. 4. insieme alla monografia di Pablo Lerner & A. M. Rabello sul divieto di macellazione rituale e la libertà religiosa delle minoranze quale riferimento etico-giuridico contro la discriminazione delle comunità ebraica e mussulmana nell'esercizio delle rispettive libertà religiose (q.v. Riferimenti e Bibliografia).
  32. ^ Vedi definizione su Dizionario di Cucina: "Tecnica di macellazione degli animali commestibili, consistente nella recisione del gozzo e quindi dei grossi vasi sanguigni del collo. Viene praticata per ottenere il completo dissanguamento dell'animale. Nelle prescrizioni alimentari delle comunità ebraiche è l'unica tecnica di macellazione consentita."

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Fonti[modifica | modifica sorgente]

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