Talled

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Talled tradizionale indossato da un'Ebreo che prega

Il tallèd o tallit (in ebraico טלית), anche definito scialle di preghiera, è un indumento rituale ebraico il cui sviluppo della tradizione e storia risale ai tempi della compilazione della Torah. Esso, nella forma più comune (talled gadol, in ebraico טלית גדול), consiste in un telo rettangolare, solitamente di lana, seta, lino o cotone ma anche in fibra sintetica, di varie grandezze, più o meno decorato e dotato obbligatoriamente di frange agli angoli e solitamente anche sui due lati più corti. Il termine Tzitzit o Zizzit (ebr. ציצית) è a volte usato come sinonimo di talled.

La pronuncia indicata dagli omofoni della parola talled, da tallit, è quella dell'uso Sefardita e Italiano, oltre che dell'uso generale in Israele; nell'uso askenazita, la pronuncia è tallis.

Origine della sua Mizvah[modifica | modifica sorgente]

Aspetto di uno zizzit (stile askenazita)

L'obbligo, o Mizvah, è espresso in Numeri 15:37-39, in un passo che è parte anche dello Shema, sicuramente la più sentita delle preghiere ebraiche:

E Dio disse a Mosè: dì ai figli di Israele di farsi per tutte le generazioni delle frange agli angoli dei loro vestiti e nelle frange vi sia un filo di tessuto azzurro (colore Tekhelet); questo sarà per voi lo zizzit e, quando lo vedrete, ricorderete tutte le leggi divine e le osserverete, e non andrete dietro al vostro cuore ed ai vostri occhi, da cui vi fareste trascinare.

La Mizvah del Tallit è per il popolo ebraico secondo la benedizione che Dio fece per Sem quando ebbe coperto con un manto il padre Noè.

Il Tallit Qatan[modifica | modifica sorgente]

La non praticità in tempi successivi a quelli biblici dell'indossare una specie di tunica ha portato all'uso del talled Qatan, in ebraico טלית קטן, che è sostanzialmente una maglia o un vestimento usualmente indossato sotto la camicia, sempre dotata degli zizzit come da precetto divino: questo il significato letterale in merito all'origine. Il talled gadol resta comunque obbligatorio nell'uso liturgico, almeno in alcune ben definite occasioni, anche se si indossa quello piccolo qui descritto.

Regole sull'uso[modifica | modifica sorgente]

Tra gli ebrei ortodossi il talled viene indossato dagli ebrei maschi (le donne sono esentate da questa Mitzvah) che hanno raggiunto la maggiore età, cioè che hanno compiuto 13 anni, età in cui l'ebreo diventa Bar mitzvah, figlio della legge, e assume l'obbligo di obbedienza ai precetti.

Abitudine e buon uso quello di fare indossare il tallit qatan anche ai bambini per abituarli all'osservanza ed alla conoscenza delle mitzvot.

Quando indossarli[modifica | modifica sorgente]

Il Talled gadol va indossato ogni mattina durante la Tefillah di Shakhrit e nel giorno o nelle sere di alcune festività ebraiche, come ad esempio Yom Kippur; il Tallit Qatan deve essere indossato e sempre portato durante tutto il giorno, secondo alcune opinioni con l'esclusione del momento in cui si dorme o in altri momenti fisici della natura.

Il Tallit Gadol nel pomeriggio[modifica | modifica sorgente]

Quando non si riesca a compiere la Tefillah del mattino e quindi non si sia indossato il Tallit Gadol, vige anche l'obbligo di indossarlo al pomeriggio, per la Tefillah di Minchah, dicendo la relativa Benedizione a Dio.

Berakhah necessaria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Berakhot.

Al mattino, prima indossare il Tallit Gadol, si recita sullo stesso la Benedizione relativa che esenta da quella sul Tallit Qatan che invece deve essere recitata nel caso non si riesca a compiere la Tefillah di Shakhrit o nel caso si debba compiere una misura di cammino, la cui quantità venne stabilita dall'Halakhah, prima di indossare il primo: in questo caso si tratta di due Benedizioni differenti una dall'altra (quella per il Tallit Qatan, che non è sempre necessaria come qui spiegato, termina dicendo ...al Mizvat Tzitzit).

Come si indossa[modifica | modifica sorgente]

Si tiene sospeso il Tallit dietro, all'altezza della testa e delle spalle senza toccarle recitando la prima parte della Berakhah infine appoggiandolo sulla stessa e sulle spalle lungo il corpo con le ultime due parole ...lehitatef beTzitzit.

Le differenti halakhot sul nodo dello Zizzit[modifica | modifica sorgente]

Sefardita[modifica | modifica sorgente]

Ashkenazita[modifica | modifica sorgente]

Chabad[modifica | modifica sorgente]

Halakhah sui fili spezzati[modifica | modifica sorgente]

Secondo la Mishnah Berurah se almeno un filo si spezza alla radice il nodo non vale, il Tallit deve essere sostituito; se un solo filo si spezza dopo l'intreccio lo Zizit va bene, se se ne spezzano due ed uno risulta lungo almeno 4 cm va bene ma se non raggiunge i 4 cm allora va bene se i due fili spezzati escono dalla stessa estremità del nodo ma non se escono da due; secondo un'opinione se ci sono 4 fili spezzati dalla stessa parte del nodo va bene, secondo altri non è utilizzabile.

Significato[modifica | modifica sorgente]

Secondo i commentatori:

« ... la ricompensa è middà-keneghed-middà. Adempiendo a questa Mitzvah l'ebreo dimostra la sua volontà di seguire Hashem. Pertanto egli riuscirà a dedicarsi completamente al Suo servizio, mentre altri si occupano delle proprie faccende materiali »
  • In Ghimatriah il valore numerico di Tzitzit corrisponde a 600 la cui somma con 8, gli 8 fili, e 5, i nodi, è di 613, appunto le 613 mitzvot.
  • Guardando le frange gli Ebrei si ricordano di Dio e dei Suoi precetti e si allontanano dal peccato: a Mosè fu comandato da Dio di ordinare agli Ebrei che ognuno attacchi gli Tzitzit, i fili annodati, ai suoi indumenti in modo da ricordare le Mitzvot, fu infatti risposto ad un epicureo: "Puoi osservare che non ci comportiamo come quelle persone che fanno un nodo al fazzoletto per ricordare qualcosa" (Tossefot Harosh).
  • Le posizioni degli Tzitzit ai quattro angoli degli indumenti indicano che ovunque un Ebreo vada è sempre devoto al servizio divino per Dio, l'Avodah.
  • Anticamente gli Ebrei potevano indossare sempre i Tefillin e, quando venne considerato meglio non farlo a Shabbat e Yom tov, Dio proclamò a Mosè che avrebbero potuto avere una Mitzvah da osservare ogni giorno, appunto indossare gli Tzitzit.
  • I quattro angoli indicano le ali degli angeli Chayyot (Bekhayè) nonché il fatto che Dio ha liberato e portato il popolo ebraico come su ali d'aquila (Rashi).
    Gli Ebrei che indossano gli Tzitzit infatti adempiono alla Qedushah e sembrano come angeli.

"Caino o Abele?"[modifica | modifica sorgente]

La Qabbalah insegna che chi "indossa a destra o a sinistra sarebbe [quasi] come di Caino o di Abele": a tal proposito, sempre la medesima tradizione, ha trasmesso che "Caino" nell'era messianica primeggia[1] in "un suo periodo".

V'è inoltre anche Set.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Patriarchi ebrei e Tiqqun.

Tekhelet: un colore forse perduto?[modifica | modifica sorgente]

L'Halakhah sul filo azzurro (פתיל תכלת - pétil tekhélet) di cui si parla nel passo biblico pone diverse opinioni sulla sua origine:

  • si ritiene fosse colorato con l'estratto della conchiglia di un mollusco ormai estinto;
  • secondo un'opinione scritta si tratta del pesce Khilazon (Talmud Meghillah), un animale simile ai cetacei o ai delfini, come un piccolo "balenottero": il colore si ricava dal suo sangue; anche una fonte presso i seguaci di Nachman di Breslov afferma che in passato alcuni esponenti della tribù ebraica del popolo d'Israele di Zabulon, discendente di Giacobbe e Leah, pescavano questo pesce mentre altri pescatori lo usavano solo a fini di lucro: questo colore, simile all'indaco (indigo o violetto-azzurro), era molto costoso anche perché era difficile saperlo pescare e per la sua comparsa in superficie solo raramente quando risaliva quasi a "peso morto", come galleggiando. Secondo la traduzione pare esistano grotte nascoste... La fonte scritta racconta poi che questo pesce sapeva insinuarsi anche nella sabbia infatti Mosè ne trovò un esemplare nel deserto durante i 40 anni dopo l'esodo del popolo ebraico dall'Egitto prima di entrare in Terra d'Israele.

Con l'arrivo dell'era messianica esso tornerà ad essere utilizzato per lo Zizzit.

I caraimi ed alcune comunità sefardite usano porre dei fili azzurri negli zizzit, ovviamente colorati in modo diverso.

Episodio tra Mosè e Core[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Shekhinah.

Con riferimento alla ribellione di Core, anche a causa dell'insistenza della moglie, viene spiegato che egli insorse affermando anche che non sarebbe stato necessario tingere e portare gli Zizzit del colore Tekhelet nel caso in cui tutta la veste fosse stata del medesimo colore: Mosè lo contrariò spiegando l'Halakhah definitiva in merito a questa Mizvah.

Colore dello scialle e suo tessuto[modifica | modifica sorgente]

Il talled è una via di mezzo tra un abito ed un oggetto rituale; il suo aspetto ha mutato nelle epoche e degli stili: presumibilmente bianco nei tempi antichi, ha assunto col tempo un aspetto, più o meno standard, di telo bianco con bande laterali in numero e larghezza variabile, di colore nero o azzurro. In tempi recenti sono stati usati altri colori e occasionalmente decorazioni più o meno informali; questa pratica non è però in uso presso le comunità ortodosse e conservative che mantengono il disegno classico. Il fondo è talvolta operato con un disegno rappresentante le tavole della legge.

Nella tradizione italiana, il talled è a volte di seta ma, visto il costo, è normalmente di lana o cotone; più di frequente con bande azzurre, sempre su fondo bianco.

(Il Qitzur Shulchan Arukh sconsiglia l'utilizzo dei due Tallit, se uno di seta e l'altro di lana).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ www.kabbalaonline.com (sito-web Chabad-Lubavitch)

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