Tefillin
| Per approfondire, vedi Preghiera ebraica e Shema. |
I tefillin (ebr תפילין), detti anche filatteri secondo una traduzione grecizzante, sono due piccoli astucci quadrati - occasionalmente anche chiamati battim, che significa 'casa' - di cuoio nero di un animale kasher, cioè puro, con cinghie fissate su di un lato, che gli Ebrei usualmente portano durante la preghiera del mattino chiamata Shachrit.
Alcuni confondono tefillin col plurale di tefillah (termine che significa preghiera, il cui plurale è tefillot) mentre è invariabile ed usato sia pe il singolare che per il plurale.[1]
Indice |
Etimologia [modifica]
Connessa al termine Tefillah, riguarda il legare, il connettersi; in questo caso, letteralmente e nella pratica, è l'azione di legare i filatteri ma presenta anche la connotazione di unirsi in "Unio Mystica" a Dio (cfr Amidah, Berakhot, Cinque Mondi, Devequt, Kavanah, Meditazione ebraica, Mitzvah, Preghiera ebraica e Shekhinah).
Pergamene all'interno e formazione [modifica]
Una di esse, detta shel yad, viene allacciata al braccio sinistro (sul destro per i mancini) e l'altra è posta sulla testa, chiamata shel rosh. Ogni scatoletta contiene i quattro brani della Torah in cui viene ricordata la Mitzvah dei Tefillin: due di essi sono brani tratti dallo Shemà Israel. Questi quattro brani sono scritti da uno scriba su un'unica pergamena per la tefillin del braccio e su quattro pergamene separate, infilate in 4 scomparti appositamente realizzati all'interno della shel rosh, per la tefillin della testa. Su due lati della tefillin shel rosh è impressa la lettera shin.
La preparazione delle scatolette è integralmente manuale e dura un anno intero.
Gli ebrei compiono in questo modo uno dei 613 precetti comandati dalla Torah.
Rashi e Rabbénu Tam [modifica]
Esistono due diverse scuole di pensiero tra i Maestri dell'ebraismo circa l'ordine di inserimento delle pergamene nei Tefillin: secondo la scuola di Rashi e secondo la scuola di Rabbénu Tam (nipote di Rashi): la sola differenza tra le due versioni è l'ordine di inserimento delle pergamene nella tefillin della testa. La Halachah prescrive di portare i Tefillin di Rashi durante la preghiera del mattino (tranne il sabato, il giorno di Yom Kippur, e le feste di Pesach, Shavuot e Sukkot), e con questo si è compiuto il precetto biblico. Inoltre essa raccomanda ai più meticolosi di porre brevemente in seguito anche quelli di Rabbénu Tam, generalmente per il tempo necessario alla lettura dei quattro brani citati in precedenza. Ambedue i pareri sono esposti tra i commenti al trattato di Menachot del Talmud Bavli.
Berakhot per i Tefillin [modifica]
| Per approfondire, vedi Berakhot. |
Dopo aver indossato il Tallit, dicendo la relativa Benedizione, si mettono i Teffillin dicendo le Benedizioni necessarie.
Come si indossano [modifica]
- 1) Il filatterio del braccio viene posto sopra il gomito con la scatoletta posta nella posizione in direzione del cuore e, prima di dire la Berakhah del braccio, si preme il filatterio iniziando dopo di essa ad avvolgerlo lì e continuando ad avvilupparlo 7 volte attorno all'avambraccio: generalmente viene avvolto verso il corpo mentre i Chassidim lo avvolgono in senso contrario al corpo per dimostrare la mancanza di egoismo e l'importanza del benessere altrui, perciò lo avvolgono in direzione del prossimo, partendo da sé stessi.
Esistono due usi sui giri formanti la lettera ebraica Shin, secondo alcuni sopra il gomito mentre secondo altri sulla mano. Secondo la prima opinione, prima di mettere quello sulla testa si pone un giro e mezzo sulla mano ma non ancora attorno al dito.
- 2) Stando in silenzio si pone poi quello sulla testa, secondo gli Ashkenaziti dicendo prima la relativa Berakhah; per dubbi, come per esempio sulla recitazione invano di Benedizioni, alcuni recitano a bassa voce Barukh Shem Kevod Malkhutò le'Olam Vaed (trad. "Sia Benedetto il Nome del Suo glorioso Regno": cfr Shema e Yom Kippur) subito dopo questa Berakhah.
- 3) infine i giri del filatterio del braccio attorno al dito medio con relativa preghiera finale nel corso dell'azione degli stessi.
Halakhah [modifica]
- Non si indossano i Tefillin nei giorni di
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- Yom kippur;
- Shabbat;
- Yom tov e Chol haMoed delle festività ebraiche (per la maggioranza non si mettono i Tefillin di Chol haMoed, oggi per tutti i Minhaghim, ma in rarissimi casi è permesso, spesso per motivazioni mistiche).
- Neanche durante la recitazione dell'Hallel e di Musaf.
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- In questi giorni, tranne durante Chol haMoed, i Tefillin sono Mukze: non si possono quindi neanche toccare.
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- Nel caso in cui non si riesca ad indossarli al mattino durante la Tefillah di Shakhrit, come dovuto, si possono indossare durante la recitazione di Minchah.
- Durante il digiuno obbligatorio di Tisha b'Av si usa indossare i Tefillin solo durante Minchah e non al mattino durante Shakhrit.
- Alcuni mettono i Tefillin nel momento in cui una persona importante si presenti dinanzi.
- Non si indossano i Tefillin in luoghi o strade "sporchi" o non "adatti".
Meglio non portarli nei "bagni".
- Quando necessario e possibile, è bene indossarli prima di entrare nei luoghi di preghiera o nei luoghi di studio e Yeshivot.
- Meglio non porre cappelli o loro parti sopra i Tefillin sulla testa.
- Preferibile non indossarli alla sera.
- Per i Tefillin risulta necessario il Tallit.
- Alcuni permettono che i giovani ebrei indossino i Tefillin 2 o 3 mesi prima (Qitzur Shulchan Arukh) del 13° anno di età del Calendario ebraico (cfr Bar Mitzvah).
Significato [modifica]
- La lettera ebraica Dalet del nodo delle cinghie del tefillin della testa, la Shin del filatterio del braccio avvolto attorno alla mano e la Yod attorno al dito medio formano il nome di Dio Sh-addai che significa 'l'Onnipotente'.
- Uno dei significati spiega che i Tefillin rappresentano una corona; inoltre le posizioni verso il cuore e sulla testa indicano che tutti gli aspetti buoni e santi delle "emozioni" e dell'intelletto e del pensiero dell'ebreo sono coinvolti nell'Avodah per Dio.
- La Qabbalah trova affinità tra i Tefillin ed il significato delle Sefirot rappresentate nelle parti degli stessi, per esempio tra le due cinghie del filatterio della testa ed Hod e Netzach.
La metafora dei "Tefillin" "indossati" da Dio [modifica]
Note [modifica]
- ^ Sol Steinmetz, Dictionary of Jewish usage: a guide to the use of Jewish terms, Rowman & Littlefield Publishers, Inc., 2005, pp. 165. ISBN 978-0-7425-4387-4
Voci correlate [modifica]
- Berakhah
- Mitzvah e Mitzvot
- Mondo futuro
- Shachrit
- Shema e Parashah-Torah
- Tefillah/Preghiera ebraica
- Tisha b'Av
- Zizit e Kippah
Altro:
Anche:
Pure:
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