Tefillin

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Tefillin con le loro scatole esterne protettive. La Legge Ebraica sanziona la gravità del trascurare il comandamento dei tefillin.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Preghiera ebraica e Shema.

I tefillin (ebr תפילין), detti anche filatteri secondo una traduzione grecizzante, sono due piccoli astucci quadrati - occasionalmente anche chiamati battim, che significa 'casa' - di cuoio nero di un animale kasher, cioè puro, con cinghie fissate su di un lato, che gli Ebrei usualmente portano durante la preghiera del mattino chiamata Shachrit.

Alcuni confondono tefillin col plurale di tefillah (termine che significa preghiera, il cui plurale è tefillot) mentre è invariabile ed usato sia per il singolare che per il plurale.[1]

Fonti bibliche[modifica | modifica sorgente]

L'obbligo dei Tefillin, come esposto dalla Legge orale, viene affermato quattro volte nella Torah: due volte quando richiama l'Esodo dall'Egitto:

« Sarà per te segno sulla tua mano e ricordo fra i tuoi occhi, perché la legge del Signore sia sulla tua bocca. Con mano potente infatti il Signore ti ha fatto uscire dall'Egitto. »   (Esodo 13:9 [2])
« Questo sarà un segno sulla tua mano, sarà un ornamento fra i tuoi occhi, per ricordare che con braccio potente il Signore ci ha fatti uscire dall'Egitto »   (Esodo 13:16 [3])

e due volte nei brani del Deuteronomio, presenti nella Shema:

« Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come totafot tra gli occhi  »   (Deuteronomio 6:8 [4])
« Porrete dunque nel cuore e nell'anima queste mie parole; ve le legherete alla mano come un segno e le terrete come totafot tra gli occhi. »   (Deuteronomio 11:18 [5])

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Tefillin

Connessa al termine Tefillah, riguarda il legare, il connettersi; in questo caso, letteralmente e nella pratica, è l'azione di legare i filatteri ma presenta anche la connotazione di unirsi in "Unio Mystica" a Dio (cfr Amidah, Berakhot, Cinque Mondi, Devequt, Kavanah, Meditazione ebraica, Mitzvah, Preghiera ebraica e Shekhinah).

L'origine ultima dei "tefillin" ebraici è incerta.[2] La parola "tefillin" non si trova nella Bibbia ebraica, che li chiama ṭoṭafot.[3] Il Septuaginta traduce "ṭoṭafot" con ἀσαλευτόν, "qualcosa di immovibile".[4] Alcuni credono che si riferisca ad un amuleto, simile al neṭifot ebraico, "gioiello tondo".[4] Il Talmud (Sanhedrin 4b) spiega che la parola ṭoṭafot è una combinazione di due parole straniere: Tot che significa "due" nella lingua Caspi e Fot che significa "due" nella lingua "Afriki",[5] quindi tot e fot significa "due e due", corrispondente ai quattro compartimenti del tefillin per la testa.[6] Il filologo Menahem ben Saruq (X secolo) spiega che la parola deriva dall'ebraico Ve'hateif e Tatifoo, entrambe espressioni che significano "discorso", "poiché quando un individuo vede il tefillin gli fa ricordare e parlare dell'Esodo dall'Egitto".[7]

I primi testi ad usare "tefillin" sono i Targumim e Peshitta[4] e la parola viene usata anche nella successiva letteratura talmudica, sebbene il sostantivo "ṭoṭafah" fosse ancora corrente, usato col senso di "frontale".[4] "Tefillin" potrebbe essere una derivazione aramaica di palal, "supplicare, pregare", parola correlata all'ebraico tefillah, "preghiera."[2] Yaakov ben Asher (XIV secolo) riporta che "tefillin" derivasse dall'ebraico pelilah, "giustizia, evidenza", dato che i Tefillin fungono da segno e prova della Presenza di Dio tra gli ebrei.[8]

L'unico esempio del nome "filatteri" nei tempi antichi avviene una volta nel Nuovo Testamento greco, dal quale è poi passato alle lingue europee.[4] "Filatteri" deriva dal greco phulaktērion - φυλακτήριον, "difese", e in greco moderno, "amuleti" o "talismani".[9]Aquila di SinopeSimmaco l'Ebionita usano la parola "filatteri".[4]

Struttura e contenuti[modifica | modifica sorgente]

Uno dei tefillin, detto shel yad, viene allacciata al braccio sinistro (sul destro per i mancini) e l'altro è posta sulla testa, chiamato shel rosh. Ogni scatoletta contiene i quattro brani della Torah in cui viene ricordata la mitzvah dei tefillin: due di essi sono brani tratti dallo Shemà Israel. Questi quattro brani sono scritti da uno scriba su un'unica pergamena per la tefillin del braccio, che è dotato di un unico largo scompartimento, e su quattro pergamene separate, infilate in 4 scomparti appositamente realizzati all'interno del tefillin della testa, che è dotato di quattro scompartimenti.[4]

Su due lati della tefillin shel rosh è impressa la lettera ebraica shin.

La preparazione delle scatolette è integralmente manuale e dura un anno intero.

Gli ebrei compiono in questo modo uno dei 613 precetti comandati dalla Torah.

Manifattura e preparazione[modifica | modifica sorgente]

Scatoletta shel yad cilindrica medievale rinvenuta nella Geniza del Cairo
Il rotolino di pergamena per il Tefillin del braccio

Il procedimento di manifattura sia delle scatolette che delle pergamene è complesso e governato da centinaia di regole dettagliate.[10]

Nel primo periodo talmudico i Tefillin erano o cilindrici o cubici, ma successivamente la forma cilindrica divenne obsoleta.[11]

Oggigiono le scatolette vengono preparate da un unico pezzo di pelle animale, con una base e uno scompartimento superiore che alloggia i rotolini di pergamena.[12] Variano in vari livelli di qualità, con la forma più comune, detta peshutim ("semplice"), che usa diversi pezzi di pergamena per foderare le pareti interne del Tefillin per la testa. I Tefillin di più alta qualità, cioè i dakkot ("sottili"), sono fatti allungando un sottile pezzo di cuoio, e i più durevoli Gassot ("spessi") sono entrambi creati da un unico pezzo di cuoio.[12]

Cinghie di cuoio nero (retsu'ot) passano sotto la base e sono utilizzati per allacciare i Tefillin sul corpo.[4]

Su entrambi i lati del Tefillini per la testa, è impressa la lettera ebraica Šin (ש). Il nodo della cinghia della testa forma la lettera Daleth (ד) o doppia Daleth (ד) (noto come il nodo quadrato) mentre la cinghia che passa nel Tefillin del braccio viene fermata con un nodo a forma di lettera ebraica Jod (י). Queste tre lettere creano lail nome Shaddai (ידש), uno dei Nomi di Dio.[4]

Pergamene[modifica | modifica sorgente]

Esempio di alfabeto Ashuri scritto su pergamena (klaf) secondo la tradizione aschenazita
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista di preghiere e benedizioni ebraiche#Coi tefillin.

Quattro passi biblici che si riferiscono ai Tefillin sono collocati all'interno delle scatole in pelle. [4] Vengono scritti da un sofer (scriba) con un tipo speciale di inchiostro su un rotolo di pergamena (klaf).[4] Il tipo di alfabeto ebraico deve essere quello Ashuri e ci sono tre stili principali di lettere utilizzate: Beis Yosef – generalmente usato dagli aschenaziti; Arizal – generalmente usato dai chassidim; Velish – usato dai sefarditi.[12] I passi contengono 3188 lettere e richiedono circa 10–15 ore di tempo per essere scritti.[13]

Rashi e Rabbénu Tam[modifica | modifica sorgente]

Esistono due diverse scuole di pensiero tra i Maestri dell'ebraismo circa l'ordine di inserimento delle pergamene nei Tefillin: secondo la scuola di Rashi e secondo la scuola di Rabbénu Tam (nipote di Rashi): la sola differenza tra le due versioni è l'ordine di inserimento delle pergamene nella tefillin della testa[Quali sono questi ordini?]. La Halachah prescrive di portare i Tefillin di Rashi[non chiaro] durante la preghiera del mattino (tranne il sabato, il giorno di Yom Kippur, e le feste di Pesach, Shavuot e Sukkot), e con questo si è compiuto il precetto biblico.[14] Inoltre essa raccomanda ai più meticolosi di porre brevemente in seguito anche quelli di Rabbénu Tam[Ma sono dei tefilin diversi? Non cambiava solo l'ordine d'inserimento?], generalmente per il tempo necessario alla lettura dei quattro brani citati in precedenza. Ambedue i pareri sono esposti tra i commenti al trattato di Menachot del Talmud Bavli.[4]

Una serie di Tefillin che risalgono al I secolo dell'era volgare sono stati scoperti a Qumran sulla riva occidentale del Mar Morto, vicino alle rovine di Gerico, e hanno rivelato che alcuni furono fatti secondo l'ordine proposto dal Rashi mentre altri da quello di Rabbeinu Tam.[14]

L'uso prevalente è quello di sistemare le pergamene secondo l'opinione di Rashi, ma alcuni ebrei devoti sono abituati ad indossare brevemente i Tefillin anche secondo Rabbeinu Tam,[14] abitudine seguita dai chassidim.[15] Il Gaon di Vilna, che indossava i Tefillin secondo Rashi, rifiutò la regola di ulteriore posizionamento secondo Rabbeinu Tam, affermando che esistevano sessantaquattro permutazioni di posizionamento delle pergamene.[16]

Aspetti connessi all'utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Berakhot per i tefillin[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver indossato il tallit, dicendo la relativa benedizione, si mettono i teffillin dicendo le benedizioni necessarie.

Come si indossano[modifica | modifica sorgente]

  • 1) Il filatterio del braccio viene posto sopra il gomito con la scatoletta posta nella posizione in direzione del cuore e, prima di dire la Berakhah del braccio, si preme il filatterio iniziando dopo di essa ad avvolgerlo lì e continuando ad avvilupparlo 7 volte attorno all'avambraccio: generalmente viene avvolto verso il corpo mentre i Chassidim lo avvolgono in senso contrario al corpo per dimostrare la mancanza di egoismo e l'importanza del benessere altrui, perciò lo avvolgono in direzione del prossimo, partendo da sé stessi.
    Esistono due usi sui giri formanti la lettera ebraica Shin, secondo alcuni sopra il gomito mentre secondo altri sulla mano. Secondo la prima opinione, prima di mettere quello sulla testa si pone un giro e mezzo sulla mano ma non ancora attorno al dito.
  • 2) Stando in silenzio si pone poi quello sulla testa, secondo gli Ashkenaziti dicendo prima la relativa Berakhah; per dubbi, come per esempio sulla recitazione invano di Benedizioni, alcuni recitano a bassa voce Barukh Shem Kevod Malkhutò le'Olam Vaed (trad. "Sia Benedetto il Nome del Suo glorioso Regno": cfr Shema e Yom Kippur) subito dopo questa Berakhah.
  • 3) infine i giri del filatterio del braccio attorno al dito medio con relativa preghiera finale nel corso dell'azione degli stessi.

Adempimento[modifica | modifica sorgente]

In origine i Tefillin erano indossati tutto il giorno, ma non durante la notte. Oggi l'usanza prevalente è di indossarli solo durante il servizio liturgico mattutino,[17] sebbene alcuni li indossino anche in altre occasioni durante il giorno.

I Tefillin non vengono messi di Shabbat e nelle principali festività ebraiche poiché tali festività sono di per se stesse considerate "segni" che rendono superflua la necessità di ulteriori "segni" come i Tefillin. Durante Chol haMoed (giorni intermedi) di Pesach e Sukkot, esiste un dibattito tra i primi Posek (autorità halakhiche) se i Tefillin debbano essere indossati o meno. Coloro che lo proibiscono reputano che il "segno" dei giorni intermedi abbia lo stesso status dei festival, il che renderebbe ridondante il rituale dei Tefillin.[18] Altri argomentano sostenendo che Chol haMoed non costituisce un "segno", nel qual caso i Tefillin devono essere indossati.[18] Da questa discussione si sono originate tre usanze:

  • Evitare di indossare i Tefillin: questa posizione dello Shulchan Aruch si basa sulla Cabala e lo Zohar, che consigliano fortemente di non indossare i Tefillin durante Chol haMoed. Tale disposizione è seguita dagli ebrei sefarditi ed è anche l'opinione del Gaon di Vilna, la cui decisione è accettata universalmente in Israele.[18]
  • Indossare i Tefillin senza recitare le benedizioni: Questa è un'opinione seguita, tra gli altri, da Yaakov ben Asher, Moses ben Jacob di Coucy e David HaLevi Segal. Il vantaggio di questo compromesso è che si evitano le trasgressioni di non mettersi i Tefillin o di recitare una benedizione invano.[18]
  • Indossare i Tefillin e recitare le benedizioni sottovoce: Questa opinione, basata su Maimonide, è la decisione di Moses Isserles, che scrive affermando che l'usanza è accettata universalmente degli ebrei aschenaziti.[18]

Alla luce dei pareri contrastanti, la Mishnah Berurah (XX secolo) raccomanda agli aschenaziti di fare la seguente stipulazione prima di indossare i Tefillin: "Se sono obbligato a indossare i Tefillin, ho intenzione di compiere il mio dovere e se non sono obbligato a indossare i Tefillin, il mio farlo non deve essere considerato come adempimento di un obbligo", e che la benedizione non sia recitata.[19]

Nel giorno del digiuno di Tisha b'Av, i Tefillin non sono indossati al mattino poiché sono considerati un "ornamento", simboli di bellezza, considerati non opportuni in un giorno di lutto. Sono invece messi durante il servizio pomeridiano di Mincha.[20] Ci sono però coloro che hanno la tradizione (gli ebrei di Aleppo, Siria) di indossare privatamente i Tefillin durante Tisha B'Ab, a casa e pregando privatamente, recitando l'Amidah e poi togliersi i Tefillin e andare in sinagoga per completare le preghiere.

Halakhah e obblighi[modifica | modifica sorgente]

È dovere di indossare i Tefillin per i maschi dopo l'età di tredici anni.[4] Sebbene le donne siano esenti da tale obbligo, alcuni antichi codificatori lo permettevano.[21] Moses Isserles (XVI secolo) tuttavia lo sconsiglia.[22] Storicamente la mitzvah dei Tefillin non era osservata dalle donne, ma il rituale apparentemente veniva praticato da alcune donne nella Francia e Germania medievali.[23] Esistono tradizioni di donne rinomate che mettevano i Tefillin[24] e l'idea sta riscuotendo successo tra le donne associate al movimento dell'Ebraismo conservatore.[25]

Non sono obbligati ad indossare i Tefillin, tra gli altri, le persone in lutto durante il primo giorno del loro periodo di lutto, lo sposo nel giorno del matrimonio,[4] colui che soffre per disturbi intestinali o comunque sia infermo e che non si possa concentrare.[4] Ne è esente anche chi è preso dallo studio della Legge, gli scribi e i rivenditori di Tefillin e mezuzot mentre svolgono il loro lavoro, se non lo si può posporre.[4]

I codici reputano il comandamento dei Tefillin come importante e chiamano "trasgressori" coloro che non lo osservano.[26] Maimonide considera il comandamento di indossare il Tefillin del braccio e quello della testa come due mitzvot positive separate.[27] Il Talmud cita Rav Sheshet che asserì che trascurando il precetto, si trasgrediscono otto comandamenti positivi.[28] Un resoconto di grande trascuratezza nell'osservanza di questo precetto viene descritto da Moses ben Jacob di Coucy nel XIII secolo in Spagna. Potrebbe forse esser dovuto alla paura di persecuzione, simile a ciò che accadde agli ebrei che vivevano in Terra d'Israele durante l'occupazione romana nel II secolo.[29]

Quando proibito indossarli[modifica | modifica sorgente]

  • Non si indossano i Tefillin nei giorni di
  • In questi giorni, tranne durante Chol haMoed, i Tefillin sono Mukze: non si possono quindi neanche toccare.
  • Nel caso in cui non si riesca ad indossarli al mattino durante la Tefillah di Shakhrit, come dovuto, si possono indossare durante la recitazione di Minchah.
  • Durante il digiuno obbligatorio di Tisha b'Av si usa indossare i Tefillin solo durante Minchah e non al mattino durante Shakhrit.
  • Alcuni mettono i Tefillin nel momento in cui una persona importante si presenti dinanzi.
  • Non si indossano i Tefillin in luoghi o strade "sporchi" o non "adatti".
    Meglio non portarli nei "bagni".
  • Quando necessario e possibile, è bene indossarli prima di entrare nei luoghi di preghiera o nei luoghi di studio e Yeshivot.
  • Meglio non porre cappelli o loro parti sopra i Tefillin sulla testa.
  • Preferibile non indossarli alla sera.
  • Per i Tefillin risulta necessario il Tallit.

Significato[modifica | modifica sorgente]

  • La lettera ebraica Dalet del nodo delle cinghie del tefillin della testa, la Shin del filatterio del braccio avvolto attorno alla mano e la Yod attorno al dito medio formano il nome di Dio Sh-addai che significa 'l'Onnipotente'.
  • Uno dei significati spiega che i Tefillin rappresentano una corona; inoltre le posizioni verso il cuore e sulla testa indicano che tutti gli aspetti buoni e santi delle "emozioni" e dell'intelletto e del pensiero dell'ebreo sono coinvolti nell'Avodah per Dio.
  • La Qabbalah trova affinità tra i Tefillin ed il significato delle Sefirot rappresentate nelle parti degli stessi, per esempio tra le due cinghie del filatterio della testa ed Hod e Netzach.

La metafora dei Tefillin "indossati" da Dio[modifica | modifica sorgente]

shel yad

Una delle affermazioni più sorprendenti che si trovano nel Talmud è l'affermazione che "il Santo indossa Tefillin" (Talmud, Berachot 6a). Per una religione strettamente monoteistica che rifiuta ogni forma di corporeità divina, questa è una dichiarazione molto particolare. Dio, naturalmente, non ha né testa né braccio su cui legare i Tefillin. Che cosa intendevano i saggi con questa affermazione?

« I nostri Saggi chiesero, "Come facciamo a sapere che Dio porta i Tefillin?" Riguardo a questo, è scritto: la glorificazione di Dio nel Suo popolo, Israele, è scritta nei Suoi Tefillin. I suoi Tefillin sono la Sua glorificazione nel Suo popolo tutto e in ciascuno come individuo. Sembrerebbe, quindi, che Dio indossi i Tefillin e dato che ci viene comandato di seguire i Suoi percorsi e le Sue opere, anche l'uomo deve indossare i Tefilin.[32] »
Finalità superiore

Per comprendere il significato dei Tefillin di Dio, dobbiamo prima comprendere il significato di Tefillin per l'ebreo devoto che li indossa. Utilizziamo intelligenza e talento per raggiungere i nostri bisogni materiali. Progettiamo e calcoliamo, lottiamo e fatichiamo, al fine di acquisire cibo, indumenti, alloggio, e così via. Questo è l'uso naturale dei nostri poteri intellettuali e volitivi. Tuttavia, la vita non è solo vissuta per soddisfare bisogni fisici. Le nostre vite dovrebbero essere dedicate alla crescita morale e spirituale. E dovremmo utilizzare le nostre funzioni superiori - i nostri poteri di intelletto e di risoluzione, di immaginazione ed emotivi - per questo più alto obiettivo. Questo è il fondamento del servizio di Dio per l'ebreo osservante.[33]

Al fine di imprimere sul fedele questo utilizzo più elevato dell'intelletto e della volontà, si deve fissare il Tefillin shel rosh, sulla mente, e legare il Tefillin shel yad, sul braccio, di fronte al cuore. Questi due livelli, il naturale e l'elevato, esistono anche nel mondo in generale. A livello di base, le leggi della natura assicurano che l'universo funzioni e che gli esseri viventi si sviluppino. L'ordine e l'equilibrio del mondo sono regolati dalle leggi della fisica, biologia e chimica. Eppure c'è un secondo aspetto del mondo. L'universo ha una spinta interiore che cerca di elevare l'umanità e tutta la creazione ad un alto stato morale. Gli aneliti spirituali dell'universo sono ben rappresentati dal linguaggio figurato di "Dio indossa i tefillin". Questa metafora descrive un universo creato, guidato da una spinta interiore di santità e di crescita spirituale.

Dentro i Tefillin di Dio

Se Dio indossa i Tefillin, allora ci si può chiedere: che cosa è scritto in questi Tefillin? I normali Tefillin contengono versi che descrivono l'unità di Dio e la Sua provvidenza. Ma cosa potrebbe esser scritto all'interno dei tefillin di Dio? I Saggi hanno insegnato che dentro i Tefillin di Dio ci sono versi che parlano del popolo ebraico e della loro missione speciale. "E chi è come il tuo popolo, come Israele, una nazione unica al mondo?" (II Samuele 7:23) Data la spiegazione di cui sopra, ciò ha perfettamente senso. Dio ha fatto un patto speciale con il popolo ebraico e ha dato loro la Torah in modo che essi agiscano come catalizzatori per l'ascesa morale del mondo. I "filatteri" di Dio, che rappresentano la spinta interiore del mondo verso il progresso spirituale, si riferiscono al vettore di quella elevazione: il popolo di Israele.[34]

Anche sul Suo Braccio

I Saggi insegnano che questi versi inneggianti il popolo di Israele sono scritti in entrambe le componenti dei tefillin di Dio - nel tefillin indossato sul braccio, così come nel tefillin indossato sulla testa. Cosa significa? Il tefillin shel rosh, indossato sopra gli occhi, indica la meta finale, la visione del futuro. Il mondo raggiungerà il suo futuro stato elevato a causa dell'influenza di Israele e della Torah nel corso delle generazioni. Così i versi all'interno del tefillin shel rosh di Dio parlano del popolo ebraico e della loro missione speciale. Il tefillin shel yad, legato al braccio, rappresenta il momento presente, qui e ora, l'aspetto pratico della riparazione del mondo. I Saggi hanno voluto sottolineare che anche adesso, durante lo stato attuale del mondo, Dio veglia su Israele, proteggendo i giusti e punendo i malvagi. La Divina Provvidenza su Israele è parte integrante del processo che porterà al futuro stato elevato del mondo. Così, anche il tefillin shel yad di Dio si riferisce alla parte speciale del popolo ebraico.[35]

La metafora insegna all'ebreo che i Tefillin di Dio sono in realtà le Sue azioni per favorire il Suo popolo in veri e propri atti di misericordia sulla Terra. L'atto di indossare i Tefillin per l'ebreo deve rappresentare una lodevole "azione" di proclamazione della fede nell'Unico Dio che ha eletto un'unica nazione, Israele, ad adorarlo e attraverso lo studio della Sua Torah a far riconoscere la verità ed esemplificarla per tutta l'umanità.[36]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sol Steinmetz, Dictionary of Jewish usage: a guide to the use of Jewish terms, Rowman & Littlefield Publishers, Inc., 2005, p. 165, ISBN 978-0-7425-4387-4.
  2. ^ a b Sol Steinmetz, Dictionary of Jewish usage: a guide to the use of Jewish terms, Rowman & Littlefield, August 2005, p. 165, ISBN 978-0-7425-4387-4. URL consultato il 30/-5/2013.
  3. ^ In italiano la maggioranza delle traduzioni bibliche rendono ṭoṭafot con "pendagli" o "fasce".
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p "Phylacteries", Jewish Encyclopedia (1906).
  5. ^ Il Targum spesso sostituisce la parola Afriki con "Tarshish", cfr. 1 Re 10:22
  6. ^ Esodo 13:16, s.v. "U'letotafot bein ei'neicha"
  7. ^ Rashi su Esodo 13:16, s.v. "U'letotafot bein ei'neicha"
  8. ^ Cfr4. Dovid Meisels e Avraham Yaakov Finkel, Bar mitzvah and tefillin secrets: the mysteries revealed, Dovid D. Meisels, 30 aprile 2004, p. 133, ISBN 978-1-931681-56-8. URL consultato il 31 maggio 2013.
  9. ^ The Cambridge Bible for schools and colleges, University press, 1908, p. 175. URL consultato il 3i/05/2013.
  10. ^ Zeʾev Grinṿald, Shaarei halachah: a summary of laws for Jewish living, Feldheim Publishers, 1º luglio 2001, p. 39, ISBN 978-1-58330-434-1. URL consultato il 31 maggio 2013.
  11. ^ Norman Kiell, The psychodynamics of American Jewish life: an anthology, Twayne Publishers, 1967, p. 334. URL consultato il 31 maggio 2013.
  12. ^ a b c Shimon D. Eider, Student Edition of Halachos of Tefillin, Feldheim Publishers, settembre 1985, p. 11, ISBN 978-1-58330-050-3. URL consultato il 31 maggio 2013.
  13. ^ "What is Tefillin?", www.stam.net.URL consultato 31/05/2013
  14. ^ a b c Louis Jacobs, The book of Jewish belief, Behrman House, Inc, novembre 1984, p. 128, ISBN 978-0-87441-379-3. URL consultato il 31 maggio 2013.
  15. ^ Tzvi Rabinowicz, The encyclopedia of Hasidism, Jason Aronson, 1996, p. 482, ISBN 978-1-56821-123-7. URL consultato il 31 maggio 2013.
  16. ^ Yeshiva University. Torah U-Madda Project, The Torah u-madda journal, Yeshiva University, 2007, p. 46. URL consultato il 31 maggio 2013.
  17. ^ Shulchan Aruch, Orach Chayim 37:2
  18. ^ a b c d e Howard Jachter, Tefillin on Hol Hamoed, Kol Torah: Torah Academy of Bergen County, 7 aprile 2001.
  19. ^ Mishnah Berurah 31:8.
  20. ^ Hayim Donin, To Be a Jew: A Guide to Jewish Observance in Contemporary Life, Basic Books, 1991, p. 265, ISBN 978-0-465-08632-0. URL consultato il 31 maggio 2013.
  21. ^ Maimonide, Hilkhot Tzitzit 3:9; Rashba Teshuvah 123; Sefer Hachinuch, Mitzvah 421; Rabbenu Tam. Vedi anche Avraham Grossman, Pious and Rebellious - Jewish Women in Medieval Europe, Brandeis Univ. 2004.
  22. ^ Shulchan Aruch Orach Chayim, 38:3. Cfr. anche 'Targum Yerushalmi sul Deuteronomio 22:5.
  23. ^ Elisheva Baumgarten, Mothers and Children - Jewish Family Life in Medieval Europe, Princeton, 2004.
  24. ^ La figlie di Rashi apparentemente indossavano i Tefillin, come anche la moglie di Chaim ibn Attar e la Rebbe donna nota come la "Ludmirer Moyd"[1]
  25. ^ "Women and Tefillin: The United Synagogue for Conservative Judaism (USCJ)" (EN)
  26. ^ Isaac David Essrig, The fountain of wisdom, 1932, p. 18. URL consultato il 31 maggio 2013.
  27. ^ Tefillin, Mezuzah, ve'Sefer Torah ch 5-6.
  28. ^ Menahot 44a
  29. ^ Abraham P. Bloch, The Biblical and historical background of Jewish customs and ceremonies, KTAV Publishing House, Inc., 1980, pp. 78–80, ISBN 978-0-87068-658-0. URL consultato il 31 maggio 2013.
  30. ^ Hallel#Minaghim ed Halakhot
  31. ^ Musaf#Halakhah per Musaf
  32. ^ Mesora: "God's Tefillin", di Moshe Ben-Chaim.
  33. ^ Cfr. per questa sezione Ein Eyah vol I, Berachot I:52.
  34. ^ "God's Tefillin", su Rav Kook Torah. L'intera sezione si basa sulle meditazioni e definizioni proposte da Rabbi Abraham Isaac Kook (1865-1935) nelle sue opere teologiche.
  35. ^ "God's Tefillin", su Rav Kook Torah.
  36. ^ "God's Tefillin", loc. cit.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altro:

Anche:

Pure:

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