Meleagris
|
|
|
|---|---|
Maschio di Meleagris gallopavo |
|
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Aves |
| Ordine | Galliformes |
| Famiglia | Phasianidae |
| Sottofamiglia | Meleagridinae |
| Genere | Meleagris Linnaeus, 1758 |
| Specie | |
I tacchini (genere Meleagris) sono gallinacei snelli, con zampe lunghe ed ali e coda corte. Hanno la testa e la parte superiore del collo bitorzolute, e dalla mandibola superiore del becco breve, robusto ed arcuato, pende un'escrescenza carnosa ed erigibile di forma conica. I loro piedi sono alti e provvisti di lunghe dita, le ali sono molto arrotondate e la coda, composta di diciotto penne larghe ed erettili, ha forma tondeggiante. Una singolare particolarità del piumaggio è data dal fatto che alcune penne della parte anteriore del petto hanno l'aspetto e la consistenza di setole sporgenti.
Diffusi in libertà nell'America settentrionale e centrale fino all'istmo di Panama, i tacchini presentano, quanto all'indole ed ai costumi, tratti generali assolutamente comuni. Ne tratteremo perciò complessivamente, dopo esserci rapidamente soffermati sulla descrizione delle specie principali.
Indice |
Tassonomia[modifica]
Il genere Meleagris, unico genere della sottofamiglia Meleagridinae, comprende 2 specie:[1]
- Meleagris gallopavo Linnaeus, 1758 - tacchino selvatico
- Meleagris ocellata Cuvier, 1820 - tacchino ocellato
Biologia[modifica]
I boschi degli stati dell'Ohio, del Kentucky, dell'Illinois, dell'Arkansas, del Tennessee e dell'Alabama ospitano ancor oggi un gran numero di tacchini, abbastanza comuni anche in Canada, negli stati meridionali e nelle regioni centrali americane. Essi trascorrono le loro giornate in gruppi piuttosto numerosi, impegnati in un continuo vagabondaggio attraverso i boschi: si muovono costantemente sul suolo e compiono spostamenti abbastanza rilevanti, sempre sotto la guida di un vecchio maschio che è il primo, quando si presenta un'inconsueta difficoltà naturale, a dare il segnale di arresto e ad invitare successivamente il gruppo ad affrontarla. Uno spettacolo di questo genere si può vedere, per esempio, quando il branco giunge sulla riva di un fiume: esso dapprima si raccoglie sul punto più elevato della costa e vi si trattiene lungamente, anche per diversi giorni, come se i suoi membri volessero prender consiglio prima di decidersi ad attraversarlo. Quando finalmente il capo dà il suo segnale, i tacchini si pongono in volo, con una fatica proporzionata allo scarso sviluppo delle loro ali ed alla costante abitudine di vivere a terra.
Il tacchino non ha esigenze specifiche in fatto di dieta, si nutre di erbe e verdure di ogni sorta, di cereali, frutta, insetti e piccole locuste; sembra avere una spiccata preferenza per alcuni tipi di noci e di bacche.
Il tacchino goglotta, quindi il suo verso è un goglottio.
Riproduzione[modifica]
Il tempo della riproduzione incomincia verso la metà di febbraio. Femmine e maschi si separano, ed anche per il riposo notturno si scelgono, sugli alberi, delle sedi distinte anche se non lontane le une dalle altre. Al richiamo della femmina rispondono tutti i maschi, i quali rapidamente vanno a prendere posto vicino ad essa e incominciano il corteggiamento, facendo la ruota, rovesciando il capo all'indietro, strascicando le ali a terra e gridando confusamente. L'unione tra il maschio e la femmina si mantiene finché sopraggiunge il momento della deposizione delle uova, quando la prima si separa decisamente e si nasconde nell'intento di difendere le uova dalle violente manifestazioni d'amore del compagno, che potrebbero avere per esse conseguenze esiziali. Dal canto suo, il maschio cessa di interessarsi alla compagna non appena ha soddisfatto i propri istinti, e dal momento in cui ha inizio l'incubazione se ne dimentica completamente, diventando indifferente e pigro. Il tacchino può riprodursi, inoltre, per partenogenesi accidentale arrenotica.
Una leggera escavazione del terreno, negligentemente rivestita di poche piume, è tutto ciò che viene approntato dalle femmine per accogliere la prole. Questi nidi vengono costruiti verso la metà del mese di aprile, nei luoghi più nascosti e adatti a difendere dalle insidie le dieci, quindici o venti uova della covata, punteggiate di rosso su fondo giallo-scuro. Alla loro cura la madre si dedica con attenzione e precauzione, ricoprendole diligentemente di foglie secche ogni volta che deve abbandonarle; se per effetto di qualche imprevista circostanza la femmina è costretta a disinteressarsi definitivamente del proprio nido, passa ad una seconda covata, mentre, se tutto procede regolarmente, l'incubazione si verifica un'unica volta nel corso dell'anno. Appena sgusciati, i piccoli vengono dapprima tenuti dalla madre sotto le tiepide ali, e poi immediatamente condotti alla ricerca del cibo: dopo due settimane sono già in grado di alzarsi in volo, e la famiglia, che fino a quel momento aveva dovuto trascorrere le notti sul terreno, incomincia a recarsi sui bassi rami degli alberi. La crescita è rapida, e già in agosto i giovani sono abbastanza forti e prudenti per difendersi dagli attacchi dei loro nemici; le famiglie si sciolgono, o meglio si confondono nei branchi adulti, incominciando a partecipare alle loro escursioni.
Allevamento[modifica]
In Europa, il tacchino fu introdotto poco dopo la scoperta dell'America. Nel XVI secolo esso era ancora rarissimo e ricercato, mentre oggi è uno dei più diffusi tra gli uccelli domestici.
Note[modifica]
- ^ Gill F. and Donsker D. (eds). Family Phasianidae in IOC World Bird Names (ver 3.3). International Ornithologists’ Union, 2013. URL consultato in data 17 luglio 2012.
Altri progetti[modifica]
Wikizionario contiene il lemma di dizionario «tacchino»
|
|