Azza

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Goffredo di Buglione armato di azza in un anacronistico affresco del 1420.

L'azza è un'arma inastata diffusasi in Europa al volgere del Medioevo (fine del XIV secolo), normalmente utilizzata dai soldati di fanteria e particolarmente adatta al combattimento contro avversari in armatura, in quanto studiata appositamente con strumenti offensivi in grado di sfondare o quanto meno di danneggiare le placche metalliche o di incunearsi negli spazi fra queste.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nome azza deriva dalla deformazione del termine ascia, a causa della natura comune con tale strumento nella sua versione all'inglese. Il termine "azza manzur" indica in Egitto un'arma particolarmente aggressiva. Tale definizione può, nel dialetto locale, identificare anche persona particolarmente aggressiva.

Costruzione[modifica | modifica sorgente]

Esistono diverse versioni di quest'arma, in genere però essa è lunga tra i 150 e i 180 cm, con manico in legno con rinforzi in metallo in prossimità delle estremità o lungo tutta l'asta, presenta una punta acuminata per essere utilizzata come una lancia da fante ed una sorta di martello d'armi da usare per attacchi di potenza o di compressione/sfondamento dell'armatura avversaria. Di fronte a questo poteva essere posizionata un'ascia con lama ricurva e larga (versione detta all'inglese) oppure uno spuntone leggermente incurvato (versione detta all'italiana, benché presente anche nella versione tedesca). In entrambi i casi tale accessorio veniva utilizzato per sfondare l'armatura o per uncinare l'avversario al fine di sbilanciarlo e farlo cadere.