Bioetica
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La bioetica (dal greco antico ἔθος (o ήθος)[1], "èthos", comportamento, costume, consuetudine e βίος, bìos = "vita") è una disciplina che si occupa delle questioni morali collegate alla ricerca biologica e alla medicina.
Nella bioetica sono coinvolte varie discipline fra le quali: filosofia, medicina, biologia, genetica e le problematiche collegate alle varie morali religiose ed all'esercizio del potere politico sul corpo dei cittadini (biopolitica).
Chi tratta del tema della bioetica sono quindi specialisti in varie discipline, come filosofi, giuristi, sociologi che spesso rifiutano di essere chiamati con il termine di "bioeticisti", associando a tale definizione un carattere negativo.[2] [3]
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[modifica] Origine del termine e definizioni
[modifica] Van Rensselaer Potter
La nascita del termine bioetica è riferibile all'oncologo statunitense Van Rensselaer Potter, che per primo lo utilizzò nel 1970[4] in un articolo pubblicato sulla rivista dell'Università del Wisconsin "Perspectives in Biology and Medicine" dove si scriveva di «Bioetica: la scienza della sopravvivenza».[5] Nel 1971 lo stesso autore raccoglieva vari articoli su questi argomenti in un libro intitolato Bioethics: Bridge to the future (Bioetica: un ponte verso il futuro) dove scriveva:
«Ho scelto la radice bio per rappresentare la conoscenza biologica, la scienza dei sistemi viventi; e ethics per rappresentare la conoscenza del sistema dei valori umani.»[6]
Potter spiegava il termine bioetica come la scienza che consentisse all'uomo di sopravvivere utilizzando i suoi valori morali di fronte all'evolversi dell'ecosistema[7]. La bioetica doveva essere «un'ecologia globale di vita»[8].
[modifica] André Hellegers
I ricercatori del Kennedy Istitute, ed in particolare l'ostetrico olandese E. André Hellegers definì la bioetica come una branca dell'etica dedita allo studio e alla ricerca della biomedicina[9].
In senso più aderente alla filosofia Andrè Hellegers considerava la bioetica come un nuovo aspetto del dialogo socratico capace cioè di far interloquire alla ricerca di verità condivise la medicina, la filosofia e l'etica.
[modifica] W. Reich
Questa definizione venne in seguito giudicata troppo semplicistica.[10] da W. Reich. che nella sua Enciclopedia della bioetica elaborò questa definizione «Lo studio sistematico delle dimensioni morali - inclusa la visione morale, la condotta e le politiche – delle scienze della vita e della salute, utilizzando varie metodologie etiche e con un'impostazione interdisciplinare»[11] dove si dava maggiore valore alla morale: si trattava dunque di uno «studio sistematico delle dimensioni morali delle scienze della vita e della salute includendovi anche i problemi sociali e ambientali legati alla salute.[12]
[modifica] Altre definizioni
La bioetica viene definita come un'area di ricerca che grazie a diverse discipline su cui si basa pone come «oggetto dei suoi studi l'esame sistematico della condotta umana nel campo della scienza della vita e della salute».[13]
Altra definizione che si discosta dalla precedente è quella che la identifica come un movimento di idee e di valori che continuamente cambiano nel corso della storia[14].
Successivamente T.L. Beauchamp e C.F. Childress parlano di etica biomedica evitando il termine bioetica.
Il filosofo tedesco Hans Jonas sostiene che nel campo della bioetica non possono darsi risposte definitive in quanto ogni valore morale deve commisurarsi sulla mutevole realtà a cui deve essere applicato. Auspica inoltre una piena libertà della ricerca medica fiducioso che essa abbia in se stessa le capacità di autoregolamentarsi.[15]
Concetti simili alle definizioni precedenti si ritrovano nel movimento transumanista, o per altri versi nella sociobiologia e nella psicologia evoluzionista.
[modifica] Teorie
Edmund Pellegrino,membro sin dalla fondazione e Presidente del Consiglio di Bioetica degli Stati Uniti d'America, considerato uno dei padri della bioetica, ritiene che si debba ritrovare la radice umanistica della medicina e che tale operazione passi attraverso la riscoperta della tradizione ippocratica.
La bioetica cattolica sostiene che «ciascun individuo umano ha il diritto alla vita, intendendosi come individuo l'uomo dal concepimento (naturale) alla morte cerebrale totale.»
Beauchamp e Childress rivendicano i quattro princìpi dell'etica biomedica fondando la "teoria dei princìpi":
- autonomia della medicina
- non maleficenza
- beneficenza
- giustizia.
Robert Veatch, sostiene che debba esserci un rapporto contrattualistico fra medico e paziente da ritenersi valido se rispetta cinque punti fondamentali: autonomia, giustizia, mantenimento delle promesse, riferire la verità e non uccidere.
La "teoria utilitaristica" si riferisce al tentativo di massimizzazione della qualità della vita che può essere classificata e valutata dal soggetto interessato.
Una teoria bioetica si basa sulla concezione dell' "alleanza terapeutica" fra medico e paziente fondata sul particolare rapporto di fiducia del malato con chi lo cura.
La "bioetica femminista" critica l'astrattezza del concetto di autonomia, che non terrebbe conto dei condizionamenti sociali. Il valore dell'autonomia nasconderebbe la discriminazione e l'oppressione delle donne nella società patriarcale. La cura del malato deve ispirarsi a un principio etico alternativo rispetto a quello proclamato da una bioetica impersonale, disincarnata e tradizionalista.
[modifica] Istituzioni
- Italia il Comitato nazionale per la bioetica è sorto nel 1990 ed è un organo consultivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la bioetica è stata inserita come insegnamento nelle facoltà di Medicina (Storia della Medicina) e di Filosofia (Filosofia morale). Nel 2001 è nata la Facoltà di Bioetica, presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma.
[modifica] Temi di bioetica
| Per approfondire, vedi le voci Aborto, Clonazione (genetica) e Eutanasia. |
La bioetica si è occupata, tra l'altro, delle seguenti questioni riguardanti:
Su questo argomento i punti di discussione riguardano:
- la condizione ontologica del feto,
- il bilanciamento da operare tra gli interessi della madre e quelli del nascituro.
Il fatto abortivo viene valutato riguardo a una aspettativa di qualità della vita o determinato, in base a diagnosi di anomalie genetiche o malformazioni, da un'esplicita intenzionalità eugenetica.
Si scontrano due concezioni:
- una "concezione ontologica della persona", identificando l'individuo umano con una realtà in sé sussistente,
- una "concezione funzionalistica", secondo la quale la persona si caratterizza dalle funzioni che esplicita.
Il Comitato nazionale per la bioetica, concordemente ad analoghi pronunciamenti del Consiglio d'Europa, ha definito all'unanimità la questione "identità e statuto dell'embrione umano" in questi termini: «l'embrione è uno di noi», ovvero non è possibile prescindere dalla stretta affinità che lega il materiale biologico frutto della fecondazione, con l'essere umano che da esso prende forma.
Seppure tutti concordano sulla necessità di accordare la maggior tutela possibile nei confronti del concepito sin dalla fecondazione, rimane però il problema di fissare un limite a questa tutela, nei confronti di altri beni come la vita della donna o il benessere fisico e psichico della madre.
In quest'ambito la polemica investe anche il tema dell'impiego per le terapie o la prevenzione di gravi malattie delle cellule staminali embrionali che secondo alcuni devono essere sostituite con l'utilizzo di staminali dell' adulto.
- Manipolazione del DNA.
Il problema, che si svolge nell'ambito dell'eugenetica è quello di separare nettamente una forma di terapia dal tentativo di costruire caratteristiche somatiche programmate.
[modifica] Bioetica e religioni
| Per approfondire, vedi la voce Bioetica e religioni. |
Alcune religioni che si fondono sulla sacralità dell'essere umano sono contrarie ad ogni ricerca che contrasta, a loro parere, questo principio, altre proclamano il rispetto totale della natura che non deve essere sconvolto dalla ricerca medica,alcune confessioni religiose infine accettano i criteri della ricerca medica.
Per certi aspetti nella bioetica si confrontato due posizioni genericamente definibili come cattoliche e laiche.[17]
La bioetica cattolica si muove all'interno del paradigma della "sacralità" della vita, sostenendo che l'uomo, come non è l'autore dell'origine della propria vita, così non ne è il suo "proprietario". Alla bioetica cattolica non risulta completamente estraneo il concetto di "qualità" della vita, ma per essa il criterio primario è quello della sua sacralità.
La bioetica laica si muove all'interno del paradigma della "qualità" e "disponibilità" della vita, sostenendo che ad essere importante non è la vita "in quanto tale", ma la sua "qualità", e che l'unico soggetto e giudice della propria vita è l'uomo stesso.
[modifica] Critiche
Mariachiara Tallacchini in "Fuga dalla bioetica" [18] considera la bioetica come una disciplina che ha avuto un impatto positivo negli anni '60 e '70, quando per la prima volta comparivano discorsi interdisciplinari e si considerava la responsabilità sociale della scienza, avanzando quindi istanze democratiche di partecipazione. In tale prospettiva la bioetica costituiva anche una riflessione generale sulla scienza.
In seguito la bioetica, secondo Tallacchini, sarebbe stata istituzionalizzata e burocratizzata, e ora tenderebbe a riportare il punto di vista del potere (o dei vari poteri), mediato da una quantità di commissioni che deciderebbero cosa è giusto e cosa non lo è. La bioetica sarebbe stata così degradata "a luogo di amministrazione di valori governativi". In questo senso lo stesso comitato nazionale di bioetica è oggetto di critiche da più parti proprio a causa delle modalità di selezione dei suoi membri, di nomina governativa e perciò soggetto al variare delle maggioranze, anziché a criteri di merito scientifico e accademico.
Altro motivo di critica riguarda la modalità di formazione del consenso all'interno del comitato stesso; si ritiene infatti, da parte di alcuni, che l'adozione di testi a maggioranza sia estranea al compito di un organismo come questo, puramente consultivo e che dovrebbe giungere alla formazione di un consenso unanimente condiviso e quindi basato su criteri di oggettività e laicità (anziché su scelte ideologiche o religiose di fondo).
Alcune critiche vengono rivolte alla bioetica accusandola di escludere o di dare un'importanza minima nelle sue valutazioni ai fattori culturali individuali e sociali. [19]
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ Riferito a ήθος il termine etica acquista il significato di principi che influiscono sulla collettività
- ^ Marshall P, Koenig BA. Accounting for culture in a globalized bioethics. Journal of Law, Medicine & Ethics. 2004;32:252–266.
- ^ Cfr. Accademia della Crusca
- ^ Già nel 1969 il filosofo D.Callahan auspicava per un «aumento della qualità della vita» e per la «sopravvivenza della specie umana» la nascita di una scienza capace di stabilire «un ponte fra scienze naturali e comportamenti umani»
- ^ Gadler E. Nota storica van Rensslaer Potter e la nascita della Bioetica. Problemi di bioetica 1989 5. pp. 61-63
- ^ Cfr. Bioethics. Bridge to the future, Englewood Cliffs (N. J.) 1971 p.5
- ^ Carlo Petrini, Bioetica, ambiente, rischio: evidenze, problematicità, documenti istituzionali nel mondo p. 20, Rubbettino Editore srl, 2003. ISBN 9788849807721
- ^ Sandro Spinsanti. Intervista a Van Potter. L'arco di Giano 4. 233-245.
- ^ Walters R. Bioethics as a field of ethics. In contemporary issues in Bioethics p 49. Wadsworth. Belmont. California.
- ^ Reich W.T. How Bioethics got its name. 1993 p 49. Hastings center Report. special supplement. 23 5-7.
- ^ Edizioni Reich W.T. Encyclopedia of Bioethics. 1995 MacMillian. New York p XXI.
- ^ Sandro Spinsanti. Intervista a Reich W.T. L'arco di Giano 7. 219.
- ^ Luciana Rita Angeletti; valentina Gazzaniga, Storia, filosofia ed etica generale della medicina terza edizione p. 163, Elsevier Masson, 2008. ISBN 978-8821-430916
- ^ Elio Sgreccia; Paolazzi Carlo, Manuale di bioetica quarta edizione p. 20, Vita e Pensiero, 2007. ISBN 9788834312902
- ^ Hans Jonas, Il principio personalità. Un'etica per la civiltà tecnologica. p. 291, Einaudi, 1997.
- ^ (EN) Canadian Bioethics Society. Working Group on Conditions for Bioethics in Canada
- ^ Indicativi i titoli delle opere di Giovanni Fornero: Bioetica cattolica e bioetica laica (2005), Laicità debole e laicità forte (2008).
- ^ M. Tallacchini, “Fuga dalla bioetica”, in L. Boella (a cura di), Bioetica dal vivo, Aut Aut, novembre-dicembre 2003, pp.107-118
- ^ Hedgecoe AM. (2004). Critical bioethics: Beyond the social science critique of applied ethics. . Bioethics. 18: 120–143.
[modifica] Bibliografia
| Per approfondire, vedi la voce Bibliografia sulla bioetica. |
Numerosi testi sono stati pubblicati sull'argomento: oltre alla parte critica e specifica, sono state analizzati anche i rapporti con le religioni, con la morale in genere, con la medicina e la filosofia.
[modifica] Altri progetti
Wikisource contiene opere originali su Bioetica
[modifica] Collegamenti esterni
- Comitato nazionale per la bioetica
- Identità e statuto dell'embrione umano (parere del Comitato nazionale per la bioetica)
- Dichiarazioni anticipate di trattamento (parere del Comitato nazionale per la bioetica)
- La bioetica spiegata ai ragazzi (ipertesto didattico)
- Bioethics Portale Unesco sulla bioetica

