Accadia

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Accadia
[[Immagine:|300px|Panorama di Accadia]]
Accadia - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Puglia
Provincia: stemma Foggia
Coordinate: 41°10′0″N 15°20′0″E / 41.16667, 15.33333
Altitudine: 650 m s.l.m.
Superficie: 30,48 km²
Abitanti:
2.666 31-12-2003
Densità: 87,5 ab./km²
Frazioni: Agata delle Noci 
Comuni contigui: Bovino, Deliceto, Monteleone di Puglia, Panni, Sant'Agata di Puglia
CAP: 71021
Pref. tel: 0881
Codice ISTAT: 071001
Codice catasto: A015 
Nome abitanti: accadiesi 
Santo patrono: San Sebastiano 
Giorno festivo: 20 gennaio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
(LA)
« Aquadiam fortem coepit rex fortior urbem Andegavos pellens viribus eximiis »
(IT)
« La forte città di Accadia fu presa da un re più forte, che ne scacciò gli Angioini nonostante le loro eccellenti milizie »
(Iscrizione dell'epigrafe sulla torre dell'orologio che ricorda l'assedio degli Aragonesi nel 1462)

Accadia è un comune pugliese di 2.666[1] abitanti, della provincia di Foggia posto sul Subappennino Dauno. È situato a circa 52 km dal capoluogo e con i suoi 650 m s.l.m. fa parte della Comunità Montana dei Monti Dauni Meridionali che ha sede nel vicino comune di Bovino. È un comune che presenta luoghi di interesse storico e naturalistico, dal quale si possono ammirare delle splendide vedute del Subappennino.

Gli abitanti di Accadia sono noti con il nome di accadiesi e il toponimo deriva forse dal nome della dea Eca, l'Acca Dea che sarebbe poi divenuta Acca Dia[2], ma potrebbe derivare anche dal latino Aquediae o, meglio, Aqua cadiva, divenuto poi Accadia, ossia acqua che cade.[3]


Indice

[modifica] Geografia

Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia.

Il territorio comunale confina con quelli di altri cinque comuni della provincia di Foggia: Sant'Agata di Puglia, Monteleone di Puglia, Deliceto, Bovino e Panni[4].

Il centro abitato, posto a 650 m s.l.m., è tra i più elevati della Puglia e l'intero territorio comunale è prevalentemente montuoso. Esso comprende diversi dei rilievi più elevati del Subappennino Dauno, tra i quali Monte Tre Titoli (1030 m) e Monte Crispignano (1105 m), che è tra i più importanti della regione, sia per altitudine, sia per interessi religiosi.

[modifica] Clima

Accadia ha il tipico clima dell'alta collina, con inverni freddi e spesso nevosi ed estati temperate e non afose che lo rendono meta di turisti in cerca di refrigerio. Durante l'inverno il manto di neve può raggiungere anche i 20-30 cm di spessore, più raramente la coltre bianca può arrivare anche a 40-50 cm[5].

La temperatura media mensile del mese di gennaio si attesta attorno ai 5°C, quella del mese di agosto attorno ai 22,8 °C. Durante la stagione estiva, in generale, la temperatura media si mantiene sempre al di sotto dei 20°C. Rilevante durante tutto il corso dell'anno è l'elevato grado di umidità e una forte ventosità, che spesso crea dei problemi nell'attività agricola.

Nella tabella sottostante sono riportati i valori medi che si registrano ad Accadia[6].

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 8,1 9,2 12,0 16,1 21,0 25,4 28,4 28,6 24,3 18,6 13,3 9,8 17,9
Temperatura minima media (°C) 2,0 2,2 4,0 6,7 10,6 14,4 16,9 17,1 14,3 10,5 6,5 3,6 9,1
Piogge (mm) 69 62 57 54 44 34 26 31 50 75 84 78 665
Umidità media (%) 79,9 78,7 76,0 72,7 71,0 67,6 62,8 63,9 70,5 76,5 79,6 80,2 73,3

[modifica] Urbanistica

Il centro storico di Accadia ricalca essenzialmente l'assetto urbanistico di epoca preistorica, sviluppatosi attorno al tempio costruito in onore di Eca, l'Acca Dea.

Attualmente nell'abitato si possono distinguere due aree:

  • una prima prima area, di più antica formazione, posta attorno al Rione fossi e abitata fin dalle origini. Questa presenta vicoli piuttosto stretti accessibili solo da pedoni ma anche strade più ampie e una chiesa di antica costruzione che però oggi non è stata ancora restaurata. Quest'area ha principalmente una funzione monumentale e presenta caratteristiche case in pietra, attualmente in restauro, destinate ad essere, come lo erano in passato abitazioni;
  • la seconda area, di più recente formazione si sviluppa sul piano della collina ed è abitata, attualmente, dalla maggior parte della popolazione. Presenta strade più ampie, piazze ed edifici perlopiù moderni. È proprio quest'area il centro del comune, è difatti una zona - oltre che residenziale - destinata anche a funzioni commerciali.

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia della Puglia.
Stemma civico

Lo stemma di Accadia[7] raffigura un antico ponte, simbolo della sua posizione di passaggio, infatti Accadia è situata tra la Capitanata e l'Irpinia in un luogo di passaggio e di confine. Al di sopra di questo ponte si può notare, poi, una grande A, iniziale del nome del comune.

[8]

Accadia è tra i Comuni più "giovani" della provincia di Foggia, la sua annessione è infatti datata 1927. Questo avvenimento testimonia uno dei caratteri di questo territorio vale a dire l’essere sempre stato terra di confine: conteso, distrutto, difeso[9].

Anche Accadia, come altri Comuni del Subappennino Dauno, ha una storia antica, che parte tra il II ed il I millennio a.C. con i Dardani, per seguire, dopo la caduta dell’impero Romano d'Occidente, con la dominazione bizantina ed infine con varie genti e culture. La cittadina sorge su di un colle delle ultime propagini del Subappennino. Nei dintorni di Accadia vi sono rovine di epoca romana, ma è dubbia la sua identificazione con il centro di Accua o Acuca, città degli Irpini. Secondo alcuni, qui sorgeva l’antica Eca, dea dell’acqua, da cui sarebbe derivato Ecadia e quindi Accadia. Venne espugnata nel 214 a.C. dal console Marcello e distrutta nell'88 a.C. da Silla. Nel 1462 resistette fermamente all’assedio di Ferdinando II d’Aragona, re di Napoli e Sicilia. Fu feudo dei Caracciolo-Del Balzo e da ultimo dei Recco e dei Dentice. Fu dannegiata dai terremoti del 1456 e del 1930, e fino al 1927 ha fatto parte della provincia di Avellino. [10].

Anticha carta Geografica che rappresenta il territorio dei Dardani
Anticha carta Geografica che rappresenta il territorio dei Dardani

[modifica] Insediamenti preistorici

Il popolamento del territorio di Accadia è molto antico, e questo è testimoniato soprattutto dal ritrovamento di caverne e di fossi lungo la pendice orientale della collina su cui, attualmente, sorge l'abitato. Queste furono adibite a rifugio di piccole comunità umane sin dall'epoca preistorica[11].

Con l'arrivo dei Dardani[12] e delle altre popolazioni indoeuropee, la collina fu adibita ad area sacrale con un tempio in onore di Eca, l' Acca Dea, venerata sotto forma di pietra sacra.

Intorno al tempio iniziarono a sorgere le prime abitazioni, che via via crebbero di numero: l'attuale Rione Fossi, cinto di rupi e con una sola via d'accesso, era infatti già munito di difese naturali. Esso fu pertanto prescelto dagli abitanti del circondario alla ricerca di un luogo facilmente difendibile in un periodo nel quale non erano rare le orde di invasori che, a turno, sciamavano attraverso la valle beneventana in cerca di nuove terre da saccheggiare.

[modifica] Periodo romano e Alto Medioevo

Impero Bizantino sotto Giustiniano I di Bisanzio
Impero Bizantino sotto Giustiniano I di Bisanzio

Durante l'impero romano l'area fu interessata dai commerci che si sviluppavano lungo la trafficata rete viaria dell'Appennino, tra Roma e l'Apulia. Ne è testimonianza il ritrovamento dei resti di una taverna romana. L'area fu anche soggetta ad un intenso sfruttamento agricolo.

Dopo le invasioni barbariche, Accadia rientrò nella sfera di influenza del castello di Sant'Agata di Puglia, che in seguito divenne un gastaldato longobardo. La progressiva cristianizzazione della zona vide molte comunità religiose stabilirsi nella zona. Esse determinarono lo sviluppo dell'allevamento e di un florido artigianato.

La buona posizione naturale e strategica indusse i bizantini a cingere di mura il luogo già di per sé sicuro e a creare un munitissimo castello, che sarebbe rimasto in piedi sino al 1462.

Il regno di Napoli (Regnum Siciliae citra Pharum)
Il regno di Napoli (Regnum Siciliae citra Pharum)

[modifica] Basso Medioevo ed Età Moderna

Durante l'occupazione normanna dell'Italia Meridionale, l'organizzazione sociale di Accadia era molto semplice e le dimensioni dell'abitato modeste. Solo in epoca angioina, infatti, il borgo venne infeudato da Adam de Brueris, dato che il territorio di Accadia era estremamente redditizio sul piano economico. Nel XV secolo, Accadia era abitata da contadini che coltivavano piccoli appezzamenti di terreno di proprietà del duca locale.

Nell'ambito della contesa tra Angioini ed Aragonesi per la conquista del regno di Napoli, il sovrano aragonese, Ferrante I d'Aragona, il 21 luglio del 1462 strinse d'assedio la cittadina. Nonostante la coraggiosa resistenza dei cittadini, che difesero con tutte le loro forze Accadia, Ferrante I d'Aragona riuscì a conquistarla e le diede fuoco. Tale evento, con una fedele riproduzione di Accadia dell' epoca, è raffigurato in due pannelli nella bronzea porta conservata nel Maschio Angioino di Napoli[13]. L'assedio di Accadia, insieme alla sconfitta di Giovanni D'Angiò nella battaglia di Troia (19 agosto 1462), rappresenta un evento fondamentale per il futuro assetto politico e geografico dell'Italia meridionale[14].

Successivamente il paese subì una fase di forte declino per l'incuria dei padroni e per le continue vessazioni del fisco e assunse i caratteri tipici di una comunità ristretta con un'economia chiusa dominata da poche famiglie di proprietari terrieri.

Un momento molto importante per la storia di Accadia si ebbe poi nel 1694 quando il locale duca, Giuseppe Recco, promosse la realizzazione di una Cappella sul Monte Crispignano e donò il bassorilievo marmoreo raffigurante la Madonna col Bambino. Così si concretizzò per gli accadiesi il desiderio di venerare degnamente l'amata Madonna del Carmine.[15]

Piazza dell'Orologio all'inizio del Novecento.
Piazza dell'Orologio all'inizio del Novecento.
Piazza dell'Orologio dopo il terremoto del 1930.
Piazza dell'Orologio dopo il terremoto del 1930.

[modifica] Ottocento e Novecento

Con la riforma amministrativa del 1811, Accadia passò dalla Capitanata all'Irpinia. Tale inquadramento amministrativo fu confermato con l'unità d'Italia, quando il comune di Accadia fu incluso nella provincia di Avellino, della quale avrebbe fatto parte fino al 1927, quando esso ritornò alla Provincia di Foggia insieme ad Orsara di Puglia[16].

La fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento costituirono un periodo di relativo benessere economico, dovuto soprattutto alla fioritura della locale agricoltura, ma l'epidemia di colera del 1910 e l'intensificarsi dell'emigrazione oltreoceano determinarono successivamente l'arretramento delle condizioni economiche del comune. Nel 1921 ad Accadia venne istituita la locale Camera del Lavoro, che pochi anni dopo venne sciolta dai fascisti[17].

Dal punto di vista urbanistico, a partire dalla distruzione del 1462 e con il crescere della popolazione, il paese aveva iniziato ad estendersi verso le aree limitrofe.

[modifica] I terremoti

Questo territorio - che conserva alcune tracce di insediamenti romani - ha dovuto spesso fare i conti con violenti terremoti come quelli del 1456, del 1930 e del 1962 che sconvolsero l’intera Irpinia. Il paese ha sempre saputo reagire e anche oggi dimostra di voler valorizzare al meglio una parte consistente della propria realtà urbanistica e architettonica che rappresenta anche la "memoria storica" per l’intera comunità.

Il terremoto del 1930 e, successivamente, quello del 1962 arrecarono ingenti danni all'abitato e ai monumenti, e avviarono il trasferimento della popolazione dal vecchio borgo denominato Rione Fossi verso il piano della collina dove oggi sorge il paese. Accadia inoltre fu lievemente colpita dal terremoto dell'Irpinia del 23 novembre 1980[18].

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Torre dell'Orologio
Torre dell'Orologio

Nella cittadina sono presenti luoghi d'interesse storico, culturale, religioso e naturalistico tra cui primeggiano, Monte Crispignano con il suo Santuario, il Rione Fossi , il Museo Civico, Piazza dell'Orologio, Piazza Matteotti, Piazza San Luigi, Santa Maria dei Teutoni, Pietra di Punta, Bosco Paduli e Taverna Romana.

[modifica] Chiese

L'edilizia religiosa, come quella civile, ha patito molto i vari terremoti che hanno colpito Accadia nel corso dei secoli, perciò le chise di Accadia, compreso il Santuario di Monte Crispignano sono piuttosto recenti.

Le due chiese principali sono:

  • La chiesa dedicata ai S.S. Pietro e Paolo, situata nella parte più recente dell'abitato;
  • La chiesa dedicata ai S.S. Vito e Antonio, situata nei pressi del Borgo antico.

Entrambe le chiese risalgono al secolo scorso, poiché sono state costruite e ricostruite in seguito ai frequenti terremoti che hanno colpito la zona, e sono quindi essenzialmente in stile moderno. Una chiesa più antica si trova nel Rione Fossi, ma non è stata ancora restaurata.

[modifica] Monumenti

Fontana monumentale vista di notte
Fontana monumentale vista di notte

[modifica] Piazza dell'Orologio

La piazza prende in nome dalla torre dell'Orologio[19], inaugurata nel 1883 e restaurata in seguito al terremoto del 1930.

Nella piazza ha sede anche la fontana monumentale del 1836, a forma di tempietto, che fu scelta dalla Rai a rappresentare le più belle fontane d'Italia. Nel 1987 sotto il portico furono collocati due pannelli bronzei che richiamano l'assedio aragonese del 1462.

Dalla piazza dell'orologio si può ammirare il borgo antico di Accadia, denominato Rione Fossi, purtroppo non ancora interamente ristrutturato.

[modifica] Museo Civico

Posto in via Borgo a poca distanza da piazza dell'Orologio, il Museo civico[20] contiene reperti di antichità, età medioevale e moderna, oltre ad una sezione di civiltà contadina e artigiana. Il complesso museale, inaugurato il 14 agosto 1999, è frutto degli studi del professore accadiese Erminio Paoletta, che ha provveduto alla catalogazione dei reperti del museo.

[modifica] Biblioteca comunale

Panorama dei Monti Dauni presso Monte Crispignano
Panorama dei Monti Dauni presso Monte Crispignano

La Biblioteca comunale[21] fu istituita nel 1967 e risulta pienamente operativa dal 1970 presso i locali della sede municipale.

Dal 2000, dopo temporanei trasferimenti di sede, la Biblioteca è stata definitivamente collocata nel settecentesco "Palazzo Vassalli", situato nel Borgo di Accadia, nei pressi del Museo Civico.

[modifica] Piazza Matteotti e Piazza San Luigi

Risalendo via Borgo si incontra l'ampia piazza alberata Giacomo Matteotti, dalla quale si può ammirare Monte Serbarolo e il variegato paesaggio del Subappennino Dauno. Sulla piazza è eretto il monumento ai caduti di tutte le guerre realizzato nel 1971 con il contributo del comune e dei cittadini.

Più avanti si trova piazza San Luigi così chiamata per i resti della chiesa di San Luigi, detta popolarmente lu murt' cill. Oggi l'edificio è utilizzato dalla parrocchia per il catechismo e manifestazioni culturali.

[modifica] Luoghi d'interesse

Vista dei Monti Dauni all'alba
Vista dei Monti Dauni all'alba

[modifica] Rione Fossi

Il Rione Fossi, sede del più antico borgo di Accadia, rappresenta una preziosa testimonianza architettonica di un'antica civiltà contadina: le case sono separate da stradine selciate e da vicoli tortuosi, che danno al borgo una caratteristica forma a chiocciola.

Il borgo era raccolto attorno alla monumentale chiesa matrice dei Santi Pietro e Paolo, risalente all'epoca bizantina ed attualmente bisognosa di restauro.

La vista del borgo si può ammirare passeggiando per via Maselli, dalla quale si possono osservare i resti del palazzo ducale, e via Greci. Di fianco all'antico Arco di Porta di Capo vi è una piazzetta intitolata al Cancelliere Ranuccio Zannella, eroico difensore di Accadia durante l'assedio del 1462.

[modifica] Il santuario di Monte Crispignano

Bosco Paduli
Bosco Paduli
Per approfondire, vedi la voce Monte Crispignano.

Il paese è dominato dall'imponente Monte Crispignano (1105 m)[22], dove la Madonna del Carmine, secondo la tradizione, apparve ad un pastorello nella fenditura di una rupe. Qui fu innalzato il Santuario, luogo di culto e penitenza.

Il 21 agosto 1927 la Beata Vergine del Carmine fu incoronata con una grande cavalcata e festeggiamenti. Da allora, ogni cinque anni si festeggia la discesa della madonna dal Monte Crispignano fino in paese.

[modifica] Bosco Paduli

A circa 5 km da Accadia, verso Deliceto, si trova il Bosco Paduli, con una folta vegetazione caratterizzata da enormi querce secolari e un buon numero di sorgenti d'acqua.

Veduta strada Accadia-Monteleone di Puglia
Veduta strada Accadia-Monteleone di Puglia

[modifica] Santa Maria e Pietra di Punta

In contrada S. Maria, a 4 km da Accadia, sulla strada per Monteleone di Puglia si può visitare l'antica chiesetta di Santa Maria Maggiore o dei Teutoni.

  • La denominazione

Nata come tempio pagano con la denominazione Ad Matrem Magna sulla via Herculeia, nell'itinerarium Antoninianum, assunse poi la denominazione di Santa Maria Matri Magna. Nel 1191 entrò sotto il controllo dell'Ordine Teutonico che vi introdusse l'attuale denominazione di Santa Maria Maggiore o dei Teutoni.

  • La chiesetta

La chiesetta rappresenta un'opera storica di rilievo soprattutto per le epigrafi celate nella facciata e per la cripta col suo cippo cifrato e ornato[23] che rappresenta tre busti: Alessandro Severo, la madre Namea e la moglie Sallustia, qui sepolta[24].

Secondo la tradizione, in questo luogo, sarebbero conservati i resti del pontefice Callisto II, che morì sulla via Appia il 12 dicembre 1124, mentre ritornava dalla vicina Troia, dove aveva presieduto un concilio di ottantacinque vescovi e sessanta abati.[25].

La Via Appia e la Via Appia Traiana
La Via Appia e la Via Appia Traiana
  • Pietra di punta

In prossimità della Cappella si può ammirare lo scenario naturale di Pietra di Punta, luogo che offre la vista di imponenti rocce che si innalzano dal torrente Frugno[26].

[modifica] Taverna romana

In contrada Rotato, situata a 2 km da Accadia sulla strada verso Foggia, inoltre, vi sono i resti di una Taverna Romana, dove i viaggiatori sostavano per foraggiare gli animali.

Nei pressi della contrada passava la via Herculeia, strada di raccordo tra l'Appia e la Traiana, che partiva dalle cave di San Liberatore, tra Ariano Irpino e Greci, e attraversava il territorio di Accadia proseguendo fino all'attuale Potenza.[27]

[modifica] Cultura

[modifica] Eventi e manifestazioni

Falò di San Sebastiano
Falò di San Sebastiano

[modifica] Personalità legate ad Accadia

[modifica] Gastronomia

La tradizione culinaria di Accadia propone i piatti tipici della cucina contadina con ingredienti e condimenti di origine locale, come l'olio d'oliva proveniente dai numerosi frantoi della zona.

  • Dolci
    • pastarell', tarall',scallatill' ;
    • A Natale Susumill' , crspell' e piccilatill' ;
    • A Pasqua squarcelle e pizz'calzon' .

Tutti i piatti sono accompagnati da vini locali, in particolare quello di Rochiano. [31]

[modifica] Economia

Campo di grano duro
Campo di grano duro

L'economia del paese è incentrata principalmente sull'agricoltura e l'allevamento, numerose sono infatti le aziende agricole, ma quasi tutte a conduzione familiare.[32] Le colture più diffuse sono il grano e l'olivo. La zona offre infatti olio d'oliva e vini locali di alta qualità.

[modifica] Infrastrutture

Accadia è sede del distretto sanitario locale. La sede della ASL ospita servizi amministrativi, un importante centro di emodialisi e numerose branche di specialistica. Sono presenti una scuola materna, una elementare, una media e un liceo scientifico, denominato Guglielmo Marconi, che è la sede staccata del liceo di Foggia.

[modifica] Trasporti e vie di comunicazione

Strada europea
Strada europea
L'autostrada A16
L'autostrada A16

Accadia è raggiungibile da Foggia mediante la strada statale 655 con uscita Deliceto, e proseguendo sulla strada provinciale 119.

Accadia si può raggiungere facilmente anche da alcune uscita autostradali quali, l' uscita di Vallata o quella di Lacedonia sulla A16 (Strada europea E842) da Napoli, e l'uscita di Candela sempre sulla A16 da Bari.

[modifica] Trasporti pubblici

Per quanto riguarda i trasporti pubblici, i collegamenti con Foggia e con i comuni della provincia sono garantiti quotidianamente dagli autobus delle Ferrovie del Gargano, società che gestisce il trasporto pubblico, ferroviario e su strada, nella provincia di Foggia.

[modifica] Sport

[modifica] Impianti sportivi

Gli unici impianti sportivi del comune di Accadia degni di nota sono:

  • Il Palazzetto dello Sport, attrezzato per partite di calcetto, pallavolo, basket e tennis;
  • Un campo da calcetto, inaugurato nell'estate del 2006, ben attrezzato. Durante l'estate si organizzano dei tornei di calcetto che coinvolgono diverse squadre di Accadia e dei paesi limitrofi;
  • Un ampio campo sportivo comunale che, attualmente, a causa del degrado, non viene sfruttato adeguatamente.

[modifica] Società sportive

  • Accadia Calcio, squadra di calcio che gioca soltanto in tornei a livello regionale e locale.

Ad Accadia sono presenti anche alcune associazioni sportive tra cui:

  • A.I.C.S.
  • Associazione Sportiva Accadia

[modifica] Amministrazione comunale

Municipio
Municipio

Sindaco: Pasquale Murgante (lista civica Accadia libera) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0881 981012
Email del comune: info@accadia.net

[33]

[modifica] Gemellaggi

Accadia è gemellato con:

[modifica] Riferimenti e note

  1. ^ Annuario statistico regionale Puglia 2004. URL consultato il 04-02-2008.
  2. ^ Origine del toponimo. URL consultato il 04-02-2008.
  3. ^ Altro toponimo. URL consultato il 08-0-2008.
  4. ^ Comuni vicini
  5. ^ Articolo:nevicate ad Accadia
  6. ^ Climatologia dell'Appennino Dauno. URL consultato il 04-02-2008.
  7. ^ Comuni Italiani.
  8. ^ Presidenza del Consiglio dei Ministri.
  9. ^ Daunia da favola
  10. ^ Storia Accadia. URL consultato il 04-02-2008.
  11. ^ Marina Mazzei. L'oro della Daunia: storia delle scoperte archeologiche : la provincia di Foggia . Foggia, Provincia di Foggia, 2002 .
  12. ^ Erminio Paoletta. L' avventura della statua di Accadia dall'arrivo dei Dardani alle sovrapposizioni bizantine . Accadia, 1987 .
  13. ^ Erminio Paoletta. Borgo ignoto : l'assedio di Accadia e le bronzea porta che lo raffigura a Castel Nuovo in Napoli. , 1966.
  14. ^ Pietro Colletta. Storia del reame di Napoli. Napoli, 1969 .
  15. ^ Informazioni Santuario Monte Crispignano
  16. ^ Storia di Accadia
  17. ^ Concetta De Bellis. Novecento accadiese . Accadia, Comune di Accadia, 2007 .
  18. ^ Informazini storiche di Accadia accadia.net. URL consultato il 04-02-2008.
  19. ^ museum.com
  20. ^ Musei Della Provincia di Foggia
  21. ^ Biblioteca comunale Accadia. URL consultato il 04-02-2008.
  22. ^ Monti del Subappennino. URL consultato il 04-02-2008.
  23. ^ Erminio Paoletta. Le grandi scoperte silenziose dell'archeologia: perché le segrete tombe ... . Accadia, 1987 .
  24. ^ italiatua.it
  25. ^ Antichi borghi dell' Irpinia. URL consultato il 04-02-2008.
  26. ^ Sentieri: Valle del Frugno
  27. ^ Luoghi da visitare in Provincia di Foggia
  28. ^ Festa di San Sebastiano
  29. ^ Manifestazioni di Accadia. URL consultato il 04-02-2008.
  30. ^ Protagonisti Web Accadia. URL consultato il 04-02-2008.
  31. ^ Gastronomia
  32. ^ Economia Accadia
  33. ^ Accadia-Amministrazione comunale. URL consultato il 03-04-2008.
  34. ^ Gemellaggio Accadia

[modifica] Bibliografia

  • Giovanni-Michel Del Franco, Accadia: vite e morte di un villaggio del Sud Italia, Chant des Hommes (Francia), 2000;
  • Concetta De Bellis, Novecento Accadiese, Aspetti di vita rurale nel borgo di Accadia, 2007;
  • Procaccini, Immagini di Accadia nei segni di Vincenzo Palumbo. Figure di vita identiche nei paesi «Dauni-irpini»... , 2000;
  • Norberto Tonini, Viaggio attorno al turismo sociale, 2007;
  • Erminio Paoletta, Perché le segrete tombe imperiali ad Acca Idea e a Romulea? : origini di Roma e avvio del nostro presente, misteriosofia e primordi di culti cristiani attraverso le ignorate epigrafi del sarcofago capitolino di Alessandro e Mamea e alla luce di iscrizioni e figure della tavola orfica di Accadia e dei nuovi cippi di Bisaccia, 1987;
  • Erminio Paoletta, Storia, arte e latino nella bronzea porta di Castel Nuovo a Napoli : pannelli, vicende e luoghi (Teano, Troia, Accadia ), ricognizione epigrafica; esame estetico, confronto fra storiografi dei tre stati coinvolti (Napoli, Roma, Milano) e appendice diplomatica, 1985;
  • Erminio Paoletta, Accadia in vetrina : un secolo di vita e di immagini cittadine, 1985;
  • Erminio Paoletta, L' avventura della statua di Accadia dall'arrivo dei Dardani alle sovrapposizioni bizantine, 1978;
  • Erminio Paoletta,Borgo ignoto : l'assedio di Accadia e le bronzea porta che lo raffigura a Castel Nuovo in Napoli, 1966;
  • Erminio Paoletta, Le grandi scoperte silenziose dell'archeologia: perché le segrete tombe ... , 1987;
  • Amato Amati, Cronologia dell'Italia ... alla nuova provincia di Benevento, e quelli di Accadia, Anzano, Monteleone (formanti il mandamento antico di Accadia), di Greci, Montaguto, ...,1868;
  • Pietro Colletta, Storia del reame di Napoli, 1969;
  • Angelo Massafra, Problemi di storia delle campagne meridionali nell'età moderna e contemporanea, 1981;
  • Marina Mazzei, L'oro della Daunia: storia delle scoperte archeologiche : la provincia di Foggia, Excavations (Archaeology) - 2002;
  • Romolo Caggese, Foggia e la Capitanata, Foggia (Italy) - 1910 - 144 pagine
  • Maria Stella Calò Mariani, Rosanna Bianco, Capitanata medievale, Foggia (Italy : Province) - 1998 - 240 pagine ;
  • Angelo Massafra, Campagne e territorio nel Mezzogiorno fra Settecento e Ottocento, 1984
  • Consalvo Di Taranto, La Capitanata al tempo dei normanni e degli svevi, Foggia (Italy : Province) - 1994 - 165 pagine;
  • Giuseppe Vacca, Presente futuro, Sustainable development - 2001 - 224 pagine.
  • Maria Altobella Galasso, Antonio Ventura, Foggia e la Capitanata: territorio, folklore, storia e cultura, Foggia (Italy : Province) - 1979

[modifica] Voci correlate

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