Accadia

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Accadia
comune
Accadia – Stemma
Accadia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Foggia-Stemma.png Foggia
Amministrazione
Sindaco Pasquale Murgante (lista civica Solo per Accadia) dal 30/03/2010[1]
Territorio
Coordinate 41°10′00″N 15°20′00″E / 41.166667°N 15.333333°E41.166667; 15.333333 (Accadia)Coordinate: 41°10′00″N 15°20′00″E / 41.166667°N 15.333333°E41.166667; 15.333333 (Accadia)
Altitudine 650 m s.l.m.
Superficie 30,74 km²
Abitanti 2 451[2] (31.03.2013)
Densità 79,73 ab./km²
Frazioni Agata delle Noci
Comuni confinanti Bovino, Deliceto, Monteleone di Puglia, Panni, Sant'Agata di Puglia
Altre informazioni
Cod. postale 71021
Prefisso 0881
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 071001
Cod. catastale A015
Targa FG
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 223 GG[3]
Nome abitanti accadiesi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio - 21 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Accadia
Posizione del comune di Accadia nella provincia di Foggia
Posizione del comune di Accadia nella provincia di Foggia
Sito istituzionale

Accadia (IPA: [akka'dia][4], Acchedìe in dialetto foggiano) è un comune italiano di 2.451 abitanti della provincia di Foggia in Puglia.

Posto sul Subappennino Dauno a 650 metri d'altitudine, è situato a circa 50 km dal capoluogo di provincia e a circa 151 km da Bari, capoluogo di regione. Massimo orgoglio e memoria storica per la cittadinanza è il Rione Fossi, primitiva sede del comune, che, sebbene ancora in fase di restauro, rappresenta il luogo di maggior interesse turistico e fa da scenografia naturale a vari eventi culturali e musicali che si tengono periodicamente nel comune.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Il centro abitato, posto a 650 m s.l.m., è tra i più elevati della Puglia e l'intero territorio comunale è prevalentemente montuoso.

Esso comprende diversi dei rilievi più elevati del Subappennino Dauno, tra i quali Monte Crispignano (1105 m), che è tra i più importanti della regione, sia per altitudine, sia per interessi religiosi, e Monte Tre Titoli (1030 m), il cui nome deriva dal caratteristico aspetto geomorfologico che mostra in successione, dal più piccolo al più grande, tre caratteristici rilievi allungati in senso est-ovest, chiamati, appunto, i Tre Titoli.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale confina con quelli di altri cinque comuni della provincia di Foggia: Sant'Agata di Puglia, Monteleone di Puglia, Deliceto, Bovino e Panni[5].

Torrente nei pressi di Accadia

Nel territorio comunale non sono presenti fiumi di rilievo, ma soltanto piccoli torrenti e alcuni specchi e fili d'acqua. Tra questi vi sono: il torrente Frugno, che ha le sue sorgenti ai piedi del centro abitato e che è un affluente del fiume Carapelle, e il torrente Rotato. I due torrenti si riuniscono a sud-est del paese. Più numerose sono, invece, le sorgenti e i piccoli ruscelli[6].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Rione Fossi innevato

Accadia ha il tipico clima dell'alta collina, con inverni freddi e spesso nevosi ed estati temperate e non afose che lo rendono meta di turisti in cerca di refrigerio. Durante l'inverno il manto di neve può raggiungere anche i 20–30 cm di spessore; più raramente la coltre bianca può arrivare anche a 40–50 cm[7].

La temperatura media mensile del mese di gennaio si attesta attorno ai 5 °C, quella del mese di agosto attorno ai 22,8 °C. Durante la stagione estiva, in generale, la temperatura media si mantiene sempre al di sotto dei 30 °C. Rilevante durante tutto il corso dell'anno è l'elevato tasso di umidità e una forte ventosità, che spesso crea dei problemi nell'attività agricola.

Nella tabella sottostante sono riportati i valori medi che si registrano ad Accadia[8].

Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 8,1 9,2 12,0 16,1 21,0 25,4 28,4 28,6 24,3 18,6 13,3 9,8 9,0 16,4 27,5 18,7 17,9
T. mediaC) 5 5,7 8,0 11,4 15,8 19,9 22,6 22,8 19,3 14,5 9,9 6,7 5,8 11,7 21,8 14,6 13,5
T. min. mediaC) 2 2,2 4,0 6,7 10,6 14,4 16,9 17,1 14,3 10,5 6,5 3,6 2,6 7,1 16,1 10,4 9,1
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 9 8 3 1 0 0 0 0 0 1 3 5 22 4 0 4 30
Precipitazioni (mm) 69 62 57 54 44 34 26 31 50 75 84 78 209 155 91 209 664
Giorni di pioggia 11 10 9 9 6 4 2 3 6 8 11 11 32 24 9 25 90
Umidità relativa media (%) 79,9 78,7 76,0 72,7 71,0 67,6 62,8 63,9 70,5 76,5 79,6 80,2 79,6 73,2 64,8 75,5 73,3
Vento (direzione-m/s) N
4,8
NNW
5,0
NNW
4,6
N
4,3
E
3,8
S
3,6
SSW
3,6
SSW
3,5
SSE
3,5
E
3,8
E
4,4
N
4,8
4,9 4,2 3,6 3,9 4,1

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Accadia e Storia della Puglia.
Le origini del nome

Il toponimo deriva forse dal nome della dea Eca, l'Acca Dea che sarebbe poi divenuta Acca Dia[9]. Questo, comunque, potrebbe derivare anche dal latino Aquediae o, meglio, Aqua cadiva, divenuto poi Accadia, ossia acqua che cade, data l'ampia presenza di sorgenti e fili d'acqua nel territorio comunale[10].

Antica carta geografica che rappresenta il territorio dei Dardani

Dalle origini al IV secolo[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Accadia, come quella degli altri comuni del Subappennino Dauno, parte tra il II e il I millennio a.C. con i Dardani, per seguire, dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, con la dominazione bizantina, e infine con varie genti e culture. Nei dintorni di Accadia vi sono rovine di epoca romana, ma è dubbia la sua identificazione con il centro di Accua o Acuca, città degli Irpini. Secondo la tradizione, qui sorgeva un tempio dedicato ad Eca o Acca Dea, da cui si sarebbe originato il toponimo Accadia. La cittadina venne espugnata nel 214 a.C. dal console Marcello e distrutta nell'88 a.C. da Silla. Durante l'impero romano l'area fu interessata dai commerci che si sviluppavano lungo la trafficata rete viaria dell'Appennino, tra Roma e l'Apulia. Ne è testimonianza il ritrovamento dei resti di una taverna romana. L'area, durante questo periodo, fu anche soggetta ad un intenso sfruttamento agricolo.

Dal V secolo al XV secolo[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'occupazione normanna dell'Italia Meridionale, l'organizzazione sociale di Accadia era molto semplice e le dimensioni dell'abitato modeste.

Piazza dell'Orologio all'inizio del Novecento.

La cittadina fu danneggiata dal terremoto del 1456 e nell'ambito della contesa tra Angioini ed Aragonesi per la conquista del regno di Napoli, il sovrano aragonese, Ferrante I d'Aragona, il 21 luglio del 1462, strinse d'assedio la cittadina, che resistette fermamente all'assedio, ma alla fine le diede fuoco. In seguito, Accadia, fu feudo dei Caracciolo-Del Balzo e infine dei Recco e dei Dentice.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Con la riforma amministrativa del 1811, Accadia passò dalla Capitanata all'Irpinia. Tale inquadramento amministrativo fu confermato con l'Unità d'Italia, quando il comune di Accadia fu incluso nella provincia di Avellino, della quale avrebbe fatto parte fino al 1927, quando esso ritornò alla provincia di Foggia insieme ad Orsara di Puglia[11].

La fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento costituirono un periodo di relativo benessere economico, dovuto soprattutto alla fioritura della locale agricoltura, ma l'epidemia di colera del 1910 e l'intensificarsi dell'emigrazione oltreoceano determinarono successivamente l'arretramento delle condizioni economiche del comune. Nel 1921 ad Accadia venne istituita la locale Camera del Lavoro, che pochi anni dopo venne sciolta dai fascisti[12].

Il comune fu distrutto dal terremoto del 1930 e successivamente interessato anche dal terremoto dell'Irpinia del 1980, che danneggiò il centro abitato.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Accadia-Stemma.png

Il gonfalone di Accadia[13] è costituito da un drappo giallo merlato con frangia dorato nella parte inferiore di colore giallo. Al centro del gonfalone vi è lo stemma di Accadia coronato dall'iscrizione "Comune di Accadia".Nel basso vi è una scritta, che è poi il motto del comune, che dice: Aquadiam fortem cepit rex fortior urbem.

Lo stemma è costituito da uno scudo su fondo azzurro con un ponte, sotto al quale si intravede un fiume, ed una corona ducale sovrastante. Al di sopra di questo ponte si può notare, poi, una grande A, iniziale del nome del comune[14]. Tale stemma è poi circondato nella parte inferiore da due rami, uno di alloro, l'altro di quercia legati alla base da un intreccio di rami.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

I principali luoghi d'interesse di Accadia sono quelli legati alla natura, alla storia ed al culto. Infatti, poiché il comune si trova in una zona perlopiù montuosa e collinare, lontana dai grandi centri urbani, di particolare rilievo sono i luoghi legati all'ambiente e alla natura. Tra questi vi sono il Bosco Paduli e Pietra di Punta. Di particolare interesse sono anche luoghi legati alla storia di Accadia, come il Rione Fossi che testimonia l'assetto urbanistico del comune prima di essere distrutto dai vari terremoti, e al culto dei santi o della Madonna, come il santuario di monte Crispignano o la chiesetta di Santa Maria dei Teutoni.

Di seguito, la descrizione dei luoghi di maggior interesse.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Santi Pietro e Paolo.

L'edilizia religiosa, come quella civile, ha patito molto i vari terremoti che hanno colpito il territorio nel corso dei secoli, perciò le chiese di Accadia, compreso il Santuario di monte Crispignano, sono piuttosto recenti. L'unico esempio di chiesa più antica si trova nel Rione Fossi.

Chiesa dei Santi Pietro e Paolo[modifica | modifica wikitesto]

La primitiva chiesa matrice intitolata nel 1098 ai Santi Pietro e Paolo, giaceva nel centro dell'attuale Rione Fossi. Anticamente presentava sette archi a tutto sesto con ampi finestroni rettangolari, con una graziosa cupoletta e con una mirabile abside. Sul lato sinistro vi era un campanile a tre piani con pianta quadrata e con una cuspide di forma conica. Fu danneggiata dal terremoto del 1456 e nel 1462 dall'artiglieria dell'esercito aragonese, che assediò Accadia. Diverse furono le riparazioni e le ricostruzioni, fino al 1930, quando il terremoto rese inagibile e pericolosa la chiesa.

Nel 1949, il nuovo parroco, don Michele Melfi, avviò la realizzazione del progetto di una nuova chiesa, con l'aiuto dell'amministrazione e dell'intera comunità. La nuova chiesa matrice fu inaugurata il 21 agosto 1964 da Mons. Innocenzo Russo, vescovo di Bovino, costruita in un'altra zona del paese, ovvero, nell'omonima piazza. Tale chiesa ha forma rettangolare e nella parte terminale vi sono tre vani: quello frontale, che ospita l'altare ed il tabernacolo, quello di destra, che costituisce la cappella dedicata alla Madonna del Carmine, e quello di sinistra, che è attualmente destinato al coro. Al lato della sacrestia vi è un campanile a base quadrata. L'illuminazione della navata è assicurata da dodici finestre istoriate, e la facciata è ornato con un bassorilievo, che si trova sopra al portale e che raffigura i Santi Pietro e Paolo.

Le statue dei Santi Pietro e Paolo sono opere barocche del Seicento, che vennero restituite al culto, dopo il restauro del settembre 2000. La chiesa è sede della parrocchia Santi Pietro e Paolo, che fa parte dell'Arcidiocesi di Foggia-Bovino.

Chiesa di San Vito[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Vito (dedicata anche a Sant'Antonio) è ubicata nel centro storico del paese. Essa risale al 1730, ma, in seguito al deperimento dovuto soprattutto ai terremoti, è stata ricostruita nel 1973. La facciata principale è rivestita di mattoni a vista, come l'annesso campanile posto sul lato sinistro dell'edificio, e presenta un ampio portale ligneo. Al di sopra di questo portale vi è un timpano triangolare in marmo alla cui base è incisa la data di costruzione e di ricostruzione della chiesa. La parte superiore della facciata è caratterizzata da una grande finestra di forma triangolare che consente ai raggi del sole di illuminare la navata centrale della chiesa.

Santuario della Madonna del Carmine[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santuario della Madonna del Carmine (Accadia).

Il paese è dominato dall'imponente Monte Crispignano (1105 m s.l.m.[15]), dove la Madonna del Carmine, secondo la tradizione, apparve ad un pastorello nella fenditura di una rupe. Qui fu eretto il Santuario, luogo di culto e penitenza.

Il 21 agosto 1927 la Beata Vergine del Carmine fu incoronata con una grande cavalcata e festeggiamenti. Da allora, ogni cinque anni si festeggia la discesa della statua della Madonna dal Monte Crispignano fino in paese.

Santa Maria dei Teutoni[modifica | modifica wikitesto]

In contrada Santa Maria, a 4 km da Accadia, sulla strada per Monteleone di Puglia, si trova l'antica chiesetta di Santa Maria Maggiore o dei Teutoni. Nata come tempio pagano con la denominazione Ad Matrem Magna sulla via Herculeia, nell'itinerario antonino, assunse poi la denominazione di Santa Maria Matri Magna. Nel 1191 entrò sotto il controllo dell'Ordine Teutonico che vi introdusse l'attuale denominazione di Santa Maria Maggiore o dei Teutoni.

La chiesetta rappresenta un'opera storica di rilievo soprattutto per le epigrafi celate nella facciata e per la cripta, dove è conservato un cippo cifrato e ornato[16] che rappresenta tre busti: Alessandro Severo, la madre Giulia Mamea e la moglie Sallustia, che secondo una leggenda sarebbe qui sepolta[17]. Secondo la tradizione, in questo luogo, sarebbero conservati anche i resti del pontefice Callisto II, che morì sulla via Appia il 12 dicembre 1124, mentre ritornava dalla vicina Troia, dove aveva presieduto un concilio di ottantacinque vescovi e sessanta abati[18].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Piazza dell'Orologio[modifica | modifica wikitesto]

Torre dell'Orologio

La piazza prende il nome dalla torre dell'Orologio[19], inaugurata nel 1883 e restaurata in seguito al terremoto del 1930. Su di essa sono apposti due pannelli che rappresentano l'assedio aragonese di Accadia nel 1462 e l'epigrafe dell'umanista Giovanni Pontano che recita: «Aquadiam fortem cepit rex fortior urbem andegavos pellens viribus eximiis».

Nella piazza ha sede anche la fontana monumentale a forma di tempietto in stile neoclassico e realizzata in pietra locale. La fontana fu eretta sotto Ferdinando II di Borbone nel 1836, come riporta l'epigrafe sul frontone, a ricordo dell'acqua portata dal locale acquedotto. Nel 1987 sotto il portico furono collocati due pannelli bronzei che richiamano l'assedio aragonese del 1462. Tra i due pannelli apposti sulla fontana è riprodotto l'antico simbolo di Accadia che reca la data del 1701. Il tetto a doppio spiovente è sostenuto da quattro colonne circolari e all'interno vi sono tre fontanelle in pietra distanti tra loro circa due metri, mentre di lato c'è una piccola vasca che serviva come abbeveratoio. Ai lati della fontana vi sono grandi catene, che oggi sono solo elementi ornamentali, ma che una volta servivano a poggiare i barili riempiti d'acqua.

Dalla piazza dell'orologio si può ammirare il borgo antico di Accadia, denominato Rione Fossi, e il suo ingresso monumentale, definito Arco di Porta di Capo. Proprio attraverso quest'ingresso le milizie del re Ferrante I, forti delle artigliere, irruppero nella rocca assediandola.

Piazza Matteotti e Piazza San Luigi[modifica | modifica wikitesto]

La piazza intitolata a Giacomo Matteotti molti anni addietro ospitava un convento ormai scomparso ed era denominata "Largo Sant'Antonio". Tale piazza, dalla quale si può ammirare Monte Serbarolo e il variegato paesaggio del Subappennino Dauno, rappresenta un luogo di ritrovo per la popolazione e uno dei principali "teatri", insieme al Rione Fossi, delle manifestazioni che si tengono nel comune. Sulla piazza è eretto il monumento ai caduti di tutte le guerre realizzato nel 1971 con il contributo del comune e dei cittadini.

La piazza è stata restaurata nell'anno 2013 ed è stato rinnovato anche il basamento su cui poggia la statua ai caduti. Questo ha, attualmente, la forma di un prisma su cui sono incisi i nomi dei caduti sui quali scorre un filo d'acqua.

Salendo dal Rione Fossi verso il piano della collina, si trova piazza San Luigi, detta popolarmente lu murt'cill. Tale piazza presenta, al centro, una fontana di forma circolare e in passato ospitava una chiesa intitolata a San Luigi. Tale struttura è stata sede dell'oratorio parrocchiale G.P.A. - Giovani Parrocchiani Accadiesi.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Rione Fossi[modifica | modifica wikitesto]

Panorama Rione Fossi

Il Rione Fossi rappresenta una parte di storia per il comune di Accadia. L'antico borgo è, infatti, sede del più antico insediamento urbano del comune e rappresenta una preziosa testimonianza architettonica e storica di un'antica civiltà contadina. Il borgo è stato abbandonato in seguito al terremoto del 1930 e risulta oggi completamente disabitato. Negli ultimi anni le varie amministrazioni hanno avviato un programma di recupero e restauro che è in fase di completamento.

Nell'antichità classica la zona era considerata luogo di culto, era, infatti, area sacra, con templi, cenobi pagani e dimore sacerdotali. In epoca medievale e durante il periodo normanno-svevo-angioino-agagonese, il luogo era, invece, una munitissima piazzaforte, che sfruttava le fortificazioni messe a difesa dei templi classici, con i loro ingenti tesori. I cittadini vivevano casali sparsi attorno a tale piazzaforte.

L'antica denominazione Fossa dei Greci è dovuta al fraintendimento e adattamento della denominazione greco-latina che era "Fossa Agroecorum" che in realtà si traduce come Fosse degli orfici (letteralmente degli asociali, perché gli orfici erano eremiti). Essi abitavano in quelle grotte, sopravvissute e ancora evidenti attualmente nella zona e, da vivi, si preparavano come sepoltura una semplice fossa, nella quale si calavano, avvolti in un candido lenzuolo e con una lucerna.

All'interno del borgo le case sono separate da stradine selciate e da vicoli tortuosi, che danno una caratteristica forma a chiocciola. Tali abitazioni sono raccolte attorno alla monumentale chiesa matrice dei Santi Pietro e Paolo, risalente all'epoca bizantina ed attualmente bisognosa di restauro.

All'interno del borgo si possono ammirare anche i resti del palazzo ducale. Di fianco all'antico Arco di Porta di Capo, che era un tempo la porta d'accesso al borgo, vi è una piazzetta intitolata al Cancelliere Ranuccio Zannella, eroico difensore di Accadia durante l'assedio del 1462.

Taverna romana[modifica | modifica wikitesto]

Pietra di Punta.

In contrada Rotato, situata a 2 km da Accadia sulla strada verso Foggia, vi sono i resti di una Taverna Romana[20] , dove i viaggiatori sostavano per foraggiare gli animali. Essa fu costruita sotto l'imperatore Massimiano e rifatta sotto Massenzio.

Nei pressi della contrada passava la via Herculeia, strada di raccordo tra l'Appia e la Traiana, che partiva dalle cave di San Liberatore, tra Ariano Irpino e Greci, e attraversava il territorio di Accadia proseguendo fino all'attuale Potenza.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Bosco Paduli e Pietra di punta[modifica | modifica wikitesto]

Il Bosco Paduli si trova a circa 5 km da Accadia, verso Deliceto; presenta una folta vegetazione caratterizzata da enormi querce secolari e numerose sorgenti d'acqua. Il Bosco Paduli è frequentato da gruppi di scout e, soprattutto, in occasione di scampagnate e pic-nic del Lunedì dell'Angelo o di altre giornate primaverili o estive.

Pietra di Punta è una località rurale situata in prossimità della cappella di Santa Maria dei Teutoni, sulla strada Accadia-Monteleone di Puglia. Il luogo rappresenta un vero e proprio scenario naturale, infatti, offre la vista di imponenti rocce che si innalzano dal torrente Frugno[21].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante l'aumento della popolazione straniera residente, i dati demografici del comune di Accadia continuano ad essere negativi. Nel corso dell'anno 2007, infatti, si sono iscritti ai registri dell'anagrafe del comune ventisei stranieri, ma la popolazione complessiva è diminuita di ventuno.

Evoluzione storica della popolazione[22]
1982 3490
1985 3300
1990 3075
1995 2934
2000 2753
2001 2702

Abitanti censiti[23]


Dettaglio popolazione dal 2001 al 2010[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella sono riportati i dati relativi al numero di abitanti del comune di Accadia dal 2001 al 2010. I dati, aggiornati al 31 dicembre 2010, sono il risultato di indagini effettuate presso gli uffici di anagrafe ed elaborazione su dati ISTAT.[24]

Anno Residenti
2001 2.702
2002 2.697
2003 2.689
2004 2.666
2005 2.608
2006 2.605
2007 2.563
2008 2.510
2009 2.470
2010 2.481

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2013 gli stranieri residenti ad Accadia sono 112, pari circa al 4,6 % della popolazione comunale. Le comunità più numerose sono:[25]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione accadiese professa la religione cristiana nella confessione cattolica: nel territorio vi sono, tuttavia una chiesa evangelica e una Sala del Regno dei Testimoni di Geova.

Accadia è inclusa nel territorio dell'arcidiocesi di Foggia-Bovino e l'intero comune fa parte di una sola parrocchia, quella della chiesa dei Santi Pietro e Paolo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo di Accadia inciso sulla Fontana Monumentale

L'unica biblioteca presente nel comune è quella comunale.

La Biblioteca comunale[26] fu istituita nel 1967 e risulta pienamente operativa dal 1970 presso i locali della sede municipale. Dal 2000, dopo temporanei trasferimenti di sede, la biblioteca è stata definitivamente collocata nel settecentesco Palazzo Vassalli, situato in prossimità del Rione Fossi.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo civico di Accadia[27], inaugurato il 14 agosto 1999, ha sede non lontano dalla Torre dell'Orologio. All'interno del museo vi sono quattro sale e uno scantinato, che si addentra nelle viscere del sottosuolo, come una suggestiva catacomba. Contiene sezioni di antichità, età medievale, età moderna, civiltà contadine e artigiana, ed è il frutto degli studi del Prof. Erminio Paoletta. La prima sala è destinata all'antichità classica, anche se alcuni reperti sono collegati nella quarta sala, destinata principalmente a pezzi di età moderna. La seconda sala, che non esclude la presenza di reperti di età medioevale, è istituzionalmente destinata a convegni, conferenze e altre attività culturali. La terza sala ha una destinazione mista: con reperti classici e, con pezzi di arte moderna o rappresentativi delle tre preminenti attività artigiane (calzolaio, falegname e fabbro). Lo scantinato si presta all'esposizione di testimonianze della civiltà contadina e artigiana.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina pugliese e Vini della Puglia.

La tradizione culinaria di Accadia propone i piatti tipici della cucina contadina con ingredienti e condimenti di origine locale, come l'olio d'oliva proveniente dai numerosi frantoi della zona. Tutti i piatti sono accompagnati da vini locali, in particolare quello di Rochiano[28].

Primi piatti
Secondi piatti e contorni
Dolci

pastarell', tarall', scallatill';

  • A Natale Susumill', crspell'e piccilatill';
  • A Pasqua squarcelle e pizz'calzon' .

Persone legate ad Accadia[modifica | modifica wikitesto]

Falò di San Sebastiano

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • 20 gennaio: festa patronale di San Sebastiano[30], animata da tipici falò rionali, dal 2008, gemellati con le Fracchie di San Marco in Lamis. Dopo la solenne processione del santo e la benedizione di tutti i falò si tiene il palio di San Sebastiano giunto nel 2013 alla XXX edizione a cui partecipano i vari rioni e le frazioni del comune. Vengono premiati i tre falò più caratteristici. La serata è allietata da musica e balli folk, oltre che da degustazioni di piatti tipici, che coinvolgono l'intero paese e le campagne vicine.
  • Ultima domenica di Carnevale: Carnevale accadiese, sfilata in maschera con carri a tema per le vie del paese.
  • Sabato Santo: Sacra rappresentazione della passione di Cristo per le vie del paese.
  • Prima domenica di maggio: pellegrinaggio penitenziale al Santuario della Madonna del Carmine[31].
  • luglio: Accadia Blues[32], festival internazionale di musica blues[33][34].
Accadia Blues
  • 16 luglio: festa della Madonna del Carmine sul Monte Crispignano.
  • luglio-agosto: Accadia Estate, il cartellone delle manifestazioni musicali e culturali organizzate nei mesi estivi. Esso comprende rassegne teatrali, concerti, serate di cabaret, cinema all'aperto, notte bianca, mostre e tornei sportivi amatoriali.
  • 9-19 agosto (data variabile): commemorazione dell'assedio del 1462, con un corteo storico in costumi medievali.
  • 20, 21 e 22 agosto: festa della Madonna del Carmine, in ricordo dell'incoronazione del 21 agosto 1927, nel corso della quale si svolgono una processione, una fiera mercato e vari concerti di musica leggera. Dal 1927, ogni cinque anni si celebra la discesa della Madonna dal Monte Crispignano, in occasione della quale i festeggiamenti sono ancora più grandiosi.
  • agosto-settembre: Appennino Arti'nfest[35], serie di manifestazioni e di eventi culturali, musicali e promozionali che interessano anche alcuni comuni limitrofi.
  • Quarta domenica di settembre: festa di San Vito martire con la tradizionale fiera, processione e serata musicale.
  • ottobre, festa della Madonna del Rosario.
  • Ultimo sabato di ottobre: festa dell'uva e del vino.
  • dicembre: presepe vivente nel Rione Fossi ed altre manifestazioni in tema natalizio.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Arco di Porta di Capo

Il centro storico di Accadia ricalca essenzialmente l'assetto urbanistico di epoca preistorica, sviluppatosi attorno al tempio costruito in onore di Eca, l'Acca Dea.

Attualmente nell'abitato si possono distinguere due aree:

  • una prima area, di più antica formazione, posta attorno al Rione fossi e abitata fin dalle origini. Questa presenta vicoli piuttosto stretti accessibili solo da pedoni ma anche strade più ampie e una chiesa di antica costruzione che però oggi non è stata ancora restaurata. Quest'area ha principalmente una funzione monumentale e presenta caratteristiche case in pietra, attualmente in restauro, destinate ad essere, come lo erano in passato abitazioni;
  • la seconda area, di più recente formazione si sviluppa sul piano della collina ed è abitata, attualmente, dalla maggior parte della popolazione. Presenta strade più ampie, piazze ed edifici perlopiù moderni. È proprio quest'area il centro del comune, è difatti una zona – oltre che residenziale – destinata anche a funzioni commerciali.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Agata delle Noci.

L'unica frazione di Accadia è Agata delle Noci, una piccola borgata rurale da cui dista circa 4 km. La borgata è abitata da poche famiglie, tutte dedite all'agricoltura.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.
Albero di ulivo.

L'economia di Accadia si è sviluppata nel tempo passando da un'economia di tipo pastorale ad un'economia produttiva e di tipo feudale, fino ad arrivare alla situazione attuale caratterizzata da piccole aziende agricole che producono quanto basta per il sostentamento familiare.

Oggi l'economia del paese è incentrata principalmente sull'agricoltura e l'allevamento, numerose sono infatti le aziende agricole, ma quasi tutte a conduzione familiare[36]. Le colture più diffuse sono il grano e l'olivo. La zona offre infatti olio d'oliva e vini locali di alta qualità.

L'economia rurale di oggi conserva molti aspetti della tradizione agricola pastorale, moderna per alcuni aspetti, ma insufficiente a proiettare il comune in un più vasto contesto economico.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Accadia è sede del distretto sanitario locale. La sede dell'ASL ospita servizi amministrativi, un centro di emodialisi ed alcune branche di specialistica. Sono presenti una scuola materna, una elementare, una media e un liceo scientifico.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

L'autostrada A16

Strade e Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Distanze dalle principali città pugliesi:

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Gli aeroporti più vicini ad Accadia sono:

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda i trasporti pubblici urbani, a causa dell'esiguità del centro abitato, ad Accadia essi non sono presenti. I collegamenti con Foggia e con i comuni della provincia sono garantiti quotidianamente dagli autobus delle Ferrovie del Gargano, società che gestisce il trasporto pubblico, ferroviario e su strada, nella provincia di Foggia, oltre che da altre società private locali. Il comune, trovandosi quasi ai confini con due regioni, è collegato discretamente anche ad alcuni comuni campani e lucani, anche grazie ad aziende di trasporto pubblico locali.

Municipio

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Accadia è gemellato con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport cittadino più praticato è il calcio. Ad Accadia sono presenti due squadre di calcio lo "Sporting Team Appenninica" e lo "Sporting Accadia".

Altri sport sono pallavolo, tennis e karate che vengono praticati nel Palazzetto dello sport locale. Non vengono praticati invece sport, come ad esempio il nuoto, per mancanza di strutture adatte.

I principali impianti sportivi presenti ad Accadia sono:

  • Palazzetto dello Sport: attrezzato per partite di calcetto, pallavolo, basket e tennis; questo presenta, all'esterno, un campo di calcetto di recente costruzione, inaugurato nell'estate del 2006. Durante l'estate si organizzano dei tornei di calcetto che coinvolgono diverse squadre di Accadia e dei paesi limitrofi.
  • Campo Sportivo comunale, che, attualmente, a causa del degrado, non viene sfruttato adeguatamente.

Ad Accadia sono presenti anche delle associazioni sportive, tra le quali:

  • A.I.C.S.
  • Motoclub Accadia

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Accadia-Amministrazione comunale. URL consultato il 30-03-2010.
  2. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Dizionario di ortografia e pronunzia su Rai.it. URL consultato il 4 giugno 2009.
  5. ^ Comuni vicini
  6. ^ Idrografia di Accadia
  7. ^ Articolo: nevicate ad Accadia
  8. ^ Climatologia dell'Appennino Dauno. URL consultato il 04-02-2008.
  9. ^ Origine del toponimo. URL consultato il 04-02-2008.
  10. ^ Altro toponimo. URL consultato l'08-0-2008.
  11. ^ Storia di Accadia
  12. ^ Concetta De Bellis, Novecento accadiese, Accadia, Comune di Accadia, 2007.
  13. ^ Stemma e gonfalone.
  14. ^ Presidenza del Consiglio dei ministri
  15. ^ Monti del Subappennino. URL consultato il 04-02-2008.
  16. ^ Erminio Paoletta, Le grandi scoperte silenziose dell'archeologia: perché le segrete tombe ..., Accadia, 1987.
  17. ^ italiatua.it
  18. ^ Antichi borghi dell'Irpinia. URL consultato il 04-02-2008.
  19. ^ museum.com
  20. ^ Luoghi da visitare in Provincia di Foggia
  21. ^ Sentieri: Valle del Frugno
  22. ^ Dati ISTAT
  23. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  24. ^ Dati 2010
  25. ^ Cittadini stranieri secondo statistiche demografiche ISTAT al 31 dicembre 2010. URL consultato il 15 ottobre 2011.
  26. ^ Biblioteca comunale Accadia. URL consultato il 04-02-2008.
  27. ^ Musei Della Provincia di Foggia
  28. ^ Gastronomia
  29. ^ Protagonisti Web Accadia. URL consultato il 04-02-2008.
  30. ^ Festa di San Sebastiano
  31. ^ Manifestazioni di Accadia. URL consultato il 04-02-2008.
  32. ^ Accadia Blues - Sito ufficiale
  33. ^ 1 edizione Accadia Blues
  34. ^ Articolo Accadia Blues
  35. ^ Appennino Art'infest 2008
  36. ^ Economia Accadia
  37. ^ Gemellaggio Accadia
  38. ^ Patto d'Amicizia tra arte e cultura

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni-Michel Del Franco, Accadia: vite e morte di un villaggio del Sud Italia, Francia, Chant des Hommes, 2000.
  • Concetta De Bellis, Novecento Accadiese, Aspetti di vita rurale nel borgo di Accadia, Accadia, Comune di Accadia, 2007.
  • Procaccini, Immagini di Accadia nei segni di Vincenzo Palumbo. Figure di vita identiche nei paesi «Dauni-irpini», 2000;
  • Erminio Paoletta, Accadia e Acquatorta, dalla transumanza preistorica sotto gli auspici dell'Acca Idea alla rinascita di Accadia dopo l'assedio aragonese nel contesto dell'antica eptapoli subappenninica, a cura dell'Amministrazione Provinciale di Capitanata e del Comune di Accadia;
  • Norberto Tonini, Viaggio attorno al turismo sociale, 2007;
  • Erminio Paoletta, Perché le segrete tombe imperiali ad Acca Idea e a Romulea? : origini di Roma e avvio del nostro presente, misteriosofia e primordi di culti cristiani attraverso le ignorate epigrafi del sarcofago capitolino di Alessandro e Mamea e alla luce di iscrizioni e figure della tavola orfica di Accadia e dei nuovi cippi di Bisaccia, 1987;
  • Erminio Paoletta, Storia, arte e latino nella bronzea porta di Castel Nuovo a Napoli: pannelli, vicende e luoghi (Teano, Troia, Accadia), ricognizione epigrafica; esame estetico, confronto fra storiografi dei tre stati coinvolti (Napoli, Roma, Milano) e appendice diplomatica, 1985;
  • Erminio Paoletta, Accadia in vetrina: un secolo di vita e di immagini cittadine, 1985;
  • Erminio Paoletta, L'avventura della statua di Accadia dall'arrivo dei Dardani alle sovrapposizioni bizantine, 1978;
  • Erminio Paoletta,Borgo ignoto: l'assedio di Accadia e le bronzea porta che lo raffigura a Castel Nuovo in Napoli, 1966;
  • Erminio Paoletta, Le grandi scoperte silenziose dell'archeologia: perché le segrete tombe... , 1987;
  • Amato Amati, Cronologia dell'Italia ... alla nuova provincia di Benevento, e quelli di Accadia, Anzano, Monteleone (formanti il mandamento antico di Accadia), di Greci, Montaguto, ..., 1868;
  • Pietro Colletta, Storia del reame di Napoli, 1969;
  • Angelo Massafra, Problemi di storia delle campagne meridionali nell'età moderna e contemporanea, 1981;
  • Marina Mazzei, L'oro della Daunia: storia delle scoperte archeologiche: la provincia di Foggia, Excavations (Archaeology) - 2002;
  • Romolo Caggese, Foggia e la Capitanata, Foggia (Italy) - 1910 - 144 pagine
  • Maria Stella Calò Mariani, Rosanna Bianco, Capitanata medievale, Foggia (Italy: Province) - 1998 - 240 pagine;
  • Angelo Massafra, Campagne e territorio nel Mezzogiorno fra Settecento e Ottocento, 1984
  • Consalvo Di Taranto, La Capitanata al tempo dei normanni e degli svevi, Foggia (Italy: Province) - 1994 - 165 pagine;
  • Giuseppe Vacca, Presente futuro, Sustainable development - 2001 - 224 pagine.
  • Maria Altobella Galasso, Antonio Ventura, Foggia e la Capitanata: territorio, folklore, storia e cultura, Foggia (Italy: Province) - 1979
  • Katia Massara, Il popolo al confino la persecuzione fascista in Puglia La persecuzione..., Ministero Beni Culturali, 1991, ISBN 88-7125-028-1

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Siti istituzionali