Toledo (metropolitana di Napoli)

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Stazione della metropolitana di Napoli
Gestore ANM
Inaugurazione 2012
Stato In uso
Linea Linea 1
Localizzazione Via Armando Diaz, Napoli
Tipologia Stazione sotterranea
Interscambio Autobus e filobus urbani
Dintorni - Quartieri Spagnoli
- Rione Carità
Metropolitane del mondo

Coordinate: 40°50′32.46″N 14°14′57.59″E / 40.84235°N 14.24933°E40.84235; 14.24933

Metropolitana di Napoli
Linea 1
Napoli Centrale Linea 2 Logo linea 2 Napoli.svg Circumvesuviana White dot.svg  Garibaldi
White dot.svg  Università
White dot.svg  Toledo
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Linea 2  White dot.svg  Museo
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Funicolari Montesanto
Chiaia
Centrale
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White dot.svg  Chiaiano
Linea
Arcobaleno
 
White dot.svg  Piscinola

"Toledo" è una stazione della linea 1 della metropolitana di Napoli ubicata nel quartiere San Giuseppe. Secondo il quotidiano inglese The Daily Telegraph è la stazione della metropolitana più bella d'Europa.[1][2] Primato confermato anche nella classifica della CNN.[3]

Nel 2013 vince il premio Emirates leaf international award come "Public building of the year".[4]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Progettata dall'architetto spagnolo Óscar Tusquets, la stazione serve per spostarsi sia nella zona del rione Carità sia nella zona degli adiacenti Quartieri Spagnoli, nonché della vicina piazza Carità.

Ha tre uscite: via Toledo (composta da due scale poste in direzione piazza del Plebiscito e piazza Carità), via Diaz (fornita unicamente di scala mobile per la risalita) e piazza Montecalvario, collegata attraverso una galleria di 170 metri, e la cui apertura è avvenuta il 18 settembre 2013.

Il ritardo dell'inaugurazione della stazione rispetto ai piani originari è stato dovuto ai problemi logistici sorti a causa della presenza della falda acquifera sottostante. Giocoforza l'acqua è l'elemento ricorrente per questa sede inserita nel piano delle stazioni dell'arte.[5].

La stazione è stata presentata alla stampa dal sindaco Luigi De Magistris, dal presidente della Regione Stefano Caldoro ed altre autorità territoriali il 12 aprile 2012.[6] La sua messa in funzione, inizialmente prevista per fine giugno, avviene il 17 settembre 2012 a causa di difficoltà nell'approvvigionamento dei materiali.[7].

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Per curare l'esterno della stazione si è provveduto a rendere totalmente pedonale il tratto di via Diaz che va da via Toledo a via Oberdan oltre al tratto di via Toledo dinanzi la chiesa di Santa Maria delle Grazie.

All'ingresso di via Diaz, parallele a via Toledo, sono presenti tre strutture esagonali rivestite da piastrelle color blu e ocra che fungono da lucernario dell'atrio della stazione. Il colore dei lucernari è importante perché anticipa le tonalità dominanti all'interno della stazione, il blu e l'ocra.

Addentrandosi di poco in via Diaz si erge una statua equestre, opera dell'artista William Kentridge intitolata Il cavaliere di Toledo, realizzata in acciaio Corten. L'opera è stata inaugurata il 15 dicembre 2012 in occasione della notte bianca, concludendo di fatto l'opera di riqualificazione della strada per l'apertura della stazione.

Il vano ascensore, rivestito di pannelli in vetro, è posizionato in linea con la scala mobile (fornita di una copertura ondulata) ed è seguito da una particolare passeggiata formata da grandi cerchi e fornita in alcuni tratti di sedute. Un quarto lucernario, di forma cilindrica e decorato a mosaico, è presente quasi al centro di via Diaz, all'interno del primo cerchio.

Parallelo alla passeggiata, un filare di pensiline circolari, assai simili a degli ombrelloni, che si sovrappongono reciprocamente. Le pensiline costeggiano il palazzo della BNL.

L'interno è caratterizzato da due grandi mosaici di Kentridge e realizzati dal mosaicista Costantino Aureliano Buccolieri: il primo è posto nel mezzanino della stazione e raffigurante una tipica scena napoletana, piena di persone in movimento, tra cui lo stesso autore e San Gennaro. Si denotano molti riferimenti a Pompei (in particolare ad alcune figure oltre che allo stile del mosaico in genere) e al Vesuvio. Sullo sfondo sono presenti mappe topografiche della città.

Il mezzanino è inoltre caratterizzato dalla luce proveniente dai tre lucernari esterni e dalla presenza di parte delle strutture murarie aragonesi ritrovate durante gli scavi. Scendendo lungo le scale mobili, illuminate dall'interno, si scorge sulla parete frontale il secondo mosaico, raffigurante due persone che si adoperano per portare un carretto carico di simboli della repubblica napoletana del 1799 e un gatto (il cui disegno è sempre tratto da un mosaico pompeiano). Sullo sfondo questa volta si notano i progetti di bonifica dei quartieri bassi di Napoli in relazione alla ferrovia metropolitana.

La differenza tra i due ambienti si nota proprio scendendo le scale mobili: dopo le prime rampe in cui domina il color ocra del rivestimento di mattonelle (chiaro riferimento al tufo napoletano) si passa infatti nella galleria del mare di Bob Wilson: dapprima un ambiente completamente mosaicato a motivi marini, dove sono presenti riferimenti acquatici come le luci che ricordano le onde e il grande pilastro decorato come un gigantesco zampillo di una fontana.

Proseguendo nel corridoio di accesso ai binari, ai lati sono collocati dei pannelli animati, sempre di Wilson, che raffigurano il mare increspato dalle onde.

Sulle pareti della scala al piano ammezzato le fotografie manipolate di Achille Cevoli come Men at work, che raffigura i lavori di costruzione del tunnel della metropolitana.

Il corridoio di collegamento con l'uscita di largo Montecalvario, inaugurato il 18 settembre 2013, è decorato con le fotografie scattate da Oliviero Toscani in vari punti del centro storico della città per la sua iniziativa Razza Umana/Italia. Le fotografie raffigurano i volti dei cittadini napoletani che hanno voluto partecipare all'iniziativa decidendo di posare per il famoso fotografo.

I reperti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Durante gli scavi per la realizzazione dei servizi sotterranei sono state messe in luce parti della fortificazione aragonese di fine XV secolo-inizi del XVI secolo, in particolare un bastione che già a quei tempi era scomparso sotto un coltre di sedimenti; sono emerse tracce di scantinati attribuibili agli interventi edilizi promossi da Don Pedro di Toledo in occasione dell'apertura di Via Toledo; questi muri inglobano strutture di epoca romana in blocchetti di tufo con fasce di laterizi, pertinenti probabilmente ad un edificio termale risalente al II secolo d.C.

Al di sotto di queste strutture si è rinvenuto infine un paleosuolo caratterizzato da tracce di arature incrociate, associate ad alcuni frammenti ceramici riferibili alla facies di Diana, inquadrabile nel neolitico finale (fine V - inizio IV millennio a.C.). Foto e calchi di queste tracce sono esposti nell'apposita sala museale allestita nella stazione Museo.

Servizi[modifica | modifica sorgente]

La stazione dispone di:

  • Biglietteria Biglietteria
  • Scale mobili Scale mobili
  • Scale mobili Ascensore
  • Accessibile Accessibilità per portatori di handicap
  • Biglietteria Fermata autobus e filobus di passaggio sita in via Cesare Battisti (201 - 460 - C55 - N3 - N8 - R1 - R4)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ www.telegraph.co.uk
  2. ^ Francesco Tortora, La stazione del metrò più bella d'Europa si trova a Napoli in Il Corriere della Sera, 30 novembre 2012. URL consultato il 1 dicembre 2012.
    «Il sito del Daily Telegraph di Londra dedica un reportage fotografico alle stazioni della metro più affascinanti d'Europa. Tra le ventidue segnalate, la palma della più bella è assegnata alla fermata Toledo di Napoli, inaugurata lo scorso 12 aprile.».
  3. ^ Quotidiano La Repubblica
  4. ^ Premiata stazione Toledo della metro - Campania - ANSA.it
  5. ^ (IT) Claudia Musto, Metrò: stazione Toledo della linea 1, l’apertura è prevista entro fine anno, Il Denaro, 19 marzo 2011. URL consultato il 31 marzo 2012.
  6. ^ Metrò, apre i battenti via Toledo., Il Denaro. URL consultato il 12 aprile 2012.
  7. ^ Napoli, slitta a settembre l’apertura della Stazione Toledo, Il Denaro. URL consultato il 3 luglio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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