Harry Jacob Anslinger

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L'attore Edmond O'Brien interpretò Harry J. Anslinger nel film Lucky Luciano di Francesco Rosi (1973)[1]

Harry Jacob Anslinger (Altoona, 20 maggio 1892Altoona, 14 novembre 1975) è stato un funzionario statunitense, ispettore del Bureau of Prohibition durante il proibizionismo degli alcolici e promotore dagli anni trenta di quello della cannabis.

La sua responsabilità nella lotta contro la marijuana, basata su decenni di disinformazione, è oggi rimessa in discussione. Alcuni sostengono che Harry Jacob Anslinger era solo un fantoccio al servizio dei capi della politica di allora. Molti suoi biografi d'altra parte sembrano considerarlo piuttosto, oltre che un conservatore realmente persuaso della minaccia che la marijuana costituiva per il futuro della civiltà americana, un abile burocrate che seppe approfittare della repressione contro la cannabis per distinguersi come ispettore capace, ed essere così promosso a più alte responsabilità.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Harry Jacob Anslinger nacque ad Altoona il 20 maggio 1892, ottavo figlio di un barbiere di origini svizzere. Studiò al Pennsylvania State College, e negli anni della giovinezza imparò a suonare il pianoforte facendosi assumere come pianista in alcuni cinema muti. Nel 1917 sposò Martha Kind Denniston, nipote di Andrew W. Mellon, ministro del Tesoro dal 1921 al 1932.

Il proibizionismo degli alcolici[modifica | modifica wikitesto]

Scoperta e smantellamento di un laboratorio clandestino per la produzione di birra a Detroit

A metà degli anni venti, in pieno proibizionismo, ottenne l'incarico di vice-console nelle isole Bahamas, dove riuscì a promuovere una campagna internazionale per boicottare i contrabbandieri che facevano scalo nelle isole e, del tutto ignorati dalle autorità britanniche, ripartivano per l'America per rivendere il loro alcol di contrabbando. Reso celebre per questa campagna, fu chiamato a Washington nel 1929, e cominciò la sua carriera come ispettore del Bureau of Prohibition (Dipartimento della proibizione) occupandosi della repressione del traffico illecito di alcolici. Già allora era tuttavia evidente che l'istituzione del proibizionismo era destinata a crollare, non avendo avuto che un effetto dannoso sulla società americana, favorendo i commerci delle associazioni malavitose e rendendo oltretutto il consumo di alcol assai più diffuso nella società rispetto agli anni in cui non ne era fatto divieto.

La campagna contro la marijuana[modifica | modifica wikitesto]

Due anni prima della fine del proibizionismo degli alcolici, nel 1931, Anslinger fu nominato capo del neonato Ufficio narcotici (Federal Bureau of Narcotics) proprio dal suocero Andrew Mellon, allora ministro del tesoro. Orfano della "vecchia battaglia" contro gli alcolici, si rivolge contro la canapa, pianta diffusissima e coltivata ovunque in America, che viene astutamente "mascherata" sotto il nome di marijuana, allora del tutto sconosciuto negli Stati Uniti, e usato solo da alcune minoranze messicane. Comincia così una grande campagna per l'inserimento della marijuana nella lista degli stupefacenti e delle sostanze che creano dipendenza (l'alcol, vista la sconfitta della precedente politica proibizionista, non venne neppure contemplato come sostanza dannosa dall'Ufficio narcotici). Si iniziò ad associare il consumo di questa pianta ai più atroci fatti di cronaca nera di quel tempo, fino ad essere ribattezzata da Anslinger come: the killer drug, la droga che porta al piacere di uccidere senza motivo[2].

La campagna dì Anslinger per sensibilizzare l'opinione pubblica sul "pericolo marijuana" avviene attraverso un lavoro intenso e capillare sui mass media. Ad esempio, in un articolo pubblicato sull'American Magazine (luglio '37), Anslinger descrive il caso di un giovane, normalmente tranquillo, che dopo aver fumato marijuana ammazza a colpi di scure padre, madre, due fratelli e una sorella.

Nel 1937, durante l'audizione al Congresso degli Stati Uniti, Anslinger dichiarò: «ci sono 100.000 fumatori di marijuana negli Stati Uniti, e la maggior parte sono negri, ispanici, filippini e gente dello spettacolo; la loro musica satanica, jazz e swing, è il risultato dell'uso di marijuana. Il suo uso causa nelle donne bianche un desiderio di ricerca di relazioni sessuali con essi»[3]. Il 14 giugno il presidente Roosevelt firmò il Marijuana Tax Act, che di fatto impediva la coltivazione di qualsiasi tipo di canapa, anche a scopo medicamentale.

Nel 1938, il sindaco di New York Fiorello La Guardia nominò una commissione d'inchiesta e nel 1944, con il noto Rapporto La Guardia (La Guardia Committee), contestò duramente la campagna di Anslinger[4].

La proibizione della cannabis[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1961 Anslinger coronò la sua carriera arrivando a convincere l'ONU a unificare tutti i singoli trattati internazionali già esistenti sul controllo della droga. Nacque così la Convenzione unica sugli stupefacenti (Single Convention on Narcotic Drugs), alla quale aderivano oltre 150 nazioni. La convenzione stabiliva un tribunale internazionale per il controllo delle sostanze stupefacenti, ed impegnava i singoli stati a combattere per eradicare al più presto la coltivazione della cannabis. Nell'arco di pochi anni, la coltivazione di cannabis divenne illegale in gran parte del mondo[5]. In un periodo di tempo altrettanto breve, si sviluppò il parallelo mercato illegale della marijuana e degli altri derivati della cannabis, spesso favorito e portato avanti da associazioni malavitose e criminali in genere. Secondo alcune indagini della Comunità Economica Europea (CEE), al giorno d'oggi 71,5 milioni di cittadini europei consumano regolarmente marijuana e derivati della cannabis, e i consumatori sono in continua crescita.[6]

Anslinger morì d'infarto al Mercy Hospital[7] di Altoona, Pennsylvania, all'età di 83 anni.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Link a un'immagine di Anslinger in Wikipedia Inglese
  2. ^ La vera storia della Marijuana
  3. ^ Dichiarazioni di Anslinger al Congresso degli Stati Uniti (Marijuana Tax Stamp Act, signed Aug. 2 1937; effective Oct. 1, 1937)
  4. ^ Il rapporto La Guardia
  5. ^ La vera storia della Marijuana
  6. ^ Luther Cannabis (prefazione di Fabrizio Rondolino) L'Erba di casa è sempre più verde. Ecomanuale di coltivazione indoor. Stampa alternativa. 2010. ISBN 978-88-6222-129-0
  7. ^ ora conosciuto come Bon Secours Hospital Campus dell'Altoona Regional Health System

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 35255818 LCCN: n80104541

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