Conto corrente

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
bussola Disambiguazione – Se stai cercando la sezione della Bilancia dei pagamenti detta "conto corrente", vedi Bilancia dei pagamenti.

Il conto corrente è uno strumento tecnico bancario che consente l'utilizzo di moneta bancaria ed elettronica da parte del titolare/possessore del conto.

Indice

[modifica] Descrizione

Il conto corrente viene utilizzato sia da soggetti privati che dalle aziende. I primi lo adoperano principalmente per la canalizzazione dello stipendio, l'addebito delle utenze e come forma di risparmio. Le aziende lo utilizzano per convogliare i flussi di incassi e pagamenti nazionali ed internazionali.

Esso rientra nei cosiddetti contratti "tipici"; infatti nell'articolo 1823 del codice civile si trova la regolamentazione del conto corrente, con una distinzione fra conto corrente semplice e conto corrente di corrispondenza.

Il conto corrente è oggi identificato dalle coordinate bancarie BBAN (codice alfanumerico, di 23 cifre per l'Italia), composte dal codice CIN, dal codice ABI della banca dove è domiciliato, il CAB dell'agenzia o succursale e il numero di C/C.
Per le operazioni internazionali è invece richiesto il codice IBAN (codice alfanumerico, di 27 caratteri per l'Italia) composto dal codice ISO 3166-1 dello Stato, dal codice identificativo bancario e dal codice BBAN.

Il titolare di un conto corrente semplice può prelevare la somma solo alla scadenza, mentre nel conto corrente di corrispondenza il correntista ha l'esigibilità a vista delle somme in esso depositate.

Nel caso in cui la banca abbia un rapporto di fiducia con il cliente e ne riceva garanzie economiche, essa può concedergli il fido bancario, che permette di avere scoperti in linea capitale nei limiti prestabiliti.

Il conto corrente dà alla banca la possibilità di offrire al cliente diversi servizi come:

  • carnet di assegni, utilizzabili come strumenti di pagamento in base alla "convenzione di assegno";
  • domiciliazione delle utenze (RID);
  • servizio bancomat, anche su circuiti internazionali Visa o MasterCard, pagamento FastPay su caselli autostradali o PagoBancomat su POS.

[modifica] Estratto conto

Trimestralmente o mensilmente la banca invia ai correntisti l'estratto conto, contenente informazioni del saldo liquido disponibile sul conto e un riepilogo dei movimenti effettuati. Esso si compone di cinque colonne: data di registrazione, data di valuta, dare, avere, descrizione dell'operazione effettuata. L'estratto conto è molto importante per il cliente in quanto gli consente di verificare i movimenti effettuati e prendere visione del saldo.

Nel conto corrente si ravvisano 3 tipi di saldo:

- saldo liquido (positivo o negativo): viene determinato ordinando i diversi movimenti in base alla data di valuta assegnata. Tale saldo è molto importante in quanto è utilizzato per il calcolo degli interessi creditori o debitori di pertinenza di uno specifico rapporto di conto.

- saldo contabile: si determina ordinando i movimenti in base alla data di contabilizzazione.

- saldo disponibile: viene determinato ordinando i movimenti in base alla data di disponibilità. Quindi il cliente potrà disporre di una determinata somma giacente sul c/c soltanto nel momento in cui si ha la maturazione della disponibilità.


Esempio:

Se un cliente versa sul proprio conto un assegno bancario di euro 1.000 in data lunedì 12/04/2010, supponendo che il c/c preveda per il versamento degli assegni bancari l'applicazione di 3 giorni lavorativi di valuta e 4 giorni lavorativi di disponibilità avremo che:

- in data 12/04/2010 il saldo contabile del cliente diventa di euro 1.000, quello liquido e quello disponibile sono pari a euro 0

- in data 15/04/2010 il saldo liquido del c/c diventa pari ad euro 1.000: da questo momento decorrono gli interessi creditori

- in data 16/04/2010 la somma di euro 1.000 diviene disponibile: da questo momento il cliente può disporne.


Nel Regno Unito e negli Stati Uniti è particolarmente diffusa la formula del conto corrente a zero spese, ossia con un numero illimitato di operazioni gratuite.

Gli istituti di credito italiani ormai prevedono diverse tipologie di conto corrente, a canone fisso o con il pagamento delle operazioni, registrando una sempre maggiore diffusione dei cosiddetti conti internet, ossia quei conti correnti, di norma a canone zero o molto basso, che prevedono un'operatività mediante internet.

In base all'articolo 119 del D.Lgs. 385/93, gli estratti conto si intendono approvati trascorsi 60 giorni dal ricevimento senza che il cliente si opponga.

[modifica] Tutela del risparmio

Il conto corrente è una forma di risparmio universalmente tutelata dall'intervento statale. La Costituzione italiana prevede che la Repubblica tuteli il risparmio in tutte le sue forme. A giustificazione di questi interventi si considerano i costi sociali in termini di disordine pubblico, povertà e disoccupazione che provocherebbero una corsa agli sportelli, l'interruzione del credito alle imprese e ai cittadini.

In prima istanza, ogni istituto risponde dei crediti vantati da terzi nei suoi confronti. In caso di difficoltà, le banche centrali hanno il potere di imporre fusioni, acquisizioni, aumenti di capitale sociale, ad altre banche, una "cordata di salvataggio" degli istituti in difficoltà. La Banca Centrale è responsabile di tutte le attività e passività degli istituti di credito operanti, o che hanno operato e terminato ogni attività, nel territorio nazionale. Da ultimo, lo Stato con il suo patrimonio è garante dell'esposizione del sistema bancario verso terzi.

[modifica] In Italia

I conti correnti sono soggetti al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che tutela i depositi per importo fino a 100.000,00 euro. Diversamente dagli altri Paesi Europei, al fondo non vengono fatti accantonamenti al termine di ogni anno solare e non sono presenti riserve monetarie.


I fondi di garanzia sono alimentati dagli Stati membri e dalle banche che vi hanno sede legale, limitatamente all'esposizione delle filiali nel territorio nazionale. Solamente a queste può imporre l'adesione al fondo: infatti, lo Stato non ha giurisdizione sulle filiali estere di banche aventi sede legale al suo interno, né sulle sedi nazionali di banche di diritto estero. Perciò, i fondi di garanzia coprono i depositi dei cittadini di uno Stato membro, presso filiali nazionali di banche aventi sede legale nello Stato.

Ad esempio, l'Italia garantisce i depositi di cittadini italiani presso filiali di banche aventi sede legale in Italia, e situate nel nostro territorio. Invece, non sono garantiti i conti correnti degli italiani o di cittadini stranieri presso filiali estere di nostre banche, né i conti correnti di cittadini italiani presso filiali presenti nel nostro territorio di banche di diritto estero.

In deroga a tale principio, gli Stati membri, se si presenta un'emergenza, intervengono con apposita legge a garanzia dei depositi di tutti i cittadini, anche di quelli nelle filiali nazionali di banche straniere, sebbene queste non siano obbligate ad alimentare i fondi di garanzia. Spesso si tratta solamente di un anticipo, salvo buon fine, del recupero del credito dal Paese nel quale la banca ha sede legale. Ad esempio, per la crisi islandese del 2008, il Regno Unito ha restituito le somme che cittadini inglesi avevano depositato presso le filiali locali di banche islandesi, chiedendo poi all'Islanda la restituzione del dovuto.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

diritto Portale Diritto: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di diritto
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue