Conto corrente

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Il conto corrente (spesso abbreviato con la sigla C/C) è uno strumento tecnico bancario che indica generalmente il deposito di denaro da parte del titolare/possessore del conto, comunemente detto correntista, all'interno dell'istituto di credito e che consente l'utilizzo di moneta bancaria, del cosiddetto denaro elettronico ed altri strumenti finanziari da parte del titolare stesso.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il conto corrente viene utilizzato sia dai soggetti privati che dalle aziende. I primi lo adoperano principalmente per la canalizzazione dello stipendio, l'addebito delle utenze e come forma impropria di risparmio; le aziende lo utilizzano invece per convogliare i flussi di denaro (incassi e pagamenti) nazionali ed internazionali attraverso i bonifici. Esso permette quindi di utilizzare tutti gli strumenti che sostituiscono il denaro contante (quali: assegni, carte di credito, bonifici, addebiti preautorizzati), e servizi di home banking.

Nel Regno Unito e negli Stati Uniti è diffusa la formula del conto corrente a zero spese, ossia con un numero illimitato di operazioni gratuite.

Tutela del risparmio[modifica | modifica wikitesto]

Il conto corrente è una forma di risparmio tutelata in modo universale dall'intervento statale; la Costituzione della Repubblica Italiana prevede infatti che la Repubblica Italiana tuteli il risparmio in tutte le sue forme. A giustificazione di questi interventi si considerano i costi sociali dovuti ad eventuale disordine pubblico, povertà e disoccupazione che provocherebbero una corsa agli sportelli e la conseguente interruzione del credito ad imprese e cittadini.

In prima istanza, ogni istituto risponde dei crediti vantati da terzi nei suoi confronti. In caso di difficoltà, le banche centrali hanno il potere di imporre fusioni, acquisizioni e aumenti di capitale sociali ad altre banche, una "cordata di salvataggio" degli istituti in difficoltà. La Banca Centrale è responsabile delle attività e delle passività degli istituti di credito operanti, o che hanno operato e terminato ogni attività, nel territorio nazionale. Da ultimo, lo Stato con il suo patrimonio è garante dell'esposizione del sistema bancario verso terzi.

Disciplina normativa[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il conto corrente è un contratto "tipico"; se ne trova la regolamentazione nell'art. 1823 del codice civile. Il conto corrente può essere di due tipi: semplice e di corrispondenza.

In Italia l'identificazione del conto corrente è stata a lungo basata sulle coordinate bancarie BBAN (codice alfanumerico di 23 caratteri), contenente il codice CIN, il codice ABI della banca, il CAB dell'agenzia/succursale e il numero di C/C. Dal 1 gennaio 2008 si è passati al codice IBAN (codice alfanumerico di 27 caratteri) composto dal codice ISO 3166-1 dello Stato, dal codice identificativo bancario e dal numero di C/C.

Il titolare di un conto corrente semplice può prelevare la somma depositata solo alla scadenza, mentre nel conto corrente di corrispondenza il correntista ha l'esigibilità a vista delle somme in esso depositate.

La banca che ha un rapporto di fiducia con il cliente (ne riceve garanzie economiche) può concedergli il fido bancario, che consente scoperti in linea capitale in limiti prestabiliti.

Al conto corrente possono essere associati servizi come:

Estratto conto[modifica | modifica wikitesto]

Periodicamente, con cadenza trimestrale o mensile, la banca mette a disposizione (in forma cartacea o su web) ai correntisti il cosiddetto estratto conto, contenente il saldo disponibile e, in un prospetto, il riepilogo dei movimenti effettuati nel periodo. Detto prospetto si presenta su cinque colonne:

  • data di registrazione;
  • data di valuta;
  • dare;
  • avere;
  • descrizione dell'operazione effettuata.

L'estratto conto è molto importante per il cliente in quanto con esso verifica i movimenti sul C/C effettuati e conosce il saldo.

In particolare nel conto corrente si ravvisano 3 tipi di saldo:

  • saldo liquido, positivo o negativo: viene determinato ordinando i movimenti in base alla data di valuta. Esso è molto importante in quanto è utilizzato per il calcolo degli interessi creditori o debitori di pertinenza di uno specifico rapporto di conto.
  • saldo contabile: si determina ordinando i movimenti in base alla data di registrazione.
  • saldo disponibile: viene determinato ordinando i movimenti in base alla data di disponibilità: il cliente può disporre di una determinata somma versata sul C/C solo nel momento in cui è maturata la disponibilità.

Ad esempio, se un cliente versa sul conto un assegno bancario/postale di euro 1.000 lunedì 12/04/2010, supponendo che il C/C preveda per il versamento degli assegni bancari l'applicazione di 3 giorni lavorativi di valuta e 4 giorni lavorativi di disponibilità avremo che:

- in data 12/04/2010 il saldo contabile aumenta di euro 1.000, quello liquido e quello disponibile non variano;

- in data 15/04/2010 il saldo liquido aumenta di euro 1.000 e decorrono gli interessi creditori;

- in data 16/04/2010 la somma di euro 1.000 diviene disponibile.

Gli istituti di credito prevedono vari tipi di conto corrente, ad es. a canone o con pagamento delle operazioni. Sono sempre più diffusi i cosiddetti conti Internet, ossia i conti correnti a canone zero o molto basso, che hanno un'operatività soprattutto su Internet.

L'art. 119 del D.Lgs. n. 385/93 dispone che gli estratti conto si intendono approvati trascorsi 60 giorni di calendario dal ricevimento senza che il cliente si opponga.

Tutela e garanzia del risparmio[modifica | modifica wikitesto]

I conti correnti sono soggetti al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che tutela i depositi per importi fino a 100.000 euro. Diversamente dagli altri Paesi Europei, al fondo non vengono fatti accantonamenti al termine di ogni anno solare, né sono presenti riserve monetarie.

I fondi di garanzia sono alimentati dagli Stati membri e dalle banche che vi hanno sede legale, limitatamente all'esposizione delle filiali poste nel territorio nazionale. Solamente a queste lo Stato può imporre l'adesione al fondo: infatti lo Stato non ha giurisdizione sulle filiali estere di banche aventi sede legale nello Stato, né sulle sedi nazionali di banche di diritto estero. Perciò i fondi di garanzia coprono i depositi dei cittadini di uno Stato membro, presso filiali nazionali di banche aventi sede legale nello Stato.

Ad esempio, l'Italia garantisce i depositi presso filiali situate in Italia di banche aventi sede legale in Italia. Invece non sono garantiti i conti correnti domiciliati presso filiali estere di nostre banche, né i conti correnti di cittadini italiani presso filiali presenti in Italia di banche di diritto estero.

Se si presenta un'emergenza tale principio viene derogato e gli Stati membri intervengono con apposita legge a garanzia dei depositi dei cittadini, anche di quelli nelle filiali nazionali di banche straniere, sebbene queste non siano obbligate ad alimentare i fondi di garanzia. Spesso si tratta di un anticipo, salvo buon fine, del recupero del credito dal Paese nel quale la banca ha sede legale. Ad esempio, per la crisi islandese del 2008 il Regno Unito ha restituito ai cittadini inglesi le somme che avevano depositato presso le filiali nel Regno Unito di banche islandesi, chiedendone poi all'Islanda la restituzione.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]