Denaro elettronico

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Alla fine degli anni novanta, e per un breve periodo, vi fu un enorme incremento dei valori azionari dei titoli di Borsa legati ad Internet, in particolare per quanto riguarda le nuove imprese, chiamate, Dot-com. Molte di queste aziende si quotavano in Borsa per la prima volta, e vedevano, in pochi giorni, aumentare il loro prezzo vertiginosamente, anche se non avevano mai realizzato profitti e in realtà alcune erano persino in perdita. I motivi che fecero crescere a dismisura i valori di queste azioni, causando la famosa “bolla” di Internet furono:

  • L'avidità;
  • L'incapacità di comprensione da parte degli operatori della tecnologia legata ad Internet e della sua influenza sugli affari;
  • L'idea errata , ma comunemente accettata, che Internet avrebbe cambiato completamente le regole della finanza e dell'economia.

All’inizio del 2000 le azioni Internet giunte a valori azionari sproporzionati, iniziarono a precipitare, ed entro pochi mesi la bolla azionaria scoppiò, creando perdite per miliardi di dollari.

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

E-cash, cioè contante elettronico; cybercoin, cioè moneta cibernetica; digicash, cioè denaro digitale sono alcune iniziative nate per creare una moneta virtuale che abbia validità solo su Internet. Il denaro, ovvero la materia prima su cui si basa l’attività delle banche, sta sparendo attraverso Internet. Il commercio elettronico infatti sta diventando una delle attività più frequenti sul Web e gli acquisti effettuati attraverso questo sistema prevedono ovviamente un pagamento elettronico, cioè un pagamento virtuale senza passaggio fisico di denaro. Il concetto di denaro elettronico è stato coniato da alcune società che spesso non hanno nulla a che vedere con quelle bancarie ed il funzionamento delle transazioni è sostanzialmente simile per tutte queste società: viene aperto un deposito presso una società che gestisce il denaro elettronico versando somme di danaro fisico, al termine di questa comune operazione si possono effettuare acquisti via Internet in tutti i negozi che si trovano in rete o che sono convenzionati con i gestori di quella moneta. Ogni volta che viene effettuato un acquisto la cifra spesa on-line viene scalata dal deposito e la società la trasferisce sul conto del negoziante dal quale abbiamo comprato qualcosa. Le differenze tra le varie società dipendono dalle procedure di autenticazione.

Le carte di pagamento sono diventate così diffuse da rendere molti servizi di base accessibili esclusivamente attraverso il loro utilizzo, creando una barriera a chi pur disponendo di denaro non dispone al momento della richiesta di una carta di pagamento. Come risposta a questa necessità stanno divenendo molto popolari le carte prepagate che prevedono il medesimo funzionamento ma tramite pagamenti anticipati e non addebito successivo. Nel primo caso la definizione esatta è "carta di credito", nel secondo caso "carta di debito".

Procedure di autenticazione[modifica | modifica wikitesto]

Sono procedure che vengono attuate dalle società che gestiscono il denaro elettronico e consistono nell’utilizzo di sistemi adoperati per garantire all’utente che il suo denaro non sarà prelevato da qualche truffatore per fare acquisto a suo nome. A tal proposito, l’utente che apre un conto deve scaricare sul proprio computer un programma, creato appositamente e che dovrà utilizzare ogni volta che effettua acquisti in rete. Questi programmi prevedono oltre alla password, anche un codice di criptazione.

Differenza sostanziale[modifica | modifica wikitesto]

A differenza delle carte di credito che si appoggiano su società che operano nel mondo reale e per questo sono sottoposte alle leggi che ogni nazione ha stabilito per le attività finanziarie e bancarie, chi gestisce la moneta elettronica, invece, opera nel cyberspazio e per questa ragione è molto difficile regolamentare la loro attività, poiché il cyberspazio è, per sua natura, transnazionale, extraterritoriale. Ciononostante le società tutelano le loro transazioni sottoponendole alle normative vigenti nei Paesi in cui vengono effettuate.

Il caso italiano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998 in Italia alcune banche partecipano ad un grosso progetto sperimentale avviato dalla Visa e che ha come scopo la definizione di un protocollo, cioè di una serie di regole e sistemi informatici che tuteli utenti e banche dalla possibilità di truffe. Assicurare cioè il denaro elettronico di un correntista e garantire la riservatezza delle transazioni in modo che nessuno possa carpirne informazioni preziose.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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