Fondo interbancario di tutela dei depositi

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Il Fondo interbancario di tutela dei depositi costituito nel 1987 e inizialmente ad adesione volontaria, è oggi un consorzio obbligatorio riconosciuto dalla Banca d'Italia e la cui attività è disciplinata dallo statuto e dal regolamento.

A tale fondo devono aderire tutte le banche italiane aventi come forma societaria la società per azioni.

Per le succursali di banche comunitarie operanti in Italia l'adesione al Fondo interbancario di tutela dei depositi è volontaria, ed è finalizzata ad integrare la tutela offerta dal sistema di garanzia dello Stato di appartenenza.

Sono escluse le banche di credito cooperativo che aderiscono al Fondo di garanzia dei depositanti del credito cooperativo.

Il fondo garantisce una copertura massima fino a 100.000 euro (nuovo importo aggiornato dal d.l. n. 49 del 24/03/2011, il precedente limite era 103.291,38 euro, pari a 200 milioni di lire) per depositante e per istituto di credito (quindi, in caso si disponga di due conti da 100.000 € ciascuno in due banche diverse la garanzia è totale[senza fonte]. Invece si è garantiti solo per 100.000 euro se i conti sono presso la stessa banca[1]).

Per legge gli istituti di credito non sono ammessi al fallimento. La Banca d'Italia dichiara lo stato d'insolvenza e avvia l'amministrazione controllata o la liquidazione coatta amministrativa, nel contempo autorizza l'intervento del fondo che chiede ex post alle banche aderenti le somme per risarcire gli investitori.

In questo modo, invece di pagare in base al proprio profilo di rischio secondo un sistema meritocratico, chi fallisce non paga nulla, le banche "virtuose" pagano i fallimenti dei concorrenti. Il fatto che il rischio, l'esposizione senza adeguata capitalizzazione non presenti costi di assicurazione obbligatoria, disincentiva gli istituti dal gestire il rischio di credito (v. Basilea II).

Sempre per legge i cittadini hanno diritto a effettuare prelievi di denaro contante dal proprio conto, in modo del tutto gratuito.
Raramente utilizzato dopo gli anni '30, per le banche in amministrazione straordinaria, i commissari, previa autorizzazione del consiglio di sorveglianza dell'istituto e della Banca d'Italia, possono sospendere il pagamento di qualsiasi passività per un mese, prorogabile al massimo di altri due (art. 74 del d.lgs. 1º settembre 1993, n. 385 (TUB)), con l'eventuale eccezione degli strumenti finanziari della clientela.

Se la banca ha problemi di liquidità, il fondo interviene per garantire questo diritto, ad esempio in caso di temporanea insolvenza o di fallimento. Il fondo consiste in un accantonamento contabile e in un patto di solidarietà fra istituti di credito, che si impegnano a intervenire uno in soccorso dell'altro, nelle misure stabilite, mentre non vi sono reali accantonamenti di denaro o titoli messi a disposizione di un soggetto gestore del fondo.

La direttiva 2009/14/CE armonizza le coperture dei depositi fino a 100.000 euro entro il 2010, in modo da elevare la copertura dal 65 al 90% dei depositanti, secondo stime dell'Europarlamento. I tempi per l'erogazione sono ridotti da tre mesi a un massimo di 20 giorni lavorativi. Gli Stati membri sono tenuti ad adottare provvedimenti per garantire questa copertura e, in caso limite, ad erogare direttamente le somme previste a garanzia dei risparmiatori.

Negli USA[modifica | modifica wikitesto]

La FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation) americana interviene a copertura dei conti fino a 250.000 dollari per depositante (complessivi per tutti i tipi di conto deposito posseduti nelle banche USA "assicurate"), ed è separata per tipologia di conto: ad esempio, conto corrente e certificato di deposito hanno coperture differenti.

La legge americana prevede l'obbligo di una doppia copertura:

  • da parte del Governo Federale tramite l'agenzia indipendente FDIC;
  • da parte della Federal Reserve, come prestatore di ultima istanza, quando i fondi del bilancio federale non sono sufficienti.

Non tutte la banche beneficiano della copertura federale dei depositi: la FDIC seleziona le banche assicurabili con fondi pubblici, in modo indipendente dalla Federal Reserve.

La Banca Centrale può ricorrere, fra i vari strumenti, a un quantitative easing illimitato.

In Europa[modifica | modifica wikitesto]

Diversamente dagli USA, non esiste una garanzia del risparmio a carico del bilancio dell'Unione europea, della BCE, o di un fondo interbancario dell'Unione.

La garanzia dei depositi è gestita in modo differente dai singoli Stati membri. E nessuno di questi prevede l'obbligo di copertura dei depositi con fondi pubblici stanziati dai Governi, e in ultima istanza da parte delle Banca Centrale nazionale.

Tuttavia, la BCE ha ripetutamente scelto di intervenire fornendo liquidità a banche e Stati in crisi.

È in discussione un progetto di Unione Bancaria che prevede un Single Supervisory Mechanism, tramite uno schema di assicurazione e garanzia unico per i depositi, e una Resolution Agency che ha ampi poteri di intervento verso le banche in crisi o fallite.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ FAQ dal sito del Fondo intrbancario

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]