CIA e traffico di droga

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Il coinvolgimento della Central Intelligence Agency nel traffico internazionale di droga è stato argomento più volte oggetto di dibattito e controversie, in particolare riguardo a favoritismi a bande di narcotrafficanti tramite finanziamenti e aiuto logistico in cambio di informazioni e materiale di supporto.[1][2]

Nel corso dell'invasione sovietica dell'Afghanistan, alcuni reparti della CIA si misero in contatto con diversi esponenti di spicco del mondo della droga mediorientale, tra cui Gulbuddin Hekmatyar, signore della droga afghano, nel tentativo di favorire la lotta dei ribelli e delle forze criminali contro i sovietici.[3] Secondo lo storico Alfred W. McCoy, l'agenzia, nel contesto dell'invasione dell'Afghanistan, si preoccupò di creare amicizie e legami di collaborazione con i narcotrafficanti più influenti attraverso finanziamenti, armi, protezione politica e altri mezzi, spingendoli in compenso a lottare contro i comunisti e contemporaneamente a rendersi protagonista indiretta del traffico dell'eroina e di altre droghe nel SudEst asiatico.[4]

Nel 1993 la rete televisiva CBS rese pubbliche le accuse della DEA, l'ente statunitense antidroga, secondo la quale i servizi segreti americani si resero protagonisti dell'importazione di più di una tonnellata di cocaina proveniente dal Venezuela sul suolo americano. Secondo quanto descritto dal New York Times, la droga "della CIA" fu trafficata nelle principali metropoli della nazione. Lo sbarco della droga non fu approvato dalla DEA ma comunque effettuato dalla CIA nel contesto di un'operazione antidroga volta ad incastrare il signore della droga Pablo Escobar in accordo con la Guardia Nazionale. La vicenda risultò essere affine a un simile scandalo avvenuto ad Haiti con la salita al potere delle gerarchie militari, nel quale la CIA fu accusata di un traffico illegale di droga in collaborazione con le forze haitiane.[5]

Un'altra vicenda che suscitò scandalo fu la scoperta che Ahmed Wali Karzai, fratello del presidente afghano neoeletto filoamericano Hamid Karzai, era nel libro paga della CIA da otto anni (all'ottobre 2009), e la sua sospetta vicinanza al traffico d'oppio nel Medio Oriente contribuì a offuscare le reali intenzioni dei servizi segreti americani circa il blocco del commercio della suddetta droga. Karzai, in ottemperanza a queste relazioni, sarebbe stato pagato per realizzare operazioni in alcune regioni dell'Afghanistan e reclutare forze paramilitari.[6] [7][8]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Coletta Youngers, Eileen Rosin, Drugs and democracy in Latin America: the impact of U.S. policy, Lynne Rienner Publishers, 2005, p. 206, ISBN 978-1-58826-254-7.
  2. ^ Rodney Stich, Drugging America: A Trojan Horse, Silverpeak Enterprises, 2007, pp. 433-434, ISBN 978-0-932438-11-9.
  3. ^ 9 November 1991 interview with Alfred McCoy, by Paul DeRienzo
  4. ^ p. 385 of The Politics of Heroin: CIA Complicity in the Global Drug Trade, by McCoy, with Cathleen B. Read and Leonard P. Adams II, 2003, ISBN 1-55652-483-8
  5. ^ La CIA trafficava in coca. Il Corriere della Sera, 21-11-1993(ultimo accesso il 03-03-2010).
  6. ^ Giulio Nils Caroletti. Legami della CIA con la droga in Afghanistan?. Alla-Fonte, (ultimo accesso il 03-03-2010).
  7. ^ Filkins, Dexter, Mark Mazzetti, and James Risen (27 October 2009). "Brother of Afghan leader said to be paid by C.I.A.". The New York Times.
  8. ^ Posner, Gerald (28 October 2009). "The Karzai brothers fight back". The Daily Beast.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dale-Scott, Peter e Marshall, Jonathan, Cocaine Politics: Drugs, Armies, and the CIA in Central America, University of California Press, 1998, ISBN 0-520-21449-8.
  • Dale-Scott, Peter, 11, "Opium, the China Lobby, and the CIA" in Drugs, oil, and war: the United States in Afghanistan, Colombia, and Indochina, Rowman & Littlefield, 2003, ISBN 978-0-7425-2522-1.
  • McCoy, Alfred W., The Politics of Heroin: CIA Complicity in the Global Drug Trade, Afghanistan, Southeast Asia, Central America, Columbia, Lawrence Hill & Co., 2003, ISBN 1-55652-483-8.
  • Webb, Gary, Dark Alliance: CIA, the Contras and the Crack Cocaine Explosion, Seven Stories Press,U.S., 1999, ISBN 1-888363-93-2.
  • Ruppert, Michael, Crossing the Rubicon: The Decline of the American Empire at the End of the Age of Oil, New Society Publishers, 2004, ISBN 0-86571-540-8.
  • Kruger, Henrik., The Great Heroin Coup: Drugs, Intelligence, and International Fascism., South End Press, 1980, ISBN 0-89608-031-5.
  • Levine, Michael, The Big White Lie: The Deep Cover Operation That Exposed the CIA Sabotage of the Drug War., Thunder's Mouth Pr, 1993, ISBN 978-1560250845.
  • Gritz, James, A nation betrayed, Center for action, 1991, ISBN 0-9622238-0-8.
  • Kwitny, Jonathan, The Crimes of Patriots: A True Tale of Dope, Dirty Money, and the CIA, Touchstone Books, 1988, ISBN 978-0671666378.
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