Mafia nigeriana

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La Mafia nigeriana è un'organizzazione criminale di tipo mafioso sviluppatasi in Nigeria agli inizi degli anni ottanta, in seguito alla crisi del petrolio, risorsa chiave del paese, che portò i gruppi dirigenti a cercare l'appoggio della criminalità per mantenere i loro privilegi.

Così protetta, la criminalità organizzata ha potuto svolgere i proprio traffici indisturbata o quasi, aiutata oltre che dall'appoggio di una parte del mondo politico del paese anche dallo scarso controllo che lo stato esercita sul vasto territorio nazionale.

Composta principalmente da persone di etnia Ibo o Yoruba con un elevato grado di istruzione, la mafia nigeriana si è conquistata un posto di livello internazionale nel mondo del crimine. Presente in molti paesi (Germania, Spagna, Portogallo, Belgio, Romania, Inghilterra, Austria, Stati Uniti, Croazia, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria, Ucraina, Polonia, Russia, Brasile e Italia), gestisce oltre al traffico di eroina e di cocaina anche la prostituzione delle proprie connazionali.

Uniche regioni italiane nelle quali il fenomeno non sarebbe presente in modo capillare sarebbero la Sicilia, la Calabria, l'Abruzzo e la Puglia, molto probabilmente perché le mafie locali, mantenendo il controllo del territorio, impedirebbero ai nigeriani di insediarvisi.

Il 15 gennaio 2007 con l'operazione Viola vengono arrestati 66 presunti appartenenti alla mafia nigeriana (di cui 23 già in ottobre 2007) associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di esseri umani e narcotraffico in Italia, Olanda, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Stati Uniti e Nigeria.[1] Il 18 febbraio 2010 vengono arrestati 5 nigeriani nell'operazione "Piovra nera" che gestiva un traffico di cocaina a Genova[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maxi-blitz contro la mafia nigeriana Vendevano minori, 66 arresti - cronaca - Repubblica.it
  2. ^ Mafia nigeriana: cinque fermi a Genova in Antimafia duemila.