Sacra corona unita

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sacra corona unita
Nomi alternativi La quarta mafia
Area di origine Puglia
Aree di influenza Italia, Germania, Paesi Bassi, Grecia, Albania, Serbia, Argentina, Australia[senza fonte]
Periodo 1981 - in attività
Sottogruppi Società foggiana
Alleati 'Ndrangheta
Cosa nostra
Camorra
Attività Traffico di droga
Traffico di armi
Contrabbando
Usura
Estorsioni
Prostituzione

La Sacra corona unita è un'organizzazione criminale italiana di connotazione mafiosa che ha il suo centro in Puglia e che ha trovato negli accordi criminali con organizzazioni dell'est europeo la sua specificità per emergere e distaccarsi dalle altre mafie italiane.

Ha raggiunto il suo apice tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta del XX secolo; successivamente all'intervento dello Stato, e a un gran numero di arresti, è stata notevolmente indebolita e marginalizzata tanto che numerosi analisti la considerano sconfitta.[1]

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome di questa organizzazione è formato da 3 parole:

  • sacra: poiché quando si affilia un nuovo membro all'organizzazione questo viene "battezzato" o "consacrato", come un sacramento religioso;
  • corona: poiché nelle processioni si usa il rosario (o "corona");
  • unita: come sono uniti e forti "gli anelli di una catena".[senza fonte]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Nel 1981 il boss camorrista Raffaele Cutolo, affidò a Pino Iannelli e Alessandro Fusco il compito di fondare in Puglia un'organizzazione diretta emanazione della Nuova camorra organizzata che prese il nome di Nuova camorra pugliese (Società foggiana).

Questa associazione prese piede soprattutto nel foggiano a causa della vicinanza territoriale e dei contatti preesistenti tra esponenti della malavita locale e i camorristi campani. Tuttavia questa iniziativa venne vista con sospetto dai malavitosi di altre zone della Puglia. Come risposta al tentativo di Cutolo di espandersi in Puglia, si tentò di dar vita ad un'associazione malavitosa di stampo mafioso formata da esponenti locali.

Si ritiene che la Sacra corona unita sia stata fondata da Giuseppe Rogoli[2] nel carcere di Trani la notte di Natale dell'anno 1981. Giuseppe Rogoli era già affiliato alla 'Ndrangheta (nella 'ndrina dei Bellocco di Rosarno) e chiese il permesso al capobastone Umberto Bellocco di formare una 'Ndrangheta pugliese. Nel 1987 Rogoli affidò a Oronzo Romano e Giovanni Dalena la costituzione di un'altra 'ndrina nel sud barese chiamata La Rosa, sempre con il consenso della 'Ndrangheta. L'attività di gestione degli enormi flussi di denaro derivanti dalle attività illecite fu affidata a Nicola Murgia che fu per questo motivo soprannominato "il cassiere" dalla Direzione Investigativa Antimafia.


Il braccio destro di Rogoli fu Antonio Antonica, primo affiliato di Rogoli a causa dell'antica amicizia nonché personaggio di spicco della malavita mesagnese.[3]

Antonica[modifica | modifica sorgente]

A causa dello stato di detenzione di Rogoli, Antonio Antonica era stato nominato responsabile unico delle attività illecite che si svolgevano nell'area brindisina. Antonica ebbe il compito anche di nominare alcuni capi zona della provincia di Brindisi. Con le prime scarcerazioni il numero degli affiliati aumentò e ognuno pretendeva la sua parte di guadagno. Antonica sentiva il peso dell'organizzazione tutto sulle sue spalle ed ebbe una discussione con Rogoli che gli negò il permesso di trafficare droga.

Antonica, così, preferì abbandonare Rogoli e creare un clan contrapposto. Questo comportò l'inizio di una guerra lunga tre anni di conflitti e sgarri che portò alla sua uccisione.[senza fonte]

Proliferazione[modifica | modifica sorgente]

Iniziò la rifondazione della Sacra corona unita partendo dalle modalità di affiliazione, con regole più rigide e severe. Così nel carcere di Trani nacque la Nuova sacra corona unita il cui statuto sarebbe stato firmato oltre che da Rogoli, da Vincenzo Stranieri di Manduria[4] da Alberto Lorusso e da Mario Papalia legato a Cosa nostra. [senza fonte]

Nel 1987 la Sacra corona unita era composta dalle famiglie più rappresentative del brindisino guidate da Salvatore Buccarella, Alberto Lorusso, Giovanni Donatiello, Giuseppe Gagliardi e Ciro Bruno[senza fonte] e da qualche propaggine nella provincia di Taranto.

Alla lunga proprio il gran numero di cosche contribuirà ad un altro periodo di tensione all'interno dell'organizzazione tra brindisini e leccesi. Lo schieramento brindisino della Sacra corona unita, con Salvatore Buccarella e Giovanni Donatiello[senza fonte], è stato quello che dimostrò nel corso degli anni una maggiore compattezza, finché non è stato colpito da una pesante offensiva giudiziaria.

Il contrasto[modifica | modifica sorgente]

L'operazione "Salento" inizia il 10 maggio 1995 e termina il 3 novembre 1995, prendono parte 1.713 soldati dell'esercito italiano. L'operazione, nata principalmente per fronteggiare l'immigrazione clandestina, ebbe risultati molto positivi anche nella lotta alla SCU. Queste sono state le attività svolte:

  • 1.650 posti di osservazione;
  • 10 pattugliamenti in profondità;
  • 767 controlli di autoveicoli;
  • 2.604 identificazioni di persone;
  • 3.029 fermi di clandestini;
  • 10 fermi di persone sospette.

Le pene inflitte agli affiliati furono numerose e severe tanto da decapitare l'organizzazione.

A luglio del 2000 si è conclusa l’operazione Centurione, durata un paio di anni, in cui, fra l’altro, sono stati individuati traffici di droga con l'Albania.

Situazione attuale[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi anni sono emersi numerosi nuovi personaggi, dai soprannomi coloriti, che hanno concentrato sul racket, sul contrabbando di sigarette e sulla droga, le principali attività criminali. Alcuni di loro hanno fondato la Sacra corona libera. Ultimamente qualche membro di rilievo della SCU ha deciso di collaborare con le forze dell’ordine, determinando così l’arresto di alcuni esponenti dell’organizzazione.

Secondo la Direzione investigativa antimafia[5], oggi la criminalità organizzata pugliese "si presenta disomogenea, anche in ragione della persistente pluralità di consorterie attive, molto diversificate nell’intrinseca caratura criminale e non correlate da architetture organizzative unificanti".

Secondo il rapporto della Direzione investigativa antimafia, analizzando l’andamento delle segnalazioni sul sistema SDI di fatti-reato ex art. 416 bis codice penale, si nota una notevole diminuzione nella regione delle denunce di tali fattispecie delittuose, che si attestano al numero di 3. L’interpretazione di questo trend, da leggere sinergicamente con gli andamenti dei dati delle associazioni a delinquere non connotate da profili mafiosi (47), deve tenere in adeguato conto il positivo risultato storico di una incisiva attività delle Forze di polizia nel corso degli anni, il cui risultato giudiziario ha conseguito la detenzione di molti elementi apicali dei maggiori gruppi criminali. Il 23 aprile 2011 è stato arrestato ad Oria (BR) colui che aveva preso le redini dell'organizzazione dai capi storici (Giuseppe Rogoli e Salvatore Buccarella), il latitante Francesco Campana.[6][7] Con l’arresto di Campana, che segue a poca distanza l’operazione Last Minute del 28 dicembre 2010, con la quale furono arrestati 18 tra capi e promotori della Sacra corona unita, si ritiene di aver inflitto un durissimo colpo alla criminalità organizzata locale.

In sintesi, oggi la Sacra corona unita si presenta come una mafia disomogenea, che non è riuscita ad avere il controllo e soprattutto la connivenza ed il consenso della società pugliese. Resta sempre alto il controllo dell'autorità giudiziaria nei confronti delle associazioni criminali pugliesi, che tuttavia non presentano più un'organizzazione verticistica, ma sempre più frammentata e fragile.[8]

Struttura[modifica | modifica sorgente]

« Giuro su questa punta di pugnale bagnata di sangue, di essere fedele sempre a questo corpo di società di uomini liberi, attivi e affermativi appartenenti alla Sacra corona unita e di rappresentarne ovunque il fondatore, Giuseppe Rogoli »
(Giuramento)
« Giuro sulla punta di questo pugnale, bagnato di sangue, di essere fedele a questo corpo di società formata, di disconoscere padre, madre, fratelli e sorelle, fino alla settima generazione; giuro di dividere centesimo per centesimo e millesimo per millesimo fino all’ultima stilla di sangue, con un piede nella fossa e uno alla catena per dare un forte abbraccio alla galera. »
(2. Giuramento)
« Giuro su questa punta di pugnale bagnata di sangue, di essere fedele sempre a questo corpo di società di uomini liberi, attivi e affermativi appartenenti alla Sacra corona unita e di rappresentarne ovunque il santo, san Michele Arcangelo »
(3. Giuramento)

La SCU è divisa in 47 clan[9], autonomi nella propria zona ma tenuti a rispettare interessi comuni a tutti i circa 1.561 affiliati[10] della Sacra corona unita. Si tratta quindi di un'organizzazione orizzontale per molti versi simile a quella della 'Ndrangheta.

Gerarchia[modifica | modifica sorgente]

Il primo grado è la "picciotteria", il successivo il "camorrista", cui seguono sgarristi, santisti, evangelisti, trequartisti, medaglioni e medaglioni con catena della società maggiore.

Otto medaglioni con catena compongono la "Società segretissima" che comanda un corpo speciale chiamato la "Squadra della morte".

Bisogna specificare che questa piramide[11] di ruoli ha un valore soprattutto simbolico: spesso il potere detenuto dal singolo affiliato non corrisponde in realtà alla sua posizione nella gerarchia formale.

Faide[modifica | modifica sorgente]

« Le faide sono incubatrici di violenza e riesplodono quando meno te lo aspetti. »
(Nicola Gratteri "Fratelli di sangue")
  • Faida del Gargano

In data 23 giugno del 2004 il blitz «Iscaro-Saburo» portò all'arresto di altre cento persone, presunte affiliate ai clan della faida del Gargano. In data 21 aprile 2009, il presunto boss Franco Romito e il suo autista Giuseppe Trotta vengono crivellati nella loro auto in località Siponto. Sono tre le armi utilizzate per compiere il duplice omicidio; recuperati sull'asfalto 4 bossoli di un fucile calibro 12 caricato a pallettoni, numerosissimi bossoli calibro 7.62 di una mitraglietta e 4-5 di una pistola calibro 9per21. I due sono stati raggiunti da una pioggia di proiettili in più parti del corpo. Franco Romito aveva il volto completamente sfigurato e non aveva più la mano sinistra. Franco Romito potrebbe essere stato ucciso per essere stato per anni, con i suoi familiari, confidente dei Carabinieri e in molte indagini sulla famiglia mafiosa del clan opposto, Libergolis di Monte Sant'Angelo.

  • Faida del Brindisino

Negli anni dal 1989 al 1991 si scatena nel Brindisino una faida, della quale saranno vittime i maggiori esponenti della società maggiore; sarà calcolata una media di più di cento morti ammazzati, definita come una delle maggiori cause dell'idebolimento dei clan in tutta l'area del brindisino, capeggiata allora dal clan Buccarella (Tuturano)

  • Faida di Taranto

Nel periodo dal 1988 fino al 1993 i fratelli Modeo diedero inizio ad una delle più sanguinose guerre di mala in Puglia. Caratterizzata da una guerra fratricida (si vedevano contrapposti i tre fratelli Modeo contro il maggiore detto "il Messicano"), questa faida coinvolse i clan più importanti del Tarantino con uno spaventoso tasso di omicidi e attentati. La guerra si concluse con l'agguato mortale a "il Messicano", fondatore del clan, e con l'arresto dei tre fratelli minori, trovati in una masseria bunker. I morti furono ben oltre i cento (circa 170), con coinvolgimenti di innocenti non collegati ai clan (es. strage della Barberia), questo dovuto al clima di tensione in città e soprattutto nel rione Tamburi, con affiliati che avevano il dovere di "sparare a vista" anche in pieno giorno e in presenza di passanti.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Secondo recenti dati forniti dall'Eurispes[senza fonte], sembra che la Sacra corona unita guadagni 878 milioni di euro l'anno dal traffico di stupefacenti, 775 milioni dalla prostituzione, 516 milioni dal traffico di armi e 351 milioni dall'estorsione e dall'usura. Un giro d'affari di circa 2 miliardi e mezzo di euro.

Sacristi principali[modifica | modifica sorgente]

  1. Giuseppe Rogoli (Mesagne, capo fondatore)[12]
  2. Vincenzo Stranieri (Manduria, capo fondatore)[13]
  3. Francesco Campana (Mesagne, capo clan Buccarella-Campana)[14]
  4. Savinuccio Parisi (capo)[15]
  5. Andrea Gaeta (capo)[16]
  6. Angelo Notarangelo (capo)[17]
  7. Albino Prudentino (Ostuni, capo clan degli ostunesi)[18]
  8. Giosuè Rizzi (capo)[19]
  9. Giuseppe De Palma (capo)[20][21]
  10. Raffaele De Palma (capo[22]
  11. Vito Di Emidio (Leader ship)[23]
  12. Salvatore Rizzo (capo)[24]
  13. Timo Luigi Davide (Monteroni clan Tornese)
  14. Francesco Locorotondo (capo, catena con medaglione) Crispiano, Lizzano (TA)[senza fonte]
  15. Cataldo e Giuliano Cagnazzo, (capi del clan Cagnazzo) Lizzano (TA).[senza fonte]

I capi di Monte Sant'Angelo ("clan Libergolis")

  • Giuseppe Pacilli (capo)[25]
  • Franco Libergolis (capo)[26]
  • Ciccillo Libergolis (ex-capo)[27]
  • Enzo Miucci (capo)[28]

Divisioni interne[modifica | modifica sorgente]

Società foggiana[modifica | modifica sorgente]

La Società foggiana è un cartello criminale di stampo mafioso, legato alla Sacra corona unita, che ha il suo centro nella città di Foggia e che ha trovato accordi con organizzazioni criminali come la mafia siciliana, la camorra e la ndrangheta[29]. Il foggiano, a causa della vicinanza con la Campania, ha risentito dell'influenza della camorra e della defunta Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. La criminalità, organizzata in "batterie" (Sinesi-Francavilla, Mansueto-Trisciuoglio-Prencipe, Moretti-Pellegrino-Piscopia), è risultata in costante evoluzione ed ha aggregato in una società tutte le espressioni emergenti del territorio, riuscendo ad infiltrarsi nelle aree costiere limitrofe, nelle quali ha progressivamente imposto i propri interessi illeciti nel terziario e nelle costruzioni, in particolare assumendo il controllo del settore delle onoranze funebri[30].

Camorra barese[modifica | modifica sorgente]

La Camorra barese è un'organizzazione mafiosa operante a Bari e in provincia, da non confondere con la camorra napoletana. In prevalenza confederazioni tra clan, che come attività primarie continuano ad essere dediti ai reati in materia di stupefacenti, contrabbando ed estorsioni. Fra i clan spiccano gli Strisciuglio e i Telegrafo del quartiere San Paolo, il clan Parisi del quartiere Japigia di Bari (scissosi nel 1990 dalla Sacra corona unita) con a capo il noto boss Savinuccio Parisi[31], Capriati (clan sgominato), operante a Bari Vecchia.[32], Diomede (Quartiere Libertà), gli emergenti Lorusso e Di Cosola (Carbonara).[senza fonte] Attualmente il clan Strisciuglio è egemone su tutto il Barese; è un’associazione delinquenziale facente capo a Domenico ‘La Luna’ Strisciuglio, operante a partire dal 1997, con finalità di conquista territoriale per l’imposizione di un potere su spazi economici sempre più estesi e con una dilagante attività di violenta sopraffazione collettiva. Il clan Strisciuglio ha trovato la sua genesi fin dal 1997, con la disgregazione delle famiglie mafiose dei Di Cosola e Laraspata a seguito rispettivamente dei blitz ‘Conte Ugolino’ e ‘Mayer’ e del conflitto insorto col clan Capriati. Una guerra all’ultimo sangue tra gli Strisciuglio e i Capriati, che “ha avuto la propria epifania con l’omicidio di Giuseppe Capriati ad opera degli Strisciuglio”. Da lì una escalation di violenza per le vie di Bari, nella quale hanno perso la vita innocenti come Michele Fazio[33], con la definitiva vittoria degli Strisciuglio.

Sacra corona libera[modifica | modifica sorgente]

La Sacra corona libera, formata da esponenti già appartenuti alla Sacra corona unita. Nasce a causa di contrasti con i vertici della SCU e propone alcune differenze: l’uso di minorenni e l'abolizione dei riti d'iniziazione.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Saggistica : Sconfitta Della Scu Sacra corona unita
  2. ^ Giuseppe Rogoli costituì la S.C.U. nel 1981, ma solo nel 1983 l'organizzazione assunse valenza operativa con l'affiliazione di Giuseppe Iannelli, Giosuè Rizzi (capo storico della Società foggiana) e Cosimo Cappellari.
  3. ^ Fratelli di sangue di Nicola Gratteri (2007)
  4. ^ Na Nazareno Dinoi, Dentro una vita. I 18 anni in regime 41 bis di Vincenzo Stranieri, Reality Book (collana Controluce), 2010.
  5. ^ Rapporto II semestre 2008 Direzione Investigativa Antimafia
  6. ^ Preso il capo della Sacra corona unita già condannato a nove anni di carcere in la Repubblica, 23 aprile 2011. URL consultato il 23 aprile 2011.
  7. ^ Duro colpo alla Sacra Corona Unita - Arrestato il boss Francesco Campana in Corriere della Sera, 23 aprile 2011. URL consultato il 23 aprile 2011.
  8. ^ La sacra corona unita oggi. Un incontro di studio con docenti, giornalisti, istituzioni e giovani! - Corriere Salentino
  9. ^ Mafiusu
  10. ^ Stime Eurispes
  11. ^ Intervista a un affiliato, oggi in carcere
  12. ^ http://www.sacra-corona-unita.cabanova.de Giuseppe Rogoli
  13. ^ Nazareno Dinoi, Dentro una vita. I 18 anni in regime di 41 bis di Vincenzo Stranieri., Reality Book (collana Controluce), 2010.
  14. ^ http://www.mediterraneonline.it/2011/04/24/brindisi-catturato-il-capo-dei-capi-della-sacra-corona-unita/ capo della scu
  15. ^ http://www.sacra-corona-unita.cabanova.de Savino Parisi
  16. ^ http://www.mediterraneonline.it/2011/04/24/brindisi-catturato-il-capo-dei-capi-della-sacra-corona-unita/ clan gaeta
  17. ^ http://www.sacra-corona-unita.cabanova.de Notarangelo
  18. ^ Riciclaggio, dall'Albania all'Ostuni Calcio
  19. ^ http://www.mafiusu.cabanova.de Capo di Foggia
  20. ^ http://www.sacra-corona-unita.cabanova.de Giuseppe De Palma
  21. ^ Brindisi, catturato il capo dei capi della Sacra Corona Unita | Mediterraneonline.IT
  22. ^ http://www.turiweb.it/cronaca/32391-nuovo-sequestro-al-clan-di-gravina.html
  23. ^ http://www.sacra-corona-unita.cabanova.de Padrino Pugliese
  24. ^ http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=15776
  25. ^ http://www.sacra-corona-unita.cabanova.de Giuseppe Pacilli
  26. ^ http://www.sacra-corona-unita.cabanova.de Li Bergolis
  27. ^ http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_traduci_notizia.php?IDNotizia=279345&IDCategotia=11/ il padrino del gargano
  28. ^ Mafia del Gargano, arrestato il boss Enzo Miucci | MNews.IT
  29. ^ Arresti per traffico di droga a Foggia – Collegamenti con la ‘ndrangheta | Calabria Notizie
  30. ^ Kataweb TvZap - Vivi e condividi la TV
  31. ^ Il clan Parisi torna in cella - la Repubblica.it
  32. ^ Bari: sgominato il clan Capriati, 40 arresti - Corriere della Sera
  33. ^ Dieci anni senza Michele Fazio così dal dolore è nato il riscatto - Bari - Repubblica.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mafia(s) in the mediterranean and the fight against organised crime in Italy - by Maurizio Fiasco, in Organized Criminality - Security in Europe, Fondazione Rosselli, ed. EUROPEAN COMMISSION FORWARD STUDIES UNIT
  • Puglia. Il crimine, scenari e strategie - Maurizio Fiasco, ed. Sapere 2000, 1992
  • Relazione Annuale DNA 2003
  • Sacra Corona Unita: Potere e Mistero – Monica Massari, ed. Laterza, 1998
  • Relazione sullo stato della lotta alla criminalità organizzata nella provincia di Brindisi – Sen. Del Turco (13.07.1999 doc. 31)
  • Sacra Corona Unita: Storia, Struttura, Rituali - Mariano Longo, ed. Pensa Multimedia, 1997
  • Tacco e Tabacco - Rosario Tornesello, ed. Besa, 2009
  • Sacra corona unita: riciclaggio, contrabbando. Profili penali economici del crimine imprenditoriale - Andrea Apollonio, ed. Carocci, 2010
  • "Sacra Corona Unita - I camaleonti della criminalità italiana" - Mara Chiarelli, Editori Internazionali Riuniti, 2012

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]