Culto degli antenati

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Incenso bruciato in onore dei defunti in occasione del Capodanno cinese

L'espressione culto degli antenati si riferisce all'insieme delle pratiche e credenze religiose basate sull'idea che i membri defunti di una famiglia o di un clan veglino sui propri discendenti e siano in grado di influire positivamente o negativamente sul loro destino. I riti associati al culto degli antenati hanno in genere lo scopo di assicurare che gli antenati siano felici e ben disposti verso la propria discendenza.

Questa forma di religiosità ha una notevole importanza antropologica, essendo presente in moltissime culture. Vestigia di questa forma di religiosità si possono identificare anche in molte culture del mondo occidentale; un esempio è la festività cattolica della Commemorazione dei Defunti. Fra le culture in cui il culto degli antenati è presente in modo più radicato ed evidente si possono citare quella cinese e le numerose culture dell'Africa subsahariana.

Nell'Estremo Oriente[modifica | modifica sorgente]

In Cina, il culto degli antenati (拜祖, bàizǔ, o 敬祖, jìngzǔ), ha lo scopo di onorare il ricordo delle imprese nobili degli antenati. Nella scala dei valori della morale cinese tradizionale, la pietà filiale (di cui l'adorazione degli antenati è un'estensione), 孝 (xiào), è la principale. L'uomo pietoso riconosce e onora nei genitori, negli anziani e negli antenati la causa ultima della propria esistenza. In questo senso, la venerazione per gli antenati in Cina contiene elementi di confucianesimo e taoismo, e si colloca su un piano morale più che strettamente religioso. Ciononostante, molte delle forme in cui questa venerazione si esplica coincidono con quelle usate per comunicare col mondo spirituale. Per esempio, vengono allestiti altari in onore degli antenati, sui quali si fanno offerte e sacrifici, almeno in specifiche festività (per esempio nel Qingming, nel Chongyang e nella Festa dei Fantasmi).

Nell'Antico Egitto[modifica | modifica sorgente]

Gli Antichi Egizi credevano in una vita ultraterrena raggiungibile dopo diverse prove. Si paragonavano i morti a degli Dei e si credeva potessero fare qualsiasi cosa. Si credeva che se un uomo aveva subito un dispetto da qualcuno e era morto prima di potersi vendicare poteva sempre rinascere sotto forma di animale feroce per vendicarsi infliggendo punizioni severissime!

« Mi trasformerò in uccello dorato e ti piomberò addosso e col becco ti staccherò la testa »
(Tutankhamon)
« Sarai morso dal serpente, punto dallo scorpione, calpestato dall'ippopotamo, sbranato dal leone e ingoiato dal coccodrillo »
(tomba della moglie di un architetto)

Perciò gli egizi dettero grande importanza al culto dei morti, per assicurarsi la benevolenza dei defunti.

I defunti potevano anche apparire in sogno e avvertire la gente di un tremendo futuro

Le lettere ai Morti[modifica | modifica sorgente]

Proprio per assicurarsi la benevolenza dei morti e per scoprire il futuro gli egizi inventarono le lettere ai morti in cui si scriveva ai cari deceduti per salutare o per fare una richiesta.

« Stai bene? l'Occidente si prende cura di te? »
(lettere ai morti)
« Per favore, fammi avere un figlio sano »
(lettere ai morti)
« Mi riconosci? Sono Ankhesenamon, la sorella tua che tanto hai amato! Perché mi hai lasciata sola in questo mondo‽‽‽ Oh, perché sei partito per questo viaggio senza ritorno verso occidente senza portare anche me! »
(Lettera al morto scritta a Tutankhamon da sua moglie)

Altre tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Anche nel resto dell'Africa questa tradizione era ed è molto sentita.

Anche gli Incas veneravano i morti come divinità e credevano che diventassero spiriti o vampiri dopo la morte.

Inoltre alcune tradizioni del culto degli aantenati, come già ribadito, sono praticate anche dai cristiani: infatti i cristiani credono in una vita eterna dopo la morte e pregano per i defunti, ma non credono che essi possano avere influssi positivi e negativi sulla vita della gente.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]