Annone il Navigatore

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Annone il Navigatore (633 a.C.530 a.C.) è stato un navigatore ed esploratore cartaginese.

Venne inviato con una flotta (60 pentecòntori) e molte migliaia di coloni (30.000 tra uomini e donne) a fondare o ripopolare sette città cartaginesi sulla costa atlantica del Marocco. Esplorò anche la costa atlantica dell'Africa, giungendo, probabilmente, nel Golfo di Guinea. La sua figura, secondo alcuni storici, andrebbe collocata tra il 633 a.C. e il 530 a.C., secondo altri nel V secolo a.C.

Annone sembra aver annotato un resoconto del suo viaggio su una tavoletta che sarebbe stata appesa al suo ritorno nel tempio del dio Ba‘al Ammon (identificato dai greci con Crono). Si è supposto, anche se la cosa è controversa, che un testo greco presente in un singolo manoscritto e noto con il nome di Periplo sia una traduzione del resoconto del viaggio di Annone.

Secondo alcuni, Annone giunse nell'odierna Sierra Leone, a Capo Palmas (i calcoli usati per stabilire fin dove arrivò Annone sono stati: da Gades all'isola di Cerne 35 giorni; dall'isola di Cerne verso sud altri 26 giorni); queste considerazioni provengono dalla sua descrizione del sole che sorge e si ferma nella parte settentrionale del cielo, cosa che i geografi greci consideravano ridicola. Annone lasciò uomini e navi nelle colonie sul litorale atlantico dell'attuale Marocco e proseguì con due navi fino alla foce del fiume Senegal, popolato da coccodrilli ed ippopotami, e lo risalì per un tratto. Riprese il mare superando Capo Verde e arrivò alla foce del fiume Gambia. Scoprì anche la foce del fiume Geba, davanti alla quale ha individuato per primo le isole Bijagos, abitate da popolazioni indigene che nella notte accendevano grandi fuochi e suonavano tamburi impressionando i Fenici che ripresero subito il mare nel timore di essere attaccati ed uccisi. Assistette all’eruzione del vulcano Kakulima, che chiamò il "Carro degli Dei". Sull'isola, che fu il luogo più lontano toccato dal suo viaggio, Annone trovò degli individui che nel Periplo sono chiamati gorilla e descritti come pelosi (le donne infatti vengono chiamate: δασεῖαι τοῖς σώμασιν). Alcuni interpreti hanno pensato che si trattasse di scimmie, mentre altri credono che si riferisse a donne dai lunghi capelli.

Il titolo greco del resoconto dell'esploratore cartaginese è Il viaggio di Annone, comandante dei cartaginesi, intorno alle zone della Libia oltre le Colonne d'Ercole, che depositò nel tempio di Crono ed era conosciuto da Arriano che lo menziona alla fine della sua Anabasi di Alessandro (VIII libro, Indika).

Il testo è stato tradotto dal punico al greco. Ne ha conservato il testo ricco di particolari il Cod. Palatinus 398 del IX sec.

Interpretazioni eterodosse[modifica | modifica sorgente]

Sulla base di una presunta interpretazione di un'iscrizione (v. Bourne Stone), l'epigrafista dilettante Barry Fell ha sostenuto che Annone avesse attraversato l'Atlantico ed esplorato il Nord America. La teoria non gode di alcun credito in ambito scientifico.

Viaggio di Annone

Realtà dei fatti[modifica | modifica sorgente]

Come descritto da Annone, i cartaginesi furono colpiti dal fatto che, in quelle terre lontane, il sole brillasse in direzione nord; questa notazione venne messa fortemente in discussione dai filosofi greci circa due secoli dopo, e addirittura Erodoto negò la veridicità delle scoperte di Annone. Quando alcuni secoli più tardi Vasco De Gama compì il periplo dell'Africa, notò la stessa curiosità, che confermava il viaggio dei cartaginesi: il sole nell'emisfero sud della terra brilla in direzione nord a causa dell'inclinazione dell'asse terrestre, e solo Annone poteva sapere una tal cosa perché ci si era effettivamente recato.

Tentativo di localizzazione dei luoghi citati nel Periplo[modifica | modifica sorgente]

  • Thymiatérion (letteralmente: “incensiere”, “altare per l’incenso”) sarebbe l’odierna Mehdya, alla foce del Sebou, in Marocco.
  • Il promontorio Soloente è associato ad uno dei due promontori presso Mohammedia o Casablanca, anch’esse in Marocco.
  • Le altre città nominate sono state ipotizzate nei pressi degli abitati di Azemmour (Karikon Teichos), El – Jadida (Gytta), Ras Cantin (Akra: il toponimo greco “Akra” infatti farebbe riferimento ad un promontorio), Oualidia (Melitta) e Mogador – Essaouira (Arambe sarebbe la trascrizione greca del fenicio “Har Anbin” o “monte dell’uva”),tutti in Marocco.
  • Il gran Fiume Lixo andrebbe identificato col fiume torrentizio Oued Draa, al confine tra Marocco e Sahara Occidentale.
  • Il Fiume Chrete potrebbe essere l’Oued Assaq un fiume torrentizio che scorre nel Sahara Occidentale.
  • L’isola di Kerne forse è l’attuale isola Herne, ben protetta nello stretto golfo roccioso del Rio de Oro, nel Sahara Occidentale, e le cui modeste dimensioni farebbero pensare ai 5 stadi di circuito di cui parla Annone. Essa non sarebbe molto distante dall’attuale capitale del Sahara Occidentale, Villa Cisneros.
  • Le “Rupi costiere altissime” dove gl’indigeni lanciavano massi potrebbe corrispondere alla costa di Ras Nouadhibou al confine tra Sahara Occidentale e Mauritania.
  • Le “tre isole, maggiori di Kerne”, poste in una zona paludosa, fanno pensare alle isolette della Baia Arguin, in Mauritania. Forse la costa frastagliata e angusta era stata allora interpretata come una palude o un ramo fluviale.
  • Il “Secondo fiume, grande e largo, pieno di coccodrilli e di ippopotami”, potrebbe essere il Fiume Senegal.
  • Il golfo detto “Corno di Espero” forse è la Petite Cote in Senegal.
  • I “Monti ricoperti di alberi odorosissimi” sono quasi certamente quelli al confine tra Senegal e Gambia
  • La “Foce profondissima del grande fiume” è con buona probabilità il Fiume Gambia.
  • La “grande isola con una palude e all’interno un’altra isola” potrebbe essere l’arcipelago Bijagos al largo della costa della Guinea Bissau.
  • La colate laviche che scendono in mare potrebbero essere quelle dei monti della catena del Fouta Djallon, in Guinea.
  • Il “Teonochema” o “Carro degli Dei” viene visto essere il Monte Kakulima appena a nord della capitale della Guinea, Conakry.
  • Il “Corno di Noto” potrebbe essere forse l’estuario del fiume Moa, al confine tra la Sierra Leone e la Liberia.
  • Il golfo che si estende dopo il "Corno di Noto" è il Golfo di Guinea.
  • Cape Three Points in Ghana potrebbe rappresentare il "Promontorio occidentale", mentre Cape Lopez in Gabon potrebbe essere il "Promontorio meridionale".
  • L'isola in cui vennero catturate le indigene ricoperte di folte chiome potrebbe essere una delle isole appartenenti alla Guinea Equatoriale (Bioko o Sao Tomè).
  • Il Mount Cameroon potrebbe in alternativa essere il vulcano osservato al ritorno.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 95299600 LCCN: n/80/23034