Anjar

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Coordinate: 33°43′33″N 35°55′47″E / 33.725833°N 35.929722°E33.725833; 35.929722

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Anjar
(EN) Anjar
Anjar.jpg
Tipo Culturale
Criterio C (iii) (iv)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1984
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

La cittadina di Anjar (عنجر in arabo, traslitterato anche ʿAnǧar), nota anche come Haouch Moussa (حوش موسى), si trova in Libano, nella valle della Bekaa (البقاع in arabo, traslitterato anche al-Biqāʿ) o valle dei Litani, non molto distante dall strada che collega Damasco e Beirut. La cittadina è nota soprattutto per essere un centro archeologico di notevole importanza, dalla seconda metà del ventesimo secolo.

La cittadina è oggi prevalentemente popolata dai discendenti di circa seimila armeni che abitavano la regione di Musa Dagh, nel sangiaccato di Alessandretta. Quando nel 1939 le autorità mandatarie francesi cedettero la regione alla Repubblica di Turchia, gli abitanti armeni, che erano scampati al genocidio del 1915 grazie ad una resistenza accanita e temevano ritorsioni da parte turca, cercarono rifugio in Siria e in Libano, e molti di essi diedero vita all'attuale insediamento.[1]

In tempi più recenti, la cittadina è stata tristemente nota come sede del quartier generale delle forze armate e dei servizi segreti siriani di stanza in Libano.[2]

Dal punto di vista storico e culturale, però, la cittadina deve la sua importanza al complesso architettonico di epoca omayyade, che si ritiene sia stato edificato dal califfo Walīd I (705-715). Si tratta di un insediamento fortificato e cinto da mura che riprende il modello urbanistico ellenistico-romano: il cardo maximus e il decumanus maximus dividono infatti l'area urbana in quattro settori identici. L'incrocio tra i due assi è segnato da un tetrapilo in stile tardo romano-bizantino. La città comprendeva anche terme e botteghe, ma i resti più importanti sono quelli relativi all'edilizia residenziale e, in particolare, i due palazzi con arcate e fregi in pietra.

Con la fine della dinastia omayyade e l'avvento della dinastia abbaside nel 750, la città venne abbandonata e cadde in rovina. Fu riscoperta in maniera pressoché casuale intorno al 1950, anche se per l'esattezza gli scavi che hanno portato alla luce i resti del complesso furono iniziati già nel 1949.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: Armeniapedia. (EN) Si veda anche in: Iskandar, Jules Amine. La nouvelle Cilicie. Les Arméniens du Liban, Antélias: Catholicossat Arménien de Cilicie, 1999.
  2. ^ Si legga ad esempio in: "Siria-Libano: Damasco corre ai ripari?" di Lorenzo Trombetta.

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