Principato di Galilea

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Principato di Galilea
Dati amministrativi
Lingue parlate latino, francese antico, italiano (anche arabo, e greco)
Capitale Tiberiade
Dipendente da Regno di Gerusalemme
Politica
Forma di Stato feudale
Forma di governo monarchia
Nascita 1099 con Tancredi
Causa Prima crociata
Fine 1187 con Raimondo III di Tripoli
Causa conquista da Saladino
Territorio e popolazione
Bacino geografico Levante
Religione e società
Religioni preminenti greco-ortodossa, ortodossa siriaca, islamica, ebraismo
Religione di Stato cattolica
Principato di Galilea - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Fatimid flag.svg Fatimidi
Succeduto da Ayyubidi Flag of Ayyubid Dynasty.svg

Il Principato di Galilea fu uno dei quattro maggiori Vassalli del Regno di Gerusalemme, secondo il giurista del XIII secolo Giovanni di Ibelin. I possedimenti del principato vero e proprio erano attorno alla città di Tiberiade, in Galilea, ma con tutti i suoi vassalli la signoria comprendeva tutta la Galilea ed il meridione della Fenicia (l'odierno Libano); attorno al Lago di Tiberiade e lungo la valle del Giordano.

La città principale era Tiberiade, tanto che fu chiamato anche Principato di Tiberiade o la Tiberiade[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il principato fu istituito, almeno nominalmente, nel 1099 quando Tancredi ricevette Tiberiade, Haifa e Bethsan da Goffredo di Buglione. Nel 1101 Baldovino I assegnò Haifa a Galdemar Carpenel, limitando il potere di Tancredi, che fu costretto a rinunciare al principato quando divenne reggente di Antiochia. In seguito il principato divenne il feudo della famiglia Bures.

Nel maggio 1187 il figlio di Saladino al-Afdal al comando di una forza di 7'000 cavalieri partiti da Caesarea Phillippi si scontrò e distrusse un contingente di 140 cavalieri guidati da Gerard de Ridefort, Gran Maestro dell'Ordine del Tempio. Saladino allora assediò Tiberiade che cadde dopo sei giorni. Il 4 luglio 1187 Saladino sconfisse i crociati venuti in soccorso di Tiberiade nella Battaglia di Hattin, a 10 km dalla città[2][3], riconquistando il principato che tornò in mani cristiane solo per un breve periodo dal 1240 al 1247.

Dopo la caduta del principato il titolo nobiliare fu usato da parenti ed figli minori dei re di Cipro, a questi ultimi era passato il titolo di re di Gerusalemme.

Vassalli[modifica | modifica wikitesto]

Il principato aveva dei vassalli che, a loro volta, avevano spesso dei vassalli minori:

Il loro numero, le grandi dimensioni e l'importanza di alcuni di essi appare sproporzionata e, in qualche caso, ci sono ragioni per dubitare della posizione di sovranità del principato.

La Signoria di Sidone, anche se era situata tra i possedimenti del principato, era uno dei feudi del Regno di Gerusalemme.

Principi di Galilea[modifica | modifica wikitesto]

  • 1187 - 1240 il principato fu riconquistato dai musulmani, durante questo periodo furono principi titolari:
  • 1219 - 1265: Eschiva di Tabaria, figlia del precedente, moglie di Eudes di Montbéliard (+1244)
  • 1240 - 1247: Eschiva di Tabaria (il principato tornò, per un breve periodo, ai cristiani)
  • 1247 il principato fu ripreso definitivamente dai musulmani, il titolo di principe passò a:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Richard, Jean (1999) The Crusades c. 1071-c 1291, Cambridge University Press, ISBN 0-521-62369-3 p 71
  2. ^ Wilson, John Francis. (2004) Caesarea Philippi: Banias, the Lost City of Pan I.B.Tauris, ISBN 1850434409 p 148
  3. ^ Hindley, Geoffrey. (2004) The Crusades: Islam and Christianity in the Struggle for World Supremacy Carroll & Graf Publishers, ISBN 0786713445 p 97

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Jonathan Simon Christopher Riley-Smith, The Feudal Nobility and the Kingdom of Jerusalem, 1174-1277, The Macmillan Press, 1973, ISBN 978-0-333-06379-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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