Joscelin I di Edessa

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Blasone dei de Courtenay.

Joscelin de Courtenay o Joscelin I (... – 1131) fu Signore di Turbessel dal 1101 al 1113, Principe di Galilea dal 1113 al 1119 e Conte di Edessa dal 1119 fino alla morte.

Sotto il suo governo la Contea di Edessa raggiunse il suo zenit; dal 1118 al 1131 egli mantenne gli ampi ed instabili confini con le sue prodezze militari.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di un altro Joscelin, Signore di Courtenay (nato nel 1034) e di sua moglie Isabella (o Elisabetta) che era figlia di Guido I di Montlhery e sorella di Melisenda di Montlhery, quest’ultima era la madre di Baldovino II.

Al servizio di Baldovino II[modifica | modifica sorgente]

Arrivò in Terra Santa durante la Crociata del 1101, un movimento minore che seguì la Prima crociata, ed entrò al servizio di suo cugino Baldovino II, che lo investì della signoria di Turbessel.

Nel 1104, Edessa fu attaccata da Mossul e sia Joscelin che Baldovino, sconfitti alla Battaglia di Harran, furono presi prigionieri. Il cugino di Boemondo, Tancredi, divenne reggente di Edessa, ma fu Riccardo di Salerno a governare realmente. Baldovino rimase prigioniero a Mossul fino al 1108, quando venne riscattato per 60.000 dinari da Joscelin, che a sua volta era stato riscattato poco tempo prima.

Già nel 1113 Joscelin si era ritagliato uno stato semi-autonomo attorno a Turbessel, ad occidente dell'Eufrate, dove la terra era prospera, mentre Baldovino II controllava il territorio ad oriente dell'Eufrate, attorno alla città di Edessa, che era spopolato e sottoposto ai continui attacchi dei Turchi Selgiuchidi. In quest'anno Baldovino si riprese Turbessel e Joscelin se ne andò a Gerusalemme, dove ricevette il titolo di Principe di Galilea.

Conte di Edessa[modifica | modifica sorgente]

Joscelin I ferito.

Nel 1118, Baldovino II successe a Baldovino I sul trono di Gerusalemme. Nonostante la loro precedente ostilità Joscelin diede pieno appoggio a Baldovino II, contro la candidatura del fratello di Baldovino I, Eustachio III di Boulogne. Joscelin fu ricompensato con la Contea di Edessa.

Come conte egli fu catturato insieme a Baldovino II nel 1123. Egli fu liberato con l'aiuto di cinquanta soldati armeni che, travestiti da mercanti, si infiltrarono nella fortezza dove erano tenuti i prigionieri, uccisero le guardie ed issarono una bandiera cristiana; Joscelin se ne andò ma il re rimase nella fortezza che fu presto assediata e, dopo qualche tempo, ripresa dai musulmani.

Dopo essere tornato ad Edessa egli riuscì ad espandere il territorio della contea e, nel 1125 combatté nella Battaglia di Azaz, contribuendo alla vittoria dei crociati contro l'atabeg di Mossul.

Nel 1131, durante l'assedio di un piccolo castello a nord-est di Aleppo, Joscelin rimase ferito gravemente nel crollo di un tunnel. Poco dopo, egli apprese che l'emiro Ghazi II Danismend stava muovendo con il suo esercito contro la città fortificata di Kaysun. Quando il figlio e successore di Joscelin, il futuro Joscelin II rifiutò di aiutare la città, egli ordinò alle sue truppe di togliere l’assedio e, trasportato su una lettiga, partì alla testa del suo esercito. Quando Ghazi seppe dell'approssimarsi di Joscelin, che forse credeva già morto, tolse l'assedio e si ritirò, così il principe guerriero vinse un'ultima battaglia prima di morire, poco più tardi, sul bordo della strada.

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica sorgente]

Joscelin sposò Beatrice una nobildonna armena, figlia di Costantino I d'Armenia, che gli diede suo figlio: Joscelin II. Nel 1122, dopo la morte di Beatrice, Joscelin sposò Maria di Salerno, sorella di Ruggero di Salerno, Principe d'Antiochia.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Principe di Galilea Successore
Tancredi d'Altavilla 1113-1119 Guglielmo I di Bures
Predecessore Conte di Edessa Successore
Baldovino II 1118-1131 Joscelin II di Edessa

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Steven RUNCIMAN, The Kingdom of Jerusalem and the Frankish East, 1100-1187 in A history of the Crusades, vol. II, Cambridge, Cambridge University Press, 1952; (traduzione italiana di E. Bianchi, A. Comba, F. Comba, in due volumi: Storia delle Crociate, Torino, Einaudi, 2005. ISBN 978-88-06-17481-1), ISBN 978-0-521-06162-9.
  • (EN) Alan V. Murray, The Crusader Kingdom of Jerusalem: A Dynastic History, 1099-1125, Oxford, Linacre College, Unit for Prosopographical Research, 2000, ISBN 978-1-900934-03-9.