Battaglia di Azaz

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Battaglia di Azaz
Data 11 giugno 1125
Luogo Azaz in Siria
Esito Vittoria dei crociati
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
3.100 circa Sconosciuti
Perdite
Sconosciute Sconosciute
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Nella Battaglia di Azaz del dì 11 giugno 1125, le forze degli stati crociati comandate dal re Baldovino II di Gerusalemme sconfissero l'esercito dei Turchi Selgiuchidi guidato da Aq Sunqur al-Bursuqi e liberarono dall'assedio la città (una fonte afferma che il combattimento ebbe luogo il 13 giugno[1]).

Scenario[modifica | modifica wikitesto]

Joscelin I di Edessa aveva conquistato Azaz, nella Siria del nord, sconfiggendo l'atabeg di Aleppo, nel 1118.
L'anno successivo i crociati, guidati da Ruggero di Salerno subirono una grave sconfitta nella Battaglia dell'Ager Sanguinis; nel 1123 re Baldovino II di Gerusalemme fu catturato durante una ricognizione nella Contea di Edessa.

Nel 1124 Baldovino II fu rilasciato e quasi immediatamente, l'8 ottobre dello stesso anno, strinse d'assedio Aleppo. Ciò attirò l'attenzione di al-Bursuqi, l'atabeg selgiuchide di Mossul, che mosse verso sud per aiutare Aleppo che, nel gennaio 1125, era quasi arrivata al punto di arrendersi dopo tre mesi di assedio.

Nonostante la città fosse "il più grande premio che la guerra poteva offrire"[2], Baldovino cautamente si ritirò senza combattere.

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente, al-Bursuqi (che aveva ricevuto rinforzi anche da Toghtigin di Damasco) assediò la città di Azaz, a nord di Aleppo, in territorio appartenente alla Contea di Edessa. Baldovino II, Joscelin I e Ponzio di Tripoli, con 1.100 cavalieri provenienti dai loro rispettivi territori (inclusa Antiochia dove Baldovino era reggente) e 2.000 fanti, incontrarono al-Bursuqi alle porte di Azaz, dove l'atabeg selgiuchide aveva radunato una grande forza.

L'esercito crociato, ripartito in tredici distaccamenti, avanzò su tre fronti: a destra i cavalieri di Antiochia, nel centro quelli di Tripoli e di Edessa, a sinistra le forze del re di Gerusalemme.
Pressato da vicino dal nemico Baldovino finse abilmente di ritirarsi, attirando i Selgiuchidi lontano da Azaz, in campo aperto, dove con un rapido voltafaccia passò all'attacco, facendo a pezzi l'esercito dei Selgiuchidi, che persero quindici emiri e diverse migliaia di uomini, anche il loro campo fu catturato da Baldovino, che prese abbastanza bottino da riscattare i prigionieri in mano ai Selgiuchidi (compreso il futuro Joscelin II di Edessa).

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a mantenere il controllo su Azaz, questa vittoria fece riguadagnare ai crociati molta dell'influenza che avevano perso dopo la loro sconfitta all'Ager Sanguinis nel 1119.

Baldovino progettava di attaccare ancora Aleppo, ma Antiochia, che era passata a Boemondo II quando questi era divenuto maggiorenne nel 1126, cominciò a combattere con Edessa ed il progetto fu abbandonato. Il controllo dei Crociati sul nord della Siria cominciò a diminuire nel 1128 quando Aleppo e Mossul furono unite sotto il forte governo di Zangi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Smail, op. cit., pag. 182
  2. ^ Smail, op. cit., pag. 30

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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