Joscelin II di Edessa

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Blasone dei de Courtenay.

Joscelin II de Courtenay (... – Aleppo, 1159) fu il quarto ed ultimo conte di Edessa effettivamente regnante.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Joscelin I e di Beatrice d'Armenia.

Il giovane Joscelin fu preso prigioniero nella Battaglia di Azaz nel 1125 e fu poi riscattato da Baldovino II, re di Gerusalemme.

Governo della contea[modifica | modifica sorgente]

Nel 1131, suo padre Joscelin I fu gravemente ferito durante l'assedio di un piccolo castello, tenuto dai turchi Danishmendidi, a nord-est di Aleppo. Joscelin II si rifiutò di muovere, con il piccolo esercito di Edessa, contro i Danishmendidi, così Joscelin I, come ultimo atto poco prima di morire, trasportato su una lettiga guidò il suo esercito contro la fortezza di Kaisun, costringendo l'emiro Gazhi II a ritirarsi.

Joscelin II governò il più debole ed isolato degli Stati crociati. Egli però non aveva la grandezza del padre e distrusse l'opera dei suoi predecessori; all'occasione ladro, si immischiò nelle dispute teologiche siriache e risedette a Turbessel piuttosto che a Edessa.

Nel 1138 si alleò con il Principato di Antiochia e l’imperatore bizantino Giovanni II Comneno per attaccare Zangi, l’atabeg di Aleppo, ma questi li sconfisse. Tornati ad Antiochia Giovanni fu costretto a tornare a casa da una rivolta, innescata da timori verso l’Impero bizantino che Giovanni stava cercando di estendere nel territorio degli stati crociati del nord, ed organizzata da Joscelin.

Caduta della contea[modifica | modifica sorgente]

Battaglia di Edessa del 1146.

Nel 1143 morirono sia Giovanni II che Folco di Gerusalemme, lasciando Joscelin senza alleati in grado di aiutarlo a difendere Edessa. Peraltro a quell'epoca Zangi aveva riunito Aleppo e Mossul e cominciava a minacciare Edessa mentre Joscelin II era distratto da un dissidio con la Contea di Tripoli che di conseguenza rifiutò di intervenire in suo aiuto.

L'Atabeg Zangi assediò la città nel 1144 e, in mancanza del Conte e di una guarnigione sufficiente, se ne impadronì il 24 dicembre dello stesso anno, senza incontrare grandi difficoltà. Joscelin fuggì a Turbessel da dove continuò a governare i restanti territori ad ovest dell’Eufrate.

Approfittando della morte di Zangi, la popolazione armena di Edessa si rivoltò (27 ottobre 1146) e Joscelin II poté fare ritorno. Riconquistò tutto tranne la cittadella, però non ricevette aiuti dagli altri stati crociati ed in novembre la sua improvvisata spedizione fu scacciata da Edessa dal figlio di Zangi Nur al-Din. Joscelin riuscì a stento a fuggire; la popolazione armena di Edessa fu massacrata, mentre la popolazione siriaca fu espulsa, nonostante la sua francofobia; la città rimase deserta.

Edessa fu il primo Stato crociato a cadere e la sua caduta fu il catalizzatore della Seconda crociata nel 1146, che terminò in un disastro.
Edessa non fu mai riconquistata, Turbessel cadde in mani musulmane nel 1149, segnando la fine della contea.

Nel 1150 Joscelin II fu catturato da Nur al-Din e fu tenuto prigioniero nella Cittadella di Aleppo fino alla morte nel 1159.

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica sorgente]

Sposò Beatrice, vedova di Guglielmo Signore di Saona, che nel 1150 vendette ciò che restava della contea all’imperatore bizantino Manuele I Comneno e si trasferì nel Regno di Gerusalemme, con il tesoro ricavato dalla vendita ed i tre figli:

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Conte di Edessa Successore
Joscelin I di Edessa 1131-1150 ,
titolare fino al 1159
Territorio perduto,
titolare: Joscelin III

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]