Hailé Selassié I

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Se hai problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Hailé Selassié I d'Etiopia
Hailé Selassié I d'Etiopia
Negus d'Etiopia
In carica 2 novembre 1930 - 5 maggio 1936 e 12 settembre 1941 - 12 settembre 1974
Predecessore Zauditù I
Altri titoli Leone Conquistatore della tribù di Giuda, Signore dei Signori, Re dei Re, Luce del Mondo, Eletto di Dio, Difensore della Fede
Nascita Ejersa Goro, 23 luglio 1892
Morte Addis Abeba, 27 agosto 1975
Dinastia Salomonide
Consorte Menen Asfaw
Figli Asfaw Wossen

Hailé Selassié I (ge'ez: "ኃይለ፡ ሥላሴ" - "Potenza della Trinità"), al secolo Tafarì Maconnèn (Egersa Goro, 23 luglio 1892Addis Abeba, 27 agosto 1975), è stato negus d'Etiopia dal 1930 al 1936 e dal 1941 al 1974.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] Primi anni

Secondo la tradizione etiope ras Tafarì Maconnèn, incoronato Imperatore col nuovo nome di Hailé Selassié I, è il duecentoventicinquesimo discendente della dinastia Salomonide, attraverso la linea di David, appartenente alla Tribù di Giuda.

Hailé Selassié sulla copertina del TIME del 3 novembre 1935

Nell'antico testo sacro etiope Kebra Nagast, la Regina di Saba (ovvero d'Etiopia) chiamata Makeda incontrò Re Salomone (evento descritto anche nella Bibbia, 1 Re 10; 2 Cr 9), ed ebbero assieme un figlio, il primogenito, incoronato Re con il titolo di Menyelek I (o Menelik I). Da questo sovrano, attraverso 224 generazioni discenderebbe Hailé Selassié I. Secondo la tradizione etiope, seguendo la linea monarchica di discendenza diretta, il duecentoventicinquesimo erede del trono è l'ultimo Re dei Re.

In effetti, Hailé Selassié I fu l'ultimo re, sia di una discendenza cui succedette al trono Idris I di Libia, di diversa origine; che di un altro regno, che con l'indipendenza del 1951 cambiò completamente i suoi confini.

per cui Figlio di ras Maconnèn Uoldemicaèl e cugino del negus Menelik II d'Etiopia, Hailé Selassié cresce a corte e amministra il governatorato di Harar all'età di 13 anni. Nel 1906 si sposa con Menen Asfaw. Inizialmente è considerato come il possibile successore di suo cugino Menelik, ma il trono va al musulmano ras Iyasu V. Selassié, però, lo fa deporre durante una rivolta anti-islamica e diventa reggente durante il regno della regina Zauditù I.

Durante la reggenza promuove la modernizzazione del Paese e nel 1923 ottiene l'ingresso dell'Etiopia nella Società delle Nazioni (primo Paese africano a farne parte). Nel 1924 è in visita ufficiale in Italia e in Vaticano. Viene dapprima incoronato negus nel 1928 e, alla morte del suo predecessore, diventa imperatore il 2 novembre 1930 assumendo il nome di Hailé Selassié I, che significa "Potenza della Trinità". Nel 1931 crea un primo senato di notabili e successivamente fonda l'Università di Addis Abeba.

[modifica] Il conflitto con l'Italia

Dopo l'incidente di Ual Ual e l'inizio della tensione diplomatica con l'Italia, si reca spesso alle conferenze della Società delle Nazioni per perorare la causa etiope: è del 2 gennaio 1935 il suo più preoccupato intervento per la tutela dei confini abissini, ma il suo tentativo non otterrà nulla di concreto, se non delle generiche sanzioni economiche contro l'Italia applicata da 51 dei 54 stati della Società.

Il 2 ottobre 1935 Mussolini annuncia la "mobilitazione generale" contro l'Etiopia; il giorno seguente Hailé Selassié chiama a raccolta i suoi soldati con parole dure e toccanti mentre il 19 ottobre consiglia al comandante militare ras Kassa di utilizzare la tattica della guerriglia e di puntare molto sulla contraerea. Dopo gli iniziali successi italiani, in dicembre prova a ribaltare la situazione lanciando l'offensiva di Natale, che però si esaurisce nel gennaio 1936 senza ottenere risultati di rilievo.

Qualche settimana dopo la sconfitta di ras Immirù, Selassié radunò la propria guardia imperiale e mosse verso nord, incontro all'esercito italiano. Le due armate si incontrarono nella conca di Mai Ceu. All'alba del 31 marzo gli abissini attaccarono gli alpini ma furono bloccati e infine respinti. La battaglia terminò con gravi perdite in entrambi gli schieramenti ma era chiaro che per Hailé Selassié si trattasse di una grave sconfitta: a conferma di ciò egli ordinò la ritirata verso Dessiè.

Quando, il 12 maggio, la Società delle Nazioni gli concesse la possibilità di tenere un discorso all'assemblea, l'Italia ritirò la propria delegazione.[1] L'Imperatore abissino, nel suo discorso tenuto in amarico (nonostante conoscesse il francese) denunciò l'uso da parte dell'esercito italiano di armi chimiche contro la popolazione etiope[2]:

« [...] È mio dovere informare i governi riuniti a Ginevra, in quanto responsabili della vita di milioni di uomini, donne e bambini, del mortale pericolo che li minaccia descrivendo il destino che ha colpito l'Etiopia. Il governo italiano non ha fatto la guerra soltanto contro i combattenti: esso ha attaccato soprattutto popolazioni molto lontane dal fronte, al fine di sterminarle e di terrorizzarle. [...] Sugli aeroplani vennero installati degli irroratori, che potessero spargere su vasti territori una fine e mortale pioggia. Stormi di nove, quindici, diciotto aeroplani si susseguivano in modo che la nebbia che usciva da essi formasse un lenzuolo continuo. Fu così che, dalla fine di gennaio del 1936, soldati, donne, bambini, armenti, fiumi, laghi e campi furono irrorati di questa mortale pioggia. Al fine di sterminare sistematicamente tutte le creature viventi, per avere la completa sicurezza di avvelenare le acque e i pascoli, il Comando italiano fece passare i suoi aerei più e più volte. Questo fu il principale metodo di guerra. [...] A parte il Regno di Dio, non c'è sulla terra nazione che sia superiore alle altre. Se un governo forte acquista consapevolezza che esso può distruggere impunemente un popolo debole, quest'ultimo ha il diritto in quel momento di appellarsi alla Lega delle Nazioni per ottenere il giudizio in piena libertà. Dio e la storia ricorderanno il vostro giudizio. [...] »
(Estratto del discorso di Hailé Selassié alla Società delle Nazioni, 30 giugno 1936[3].)

Al termine della conquista italiana Hailé Selassié sceglie l'esilio volontario dal suo Paese e si reca a Bath, in Gran Bretagna, dopo essere stato per qualche giorno a Gerusalemme.

[modifica] Il ritorno in patria e gli ultimi anni

Hailé Selassié nel 1941 con il capo della chiesa copta Gabre Guirguis

Fa ritorno in patria nel 1941, dopo la caduta dell'Africa Orientale Italiana (in cui è stata incorporata l'Etiopia) per mano britannica, riassumendo il titolo di imperatore. Con il sostegno dell'Occidente, Selassié continua nella sua opera di modernizzazione del Paese, sopprimendo il potere dell'aristocrazia terriera, riformando l'esercito e promulgando la prima Costituzione nel 1955.

Hailé Selassié assume particolare notorietà a livello internazionale quando l'Etiopia diventa guida dell'Organizzazione Unita Africana (OUA, oggi Unione Africana). Negli ultimi anni della sua vita diventa fortemente sospettoso dei suoi più stretti collaboratori a causa dei tradimenti che si susseguono nei suoi confronti. Nel 1974 scoppia una dura rivolta dell'esercito, guidato da una giunta militare, il Derg facente capo a Mengistu Haile Mariam, che costringe Hailé Selassié ad operare numerose concessioni in favore delle forze armate. Una volta preso il potere, Mengistu Haile Mariam scatenerà una violenta persecuzione contro i rivali del Derg conosciuta come Terrore Rosso (Mengistu ed il Derg sono di ideologia comunista). Hailé Selassié I scomparirà il 27 agosto 1975 in circostanze non chiarite.

Hailé Selassié è considerato il "difensore della fede" per il Rastafarianesimo: l'imperatore è un modello, un simbolo religioso, identificato con il Messia nero, Cristo stesso ritornato in gloria per regnare con un Nome Nuovo, l'incarnazione di Jah, il Dio supremo, venuto sulla terra per liberare le nazioni dal male nazifascista ed in primis la popolazione nera, come profetizzato da Marcus Garvey. Il nome del movimento Rastafari deriva dal nome di battesimo dell'Imperatore Ras Tafarì, che in amarico significa "Capo da temere".

Selassié diede delle terre (le terre di Shashamane) per il rimpatrio dei giamaicani Rastafari. Considerato il Messia dalla religione Rastafari, Selassié rimase sempre devoto alla Chiesa ortodossa etiopica, chiesa antichissima nella quale si identificarono diversi etiopisti e rastafariani poiché videro che la Chiesa stessa considerava il Re dei re Hailé Selassié I come il Leone di Giuda dell'Apocalisse (l'Etiopia fu una tra le prime monarchie ad adottare il Cristianesimo, monofisita e autocefala dal 1959, anno in cui il patriarca Basilio la sottrasse all'autorità del Patriarca copto di Alessandria d'Egitto).

[modifica] Onorificenze

[modifica] Onorificenze etiopi

Gran Maestro e Cavaliere dell'Ordine di Salomone - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere dell'Ordine di Salomone
Gran Maestro dell'Ordine del Sigillo di Salomone - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Sigillo di Salomone
immagine del nastrino non ancora presente Gran Maestro dell'Ordine della Regina di Saba
Gran Maestro dell'Ordine della Santa Trinità - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Santa Trinità
Gran Maestro dell'Ordine di Menelik II - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Menelik II
Gran Maestro dell'Ordine della Stella d'Etiopia - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Stella d'Etiopia
Gran Maestro dell'Ordine di Sant'Antonio - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Sant'Antonio

[modifica] Onorificenze straniere

Gran collare dell'Ordine dei Pahlavi - nastrino per uniforme ordinaria Gran collare dell'Ordine dei Pahlavi
Gran collare dell'Ordine di San Giacomo della Spada - nastrino per uniforme ordinaria Gran collare dell'Ordine di San Giacomo della Spada
Gran collare dell'Ordine dell'Indipendenza - nastrino per uniforme ordinaria Gran collare dell'Ordine dell'Indipendenza
Gran cordone dell'Ordine del Nilo - nastrino per uniforme ordinaria Gran cordone dell'Ordine del Nilo
Gran cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Gran cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
Gran cordone dell'Ordine della Torre e della Spada (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran cordone dell'Ordine della Torre e della Spada (Portogallo)
Gran cordone dell'Ordine della stella equatoriale - nastrino per uniforme ordinaria Gran cordone dell'Ordine della stella equatoriale
immagine del nastrino non ancora presente Gran cordone dell'Ordine della Repubblica Federale di Nigeria
Cavaliere di gran croce decorato di gran cordone dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce decorato di gran cordone dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
— 21 ottobre 1955[4]
Collare dell'Ordine del Crisantemo (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del Crisantemo (Giappone)
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia)
— 10 giugno 1924
immagine del nastrino non ancora presente Collare dell'Ordine di Muhammad Ali (Egitto)
Collare dell'Ordine dell'Aquila Azteca (Messico) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine dell'Aquila Azteca (Messico)
Collare dell'Ordine del liberatore San Martín - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del liberatore San Martín
Cavaliere di Collare dell'Ordine Piano (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Collare dell'Ordine Piano (Santa Sede)
Collare dell'Ordine di Idris I - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Idris I
immagine del nastrino non ancora presente Collare dell'Ordine di Hussein ibn' Ali
immagine del nastrino non ancora presente Membro di classe eccezionale dell'Ordine della sovranità (Marocco)
immagine del nastrino non ancora presente Collare del grand'ordine degli Hashemiti dell'Iraq
Collare dell'Ordine di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Sant'Olav (Norvegia)
Collare del Reale Ordine di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare del Reale Ordine di Carlo III (Spagna)
Cavaliere di Gran Croce decorato di Collare dell'Ordine della Rosa Bianca (Finlandia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Collare dell'Ordine della Rosa Bianca (Finlandia)
immagine del nastrino non ancora presente Collare dell'Ordine della Verità
Collare dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud
immagine del nastrino non ancora presente Collare dell'Ordine del Leopardo
Collare dell'Ordine del Leone del Senegal - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del Leone del Senegal
immagine del nastrino non ancora presente Collare dell'Ordine del Leone del Malawi
Collare dell'Ordine del Valore del Camerun - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del Valore del Camerun
Collare dell'Ordine del Liberatore - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del Liberatore
Collare dell'Ordine del Condor delle Ande - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del Condor delle Ande
immagine del nastrino non ancora presente Collare dell'Ordine di Oummaya
Collare dell'Ordine di Mono - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Mono
immagine del nastrino non ancora presente Collare dell'Ordine al merito congolese
immagine del nastrino non ancora presente Collare dell'Ordine del Leopardo di Somalia
immagine del nastrino non ancora presente Collare dell'Ordine della sorgente del Nilo
immagine del nastrino non ancora presente Collare dell'Ordine dell'aquila di Zambia
immagine del nastrino non ancora presente Catena d'onore del Sudan
immagine del nastrino non ancora presente Royal Victorian Chain
Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia)
— 1928
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia)
— 1928
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia)
— 1928
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante
Cavaliere dell'Ordine del Leone d'oro di Nassau - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Leone d'oro di Nassau
Cavaliere dell'Ordine della Casata Reale di Chakri - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Casata Reale di Chakri
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Suvorov - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Suvorov
Classe speciale della Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica Federale Tedesca) - nastrino per uniforme ordinaria Classe speciale della Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica Federale Tedesca)
— 6 novembre 1954
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno
Cavaliere di gran croce dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio
Cavaliere di gran croce dell'Ordine Reale Vittoriano - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine Reale Vittoriano
Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Legion d'onore
Cavaliere di gran croce dell'Ordine del Sole del Perù - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine del Sole del Perù
Cavaliere di gran croce dell'Ordine dell'Aquila Bianca - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine dell'Aquila Bianca
Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Guglielmo dei Paesi Bassi - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Guglielmo dei Paesi Bassi
Cavaliere di gran croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi
Cavaliere di gran croce dell'Ordine Nazionale del Vietnam - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine Nazionale del Vietnam
Grado Speciale dell'Ordine delle Nuvole Propizie - nastrino per uniforme ordinaria Grado Speciale dell'Ordine delle Nuvole Propizie
Comandante in capo della Legion of Merit - nastrino per uniforme ordinaria Comandante in capo della Legion of Merit
— 1945
Cavaliere di Gran Stella dell'Ordine della grande stella di Iugoslavia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Stella dell'Ordine della grande stella di Iugoslavia
Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria)
— 1954

[modifica] Note

  1. ^ John Spencer, Ethiopia at Bay: A Personal Account of the Haile Selassie Years (in inglese), Hollywood, CA, Tsehai, 2006, pp. 72.
  2. ^ Lorenzo Mazzoni, "Haile Selassie I. Discorsi scelti 1930 - 1973"., Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri, 2011. ISBN 978-88-6222-159-7.
  3. ^ Testo (incompleto) del discorso
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Bibliografia

Predecessore: Imperatore d'Etiopia Successore: Flag of Ethiopia (1897-1936; 1941-1974).svg
Zauditù I 1930 - 1936 Vittorio Emanuele III I
Vittorio Emanuele III 1941 - 1975 Monarchia abolita II
Predecessore: Presidente dell'Organizzazione dell'Unità Africana Successore:
- 1963 - 1964 Gamal Abd el-Nasser I
Joseph Arthur Ankrah 1966 - 1967 Mobutu Sese Seko II
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue