Dreadlocks

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« Perché abbiamo i dreadlocks? Perché ci mantengono puri, ci tengono lontani da babilonia.

Se io avessi i capelli ben rasati mi accoglierebbero in luoghi come le discoteche e perderei la mia integrità. »

(Bob Marley)
Uomo con dreadlocks

I dreadlocks o dreads (Jata in Hindi, o erroneamente chiamati rasta) sono formati aggrovigliando i capelli su se stessi, e si possono ottenere in diversi modi, uno dei quali sta nel non pettinarsi per lungo tempo: in questo modo si formeranno dei locks (nodi) che con il tempo sarà impossibile sciogliere. Nel Rastafarianesimo - movimento religioso principalmente giamaicano che ha portato maggiormente in vista questo tipo di capigliatura - i dreadlocks possono ricordare la criniera del leone, simbolo della tribù di Giuda da cui discende Ras Tafari.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

La parola rasta deriva dalla contrazione di "Ras Tafari", espressione etiopica che descrive Tafari Makonnen, imperatore d'Etiopia dal 1930 con il nome di Hailé Selassié.

Dreadlocks e religione[modifica | modifica sorgente]

Un Sadhu con i dreadlocks a Katmandu

Oltre che nel Rastafarianesimo - dove rappresentano un'adesione alla naturalità dell'uomo donata da Dio, un mantenimento della forza divina che si esprime attraverso la lunghezza dei capelli (si pensi a Sansone, ad esempio), uno degli elementi che costituiscono il voto di Nazireato, nonché un rifiuto dell'ordine mondano e delle convenzioni appartenenti a Babilonia - i dreadlocks sono presenti in altre religioni, quali l'Induismo (Sanatanadharma): gli asceti erranti definiti sadhu, infatti, portano dreadlocks spesso estremamente lunghi come segno della rinuncia al mondo e alla mondanità - la loro esistenza è ormai rivolta a moksha, la fine del ciclo di nascite-morti-rinascite (samsara).

Metodi per formare i dreads[modifica | modifica sorgente]

I migliori risultati, tuttavia, si ottengono con un metodo molto più semplice di quello sopra descritto. Se non si ha la pazienza di lasciarli aggrovigliare naturalmente, i capelli possono essere forzati con un uncinetto, di misura 0,55-0,60. Dopo aver provveduto alla cotonatura, pettinando i capelli al contrario, delle ciocche aventi base quadrata o tonda (fattore indispensabile per la crescita senza problemi della capigliatura), si procede a "grattare" la ciocca con l'uncinetto, stringendo il pizzico tra pollice e indice.

Questo è un sistema molto più efficace poiché se ben svolto richiede una manutenzione non frequente, e non richiede l'uso di cere o simili che a lungo andare marciscono o rovinano i capelli. Ci sarebbe anche un terzo modo per farli, tra l'altro molto più semplice: basta prendere una ciocca di capelli, arrotolarla su se stessa e cucirla con ago e filo cosicché rimanga ferma. In un paio di settimane si trasforma in un dreadlock vero e proprio, anche se quest'ultimo risulterà più cespuglioso e presenterà le punte aperte, rendendo più facile lo scioglimento.

Una volta stabilizzati, cosa che avviene circa in un mese, i capelli possono essere di volta in volta lavati con degli shampoo non schiumogeni, al fine di preservare i nodi, e che non lasciano residui nei capelli, come fanno, ad esempio, i balsami, per evitare antiestetiche macchie bianche o incrostazioni del prodotto sui capelli. La manutenzione avviene tramite uncinetto (senza abusarne, poiché il capello corre il rischio di spezzarsi). La ricrescita avviene in modo del tutto naturale e spontaneo, ed è quindi inutile cercare di forzarla a "dreaddificarsi" con colle, cere o uncinetto.

Il dreadlock può essere rasato del tutto, o semplicemente tagliato alla base, lasciando così i 2-3 centimetri di base sciolta che si hanno normalmente quando non si interviene nella base con l'uncinetto (pratica sconsigliata, poiché strappa i capelli aggredendo il cuoio capelluto indebolendolo e causando, nei soggetti più predisposti, la calvizie). È possibile variare la colorazione del capello naturale.

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