Civiltà minoica

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Mappa archeologica di Creta

Minoica è il nome dato alla civiltà cretese dell'età del bronzo. Il termine, derivato dal leggendario re Minosse, fu coniato dall'archeologo britannico Arthur Evans. La vantaggiosa posizione geografica dell'isola favorì il sorgere della prima civiltà mediterranea e di un fiorente impero marittimo che dal Mare Egeo controllava una rete commerciale che raggiungeva l'Egitto, la Siria, le regioni a nord del Mar Nero e l'Occidente tanto da esercitare una vera e propria talassocrazia.

Indice

[modifica] Cronologia Egea

Il sistema cronologico egeo è considerato Tripartito fin dall'epoca di Arthur Evans considerato il "padre" dell'archeologia minoica. All'epoca infatti si credeva che le varie civiltà antiche si fossero tutte evolute in 3 stadi distinti: nascita, sviluppo, decandenza. È importante ricordare che la Cronologia Minoica è una Cronologia Relativa e non assoluta essendo basata sulle sequenze stratigrafiche e su le variazioni tecnologiche e di moda nella ceramica.

Cronologia Minoica:

- Antico Minoico (AM)

                         I   A e B
                         II  A e B
                         III A e B 

- Medio Minoico (MM)

                         I   A e B
                         II  A e B
                         III A e B

- Tardo Minoico (TM)

                         I   A e B
                         II
                         III A e B e C

Il Tardo Minoico IA e IB viene suddiviso in ulteriori due sottoperiodi detti I e II quindi avremo:

TMIA I e II

TMIB I e II


Cronologia Palaziale:

Per l'isola di Creta esiste anche una cronologia che tiene conto delle fasi evolutive dei palazzi, considerando le variazioni architettoniche e ceramiche all'interno di essi. Su questa base avremo:


- Età Prepalaziale (AMIA - MMIA)

- Età Protopalaziale (MMIB - MMIIB)

- Età Neopalaziale (MMIIIA - TMIB)

- Età Tardopalaziale o Palaziale finale (TMII - TMIIIBI)

- Età Post palaziale (TMIIIB1 - TMIIIC)


[modifica] Neolitico Cretese

Le prime tracce concrete di vita umana sull'isola di Creta risalgono all'epoca Neolitica Anche a Creta, come nel Vicino Oriente, possiamo suddividere il Neolitico in due diversi periodi; uno iniziale [[Neolitico Aceramico]] ed uno finale [[Neolitico Ceramico]].

Al momento i siti guida per il Neolitico di Creta sono: Cnosso e Festòs. In entrambi questi casi sono state ritrovate case con mura in pietra e battute pavimentali. Il problema fondamentale è che essendo entrambi siti palaziali non è stato possibile fare indagini approfondite, ma ci si è dovuti accontentare di fare indagini negli unici posti rimasti liberi da strutture più tarde.

Durante il Neolitico avviene l'introduzione della viticoltura e dell'ulivicoltura, evoluzione di grande importanza visto che l'eccedenza alimentare porterà poi all'introduzione di sistemi di stoccaggio che col tempo condurranno, verosimilmente, all'istituzione palaziale.

Il passaggio dall'ultimo periodo Neolitico al primo periodo dell'Età del Bronzo (AMIA) non sembra portare con se cambiamenti radicali, ma piuttosto pare graduale e continuativo. Esistono diverse teorie in merito, alcuni studiosi ritengono che questo passaggio sia dovuto ad una migrazione di popoli dall'Anatolia; altri invece ritengono che non vi siano elementi per pensare all'arrivo di nuovi popoli, ma che invece si sia trattato di un processo evolutivo naturale ed interno all'isola. Studi antropologici infatti sembrerebbero non trovare variazioni significative che facciano pensare all'arrivo di nuove popolazioni.

[modifica] Periodo Prepalaziale

[modifica] Periodo protopalaziale

Questo periodo è caratterizzato da un consistente incremento demografico, cui seguì una progressiva estensione delle aree abitate, e dalla comparsa della scrittura ideografica. Già in quest'epoca sono attestati contatti con l'Egitto, testimoniati dal rinvenimento di vasi litici colorati, sigilli ed amuleti, molto simili a quelli egiziani del primo periodo intermedio.

Il periodo di massima fioritura della civiltà minoica inizia verso il 2000 a.C. con il Minoico medio. Caratteristiche peculiari della nuova fase protopalaziale sono la comparsa della scrittura sillabica (Lineare A), la costruzione dei primi palazzi a Cnosso ed a Festo e l'inizio della ceramica policroma.

Verso la fine del medio minoico II, all'incirca nella prima metà del XVII secolo a.C., i grandi palazzi vennero distrutti, forse a causa di un maremoto causato dal terremoto sull'Isola di Santorini.

I Minoici (o Cretesi) erano un un popolo pacifico, dedito all'arte.

[modifica] Periodo neopalaziale

La fase III del medio minoico, che va approssimativamente dal 1650 a.C. al 1530 a.C., vide la ricostruzione dei palazzi delle grandi città cretesi e l'inizio del massimo splendore dell'architettura e dell'arte minoica.

Nel corso del XVI secolo a.C., prima fase del tardo minoico, alcuni palazzi vennero nuovamente distrutti, forse con la sola eccezione di quello di Cnosso.

All'incirca negli anni compresi tra il 1450 a.C. ed il 1400 a.C., tardo minoico II, dovette aver luogo un'invasione da parte di popoli greci, che fece entrare Creta nella sfera d'influenza della civiltà micenea.

Nella terza fase del tardo minoico si assiste all'introduzione di un nuovo tipo di scrittura, la Lineare B, ed a una involuzione dello stile ceramico. Solamente a Cnosso, il cui palazzo fu distrutto nel XIV secolo a.C., è attestata la continua occupazione almeno fino alla fine dell'XI secolo a.C.

[modifica] Arte

Per approfondire, vedi la voce Arte minoico-micenea.
Affresco del Palazzo di Cnosso, illustranti una schema di acrobazie di fanciulle con un toro

Uno degli aspetti fondamentali della civiltà minoica è costituito dall'attività artistica, che nella oreficeria, nella glittica e soprattutto nella ceramica e nell'architettura raggiunse alti livelli di maestria.

La ceramica cretese passò attraverso tre fasi distinte: lo stile geometrico dell'antico minoico fu sostituito da quello policromo detto di Kamares, mentre la terza fase del medio e le prime due del tardo minoico furono caratterizzate da uno stile naturalistico molto ricco di motivi marini e vegetali.

Nel tardo minoico III si assiste ad una involuzione dell'arte ceramica, testimoniata dal cosiddetto stile di palazzo.

Affresco parietale a Cnosso, con delfini dipinti a motivo ornamentale

Anche nell'architettura e negli affreschi dei palazzi l'arte minoica espresse notevoli capolavori.

Sorti nel medio minoico come residenza del monarca i grandi palazzi di Cnosso, Festo, Malia e Kato Zakros si sviluppavano intorno al grande cortile rettangolare. Intorno ad essi sorgevano i nuclei abitativi, i magazzini ed ambienti di servizio.

Nella fase neopalaziale si assiste ad una crescita verticale del palazzo, con l'aggiunta di scalinate e propilei. Di questa fase ci sono pervenuti i magnifici affreschi policromi che adornavano le pareti del palazzo con motivi vegetali e figure umane o animali.

[modifica] I gioielli

I gioielli durante questo periodo ebbero una straordinaria varietà sia per l'uomo che per la donna. Comprendevano forcine ed altri ornamenti per i capelli, orecchini, spesso grandi ed elaborati, bracciali per i polsi e le caviglie, collari e collane di perline. Varie erano le pietre impiegate e tra esse comparivano il cristallo di rocca, l'ametista e la corniola.

Considerando i vari tesori ritrovati, sembrerebbe che in Creta l'oro fosse più comune dell'argento, specialmente nel periodo dell'età del bronzo. La gioielleria in oro e argento era lavorata a granulazione, a sbalzo, in grani e in lamina, quest'ultima impiegata specialmente per i diademi usati per fermare i capelli.

[modifica] Religione

Dea dei serpenti da Cnosso

La religione cretese era basata su una dea o un gruppo di dee, probabilmente venerate sotto diversi aspetti, fra cui quello della Grande Madre e della Potnia theron. Attributi della dea erano il serpente, simbolo legato alla terra, la colomba, simbolo della fecondità, ed il leone.

Altri simboli sacri cretesi erano la labrys (doppia ascia) ed il toro, protagonista della leggenda del Minotauro e della tauromachia.

Mentre in epoca antica le cerimonie religiose si svolgevano in grotte sacre o sulle montagne, dal XVII secolo furono delle sale dei palazzi ad essere utilizzate come luoghi di culto. La dea cosiddetta madre rappresenta una figura tipica in tutte le civiltà che si affacciavano sul Mar Mediterraneo e veniva identificata con nomi differenti quali Astarte, Ishtar, Cibele, Rea, Dictinna, e per questo motivo viene chiamata dagli studiosi "dea veneranda".Oltre questi segni era considerato un simbolo sacro anche la bipenne, un'ascia a due tagli.

[modifica] Bibliografia

  • Hutchinson, R.W., L'antica civiltà cretese, Einaudi, Torino 1976
  • Crombette, Fernand. Clartés sur la Crète ; 1 tome ; Ceshe asbl, Tournai, réf. 2.21 - 1998

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