Mobutu Sese Seko

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Mobutu Sese Seko
Mobutu.jpg

Presidente dello Zaire
Durata mandato 24 novembre 1965 –
16 maggio 1997
Predecessore Joseph Kasa-Vubu
Successore Laurent-Désiré Kabila

Dati generali
Partito politico Movimento Popolare per la Rivoluzione

Mobutu Sese Seko, nome completo Mobutu Sese Seko Kuku Ngbendu Wa Zabanga (letteralmente "Mobutu il guerriero che va di vittoria in vittoria senza che nessuno possa fermarlo") precedentemente noto come Joseph-Désiré Mobutu (Lisala, 14 ottobre 1930Rabat, 7 settembre 1997), è stato un politico della Repubblica Democratica del Congo.

Risulta essere stato tra i tre uomini al mondo che hanno incamerato più denaro dello stato per uso strettamente privato: accertati sono più di cinque miliardi di dollari, ma alcune stime riportano anche la cifra di undici miliardi. Fu presidente della Repubblica Democratica del Congo (ribattezzata Zaire nel 1971, oggi nuovamente Repubblica Democratica del Congo)[1] dal 1965 al 1997, dopo aver fatto arrestare il primo ministro Patrice Lumumba nel 1960, e aver deposto il presidente Joseph Kasa-Vubu nel novembre 1965.

Gli inizi e la carriera[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Crisi del Congo.

Nacque a Lisala, nel Congo Belga. Suo padre era un cuoco, e morì quando il ragazzo aveva 8 anni. Fu quindi allevato da suo nonno e da suo zio. Di etnia Ngbandi, studiò come segretario contabile in una scuola cattolica, e nel 1953 fu assegnato allo Stato maggiore della Forza pubblica di Kinshasa.

Nel 1957, dopo il servizio militare da cui era uscito con il grado di sottufficiale, divenne giornalista e cominciò ad esprimere pubblicamente le proprie idee. Si recò per la prima volta in Europa in occasione di un congresso di giornalisti a Bruxelles, dove restò per qualche tempo a studiare. Nello stesso periodo la delegazione congolese guidata da Patrice Lumumba stava negoziando l'indipendenza del Congo (Conferenza del 20 gennaio - 20 febbraio 1960), e al loro arrivo a Bruxelles Mobutu si mise a loro disposizione.

Lumumba lo prese immediatamente come stretto collaboratore, e nella frenesia dell'instaurazione della nuova Repubblica del Congo Mobutu, essendo l'unico lumumbista con qualche cognizione militare, venne incaricato nel 1961 di ricoprire la carica di Capo di Stato Maggiore dell'esercito. A seguito delle offerte provenienti dai paesi occidentali, specialmente da Stati Uniti e Francia, che temevano le simpatie comuniste del primo ministro, fece arrestare lo stesso Lumumba, per poi assassinarlo durante un suo trasferimento farsa nel Katanga. Inizialmente si sparse la voce, con ogni probabilità priva di fondamento, che Mubutu avesse commesso cannibalismo con il cadavere di Lumumba.

Dopo questa azione il Congo fu scosso da una guerra civile, che portò anche alla secessione di varie provincie, e all'appoggio cubano (con la presenza di Che Guevara) per la parte social-democratica, africanista, lumumbista, socialista e comunista che si riconosceva nella presidenza di Lumumba. Le potenze occidentali (ed in particolare Francia, USA e Belgio) appoggiarono Joseph Kasa-Vubu e soprattutto Mobutu, che iniziò ad apparire l'uomo forte del regime e un buon referente militare e per l'intelligence.

Dopo aver riorganizzato l'esercito, Mobutu capeggiò nel 1965 il colpo di stato contro Joseph Kasa-Vubu, primo presidente della nuova Repubblica. In seguito accuserà cinque Ministri del suo governo di alto tradimento condannandoli a morte. L'esecuzione avvenne allo stadio di Kinshasa e fu trasformata in un macabro spettacolo cui assistettero decine di migliaia di persone.

Nel 1969 la rivolta degli studenti venne repressa dall'esercito causando un numero imprecisato di morti i cui corpi furono sepolti in fosse comuni. Dodici studenti furono condannati a morte in quell'occasione.

Il Maresciallo-presidente[modifica | modifica sorgente]

Giunto al potere, instaurò un regime autoritario a partito unico di cui divenne maresciallo-presidente. Uno dei suoi desideri era che il paese ritrovasse le proprie radici culturali (obiettivo condiviso da tutte le élites che stavano portando i loro paesi fuori dal regime coloniale, e che venne definito la "decolonizzazione culturale").

In quest'ottica, nel 1971 Mobutu cambiò il nome del paese, rinominandolo Zaire, impose un costume tradizionale e obbligò gli zairesi a scegliersi un nome africano (cioè non cristiano). Egli stesso assunse il titolo di Mobutu Sese Seko Kuku Ngbendu Wa Zabanga, vale a dire "Mobutu il guerriero che va di vittoria in vittoria senza che alcuno possa fermarlo".

Ribattezzò col suo nome il lago Alberto che dal 1971 divenne Lago Mobutu Sese Seko. Questo culto della personalità lo accomunò a vari altri dittatori allora presenti sulla scena tra cui Bokassa, Idi Amin Dada o Nicolae Ceauşescu.

L'ascesa al potere di Mobutu fu fortemente appoggiata sul piano internazionale, in particolare dagli USA e dai governi occidentali, sia in funzione anti-URSS, sia per garantirsi che la decolonizzazione politica non avesse conseguenze destabilizzanti sullo sfruttamento delle risorse africane da parte delle multinazionali americane e straniere. Lo Zaire fu così additato, in quel periodo, come esempio di decolonizzazione per tutta l'Africa. Mobutu credeva molto nella propaganda e fece di tutto per ottenere prestigio internazionale. Il 30 ottobre 1974 organizzò a Kinshasa esclusivamente a fini propagandistici il più famoso incontro della storia del pugilato: "The Rumble in the Jungle" che vide opposti Muhammad Ali e George Foreman. Durante i mondiali la nazionale di calcio dello Zaire dopo 2 sconfitte fece arrabbiare molto Mobutu e un dietro le quinte sorprendente verrà fuori anni dopo come testimoniato dall'ex calciatore Mwepu alla televisione inglese: “Pensavamo che saremmo diventati ricchi, appena tornati in Africa, ma dopo la prima sconfitta venimmo a sapere che non saremmo mai stati pagati e quando perdemmo 9-0 con la Jugoslavia gli uomini di Mobutu ci vennero a minacciare. Se avessimo perso con più di tre gol di scarto dal Brasile, ci dissero, nessuno di noi sarebbe tornato a casa“.

Malgrado Mobuto fosse un dittatore accusato di violazioni di diritti umani, negli anni sessanta e settanta godette di ampio credito internazionale, fu ospitato alla Casa Bianca da diversi capi di stato, tra cui Richard Nixon, in Belgio dal Re Baldovino e la Regina Elisabetta II a Londra, che lo fece salire sulla propria carrozza. Queste attenzioni da parte delle potenze occidentali furono in gran parte dovute all'interesse verso le ingenti risorse minerarie dello Zaire (uranio, oro, diamanti).[2] Il 29 giugno 1989 tenne un discorso alla Casa Bianca, invitato da George H. W. Bush.

La caduta[modifica | modifica sorgente]

A poco a poco i metodi del regime e l'assenza del rispetto dei diritti umani resero insostenibile, presso quasi tutte le opinioni pubbliche occidentali, il sostegno allo Zaire di Mobutu. Faceva eccezione la Francia che, anche dopo la decolonizzazione, aveva saldamente mantenuto la propria influenza economica e politica in Africa, senza andare troppo per il sottile nella scelta dei suoi protetti (si pensi a Jean-Bédel Bokassa, appoggiato per moltissimi anni da Valéry Giscard d'Estaing) in costante contrasto con gli Stati Uniti per motivi di prestigio e rivalità e con i sovietici per questioni ideologiche.

Nel 1986, comunque, il regime paternalistico di rapina e corruzione di Mobutu, che venne ribattezzato cleptocrazia, condusse lo Zaire ad una grave crisi economica ed il fossato che si era aperto tra il dittatore e la sua cerchia ed il resto del paese diventò incolmabile. Consapevole del crescente malcontento popolare, inarrestabile anche con la violenza, e della caduta dei suoi sostenitori storici in Occidente (il muro di Berlino era caduto nel 1989), nell'aprile del 1990 Mobutu si rassegnò ad accettare la presenza di un Parlamento multipartitico al proprio fianco e a condividere il potere con il presidente del Parlamento stesso.

Indebolito sul piano interno e a livello internazionale (nel 1990 fu decretata la sospensione degli aiuti economici), cercò di consolidare la propria posizione consentendo che lo Zaire fungesse da base logistica per l'intervento militare della Francia in Ruanda (vd. guerra civile ruandese) e ospitando nelle regioni orientali del paese i profughi di quel paese, in particolare dopo il 1994.

Ma questo non risolse la crisi, che infine venne decisa dall'attacco di forze ribelli ruandesi ed ugandesi coalizzate sotto il comando di Laurent-Désiré Kabila, nel 1996. Nel maggio dell'anno seguente Kabila si autoproclamò presidente e Mobutu fuggì in Marocco, dove morì di cancro alla prostata all'ospedale militare di Rabat alle ore 21:30 del 7 settembre 1997,[3] lasciando il suo paese al collasso economico, in conflitto con i paesi vicini ed in guerra civile al proprio interno.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro dell'Ordine Nazionale del Leopardo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Nazionale del Leopardo
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana (Italia)
— 8 maggio 1973[4]
Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 1983
Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
— 12 dicembre 1984

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Quando Seko salì al potere, la nazione si chiamava formalmente "Repubblica Democratica del Congo", ma era anche spesso chiamata informalmente "Ex-Congo Belga", "Congo-Léopoldville" o "Congo-Kinshasa", per distinguerlo dall'ex colonia dell'Africa Equatoriale Francese, che negli anni sessanta prese il nome di Repubblica Popolare del Congo (oggi solamente Repubblica del Congo). Dopo il 1971, la Repubblica Democratica del Congo mutò il proprio nome in "Zaire" proprio per volere di Sese Seko.
  2. ^ RaiStoria Africa e Libertà Congo '60:un'indipendenza fragile Mobuto http://www.raistoria.rai.it/africa-online/
  3. ^ News CNN
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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