Cleptocrazia

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Cleptocrazia (dal greco: κλέπτω "kleptō" (rubare) e κράτος "kratos" (governo), ovvero governo del furto) è un termine informale a carattere denigratorio, adottato per indicare una modalità di governo deviata che rappresenta il culmine della corruzione politica e una forma estrema dell'uso del governo per la ricerca della rendita personale di chi occupa posizioni di potere.

Il termine, che sembra essere apparso per la prima volta intorno al 1819 in riferimento alla situazione politica spagnola[1][2], tornò in uso alla fine degli anni 1960 nelle critiche mosse al regime zairese di Mobutu Sese Seko[3][4], considerato un caso classico di cleptocrazia,[5] e più recentemente nelle opere del saggista statunitense Jared Diamond e di altri autori.

Generalmente in una cleptocrazia i governanti e i loro sodali usano meccanismi di governo volti alla spoliazione sistematica di risorse del Paese amministrato: impongono quindi pesanti regimi di tassazione allo scopo di ammassare ingenti fortune personali o impiegano strumenti quali per esempio il (riciclaggio di denaro, conti bancari anonimi, falso in bilancio e altri sistemi simili allo scopo di proteggere e nascondere i guadagni illeciti derivanti dalle attività di governo.

Le cleptocrazie tendono a essere "stabilmente instabili" mediante un sistema costituito sulla successione di "ladri" che si alternano scalzando i predecessori senza però adoperarsi per risolvere i bisogni della popolazione.

Inoltre, poiché ogni sistema costruito sulla corruzione sistematica impone una tassazione sulle imprese e persone che non viene restituita sotto forma di servizi per i cittadini e le imprese, le cleptocrazie tendono inevitabilmente a generare un sistema economico inefficiente. I cleptocrati comprendono che possono ottenere di più da una grossa fetta di una torta che si riduce, piuttosto che da una piccola fetta di una torta che si espande[non chiaro]. Le economie basate sull'estrazione di risorse naturali, ad esempio diamanti e petrolio, sono particolarmente soggette alla cleptocrazia, poiché i cleptocrati semplicemente tassano la rendita ricardiana.[non chiaro]

Generalmente, i governi di tipo cleptocratico ignorano i problemi economici e sociali del Paese perché principalmente impegnati nella ricerca del benessere e del potere personale e difficilmente hanno possibilitè di costruire un sistema repressivo avanzato per timore di subire un colpo di Stato: per questi motivi tali governi sono spesso impotenti di fronte alle crisi sociali più acute e accade quindi che i Paesi da essi governati sprofondino nella guerra civile e nel caos civile o che cadano in situazioni di indebitamento pubblico eccezionale.

Il termine cleptocrazia può anche essere utilizzato in termini più ampi, riferendosi a una élite o lobby[6] che si appropria di una parte cospicua del reddito prodotto adducendo giustificazioni di vario tipo, ideologico o religioso ad esempio. Si tratta di società fortemente gerarchizzate, in cui esiste una casta che detiene saldamente il potere e abitualmente pratica l'endogamia.[7]

In Italia il termine è stato spesso accostato al concetto di corruzione dell'apparato pubblico e del sistema delle tangenti: in particolare il termine cleptocrazia era sovente utilizzato da Giovanni Spadolini[8] nelle sue vesti di Presidente del Consiglio e di Ministro della Difesa negli anni Ottanta: «I repubblicani riaffermano la necessità di scelte politiche commisurate al carattere essenzialmente politico della questione morale. A cominciare da quelle aree del parastato e dell' economia pubblica che debbono essere liberate da tutti gli inquinamenti corruttori della tangentocrazia e della cleptocrazia»[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ kleptocracy. URL consultato il 19 dicembre 2014.
  2. ^ William Safire, Safire's Political Dictionary, Oxford University Press, 2008, p. 486, ISBN 978-0-19-534334-2.
  3. ^ Robert J. Bunker, Pamela Ligouri Bunker (a cura di), 1 - Introduction in Global Criminal and Sovereign Free Economies and the Demise of the Western Democracies, autore cap. Mark Galeotti, Routledge, 2014, ISBN 978-1-317-62359-5.
  4. ^ Justin Pearce, DR Congo's troubled history, BBC News, 16 gennaio 2001. URL consultato il 19 dicembre 2014.
  5. ^ Thierry Verdier, Daron Acemoglu, James A. Robinson, KLEPTOCRACY AND DIVIDE-AND-RULE: A MODEL OF PERSONAL RULE in Journal of the European Economic Association, vol. 2, 2004, pp. 162–192.
  6. ^ Giuliana Proietti, Le donne e la cleptocrazia in Huffington Post, 17 novembre 2013.
  7. ^ Jared Diamond, 14 -Dall'uguaglianza alla cleptocrazia in Armi, Acciaio e Malattie, Einaudi, 2006, ISBN 88-06-18354-0.
  8. ^ Andrea Manzella, La rivoluzione di Spadolini in La Repubblica, 4 agosto 2004. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  9. ^ Gianluca Luzi, Spadolini lancia un monito a Craxi e Longo e accende nuove polemiche in La Repubblica, 23 dicembre 1984. URL consultato il 22 dicembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]