Stele di Axum

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La stele ancora seminterrata nel sito d'origine.

La Stele di Axum è un obelisco in pietra basaltica a sezione rettangolare proveniente da Axum, la città santa dell'antico Impero d'Etiopia. È alta circa 24 metri e pesa circa 150 tonnellate.

Indice

[modifica] Storia

Henri Salt (1780-1827), Vista di Axum.
La stele viene scaricata nel porto di Napoli, nel 1937.

La stele fu realizzata tra il I ed il IV secolo, probabilmente da artisti egiziani. La stele era frantumata in tre tronconi, quando la trovarono i soldati italiani impegnati nella guerra d'Etiopia alla fine del 1935, così come un'altra cinquantina di obelischi che si trovavano nella città di Axum al momento dell'occupazione italiana.

[modifica] La stele in Italia

Una fase della ricostruzione.
Un autocarro trasporta un frammento del monumento a Piazzale Ostiense.

La stele, sezionata in sei parti e trascinato da centinaia di soldati italiani ed eritrei durante un'odissea di due mesi fino al porto di Massaua, fu trasportato per nave fino a Napoli tramite il piroscafo Adua, dove giunse il 27 marzo 1937. Poi venne trasportata fino a Roma, dove fu collocato il 28 ottobre 1937 in Piazza di Porta Capena in occasione dei 15 anni della Marcia su Roma, di fronte al Ministero delle Colonie (oggi sede della FAO) e al Circo Massimo, e le cui operazioni furono coordinate da Ugo Monneret de Villard. Assieme alla stele arrivò in Italia anche il Leone di Giuda, per anni esposto alla Stazione Termini ed infine restituito all'Etiopia. Per assicurarne la tenuta, l'obelisco fu rinforzato dall'interno con cunei di metallo, mentre la superficie dovette essere restaurata in più punti.

Il 10 settembre 1943 l'obelisco, colpito da raffiche dì armi automatiche durante la battaglia di Porta San Paolo, subì ulteriori danni, e negli anni successivi il suo posizionamento ai margini di una zona di grande traffico lo espose ad un forte inquinamento atmosferico.

[modifica] La restituzione tra le polemiche

L'Italia si propose di restituire la Stele all'Etiopia, in quanto prelevato come bottino di guerra, il 15 settembre 1947, con la promessa di restituzione in diciotto mesi di tutto il bottino di guerra etiope. Nel 1969 il Ministero degli Affari Esteri decise di rinviarlo alla corte del re Haile Selassie. Questi tuttavia, di fronte agli enormi costi relativi al trasporto, lo dichiarò un suo dono personale agli Italiani, lasciandolo quindi sul territorio italiano stesso. Un'altra versione recita che la Farnesina addirittura pagò l'equivalente stimato per il trasporto all'Etiopia, la quale, al momento di riprendere il monumento, non avendo più la somma concessagli, decise di lasciarlo all'Italia come pegno della rinnovata amicizia.

Un francobollo etiope del 1958 con la stele nella destra.
L'obelisco a Roma, davanti alla sede della Fao

Le successive vicende politiche etiopiche, la deposizione del re nel 1974 e la rinnovata richiesta di restituzione del nuovo governo rimisero in moto l'obelisco. In Italia ci furono tuttavia vari tentennamenti e perplessità sull'opportunità di restituire il monumento, che alla fine venne prima restaurato nell'ottobre 2002, e poi smontato il 7 novembre dello stesso anno. Numerose polemiche accompagnarono lo smantellamento, che fu contestato in particolare dal critico d'arte Vittorio Sgarbi, stante il fatto che un legittimo governo etiope lo aveva, infine, donato all'Italia.

Il primo frammento dell'obelisco ripartì per l'Etiopia il 18 aprile 2005 dall'aeroporto di Pratica di Mare e il suo ritorno fu accolto in Eritrea con grandi festeggiamenti.

Nei primi tempi la stele rimase ancora smontata, abbandonata ed esposta alle intemperie sotto una tettoia nel Parco Archeologico di Axum, mentre in Italia le polemiche sulla restituzione continuavano. Non sono mancate in proposito alcune proposte di ricostruirne una copia nel luogo dove si trovava davanti alla sede della FAO. Ultimamente Vittorio Sgarbi ha anche appoggiato il neosindaco di Roma Gianni Alemanno per tentare di riavere indietro l'obelisco dall'Etiopia, dato lo stato di degrado in cui si trovava. [1]

Il 4 giugno 2008, grazie a fondi italiani, è stato aperto il cantiere ad Axum per ricomporre l'obelisco e, come da accordi fra il governo etiope e quello italiano, l'Istituto Centrale per il Restauro ha compiuto una ulteriore pulitura prima della cerimonia prevista il 4 settembre ad Axum per celebrare il rientro in patria della stele.

L'obelisco di Axum, restituito dall'Italia e ricollocato nell'antica città del nord dell'Etiopia, è stato ufficialmente inaugurato il 4 settembre 2008. Migliaia di persone hanno assistito all'evento, in presenza delle massime autorita' etiopi e della delegazione italiana guidata dal sottosegretario agli Esteri Mantica, che ha tagliato il nastro facendo cadere le due bandiere (una italiana e una etiopica) che ricoprivano l'obelisco alto 24 metri, ricollocato accanto alla stele gemella nella valle del Tigre'.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni


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