Regione dei Tigrè

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Tigrè
regione
Tigrè – Bandiera
Localizzazione
Stato Etiopia Etiopia
Amministrazione
Capoluogo Macallè
Territorio
Coordinate
del capoluogo
13°29′N 39°28′E / 13.483333°N 39.466667°E13.483333; 39.466667 (Tigrè)Coordinate: 13°29′N 39°28′E / 13.483333°N 39.466667°E13.483333; 39.466667 (Tigrè)
Superficie 50 286 km²
Abitanti 4 334 996 (2006)
Densità 86,21 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+3
Cartografia

Tigrè – Localizzazione

La Regione dei Tigrè (che una volta aveva lo status di provincia) è quella più a nord tra le nove regioni (kililoch) dell'Etiopia. È popolata principalmente da persone di etnia Tigrè e Tigrina. Precedentemente era nota come la Regione 1. La sua capitale è Macallè (in tigrino Mek'ele).

Ha una superficie di 50.286 km2 e nel 2006 contava 4.334.996 abitanti.

Il Tigrè confina a nord con l'Eritrea (provincia che si rese indipendente dall'Etiopia nel 1993), ad ovest col Sudan, con la regione etiopica dell'Afar ad est e con la regione etiopica di Amhara a sud. Oltre a Macallè, altri grossi villaggi e città nel Tigrè includono Abbi Addi, Adigrat, Adua, Axum, Humera, Inda Selassie, Quoram, Alamata, Mai Ceu, Ugorò e Zalambessa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1895 in seguito alla penetrazione italiana nel Tigrai dalla vicina colonia di Eritrea scoppiò la prima guerra tra Etiopia e Italia. Nel 1998, scoppiò una guerra tra l'Eritrea e l'Etiopia, centrata su una porzione di territorio che apparteneva alla regione del Tigrai e includeva il villaggio di Badammè. Dopo una risoluzione delle Nazioni Unite del 2002, molte di queste terre vennero assegnate all'Eritrea.

Una gola ad ovest di Adigrat nel Tigrai settentrionale

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Basata su numeri forniti dalla Central Statistical Agency (CSA) dell'Etiopia (2005), il Tigrè ha una popolazione totale di 4.334.996 abitanti, di cui 2.136.000 maschi e 2.198.996 femmine. Si stima che 3.519.000 (81,2%) abitino zone rurali, mentre 816.000 (18,8%) risiedano in zone urbane. Con una superficie stimata attorno a 50.078 km2, questa regione ha una densità stimata di 86,56 persone/Km 2 .[1]

Secondo il censimento del 1994 la popolazione dello stato era di 3.136.267 abitanti, di cui 1.542.165 maschi e 1.594.102 femmine. Il 95,5% della popolazione era di cristiani ortodossi, mentre il 4,1% era musulmano e il 0,4% cattolico. Nello stato predomina l'etnia tigrina, pari a circa il 94,98% della popolazione, mentre il 2,6% è di etnia amarica, 0,7% irob (cioè Saho), e lo 0,05% kunama. La lingua utilizzata nei luoghi di lavoro e documenti pubblici è il tigrino.[2]

La nebbia che vela le montagne vicino a Inda Selassie nel Tigrè occidentale

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

La CSA stimava nel 2005 che gli agricoltori del Tigrè possedessero circa 2.713.750 capi bovini (circa il 7% dei bovini etiopici totali), 72.640 pecore (0,42%), 208.970 capre (1,61%), 1.200 cavalli (meno dello 0,1%), 9.190 muli (6,24%), 386.600 asini (15.43%), 32.650 cammelli (7,15%), 3.180.240 capi di pollame di ogni specie (10,3%).[3]


Terrazzamenti e costruzione di dighe[4][modifica | modifica wikitesto]

Un aspetto particolare dei lavori agricoli nel Tigrè dopo la fine della guerra civile del 1991 fu minimizzare i problemi della siccità. Il Tigrè era un tempo coperto di foreste e aveva un microclima che favoriva le piogge. Successivamente le foreste furono abbattute, generalmente per impoverire la popolazione durante le guerre. Conseguentemente, il Tigrè era un paese raggiunto da una discreta quantità di precipitazioni durante la stagione delle piogge, da agosto a settembre, ma perdeva rapidamente queste acque che scorrevano a valle. Nel processo veniva eroso anche il suolo fertile dei campi, che portato a valle dava il caratteristico colore al Nilo Azzurro. Dopo alcune settimane di pioggia la campagna era nuovamente inaridita.

Terrazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo governo intraprese due progetti nel Tigrè. Il primo era la costruzione di terrazzamenti. In accordo con le comunità locali, gli abitanti dei villaggi terrazzarono i campi fino alle cime delle montagne alte fino a 2.500 metri. L'obiettivo era evitare che le precipitazioni scorressero via immediatamente cosicché potessero essere trattenute per la stagione agricola. Sulle terrazze più alte si piantarono alberi, soprattutto l'eucalipto che è l'albero dominante in Etiopia ed è originario dell'Australia. Queste piante dovevano creare un nuovo microclima.

Il metodo di terrazzamento era molto semplice, ma richiedeva una buona organizzazione. Lungo posizioni idonee nei campi gli abitanti dei villaggi costruirono muri a secco, utilizzando le pietre che l'erosione aveva portato alla luce. Le piogge, inoltre, erodendo il terreno formavano colate di fango che veniva trattenuto dai muri, poi alzati ulteriormente con le altre pietre messe gradualmente allo scoperto, creando anno dopo anno nuovo terreno terrazzato coltivabile.

Lo straordinario risultato del Tigrè fu la dimensione dell'operazione. Dopo quattro o cinque anni dall'inizio del progetto, quasi tutto il Tigrè, con una superficie di poco inferiore a quella italiana???, fu terrazzato.

Dighe[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo progetto consisteva nella costruzione di nuovi bacini idrici. La diga necessaria per creare questi bacini è tipicamente un terrapieno lungo decine o centinaia di metri, da una parte all'altra di una vallata, e alto 10 o 12 metri. Un'opera come questa richiedeva mesi di lavoro, in cui la gente portava la terra in cesti caricati sulla testa, addirittura senza usare i muli. Generalmente 2.000-3.000 persone - uomini, donne e bambini – trasportavano la terra alla diga in semplici cesti.

Paesaggio del Tigrai[modifica | modifica wikitesto]

Una caratteristica distintiva del Tigrai sono le sue chiese scavate nella roccia. Simili nella loro costruzione a quelle di Lalibela, queste chiese possono essere trovate in quattro o cinque assembramenti - Gheralta, Takatisfi, Atsbi e Tembien - cui si aggiunge la località di Wukro. Alcune delle chiese sono considerate addirittura più antiche di quelle di Lalibela, forse risalenti all'VIII secolo. In gran parte monolitiche, con progetti che sembrano in parte ispirati dall'architettura classica, si trovano spesso sulla cima di faraglioni oppure colline molto scoscese, per ragioni storiche di protezione durante gli assedi. Per esempio, l'antico monastero tigrino di Debra Damo è accessibile soltanto inerpicandosi con una corda lunga 25 metri sulla parete verticale di una cima di nuda roccia.

Presidenti del Comitato Esecutivo[modifica | modifica wikitesto]

(Questa lista si basa su informazioni ricavate dal Worldstatesmen.org.)

Zone[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ CSA 2005 National Statistics, Table B.3.
  2. ^ FDRE States: Basic Information - Tigray, Popolazione (Sito visitato il 22 marzo del 2006)
  3. ^ CSA 2005 National Statistics, Tables D.3 - D.5.
  4. ^ Future Observatory (EN) Costruzione di dighe di David Mercer

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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