Cattedrale di San Giorgio (Addis Abeba)

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Cattedrale di San Giorgio
La cattedrale di San Giorgio in Addis Abeba
La cattedrale di San Giorgio in Addis Abeba
Stato Etiopia Etiopia
Regione Scioa
Località Addis Abeba
Religione Chiesa ortodossa etiopica
Titolare Giorgio
Diocesi Diocesi di Addis Abeba
Stile architettonico Architettura abissina
Inizio costruzione 1896

La cattedrale di San Giorgio è una cattedrale copta ortodossa locata in Addis Abeba, Etiopia. San Giorgio è nota per la caratteristica pianta ottagonale. Si trova nella parte settentrionale della città, alla fine di Churchill Road.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La Cattedrale di San Giorgio

La Cattedrale di San Giorgio fu progettata e costruita da Sebastiano Castagna[2] un prigioniero di guerra italiano, catturato dopo la battaglia di Adua nel 1896. Alcuni anni dopo fu intitolata a san Giorgio, per celebrare la vittoriosa battaglia di Adua contro gli italiani.[3] L'edificio fu inoltre descritto in una guida turistica italiana del 1938 come un fine esempio dell'interpretazione europea dello stile religioso etiopico.[4] Le autorità italiane ricostruirono l'edificio che era stato incendiato nel 1936 nei giorni precedenti all'occupazione italiana. La cattedrale fu in seguito nuovamente restaurata dall'imperatore negli anni seguenti alla sua reintronizzazione nel 1941.

L'imperatrice Zauditu di Etiopia fu incoronata in questa cattedrale nel 1917, e l'imperatore Haile Selassie nel 1930, e divenne un luogo di pellegrinaggio importante per il Rastafarianesimo.[3] All'interno della cattedrale si trova un museo, e un trono imperiale è esposto, decorato con vetro colorato, opera dell'artista Afewerk Tekle.[3] Sono inoltre esposti gli armamenti usati nella guerra contro gli italiani incluse spade curve, tridenti ed elmetti giganti decorati con criniera di leoni.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Addis Ababa, Selamta.net. URL consultato il 1º novembre.
  2. ^ Old_House 05-12-12.indd
  3. ^ a b c d St. George's Cathedral, Addis Ababa, Sacred Destinations. URL consultato il 1º novembre.
  4. ^ Guida dell'Africa Orientale Italiana, Milano,Consolazione Turistica Italiana, 1938, p.487 "La chiesa offre un interessante esempio di interpretazione europea della chiesa abissina tipica a pianta ottagonale. La decorazione è opera di artisti indigeni sotto la direzione dei pittori Tedaldi e Pagliacci. Nel recinto, sono varie cappelle funerarie di grandi capi, nelle quali veglia, pregando continuamente, il padre dell'anima, ossia il confessore del defunto."

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]