Zaptié

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Zaptié in Somalia, 1939

Zaptié era il nome con cui venivano indicati i membri dell'Arma dei Carabinieri reclutati tra le popolazioni indigene di Libia, Eritrea e Somalia tra il 1888 e il 1942. Il termine derivava dal turco zaptiye (polizia), che designava la polizia a cavallo turca reclutata nell'Isola di Cipro, allora sotto il dominio britannico.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Zaptié eritrei.

I primi Zaptié furono reclutati in Eritrea il 15 ottobre 1888[1], per aumentare l'organico della Compagnia Carabinieri d'Africa, composta dai carabinieri italiani presenti a Massaua a partire dal 1885. Inizialmente l'unico grado previsto tra le loro file era quello di bulucbasci, ma successivamente, con l'aumentare del loro organico, furono previsti anche il muntaz (il grado più basso) e lo sciumbasci, che era invece il più alto grado ammesso tra le truppe composte da militari indigeni[2]. Le uniformi potevano variare nelle diverse colonie, ma generalmente comprendevano fez e fusciacca rossi e divise bianche o cachi[3].

Gli zaptié parteciparono a numerose operazioni di guerra in Africa Orientale e in Libia. Il corpo degli zaptié somali, uno dei più numerosi con 1500 unità somale e 72 ufficiali italiani nel 1927, oltre a svolgere la funzione di polizia territoriale, costituiva la guardia personale del Governatore.

Zaptié arabo di pattuglia a Tripoli con un carabiniere nazionale.

Gli Zaptié si distinsero nella conquista dell'Etiopia (1935-1936) e della Somalia britannica (1940). Furono tra gli ultimi ad arrendersi nel 1941 agli inglesi nella Battaglia di Culquaber, dopo strenua e coraggiosa lotta difendendo l'Africa Orientale Italiana.

Unatù Endisciau, muntaz del LXXII battaglione Zaptié (I Gruppo Carabinieri), fu il secondo soldato indigeno a ricevere la medaglia d'oro al valor militare alla memoria. L'altro decorato fu Mohammed Ibrahim Farag[4][5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Storia militare della Colonia Eritrea.
  2. ^ Non tutti sanno che... Zaptié, www.carabinieri.it. URL consultato il 1 febbraio 2010.
  3. ^ Piero Crociani, Andrea Viotti, Le uniformi dell'A.O.I. Somalia, 1889-1941, La roccia, Roma, 1980.
  4. ^ Arnaldo Grilli, I Carabinieri nel Novecento italiano - 25 - La guerra è mondiale (1941), www.carabinieri.it. URL consultato il 1 febbraio 2010.
  5. ^ Nel 1941 fu decorato della medaglia d'oro al valor militare alla memoria anche il bulucbasci di coperta Mohammed Ibrahim Farag, della Marina Militare, che, naufrago del suo cacciatorpediniere, lasciava il posto sulla lancia di salvataggio a dei compagni, allontanandosene a nuoto, sicuro della morte, si veda a tal proposito la motivazione della medaglia d'oro al valor militare, sul sito del Quirinale, 08-10-2009. .

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Piero Crociani: Reparti dell'AOI, La Roccia, 1980.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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