Provincia di Tripoli

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Provincia di Tripoli
Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svg Flag of Italy (1861-1946).svg
Mappa di localizzazione
Tripoli.jpg
Informazioni generali
Nome ufficiale Commissariato Generale Provinciale di Tripoli
إقليم طرابلس
Nome completo Commissariato Generale Provinciale di Tripoli
Capoluogo Tripoli
Evoluzione storica
Inizio 1937
Fine 1943
Causa Occupazione alleata

La Provincia di Tripoli, ufficialmente chiamata Commissariato Generale Provinciale di Tripoli venne istituita nel 1937 nella Libia italiana ed era divisa in 6 circondari:

Nel 1943 venne completamante occupata dagli Alleati.

Tripoli, corso Vittorio Emanuele III, durante l'occupazione italiana

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Comprendeva circa metà della Tripolitania e confinava a sud con il Territorio Militare del Sud, a nord con il Mediterraneo, a ovest con la Tunisia (Francia) e a est con la Provincia di Misurata. Il territorio era un bassopiano sempre più arido andando verso sud, dove confinava con il Territorio Militare del Sud in corrispondenza con l'altopiano del Gebel Nefusa, che raggiunge i 980 m.

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

La popolazione indigena era in gran parte di arabi, con minoranze berbere, sudanesi, qualche migliaio di Ebrei e alcuni maltesi[1] sulla costa. Gli italiani colonizzarono le città costiere e si concentravano soprattutto a Tripoli, dove nel 1940 rappresentavano la metà della popolazione.

Nella provincia di Tripoli arrivarono tra il 1938 e il 1939 migliaia di italiani (chiamati "ventimilli") e fondarono alcuni villaggi agricoli (come "Bianchi",[2] "Giordani", "Oliveti",[3] "Marconi", etc..).[4]

I dati sulla popolazione secondo il Censimento Italiano della Libia del 1939,[5]:

La Fiera internazionale di Tripoli a Tripoli, Libia.
CITTA' ABITANTI ITALIANI NOTE
Tripoli 111.124 pop. 41.304 Circa 50.000 Italiani vivevano nella città e dintorni: 37% della popolazione della città.
Castel Benito 10.759 pop. 567 Gli italiani erano circa il 5%.
Zanzur 14.408 pop. 289 Gli italiani erano circa il 2%.
Bianchi 2.854 pop. 2.854 Villaggio agricolo italiano fondato nel 1937 da ETL & INFPS[6]
Giordani 2.300 pop. 2.300 Villaggio agricolo italiano fondato nel 1938 da ETL & INFPS.
Oliveti 1.300 pop. 1.300 Villaggio agricolo italiano fondato nel 1938 da INFPS & ETL.
Zuavia 30.033 pop. 2.040 Gli italiani erano circa il 6%.
Sorman 13.137 pop. 262 Gli italiani erano oltre il 2%.
Sabratha 23.407 397 Gli italiani erano l'1,7%.
Zuwara 27.956 pop. 662 Gli italiani erano circa il 2%.
Castelverde 6.458 pop. 270 Gli italiani erano circa 4%: adesso si chiama Gasr Garabulli.
Mizda 1.113 pop. - Villaggio berbero.
Giado 14.466 pop. 48 Gli italiani erano lo 0,3%.
Nalut 20.471 pop. 126 Gli italiani erano lo 0,6%.

La popolazione professava per gran parte l'islamismo (sunnita e senussita) con una minoranza ebraica; il cattolicesimo era in rapida crescita per via dell'arrivo di coloni italiani.[7] Nel 1940 vi erano oltre 70.000 cattolici (dei quali 65.000 erano italiani).

Fonte[modifica | modifica sorgente]

Guida d'Italia del TCI, Possedimenti e colonie, Milano, 1929

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ History of the Maltese in Libya
  2. ^ Foto of Bianchi village
  3. ^ Foto of Oliveti village
  4. ^ Italian colonization of northern Libya (in Italian)
  5. ^ Guida Breve d'Italia Vol. III-Italia Meridionale e Insulare - Libia, C.T.I, Milano, 1939
  6. ^ ETL: Ente per la Colonizzazione della Libia; INFPS: Istituto Nazionale Fascista Previdenza Sociale
  7. ^ Italian colonization