Zuara

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Zuara
città
زوارة
(Zuwārah)
Zuara – Veduta
Dati amministrativi
Stato Libia Libia
Regione Tripolitania
Municipalità Al Nuqat al Khams
Territorio
Coordinate 32°56′03.84″N 12°04′45.12″E / 32.9344°N 12.0792°E32.9344; 12.0792 (Zuara)Coordinate: 32°56′03.84″N 12°04′45.12″E / 32.9344°N 12.0792°E32.9344; 12.0792 (Zuara)
Altitudine 3 m s.l.m.
Abitanti 192 159 (stima 2007)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+2
Nome abitanti At Willul
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Libia
Zuara

Zuara (arabo: زوارة, Zuwārah); in berbero Tamurt n wat Willul, "la città degli At Willul") è una città della Libia nord-occidentale, capoluogo della Municipalità di Al Nuqat al Khams, nella regione della Tripolitania. Si trova a 108 km a ovest di Tripoli e 60 km a est del confine con la Tunisia.

La città si trova in una oasi sul mar Mediterraneo nella pianura della Gefara. Centro agricolo (cereali, datteri, olivo, sparto) e marinaro (pesca delle spugne) e del tonno.

È abitata in prevalenza da popolazioni berbere di religione islamica, ma di culto ibadita, che hanno conservato la loro lingua originale, un dialetto particolare, che presenta somiglianze soprattutto con quello di Gerba (Tunisia) e in minor misura con quello nefusi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le prime notizie su Zuara risalgono ad un manuale catalano di navigazione a vela del 1375, che ne parla come Punta dar Zoyara. Successivamente viene citata dal geografo arabo Leone l'Africano, che ne parla in un libro sulla Descrizione dell'Africa del 1550.

Le tradizioni orali (riportate, tra gli altri da Mitchell 2007: 195-6) vogliono che i fondatori della città siano stati due algerini, di nome 'Isa e 'Aṭṭuš, capostipiti degli odierni Ind 'Isa e Ind 'Attush, che avrebbero convinto a trasferirvisi una persona istruita (a'azzab) di Djerba, capostipite a sua volta degli I'azzaben (il cui cognome è stato fissato in Azzabi allo stato civile).

12 sarebbero le "tribù" (taqbilt) o gruppi famigliari che componevano la popolazione indigena di Zuara, di 10 delle quali Mitchell (op. cit.) fornisce i nomi:

  1. Ind 'Attush e
  2. Ind 'Isa (le due più antiche e popolose)
  3. At Lellu
  4. Ind Mansur
  5. At Zeffur
  6. I'azzaben
  7. Ind Jbara
  8. N Farwa (probabilmente originari da Farwa, una penisola poco distante)
  9. Lansar (considerati una recente ramificazione degli At Lellu)
  10. Ind D Ugazzul

Durante la guerra italo-turca nel gennaio del 1912, un primo tentativo di conquistare la città andò a vuoto. Successivamente il 9 aprile fu bombardata via mare. Finalmente, Il 6 agosto le truppe del generale Vincenzo Garioni si congiunsero con la brigata del generale Giulio Cesare Tassoni, sbarcata nei pressi di Zuara e composta dal 34°, dal 57° fanteria, da un battaglione alpini e da alcuni reparti di artiglieria. Le truppe entrarono poi nell'oasi senza incontrare resistenza. [1].

Durante la prima guerra mondiale, a seguito della rivolta dei Senussi del 1915, il governo italiano decise un ripiegamento da alcuni presidi, fra cui Zuara, che fu abbandonata il 17 luglio. Rioccupata il 18 maggio 1916 costituì base per alcune incursioni su Agelat e Sorman e per altre successive importanti azioni. Alla fine della guerra, dopo la riconquista italiana dei territori precedentemente abbandonati, venne realizzata la linea ferroviaria Tripoli - Zuara, (oggi dismessa) che venne inaugurata il 4/4/1920[senza fonte].

Zuara sulle rotte dei migranti[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi anni Zuara è divenuta un importante punto di imbarco per i migranti africani che dalla Libia raggiungono le coste lampedusane e siciliane. Viaggiano su vecchi pescherecci ma anche su piccole barche in vetroresina e gommoni tipo Zodiac, specialmente negli ultimi anni. L'immigrazione clandestina coinvolge flussi misti di migranti economici e rifugiati politici. I viaggi sono organizzati da intermediari, chiamati passeur in francese e dallala in amarico, alcuni della nazionalità dei migranti, altri libici. Buona parte dei 21.400 migranti arrivati in Sicilia nel 2006 si erano imbarcati da questi litorali. Le principali nazionalità nel 2006 sono state: 8.146 marocchina, 4.200 egiziana, 2.859 eritrea e 2.288 tunisina[2].

Le testimonianze dei viaggi svelano una rete di passeur organizzata al meglio. Nella quasi totalità dei casi non si tratta di tratta di esseri umani, perché i passeggeri non sono venduti, ma decidono deliberatamente di affidarsi ai passeur per raggiungere l'Europa, non avendo altri modi legali per farlo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ F.lli Treves. La formazione dell’Impero Coloniale Italiano. Vol.1 - F..li Treves Editori, Milano,1938
  2. ^ Ministero Dell'Interno - Notizie

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Terence Frederick Mitchell, Ferhat. An Everyday Story of Berber Folk in and around Zuara (Libya), Köln, Köppe, 2007 - ISBN 978-3-89645-396-9
  • Terence Frederick Mitchell, Zuaran Berber (Libya). Grammar and Texts, Köln, Köppe, 2009 - ISBN 978-3-89645-926-8
  • Governo della Tripolitania - Stato Maggiore, Notizie sul Cazà di Zuara : febbraio 1914, Tripoli, Tipo-litografia militare, 1914. Trad. in arabo con complementi di informazione a cura di Chawqi Ibrahim Muammar, Maʿlūmāt ʿan qaḍāʾ Zuwārah, s.l., s.d. [febbraio 2013].

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