Basci-buzuk

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'Bashi-Bazouk Chieftain' di Jean-Léon Gérôme, French. Oil, 1881

Un basci-buzuk o bashi-bazouk o bashibazouk (turco başıbozuk, o delibaş, letteralmente "testa danneggiata", nel significato di "testa matta", "senza leader", "disordinato" per la loro mancanza di disciplina) era un soldato irregolare dell'esercito ottomano. Erano armati con una sciabola e formavano una potente e poco costosa unità di fanteria. Le formazioni di basci-buzuk furono ereditate anche dal Khedivato di Egitto ed infine dal Regno d'Italia.

Basci-buzuk italiani[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 marzo 1882 il governo del Regno d'Italia acquistò la baia di Assab, la cui colonizzazione era iniziata nel 1869 a danno del governo egiziano. Il 5 febbraio 1885, nella città portuale di Massaua, sbarcava il Corpo di spedizione del ten. col. Tancredi Saletta ed il 1 gennaio 1890 l'Eritrea diventava ufficialmente la prima colonia italiana, con il nome di Colonia Eritrea.

Nel 1885, la guarnigione della città era formata, oltre che dal contingente egiziano regolare, da circa 500 irregolari basci-buzuk, reclutati in ogni angolo dell'Impero Ottomano, essenzialmente con compiti di polizia. Su proposta del governatore, generale Tancredi Saletta, il Ministero della Guerra decise di non congedare i basci-buzuk. Le motivazioni erano sia di ordine politico che di ordine pratico. L'arruolamento e l'eventuale perdita di personale indigeno avrebbe avuto un minore impatto sull'opinione pubblica italiana rispetto all'uso di personale nazionale. Inoltre i basci-buzuk, pur non risultando particolarmente affidabili, avevano un'ottima conoscenza del territorio, erano abituati al clima ed il loro mantenimento costava molto meno. Il 30 aprile 1885 venne dato incarico all'albanese Osman, comandante dei basci-buzuk, di reclutare 100 irregolari per il servizio con il Corpo Speciale per l'Africa. Con il ritiro completo degli egiziani, i basci-buzuk, che erano ormai un migliaio, furono organizzati in un'Orda Interna, di guarnigione a Massaua con funzioni di gendarmeria e guardie carcerarie, ed un'Orda Esterna con compiti prettamente militari. Nel 1887 il colonnello Giovanni Battista Begni sostituì gli ufficiali indigeni con ufficiali italiani e riorganizzò i basci-buzuk in tre orde: l'Orda Mobile su 12 buluk, con 30 guide arabe ("doifer"), l'Orda Interna su 200 effettivi e l'Orda Esterna su due nustabur di due buluk, con 1.300 effettivi. Lo stesso anno parteciparono alla battaglia di Dogali e nel giugno 1888 furono inquadrati come regolari, con una precisa gerarchia. Con l'insediamento come governatore del generale Antonio Baldissera, venne profondamente rivista l'organizzazione militare della colonia, con l'istituzione, tra l'altro, il 1 ottobre 1888, dei primi quattro Battaglioni indigeni di Àscari, un corpo regolare che andò a sostituire ed, in alcuni casi, ad incorporare i basci-buzuk, che furono ufficialmente sciolti il 30 giugno 1889.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Con l'arruolamento, i basci-buzuk mantennero gradi, organizzazione ed addirittura i quadri turchi. Non avevano una propria uniforme e l'addestramento era limitato al riconoscimento dei segnali di tromba ed alla manutenzione delle armi. L'armamento era costituito inizialmente dai Remington lasciati dagli egiziani, sostituiti poi con i Vetterli-Vitali Mod. 1870/87 dismessi dal Regio Esercito, e da armi bianche tradizionali.

Reparti[modifica | modifica wikitesto]

  • buluk: 24 effettivi, corrispondente indicativamente al plotone
  • orda: formato da 4 buluk, corrispondente alla compagnia
  • tabor: da 3 a 5 orde, corrispondonde al livello ordinativo del battaglione
  • kalai: formato 3 tabur, corrispondente al reggimento e posto al comando di un ufficiale italiano

Gradi[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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