Augusto Daolio

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Daolio, primo a destra in piedi, con gli occhiali, e i Nomadi, discoteca Taro Taro di Collecchio

Augusto Daolio (Novellara, 18 febbraio 19477 ottobre 1992) è stato un cantante italiano.

[modifica] Biografia

La sua avventura nel mondo della musica comincia da adolescente, quando assieme a Beppe Carletti, fonda il primo gruppo con cui comincia ad ottenere una discreta fama locale, i Monelli. In seguito con Franco Midili, Leonardo Manfredini, Gualtiero Gelmini e Antonio Campari fonda il gruppo dei Nomadi. Il complesso sarà destinato a diventare in breve tempo una delle più importanti band nella storia della musica italiana. Diventa il cantante ed il leader del gruppo, grazie al suo carisma e al suo rapporto con il pubblico caratterizzato dalla voglia di stare insieme ai fan, da lui sempre considerati amici. I testi delle sue canzoni, col passare degli anni, cominciano ad assumere un carattere sempre più politico. Si basti pensare che i Nomadi passano da canzoni come "Donna La Prima Donna" a "Senza patria".

È evidente il cambio strutturale della voce e dell'intensità dell'espressione di Augusto col passare degli anni. Comincia la sua avventura con i Nomadi quando è appena poco più che un ragazzino. Infatti, in album come "Per Quando Noi Non Ci Saremo" e "I Nomadi", la sua voce risulta alquanto acerba ma già molto dotata di pesantezza, quando si apprestava a testi socialmente impegnati che avevano un accento sulla rivoluzione. Radicale il cambio nell'album "Mille E Una Sera", che con canzoni come "Un Pugno Di Sabbia", "Mille E Una Sera", "Non Dimenticarti Di Me", "Mai Come Lei Nessuna" e "So Che Mi Perdonerai", Augusto da prova di un'enorme personalificazione del canto, dolce e malinconico, incompreso da nessuno fino agli anni ottanta (anni critici però per i Nomadi). Una voce posata e fiscale in studio, che però ribaltava completamente la situazione nei live. Famose le versioni live di canzoni come "Ala Bianca" (originariamente "Sixty Years On" di Elton John), dove la versione studio è quasi un richiamo ad un posto lontano e dimenticato, col suo tempismo completamente privo di sezione ritmica ed eseguita maggiormente col piano rivestito di arrangiamenti orchestrali, nella versione live è una vera e propria prova di rock'n'roll suonato dall band emiliana e interpretato da Daolio con quella vena rock che solo il pubblico riusicva a trasmettergli e che lo elettrizzava in un modo così coinvolgente.

Augusto Daolio al Cantagiro del 1967

Nel 1972 incide un 45 giri da solista: "Una ragazza come tante".

Il '72 è anche l'anno della canzone "Io Vagabondo", canzone simbolo dei Nomadi, quantopiù simbolo del loro leader, dal momento che lui stesso ama identificarsi in questa canzone. "Per me è istintivo alzarmi e cominciare a camminare, cominciare a muovermi." dice Augusto, "A scuola ad esempio avevo un sacco di problemi, perchè non riuscivo a stare fermo e seduto oltre un determinato tempo. Questo è il mio sintomo di evacuazione, di fuga alla ricerca di luoghi migliori..." Muore il 7 ottobre 1992, alla fine di una breve e straziante malattia: una forma di cancro ai polmoni. Lascia la compagna Rosanna Fantuzzi, la quale in seguito fonda l'associazione "Augusto per la vita"

Augusto Daolio conosciuto ai più come cantante si è dedicato anche alla poesia ed alla pittura.

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