Guerra civile in Sierra Leone

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Guerra civile sierraleonese
UNsierraleone.PNG
Mappa della Sierra Leone
Data 23 marzo 1991 - 18 gennaio 2002
Luogo Sierra Leone Sierra Leone
Esito vittoria delle forze governative
Schieramenti
Comandanti
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La guerra civile sierraleonese è stata un conflitto durato dal 1991 al 2002 che ha visto scontrarsi i ribelli del Fronte Rivoluzionario Unito, sostenuti dalle forze speciali del National Patriotic Front of Liberia (NPFL), e le forze governative comandate da Joseph Momoh. Al termine degli undici anni di scontri, che hanno causato oltre 50 000 vittime, hanno prevalso le forze governative.[1]

Durante il primo anno di guerra il FRU conquistò il controllo di ampi territori nell'est e nel sud del paese ricchi di miniere di diamanti. La debole risposta del governo agli attacchi del FRU e alla diminuzione dei guadagni derivanti dalla produzione di diamanti fecero precipitare la situazione sino al colpo di stato militare dell'aprile 1992 in cui prese il potere il National Provisional Ruling Council (NPRC).[2] Al termine del 1993, le truppe governative riuscirono a riconquistare le miniere in mano ai ribelli, spingendo il FRU al limite dei confini con la Liberia. Nel marzo 1995, per sconfiggere definitivamente il FRU il governo chiamò a combattere le forze mercenarie sudafricane degli Executive Outcomes (EO). La Sierra Leone poté così svolgere delle libere elezioni nel marzo 1996, mentre il FRU siglò l'accordo di pace di Abidjan. Sotto la pressione delle Nazioni Unite il governo annullò però il suo contratto con i mercenari dell'EO prima che l'accordo fosse messo in pratica, e le ostilità ripresero.[3][4]

Nel maggio 1997 un gruppo di ufficiali dell'esercito rovesciò il governo con un nuovo colpo di Stato insediando al comando del paese l'Armed Forces Revolutionary Council (AFRC).[5] Il FRU si unì presto all'AFRC conquistando Freetown senza incontrare resistenza. Il nuovo governo, guidato da Johnny Paul Koroma, dichiarò la guerra ufficialmente conclusa mentre il paese veniva sconvolto da un'ondata di saccheggi, stupri e violenze.[6] In difesa della popolazione civile intervennero quindi le truppe dell'ECOMOG guidate dalla Nigeria, che riconquistarono la capitale senza però riuscire a riprendere il controllo del territorio.

Nel gennaio 1999 la comunità internazionale intervenne diplomaticamente per promuovere un negoziato fra il FRU e il governo.[7] ottenendo il 27 marzo dello stesso anno la firma dell'accordo di pace di Lome. In base all'accordo, il comandante del FRU Foday Sankoh otteneva la vice presidenza del paese e il controllo delle miniere di diamanti in cambio della fine delle ostilità. Un contingente di pace delle Nazioni Unite sarebbe rimasto in missione nel paese per sovraintendere al processo di disarmo. Le forze ribelli non rispettarono però il patto di disarmo e nel maggio 2000 il conflitto riprese.[8] Per salvare la missione delle Nazioni Unite e il debole governo del presidente Ahmad Tejan Kabbah intervenne quindi la Gran Bretagna, che con il supporto delle forze aeree guineane finalmente sconfisse il FRU. Il 18 gennaio 2002 il presidente Kabbah dichiarò ufficialmente conclusa la guerra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gberie, p. 6
  2. ^ Gberie, p. 103
  3. ^ Keen, p. 111
  4. ^ Abdullah, p. 118
  5. ^ Abdullah, p.180
  6. ^ Gberie, p. 102
  7. ^ Gberie, p. 161
  8. ^ Abdullah, pp. 214–17

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ibrahim Abdullah, Between Democracy and Terror: The Sierra Leone Civil War, Dakar, Council for the Development of Social Science Research in Africa, 2004.
  • Lansana Gberie, A Dirty War in West Africa: the RUF and the Destruction of Sierra Leone, Indiana UP, 2005.
  • David Keen, Conflict & Collusion in Sierra Leone, Oxford, James Currey, 2005.

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