Revolution (The Beatles)

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Revolution
Artista The Beatles
Tipo album Singolo
Pubblicazione 28 agosto 1968
Durata 3 min : 21 s
Album di provenienza Hey Jude
Dischi 1
Tracce 2
Genere Rock and roll
Hard rock
Etichetta Apple Records
Produttore George Martin
Formati 7"
Note Lato B del singolo Hey Jude
The Beatles - cronologia
Singolo precedente
Singolo successivo

Revolution è una canzone dei Beatles, scritta da John Lennon anche se attribuita alla coppia Lennon-McCartney.

La canzone è apparsa in due differenti versioni:

  • un energico pezzo che anticiperà l'hard rock e l'heavy metal, uscito come Lato B della hit Hey Jude e in seguito sull'antologia Hey Jude e in altre compilations;
  • una lenta ballata acustica denominata Revolution 1, pubblicata nel White Album qualche mese dopo.

Nello stesso Album Bianco è stato inciso un brano sempre composto da John Lennon, di genere rock sperimentale dal titolo Revolution 9, che a parte il titolo non ha davvero molto in comune con la B-side di Hey Jude.

La versione nel singolo[modifica | modifica wikitesto]

Musica e arrangiamento[modifica | modifica wikitesto]

La versione in singolo si presenta effetivamente in una veste molto più graffiante e cattiva della sorella contenuta nel White Album e quindi molto più consona al titolo stesso della canzone, incominciando dal potente urlo introduttivo di Paul McCartney e proseguendo con un sottofondo costante di chitarra distorta di George Harrison, oltreché un piano elettrico suonato da Nicky Hopkins ed un tono vocale aggressivo da parte di John Lennon.

Spesso, la canzone viene ricordata come prototipo di "Rock duro", preannunziante l'ondata Heavy metal che strariperà negli anni successivi al 1968.

Probabilmente, tale versione era quella preferita da John Lennon, il quale, si ricorda, ebbe a dire in un'intervista rilasciata negli anni settanta che "avrebbe rifatto tutti gli arrangiamenti delle canzoni del The Beatles (White Album)". Anche George Martin, l'arrangiatore delle canzoni dei Beatles, da molti chiamato il "quinto Beatle", si lamentò all'uscita del White Album degli arrangiamenti frettolosi a cui era stato costretto dal gruppo.

Testo e significato[modifica | modifica wikitesto]

Il testo del brano, fu ispirato dai fermenti giovanili che si verificarono proprio nell'anno di pubblicazione dell'album (1968). John Lennon, ovvero il Beatle più interessato a come il mondo stava cambiando, il "Beatle intellettuale" e più propenso, in quegli anni, ad esprimere, anche attraverso le opere dei "FabFour" contenuti sociali, politici tali da poter rispettare il ruolo conferitogli di "faro" per le nuove generazioni[1], desiderava manifestare le sue opinioni, e quelle dei Beatles sull'inutilità delle ribellioni giovanili e delle paventate rivoluzioni, ispirate ad una ideologia marxista-maoista. Nella versione su 45 giri uscita il 30 agosto Lennon boccerà sonoramente le istanze massimaliste della frangia rivoluzionaria[2], come si evince dal testo:

(EN)

« You say you want a revolution
Well, you know
we all want to change the world.
But when you talk about destruction,
Don't you know that you can count me out. »

(IT)

« Dici di volere una rivoluzione,
ebbene, sappi,
che tutti vogliamo cambiare il mondo.
Ma quando parli di distruzione,
ebbene, sappi che non puoi contare su di me »

(Beatles)

Come vedremo più avanti, la versione "Revolution 1", contenuta nell'album The Beatles (White Album), uscita solamente tre mesi dopo, mostrerà un cambiamento di rotta da parte di Lennon nel valutare le stesse tematiche.

La reincisione sul White Album[modifica | modifica wikitesto]

Revolution 1
Artista The Beatles
Autore/i Lennon-McCartney
Genere Blues rock
Soft rock
Edito da Apple Records
Pubblicazione
Incisione The Beatles
Data 11 novembre 1968
Negli USA l'album è uscito il 25 novembre 1968
Data seconda pubblicazione 22 novembre 1968
Durata 4:17
Note è la versione soft del singolo Revolution
The Beatles – tracce
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Musica e arrangiamento[modifica | modifica wikitesto]

Canzone pubblicata nell'album doppio The Beatles del gruppo, conosciuto come White Album, a causa della sua copertina bianca, uscito nel 1968. Venticinquesima track dell'album, la versione originale è caratterizzata da un arrangiamento e un ritmo "slow", che contrastò abbastanza con il testo del brano (vedi cap. "Revolution" (singolo) per le caratteristiche del brano).

Testo e significato[modifica | modifica wikitesto]

Rispetto alla versione uscita tre mesi prima su singolo discografico, John Lennon aggiunse la parola "in", sussurrata quasi sottovoce, alla fine del verso "don't you know that you can count me out", come a dire: "sono ancora indeciso...devo pensarci".

Questo significò, rispetto alla versione "Revolution", una maggiore apertura, o comunque una non bocciatura a priori delle istanze rivoluzionarie del movimento contestatario.

Il testo della canzone dice chiaramente a chi lo ascolta che, in caso di rivoluzione, Lennon ed eventualmente anche gli altri Beatles, devono ancora riflettere se aderirvi o meno. Il dubbio di Lennon non riguarda tanto la necessità o meno di "rivoluzionare" il mondo dell'epoca, quanto la qualità e le idee delle persone che si erano fatte portavoce di tale esigenza - si vedano i versi: "but if you want money for people with minds that hate..." ("ma se volete soldi per persone la cui mente è portata all'odio...") e "but if you go carrying pictures of Chairman Mao..." ("ma se ve ne andate in giro con effigi del presidente Mao Tse Tung...").

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roy Carr e Tony Tyler, I favolosi Beatles, ed. Euroclub, 1979; alla pag. 68; voce "All You Need Is Love"
  2. ^ Roy Carr e Tony Tyler, I favolosi Beatles, ed. Euroclub, 1979; alla pag. 73; voce "Hey Jude/Revolution"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alan Aldridge Il libro delle canzoni dei Beatles, Mondadori, 1977
  • Roy Carr & Tony Tyler I favolosi Beatles, Euroclub, 1979

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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