Lady Madonna

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Lady Madonna / The Inner Light
Artista The Beatles
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1968(GB)
18 marzo 1968 (USA)
Durata 2 min : 16 s min A
Dischi 1
Tracce 2
Genere Rock and roll
Etichetta Parlophone (GB) Capitol (USA)
Produttore George Martin
Registrazione Abbey Road Studios
Formati 7"
Note in Italia è stato pubblicato con una bandiera gialla in copertina.
The Beatles - cronologia
Singolo precedente
(1967)
Singolo successivo

Lady Madonna è una canzone composta da John Lennon e Paul McCartney, che fu pubblicata come 45 giri nel marzo 1968 dai Beatles, come lato A di un singolo contenente la canzone di George Harrison The Inner Light sul lato B.

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

La canzone fu registrata agli studi di Abbey Road durante le sessioni effettuate dal 3 febbraio al 6 febbraio 1968, appena pochi giorni prima della loro partenza per l'India verso l'"ashram" del "Maharishi Mahesh Yogi". Sei mesi prima era mancato Brian Epstein e Paul McCartney incominciò a prendere per mano il gruppo e, da quel momento, compose tutti i singoli, tranne due, pubblicati dai "Fab Four", grazie alla propensione per le canzoni brevi, trascinanti, di facile presa.

Origini e storia[modifica | modifica wikitesto]

La canzone fu fortemente ispirata dallo stile del pianista rock-blues Fats Domino. Lo stesso Paul McCartney dichiarò nel 1994 a Barry Miles «Lady Madonna è venuta fuori sedendomi al piano, mentre provavo a comporre qualcosa che assomigliasse a un "blues boogie-woogie". Mi ricordai alcuni brani di Fats Domino per una serie di motivi, così incominciai a canticchiarla sotto questa influenza.»

La canzone piacque talmente a Fats Domino da indurlo, subito dopo, a registrare una sua versione del brano.

Musica e arrangiamento[modifica | modifica wikitesto]

L'introduzione e la musicalità della canzone sono simili a Bad Penny Blues di Humphrey Lyttelton uscita nel 1956 (vedi Mark Lewisohn).

John Lennon collaborò con la stesura del testo inserendo la frase: «see how they run», (questo emerge dall'intervista di David Sheff a Lennon).

In evidenza la vocalità variegata e molteplice di Paul McCartney, la peculiarità dei coretti nel ritornello, la grossa sezione di fiati guidata da Ronnie Scott e il testo.

Testo e contenuti[modifica | modifica wikitesto]

Il testo, a parte il riferimento provocatorio, che si prestava a qualche equivoco, non venne giudicato blasfemo e osceno nemmeno dai severissimi direttori della Rai, tanto è vero che il 24 aprile venne trasmesso il filmato promozionale sul Canale nazionale nel corso del programma Settevoci condotto da Pippo Baudo.

Il quadretto familiare descritto era tutt'altro che idilliaco, sembrava simboleggiare lo sfacelo della famiglia moderna, con donne e prole abbandonati al loro difficile e incerto destino; l'autore pareva voler richiamare la protagonista ad una maggiore dose di realismo e di concretezza, e forse rimproverarle un attaccamento alla fede e alla speranza fatalista.

Ma l'immagine della Lady distesa sul letto, forse per prostrazione, o per disperazione o in preda ad altri effimeri palliativi fa da controaltare a quella dei bambini ai suoi piedi che, già dotati di quella arguzia e di quella abilità, tipiche di chi lotta per la sopravvivenza, si chiedono come farà la loro madre a sbarcare il lunario.

Classifica[modifica | modifica wikitesto]

Il disco fu accolto con entusiasmo in Gran Bretagna dove andò subito al vertice della classifica, mentre negli Stati Uniti non andò oltre il quarto posto, dietro al postumo di Otis Redding (Sittin' on) the Dock of the Bay e a Love is Blue di Paul Mauriat.

In Italia il disco raggiunse il sesto posto della Hit Parade e soggiornò per sette settimane in classifica.

Fu anche l'ultimo singolo stampato prima dell'era della Apple, l'etichetta discografica fondata dai Beatles.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Paul McCartney – voce, piano, basso, battiti di mani
  • John Lennon – armonie vocali, chitarra ritmica, battiti di mani
  • George Harrison – armonie vocali, chitarra solista, battiti di mani
  • Ringo Starr – batteria, battiti di mani
  • Ronnie Scott – sassofono tenore
  • Bill Povey – sassofono tenore
  • Harry Klein – sassofono baritono
  • Bill Jackman – sassofono baritono
  • George Martin – produttore
  • Ken Scott – ingegnere del suono
  • Geoff Emerick – ingegnere del suono

Cover[modifica | modifica wikitesto]

  • Fats Domino nel 1968.
  • Phoenix (gruppo rumeno - sull'EP Vremuri 1968).
  • Øystein Sunde (musicista norvegese - in una versione strumentale).
  • The Punkles (gruppo Punk - compresa nel secondo album Punk!).
  • Aretha Franklin (utilizzata nella colonna sonora Grace Under Fire 1993).
  • Rajaton (band finlandese).
  • Swamp Dogg nell'album Cuffed, Collared, Tagged and Gassed.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ian MacDonald - The Beatles. L'opera completa, Mondadori 1996
  • Bill Harry - The Ultimate Beatles Encyclopedia, Virgin Books, Londra 1992
  • Barry Miles - Paul McCartney: Many years from now. Ricordo di una vita, Rizzoli 2001
  • The Beatles - The Beatles Anthology, Cassell & Co, Londra 2000
  • Mark Lewisohn - The Complete Beatles Recording Sessions, Hamlyn 1988
  • Bruce Spizer - Songs, Pictures and Stories of the Fabulous Beatles Records on Vee-Jay, 498 Productions, New Orleans 1998
  • Alan Aldridge - Il libro delle canzoni dei Beatles, Arnoldo Mondadori Editore 1977
  • Roy Carr/Tony Tyler - I favolosi Beatles, Euroclub 1979
  • David Sheff - All We Are Saying: The Last Major Interview with John Lennon and Yoko Ono.New York:St.Martin's Press,201 ISBN 0-312-25464-4
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