Across the Universe (brano musicale)

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Across the Universe
Artista The Beatles
Autore/i Lennon-McCartney
Genere[1] Pop psichedelico
Ballata
Edito da Apple Records
Pubblicazione
Incisione No One's Gonna Change Our World
Data 12 dicembre 1969
Data seconda pubblicazione 8 maggio 1970
Durata 3:49
Note Registrato il 4 febbraio 1968

Across the Universe è un brano musicale dei Beatles pubblicato per la prima volta in No One's Gonna Change Our World, una raccolta con fini di beneficenza di artisti vari uscita nel dicembre 1969. La canzone fu poi modificata ed inserita nell'album Let It Be della band di Liverpool.

Il brano[modifica | modifica sorgente]

Composizione[modifica | modifica sorgente]

In una notte del 1967, la frase "words are flowing out like endless rain into a paper cup" (in italiano: le parole scivolano via come pioggia infinita in una tazza di carta) venne in mente a John Lennon dopo aver ascoltato sua moglie Cynthia che, secondo lo stesso Lennon, la faceva molto lunga parlando di qualcosa. Più tardi, dopo che fu andata a letto a Lennon sembrò di risentire a lungo le parole della moglie "scorrere in un flusso senza fine". John scese al piano di sotto e scrisse le sue sensazioni in una sorta di canzone cosmica. Iniziò a scrivere la base della canzone e quando ebbe finito andò a letto e se ne dimenticò. Al mattino, Lennon trovò il foglio scritto la sera prima e lo mise al piano dove iniziò a suonare e a trovare i toni giusti per far combaciare le parole. Il sapore della canzone era fortemente influenzato dall'interesse di Lennon e dei Beatles per la meditazione trascendentale fra il 1967 e il 1968 che Paul e Ringo promuovono ancora oggi attraverso la David Lynch Foundation. In base a questa passione aggiunse al testo il mantra "Jai guru deva om", che dà il via al ritornello. La frase in sanscrito significa grazie/ti saluto maestro divino, è un saluto, una forma di riconoscenza a Guru Dev che significa Maestro Divino ( Dandi Barhmananda Saraswati Shankaracharya di Jotir Math )il Maestro di Maharishi Mahes Yogin, con in aggiunta la sillaba sacra dell'induismo Om (ॐ).È un saluto che viene usato dai praticanti Meditazione Trascendentale.

La struttura del testo è lineare: tre coppie di strofe intervallate da tre ripetizioni di una unità formata da un verso il verso "Jai guru deva om" (mantra), e il verso "Nothing's gonna change my world" ripetuto quattro volte (refrain). Il testo è basato molto su immagini visive, con materializzazione di concetti astratti. La frase del titolo "across the universe" compare a intervalli nei versi finali, apparendo sempre come una struttura slegata dal resto, sopraelevata, melodicamente irrisolta.

In una sua intervista del 1970 con il Rolling Stone Magazine, John Lennon giudicò la canzone come forse il migliore e più poetico testo che avesse mai scritto.

Musica e arrangiamento[modifica | modifica sorgente]

La canzone è una ballata folkeggiante attraversata da una temperie di influenze orientali (sitar e tanpura sound) e psichedeliche. Di questa canzone, esistono versioni variegate: Phil Spector rallentò e allungò la traccia, aggiungendo una sontuosa orchestra ed un coro più intenso. La musicalità, seppur non risolta pienamente, appare come un coinvolgente accompagnamento armonico e sonoro di immagini oniriche e simboliche. Vale la pena accennare al fatto che la metrica musicale presenta una particolarità: ogni strofa sarebbe formata da 8 battute, però due strofe sono di 7 battute. A ciò si aggiunge che la seconda strofa (Pools of sorrow, waves of joi...") inizia 2/4 dopo la fine della prima strofa ("as they slip away across the universe"), che risulta quindi prolungata. Lo stesso accade alla seconda ripresa del mantra ("Jai guru deva, om"), che inizia 2/4 dopo la fine della quarta strofa ("as they make their way across the universe").

Pubblicazione[modifica | modifica sorgente]

La canzone, dopo la prima pubblicazione nella compilation No One's gonna change our world del dicembre 1969, venne successivamente inserita per la prima volta in un album dei Beatles nel controverso album Let It Be del 1970, l'ultimo prima dello scioglimento del gruppo. Questo fatto accadde perché Lennon non sembrò soddisfatto delle registrazioni fino a quel momento effettuate e perciò ripropose la canzone durante le sedute di registrazione immortalate dalle telecamere e trasmesse dal film Let It Be.

Nel 2003 uscì l'album Let It Be... Naked, con le canzoni prive del sontuoso (e a volte eccessivo) arrangiamento inserito in fase di post produzione da Phil Spector, che all'epoca aveva irritato parecchio alcuni membri del gruppo, soprattutto Paul. In Let it Be... Naked possiamo quindi ascoltare Across the Universe come originariamente incisa da Lennon, e si scopre che era suonata solo da lui e George Harrison, che nello sfondo pizzicava il sitar.

La trasmissione nello spazio profondo[modifica | modifica sorgente]

Il 4 febbraio 2008, alle 19:00 (orario della costa orientale degli U.S.A. Alle 01:00 del 5 febbraio ora italiana), la NASA ha trasmesso via radio "Across The Universe" in direzione della Stella Polare, a 431 anni luce di distanza, per festeggiare il quarantesimo anniversario della canzone, il quarantacinquesimo anniversario del Deep Space Network, e i cinquant'anni della NASA. L'idea è nata dallo storico dei Beatles Martin Lewis, che ha invitato tutti i fan della band ad ascoltare il brano contemporaneamente al suo lancio verso la stella, da ogni parte del mondo così da creare una sorta di "flusso armonico planetario". Inoltre questa data è stata dichiarata "Across the Universe Day": il giorno in cui per la prima volta una canzone è stata trasmessa nello spazio profondo. L'evento è stato approvato da Paul McCartney, Yoko Ono, e Apple Records.[2]

Formazione[modifica | modifica sorgente]

The Beatles

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Across the Universe in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ http://www.msnbc.msn.com/id/22951001 NASA beaming Beatles tune to the stars

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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