Pete Best

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Pete Best
Pete Best nel 2006
Pete Best nel 2006
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Pop
Pop rock
Rock and roll
Folk rock
Beat
Periodo di attività 1959–1968, 1988–presente – ?
Strumento batteria, voce, percussioni
Gruppi The Blackjacks
The Beatles
The Pete Best Band
Sito web

Randolph Peter "Pete" Best (Chennai, 24 novembre 1941) è un batterista britannico, che fu parte in pianta stabile dei Beatles dal 12 agosto 1960 al 16 agosto 1962.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione di un particolare del club

Figlio maggiore di Mona Best (l’estrosa ideatrice del club The Casbah), Pete suonava con i Blackjacks, che avevano sostituito i Quarrymen come gruppo fisso del locale[1]. Allan Williams, manager dei Beatles (che ancora per qualche giorno si sarebbero chiamati Quarry Men), per mettere fine ai continui cambiamenti del complesso dietro la batteria scritturò Pete per la tournée ad Amburgo, dove Best si esibì assieme a Lennon, McCartney, Harrison e Sutcliffe.

Nella città tedesca, dopo i primi momenti cominciò a evidenziarsi un’incrinatura fra Best e il resto del gruppo. Il batterista aveva un carattere schivo e taciturno, che male si armonizzava con quello brillante e farsesco degli altri quattro[2]. Mentre tutti gli altri indossavano abiti uguali sul palco, Pete suonava in maniche di camicia[3]. Il batterista fu l’unico a non adottare la nuova pettinatura suggerita da Astrid Kirchherr[4]. E si rifiutò, a differenza degli altri, di assumere le anfetamine – sotto forma di pastiglie di Preludin – che servivano per mantenere le energie durante quei tour de force[5].

Comunque, benché fosse quello che legava meno col resto del gruppo e che preferiva appartarsi mentre gli altri elementi socializzavano[6], Best si era rivelato un elemento fondamentale per la notorietà dei Beatles: la madre gestiva parallelamente al manager ufficiale quello che lei amorevolmente definiva il “gruppo di Pete”, conducendone a Liverpool il quartier generale del Casbah e fornendo il supporto di un telefono fisso e del furgone per gli spostamenti del gruppo[7]; il batterista – che ad Amburgo aveva sviluppato un personale stile strumentale che gli aveva procurato il nome di “Atom Beat”[8] – era molto popolare a Liverpool per il suo aspetto tenebroso e aveva un notevole seguito di ammiratrici[9], in certi casi molto superiore a quello degli altri componenti[10].

Una volta, per accontentare le fan, si ricorse persino a un’insolita collocazione della batteria in primo piano rispetto agli altri strumentisti sul palco[11]. Il 6 giugno del 1962, i Beatles furono convocati negli di studi di registrazione EMI di Abbey Road per un provino. In quell’occasione il produttore George Martin individuò Best come l’anello debole del gruppo, e pretese da Brian Epstein la sua sostituzione[12]. Nell’agosto del 1962 Best venne licenziato[13] e sostituito da Ringo Starr, allora batterista del gruppo Rory Storm and the Hurricanes[14], anche se altri sostengono che il suo allontanamento fu dovuto non alla sua mancanza di abilità strumentale né al suo carattere schivo e taciturno ma in larga misura a gelosie interne al gruppo, data la sua notorietà che offuscava gli altri tre musicisti[15].

John Lennon per anni sarebbe stato pervaso dai sensi di colpa fino a dichiarare: «Ci comportammo da vigliacchi quando si trattò di cacciarli»[16]. Anche i fan furono furiosi della sostituzione e lo stesso Neil Aspinall, lo storico road manager dei Beatles, grande amico di Pete, si rifiutò all’inizio di occuparsi del montaggio e dello smontaggio della batteria di Ringo[17]. Anche se i documenti ufficiali della EMI parlano di un distacco amichevole, è sicuro che Pete ne rimase profondamente amareggiato[18]. Chiusa dolorosamente la parentesi con i Beatles, Best rimase nel circuito musicale, dapprima nel gruppo Lee Curtis & The All Stars, formazione sostenuta segretamente da Brian Epstein, ed ebbe modo di suonare due volte con il suo nuovo gruppo assieme a quello dei vecchi compagni. In seguito firmò un contratto con la Decca e con il nuovo complesso, divenuto i Pete Best Four, incise un singolo.

Sotto la gestione di Mona Best, il Pete Best Combo (che vedeva la presenza di due sassofonisti) assieme agli Undertakers volò negli Usa dove registrò una quarantina di brani e apparve in programmi televisivi, fino al ritorno in patria e al ripiego di Best verso un impiego fisso presso un ufficio di collocamento di Liverpool. Ciò non gli ha impedito di continuare a esibirsi e a incidere, e nel 1993 ha partecipato a una tournée mondiale che, fra gli altri Paesi, ha toccato la Russia, gli Stati Uniti e il Sud Africa. Dopo il suo pensionamento anticipato, Best è stato invitato in Giappone e ha partecipato a diversi appuntamenti commemorativi[19]. A seguito della pubblicazione nell’Anthology 1 di alcuni brani inediti che lo vedevano alla batteria, pare che Pete Best sia stato gratificato di un assegno dell’ordine di 8 milioni di dollari, risarcimento postumo per il licenziamento imprevisto di più di trent’anni prima.[20]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • I'm Gonna Knock on Your Door/Why Did I Fall in Love with You (Decca F 11929, 1964)[21]
  • Don't Play with Me (Little Girl)/If You Can't Get Her (Happening 405, 1965)[21]
  • If You Can't Get Her/The Way I Feel About You (Happening HA1117, 1965)[21]
  • Kansas City/Boys (Cameo 391, 1965)[21]
  • (I'll Try) Anyway/I Wanna Be There (Original Beatles Drummer 800, 1965)[21]
  • Kansas City/Boys (Cameo 391, 1965)[21]
  • I Can't Do Without You Now/Keys to My Heart (Mr. Maestro Records 711, 1965)[21]

Album[modifica | modifica wikitesto]

  • Best of the Beatles (Savage BM 71, 1965)[21]:
    • I Need Your Lovin; Just Wait and See; Casting My Spell; Keys to My Heart; Why Did You Leave Me Baby?; Like My Sister Kate; I Can't Do Without You Now; I'm Blue; Some Other Guy; She's Alright; Nobody But You; Last Night
  • The Beatle That Time Forgot [Original Version] (Phoenix PB-22, 1981)[21]:
    • I'm Checking Out Now Baby; I'll Try Any Way; I Don't Know Why (I Just Do); How'd You Get to Know Her Name; She's Not the Only Girl in Town; If You Can't Get Her; More Than I Need My Self; I'll Have Everything Too; The Way I Feel About You; Don't Play with Me (Little Girl); Rock and Roll Music; All Aboard
  • Rebirth (Phoenix PB-44, 1981)[21]:
    • I Can't Do Without You Now; Off the Hook; She's Alright; I Need Your Lovin'; Why Did You Leave Me Baby; High School Shimmy; I Wanna Be There; Everybody; Pete's Theme; Keys to My Heart
  • The Beatle That Time Forgot [Reissue] (Phoenix PHX 340, 1982)[21]:
    • I'll Try Anyway; I Don't Know Why I Do (I Just Do); She's Not the Only Girl in Town; More Than I Need My Self; I'll Have Everything Too; I'm Checking Out Now Baby; How'd You Get to Know Her Name; If You Can't Get Her; Rock and Roll Music
  • Anthology 1 - (20 novembre 1995) - Apple - 3 LP (batteria in My Bonnie, Ain't She Sweet, Searchin', Three Cool Cats, The Sheik of Araby, Like Dreamers Do, Hello Little Girl, Besame Mucho e Love Me Do).

CD[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Harry, p. 141.
  2. ^ Harry, p. 119.
  3. ^ Spitz, p. 135.
  4. ^ Bramwell, p. 47.
  5. ^ Spitz, p. 138.
  6. ^ Bramwell, p. 73.
  7. ^ Bramwell, p. 55.
  8. ^ Harry, p. 114.
  9. ^ Bramwell, p. 40.
  10. ^ «Quando registrarono la loro seconda apparizione radiofonica l’11 giugno, Pete fu assediato dalle ragazze mentre John, Paul e George riuscirono ad arrivare tranquillamente al pullman.» Harry, p. 116.
  11. ^ Harry, p. 116.
  12. ^ Norman, p. 216.
  13. ^ Spitz, pp. 208-9.
  14. ^ Harry, p. 702.
  15. ^ Harry, p. 119.
  16. ^ Anthology, p. 70.
  17. ^ Bramwell, pp. 73-4.
  18. ^ Bramwell, p. 72.
  19. ^ Harry, pp. 119-20.
  20. ^ Love him, do: Pete Best and the nature of celebrity lakeconews.com - marzo 2007
  21. ^ a b c d e f g h i j k Charles E Moore, Pete Best Discography, pete best discography, 1º marzo 2009. URL consultato l'8 maggio 2011.
  22. ^ Back To The Beat, starcluster, 1995. URL consultato l'8 maggio 2011.
  23. ^ The Pete Best Combo: Beyond the Beatles 1964-1966, Cherry Red, 1º febbraio 1996. URL consultato l'8 maggio 2011.
  24. ^ Live at the Adelphi, Cherry Red, 23 settembre 1996.
  25. ^ Best, Music Club, 18 agosto 1998. URL consultato l'8 maggio 2011.
  26. ^ Casbah Coffee Club, ozit records, 6 gennaio 2009. URL consultato l'8 maggio 2011.
  27. ^ The Savage Young Beatles [Double CD], Thunderbolt, 10 maggio 2004.
  28. ^ (EN) Discography-Haymans Green, allmusic. URL consultato il 19 maggio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • The Beatles Anthology, Milano, Rizzoli, 2010, ISBN 978-88-17-03784-6. (The Beatles Anthology, Chronicle Books, San Francisco, 2000)
  • (EN) Tony Bramwell, Magical Mystery Tours - My Life with the Beatles, New York, St. Martin’s Press, 2006, ISBN 978-0-312-33044-6.
  • Bill Harry, Beatles - L’enciclopedia, Roma, Arcana, 2001, ISBN 88-7966-232-5. (The Beatles Encyclopedia, Blandford, London, 1997)
  • Philip Norman, Shout! - La vera storia dei Beatles, Milano, Mondadori, 1981. (Shout!, Simon & Schuster, New York, 1981)
  • Giampiero Orselli, Quando ero un Beatles: la vera storia di Pete Best, il primo batterista dei Beatles, Genova, Costa & Nolan, 1999.
  • Bob Spitz, The Beatles. La vera storia, Milano, Sperling & Kupfer, 2006, ISBN 88-200-4161-8. (The Beatles - The Biography, Little, Brown and Company Inc, New York, 2005)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 27112034 LCCN: n82220399