Yer Blues

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Yer Blues
Artista The Beatles
Autore/i Lennon-McCartney
Genere Blues rock
Hard rock
Edito da Apple Records
Pubblicazione
Incisione The Beatles (White Album)
Data 1968
Durata 3'58"
The Beatles (White Album) – tracce
Precedente

Yer Blues è un brano musicale dei Beatles, contenuto nell'album The Beatles (meglio noto come White Album).

Il brano[modifica | modifica sorgente]

Origine e storia[modifica | modifica sorgente]

L'autore è John Lennon, che scrisse il brano in India nel 1968, ai tempi del corso di meditazione trascendentale del santone Maharishi Mahesh Yogi[1].

Sorretta da una vena sardonica e beffarda che si alterna a momenti di piena consapevolezza, Yer Blues è lontana dalle innovazioni stilistiche e dalle sofisticate soluzioni sperimentali presenti in brani precedenti come Tomorrow Never Knows e Strawberry Fields Forever. Si tratta infatti di un motivo che si dipana lungo un classico giro armonico blues, e il pezzo si rifà al "blues boom" inglese che negli anni sessanta vide gruppi come i Bluesbreakers di John Mayall, i Chicken Shack, i Savoy Brown e i Fleetwood Mac ispirarsi alla musica nera statunitense per scoprire che la popolarità del blues andava ben al di fuori di una ristretta cerchia elitaria[2].

Pur partendo dalla descrizione di uno stato d'animo, i versi della canzone tendono verso la parodia del blues bianco inglese più manieristico di quegli anni. Spiegò lo stesso Lennon[3] di avere optato nel titolo, contro il parere di Paul McCartney, per "yer", corruzione di "your" nel linguaggio parlato. Fatto molto insolito per i Beatles, il testo della canzone contiene un riferimento a un personaggio di un'altra canzone e al suo autore, laddove cita il Mr. Jones della famosa Ballad of a Thin Man di Bob Dylan, comparsa sull'album Highway 61 Revisited del 1965[4].

La canzone era una delle più "sentite" dallo stesso autore – come egli stesso dichiara[5] –, lo dimostra anche il fatto che Lennon scelse Yer Blues come unica canzone dei Beatles ritenuta adatta a essere registrata nel 1969 con la Plastic Ono Band nell'album Live Peace in Toronto[6] e ad essere eseguita dal vivo nel video dei Rolling Stones Rock 'n' Roll Circus del 1968[7], dove il Beatle la eseguì con Mitch Mitchell alla batteria, Keith Richards al basso ed Eric Clapton alla chitarra elettrica, nell'estemporanea band formata per l'occasione, chiamata ironicamente Dirty Mac.

Registrazione[modifica | modifica sorgente]

L’incisione del brano ebbe luogo dal vivo il 13 agosto in una stanza attigua alla sala di controllo dello Studio Due di Abbey Road[8]. Completata con qualche sovraincisione marginale in due sedute successive (una seconda linea vocale di Lennon il giorno seguente e il conteggio iniziale di Ringo il 20 del mese[9]), la registrazione iniziale fu intenzionalmente effettuata a volume molto alto e le due chitarre soliste vennero trattate con pesanti effetti ADT e Leslie. L’urlo dell’ultima strofa fu lanciato in un microfono spento[10].

Formazione[modifica | modifica sorgente]

The Beatles

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bob Spitz, The Beatles. La vera storia, Sperling & Kupfer, Milano 2006, pag. 486.
  2. ^ Ian MacDonald, The Beatles. L'opera completa, Mondadori, Milano 1994, pag. 295.
  3. ^ John Lennon ricorda - Intervista integrale a ‘Rolling Stone’ del 1970, White Star, Vercelli 2009, pag. 17.
  4. ^ Steve Turner, La storia dietro ogni canzone dei Beatles, Tarab, Firenze 1997, pag. 179.
  5. ^ J.S. Wenner: «Canzoni sul dolore». John Lennon: «Canzoni sul dolore, davvero, come Yer Blues, che sentivo moltissimo […]» in Jann S. Wenner, John Lennon ricorda - Intervista integrale a ‘Rolling Stone’ del 1970, White Star, Vercelli 2009, pag. 15.
  6. ^ Bill Harry, Beatles - L’enciclopedia, Arcana, Roma 2001, pag. 814.
  7. ^ David Quantick, Revolution - Storia del White Album dei Beatles, il Saggiatore, Milano 2006, pag. 124.
  8. ^ Mark Lewisohn, Beatles - Otto anni ad Abbey Road, Arcana Editrice, Milano 1990, pagg. 319-20.
  9. ^ Mark Lewisohn, Beatles - Otto anni ad Abbey Road, Arcana Editrice, Milano 1990, pagg. 320 e 324.
  10. ^ Ian MacDonald, The Beatles. L'opera completa, Mondadori, Milano 1994, pag. 296.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bill Harry, Beatles - L’enciclopedia, Arcana, Roma 2001, ISBN 88-7966-232-5 (The Beatles Encyclopedia, Blandford, London 1997).
  • Mark Lewisohn, Beatles - Otto anni ad Abbey Road, Arcana Editrice, Milano 1990, ISBN 88-85859-59-3 (The Complete Beatles Recording Sessions, EMI Records Ltd, London 1998).
  • Ian MacDonald, The Beatles. L’opera completa, Mondadori, Milano 1994, ISBN 88-04-38762-9 (Revolution in the Head, Fourth Estate, London 1994).
  • David Quantick, Revolution - Storia del White Album dei Beatles, il Saggiatore, Milano 2006, ISBN 88-428-1196-3 (Revolution. The Making of the Beatles’ White Album, Unanimous Ltd, London 2002).
  • Bob Spitz, The Beatles. La vera storia, Sperling & Kupfer, Milano 2006, ISBN 88-200-4161-8 (The Beatles - The Biography, Little, Brown and Company Inc. New York 2005).
  • Jann S. Wenner, John Lennon ricorda - Intervista integrale a ‘Rolling Stone’ del 1970, White Star, Vercelli 2009, ISBN 978-88-7844-473-7.
  • Steve Turner, La storia dietro ogni canzone dei Beatles, Tarab, Firenze 1997, ISBN 88-86675-23-2 (A Hard Day’s Write - The Stories Behind Every Beatles Song, Carlton Books Ltd, 1994).

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Alan W. Pollack, Notes on "Yer Blues" in Notes on ... Series, Rijksuniversiteit Groningen.
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