Cappellaio Matto

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Il Cappellaio Matto (The Mad Hatter) è un personaggio inventato da Lewis Carroll apparso per la prima volta nel 1865 in Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e che ricompare in Attraverso lo Specchio e quel che Alice vi trovò (1871). La denominazione "Cappellaio Matto", benché largamente in uso, non è presente nelle opere originali di Carroll, che si riferisce al personaggio semplicemente come "Hatter" ("Cappellaio") nel primo libro, e con la forma contratta "Hatta" (in genere conservata nelle traduzioni italiane) nel secondo.

Come per tutti i suoi personaggi, Carroll non dà una precisa descrizione fisica del Cappellaio, ma si sofferma più sul comportamento del personaggio e sul suo modo di relazionarsi con Alice. L'iconografia del personaggio (largamente ripreso nella cultura popolare, a partire dalla celebre versione nel film di animazione Disney) è quindi principalmente ispirata dalle illustrazioni dei libri di Carroll, e in particolare da quelle originali di John Tenniel.

L'origine del personaggio[modifica | modifica sorgente]

Come per altri personaggi dei libri di Carroll (per esempio la Lepre marzolina o la Falsa tartaruga) la figura del Cappellaio Matto ha origine da un gioco di parole basato su una espressione in uso nell'Inghilterra vittoriana, in questo caso "matto come un cappellaio" (mad as a hatter). L'origine dell'espressione viene solitamente associata con l'uso del mercurio nella lavorazione dei tessuti, sostanza che poteva avere effetti deleteri sul sistema nervoso degli artigiani che maneggiavano tali tessuti.[1] Alcune rappresentazioni del Cappellaio nella cultura popolare, per esempio quella di Tim Burton nel film Alice in Wonderland, sono state influenzate da questa interpretazione (il trucco usato per il personaggio del Cappellaio interpretato da Johnny Depp riprende altri aspetti sintomatici dell'avvelenamento da mercurio, per esempio la presenza di macchie arancioni sulla pelle).[2] Tuttavia, la questione dell'origine dell'espressione è controversa; per esempio, è stato osservato che mad as a hatter è una variante di espressioni preesistenti come mad as a maybutter, che non hanno alcuna particolare relazione con l'avvelenamento da mercurio.[3]

La leggenda vuole inoltre che Carroll si sia ispirato a tale Theophilius Carter, estroso inventore di orologi bizzarri, che usava portare un cilindro in testa.

L'illustratore John Tenniel rappresentò il Cappellaio con una fisionomia simile a quella con cui aveva rappresentato il politico Benjamin Disraeli in altre vignette. Nella rappresentazione classica di Tenniel, il Cappellaio indossa un grande cilindro con l'etichetta in this style 10/6; come lo stesso Carroll ha spiegato in The Nursery "Alice", l'etichetta indica il prezzo del cappello[4] espresso secondo il vecchio sistema di monetazione britannica non decimale: 10 scellini e 6 pence (corrispondenti a mezza ghinea, una cifra abbastanza consistente).

Il personaggio[modifica | modifica sorgente]

Possiamo ricostruire il carattere e l'aspetto del Cappellaio Matto analizzando Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Attraverso lo Specchio e quel che Alice vi trovò, e il racconto dei tentativi di Carroll di realizzare una versione teatrale di Alice riportati da Charlie Lovett nel saggio Alice on Stage.

Il Cappellaio abita nel Paese delle Meraviglie in una casetta (nominata dal Gatto del Cheshire) parallela a quella della Lepre, dove invece si svolge l'azione.

Nel primo libro è uno dei tanti sudditi della Regina di cuori. Cappellaio fallito, dedito solo a gozzovigliare, aveva partecipato ad un Festival della canzone organizzato dalla Regina, con scarsissimi risultati (aveva presentato Twinkle, Twinkle little bat) era stato accusato di "ammazzare il tempo" e così da quel momento il Tempo, risentito, per lui ed i suoi compagni si fermò alle cinque. Nella sua perenne ora del , il Cappellaio partecipa ai festini della Lepre Marzolina (matta anche lei) e sembra non riuscire a portare un discorso sensato a termine senza interruzioni. Appassionato anche di orologi, ne possiede uno che segna il giorno ed il mese, ma non le ore. Il suo famosissimo indovinello Che differenza c'è tra un corvo e uno scrittoio? (che nel libro non ha una risposta) ha fatto arrovellare i cervelli dei lettori che spinsero Carroll ad inventarne una risposta.

Nel secondo libro, il Cappellaio (chiamato nell'originale Hatta) è un servitore della corte reale imprigionato prima di aver commesso il delitto.

Insieme alla Lepre non manca di mostrare i suoi squilibri mentali nell'accogliere Alice, dapprima scacciandola e poi cercando di fare conversazione punzecchiandola con osservazioni personali e domande trabocchetto.

L'indovinello del Cappellaio[modifica | modifica sorgente]

Nel libro Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, il cappellaio pone ad Alice l'indovinello: "Why is a raven like a writing desk?" ("Perché un corvo è come uno scrittoio?" oppure "Cos'hanno in comune un corvo ed uno scrittoio?"). Quando Alice si arrende, il Cappellaio ammette di non conoscere lui stesso la risposta. Quando Lewis Carroll ideò l'indovinello lo fece con l'intenzione di lasciarlo privo di una soluzione, tuttavia le richieste di molti lettori ed ammiratori lo indussero a cercare, assieme ad altri esperti di indovinelli come Sam Loyd, una possibile soluzione. Nella prefazione all'edizione del 1896, Carroll scrisse:

(EN)
« Enquiries have been so often addressed to me, as to whether any answer to the Hatter’s Riddle can be imagined, that I may as well put on record here what seems to me to be a fairly appropriate answer,: "Because it can produce a few notes, though they are very flat; and it is nevar put with the wrong end in front!". This, however, is merely an afterthought; the Riddle as originally invented, had no answer at all". »
(IT)
« Mi sono state poste così spesso domande a riguardo se si potesse immaginare una risposta all'Indovinello del Cappellaio, che anch'io potrei scrivere qui quella che mi pare una risposta abbastanza appropriata: "Perché entrambi producono alcune Note, anche se sempre Piatte; e non sono mai disposti al contrario!". A ogni modo, questo è semplicemente un ripensamento; l'Indovinello, così come era stato inizialmente concepito, non aveva affatto una soluzione. »
([5])

La soluzione prospettata da Carroll è formata da due parti. Nella prima gioca sui doppi significati di "Note" (Nota musicale o foglietto scritto) e di "Flat" (Bemolle o piatto). Nella seconda invece afferma che entrambi non vengono mai disposti al contrario (una scrivania non viene mai disposta col fronte, su cui ci si appoggia per scrivere, contro il muro), pur sostituendo la parola never (mai) con nevar (Raven scritto al contrario) che ne ha la stessa pronuncia.

Nel corso degli anni, numerose altre risposte sono state proposte e nel 1989 la England’s Lewis Carroll Society indisse un concorso per cercare le migliori soluzioni.

Alcune delle soluzioni più citate sono:

  • Because Poe wrote on both (Perché Poe scrisse su entrambi). Si riferisce alla famosa poesia di Edgar Allan Poe, il Corvo, presumibilmente scritta poggiandosi su una scrivania.
  • Because there's a "B" in both and a "N" in neither (Perché c'è una "B" in entrambi ed una "N" in nessuno). In realtà, a ben guardare, c'è una N in entrambi (raven, writing desk) mentre nessuno dei due contiene una B. Ma ciò non toglie che ci sia una B nella parola both ed una N nella parola neither.
  • Because both have pen (Perché entrambi dotati di penne). Il corvo infatti è dotato di piumaggio mentre uno scrittoio può avere penne per la scrittura.

Influenza culturale[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lewis Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie, collana I Classici, La stampa, Torino, 2003, pp. 129-130
  2. ^ " Johnny Depp explains how he picked his posion with the mad hatter
  3. ^ Mad as a Hatter
  4. ^ Lenny's Alice in Wonderland Site - FAQ
  5. ^ Trivia - Lenny's Alice in Wonderland site
  6. ^ Skoog Douglas A.; West Donald M.; Holler F. James; Stanley R. Crouch, Fondamenti di chimica, edises, 2007, pp. 865-866. ISBN 88-7959-300-5.
  7. ^ Si veda a tal proposito il videoclip su Youtube

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