Paul Roland

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Paul Roland

Paul Roland (Kent, 6 settembre 1959) è un cantautore e giornalista britannico.

Paul Roland
Nazionalità Inghilterra Inghilterra
Genere Gothic rock
Neopsichedelia
Alternative rock
Periodo di attività 19791997
2002in attività
Strumento Chitarra, voce
Gruppi Midnight Rags
Album pubblicati 23
Studio 17
Live 1
Raccolte 5
Sito web

La sua carriera inizia nel 1979, nel momento più acuto della transizione fra punk e new wave. Pur rimanendo una figura complessivamente periferica della neopsichedelia inglese, Roland si è guadagnato negli anni un appassionato seguito di pubblico - specialmente in Germania e in Italia - che ne ha riconosciuto il talento poliedrico e la capacità di rielaborare, nelle sue canzoni, un immaginario tutto personale a metà fra gotico e fiabesco, nella linea dei Tyrannosaurus Rex del suo idolo Marc Bolan. Descritto dal collega Robyn Hitchcock come "il Kate Bush maschio",[1] e dalla rivista musicale francese Les Inrockuptibles "il Lord Byron del rock", Roland è stato riconosciuto da Joshua Pfeiffer dei Vernian Process come un precursore della sottocultura steampunk.[2] Negli anni, Paul Roland ha realizzato ben diciassette album in studio, uno dal vivo e svariati singoli, fra cui il più celebre è probabilmente Gabrielle, del 1987. Ai suoi lavori come musicista ha affiancato un'intensa attività editoriale, pubblicando, oltre a due biografie di Bolan, volumi su delitti irrisolti e fenomeni paranormali.

Dopo aver vissuto a lungo in Germania, al momento risiede nel Cambridgeshire con la sua famiglia.

Carriera musicale[modifica | modifica wikitesto]

Roland esordisce nel 1979, ma il vero debutto data all'anno successivo, quando pubblica con il nome "Midnight Rags" l'LP The Werewolf of London (Armageddon Records). Il disco, che contiene classici come Blades of Battenburg e la (quasi) title-track Werewolves of London, mostra già alcuni tratti che rimarranno delle costanti nel corso della carriera di Roland: pezzi di breve durata, spesso orecchiabili e dalla linea melodica ben definita, ispirati al periodo hippy di Marc Bolan e caratterizzati da una forte attenzione alla dimensione letteraria dei testi.[3] Queste influenze lo situano al di fuori del circuito punk che domina la scena inglese al tempo: collabora con il manager dei Roxy Music David Einthoven e con la vedova di Bolan, June - entrambi considerano la possibilità di produrlo - e, soprattutto, con Robyn Hitchcock, sotto contratto con la sua stessa casa discografica e come lui impegnato nel recupero della psichedelia inglese degli ultimi anni '60. Successivamente, attraverso la sua attività di giornalista, gli capita di intervistare Sterling Morrison, Moe Tucker e Nico, ai quali - per antica fedeltà ai Velvet Underground - propone di realizzare un disco insieme: della cosa non si farà nulla, anche a causa della morte di Morrison, ma Roland inciderà le canzoni, molti anni dopo, in Bates Motel (Sireena, 2012).[4]

Nella seconda metà degli anni '80 Roland realizza quelli considerati, a oggi, i suoi lavori più riusciti, e in primo luogo Danse macabre (Bam Caruso), del 1987, da cui viene tratto il singolo Gabrielle:[5] le tematiche dell'occulto e del soprannaturale si sposano a una scrittura tersa e piena di riferimenti letterari e alla perdurante influenza dei sixties, testimoniata dal recupero della Mathilda Mother scritta da Syd Barrett per i primi Pink Floyd. Nei dischi di questo periodo - A Cabinet of Curiosities (New Rose, 1987) e Happy Families (New Rose, 1988) - Roland combina rock, folk e sonorità medievali e rinascimentali, cercando un dialogo con la musica classica attraverso contaminazioni ispirate a Michael Nyman: l'operazione raggiunge l'apice con Duel (New Rose, 1989), che si conclude con una suite in tre parti, The King Must Die, dal sapore quasi progressive.

Nei dischi successivi, Roland prosegue la sua ricerca musicale, esibendosi nel frattempo in vari paesi europei - Germania, Italia, Francia, Grecia - ma anche negli Stati Uniti e in Giappone. Nel 1997 decide di prendersi una pausa dalla sua carriera di musicista per dedicarsi ai figli e alla scrittura. Ritorna sulla scena nel 2002, e nel 2004 pubblica il suo nuovo disco, Pavane, con l'etichetta Gaslight Records, da lui stesso fondata.[6] Mentre inizia una sistematica riedizione della discografia precedente, a volte in versione rimasterizzata o con l'aggiunta di bonus track, negli album successivi Roland tenta nuove vie e approcci differenti: laddove Re-Animator (Black Widow Records, 2007) segna un ritorno al rock, chiamando a raccolta musicisti della scena di Canterbury per affrontare tematiche ispirate ai racconti di Howard Phillips Lovecraft, Nevermore (Syborgmusic, 2008) recupera le atmosfere di Edgar Allan Poe e Jules Verne, mentre Grimm (Syborgmusic, 2011) è ispirato fin dal titolo alle fiabe più "nere" dei fratelli Grimm, ed è suonato interamente dall'autore.

L'ultimo disco di Roland, a tutt'oggi, è Hexen (Palace of Worms, 2013).

Poetica e influenze[modifica | modifica wikitesto]

La musica di Paul Roland, pur germinando nel contesto del punk britannico e della new wave di fine anni '70, è legata a influenze che precedono cronologicamente il punk e, per l'epoca, decisamente controcorrente: oltre a Marc Bolan - musicista a cui Roland ha dedicato due biografie, Electric Warrior nel 1979 e Cosmic Dancer nel 2013 - e alla psichedelia inglese degli anni '60, Roland ha dichiarato il proprio debito artistico con band progressive come i Jethro Tull, gli Yes e gli Hawkwind, oltre che con le composizioni di Michael Nyman, specie quelle per il film I misteri del giardino di Compton House.[4] Egli ha inoltre espresso ammirazione per i Creedence Clearwater Revival e per la tecnica compositiva di John Fogerty, che assieme al rock'n'roll e al rockabilly americano degli anni '50 gli avrebbero insegnato a sintetizzare le proprie idee in pezzi brevi e orecchiabili, caratterizzati da strutture armoniche ben identificabili da un groove incalzante.[4] I dischi di Roland contengono a volte delle cover, fra le quali spiccano la già menzionata Mathilda Mother di Syd Barrett (da The Piper at the Gates of Dawn dei Pink Floyd, del 1967, e ripresa in Danse macabre), Matty Groves, originariamente incisa dalla Fairport Convention in Liege & Lief e riproposta da Roland in Masque (New Rose, 1990), e Venus in Furs dei Velvet Underground, inclusa in Strychnine (New Rose, 1992).

I testi e presentano un approccio largamente citativo e segnato da un alto livello di letterarietà: Roland omaggia spesso i suoi autori preferiti - per la maggior parte del XIX secolo, come Poe o i poeti romantici e vittoriani - privilegiando chiaramente le tematiche dell'occulto e del soprannaturale e le atmosfere horror.

Carriera come scrittore[modifica | modifica wikitesto]

Al giornalismo e alla critica musicale, attività nella quale spiccano le due biografie dedicate a Marc Bolan, Paul Roland ha affiancato un'imponente produzione saggistica e divulgativa su temi come la reincarnazione, la meditazione, i legami fra il nazismo e l'occulto, la Qabbalah e i delitti irrisolti (in particolare quelli di Jack lo Squartatore). Nel suo The Complete Book of Ghosts, pubblicato da Arcturus Press nel 2007, Roland suggerisce come i fantasmi siano proiezioni extracorporee di viventi, e non anime di defunti.

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

La discografia di Paul Roland comprende moltissime incisioni in studio e un album dal vivo, registrato in Germania nel 1995 (Live in Germany, Gaslight Records). Agli album e ai singoli si affiancano diversi best of e raccolte: Confessions of an Opium Eater (Di Di Music, 1988), Waxworks (Strange Ways Records, 1995), Gaslight Tales (Last Call Records, 2003) e In Memoriam 1980-2010 (Gaslight Records, 2010), uscito in tiratura limitata per celebrare i trent'anni di attività artistica. Nel 2009, Roland ha inoltre dato alle stampe i Demos degli album Re-Animator e Nevermore (Syborgmusic). Gli album in studio realizzati da Roland sono:

  • The Werewolf of London (pubblicato come "Midnight Rags", LP - 1980, Armageddon Records), ripubblicato nel 2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 'Blue Juice' (UK magazine) 1993
  2. ^ Intervista di Pfeiffer a Paul Roland rilasciata nel 2012 a Steampunk Bible: http://steampunkbible.com/2012/04/in-memoriam-joshua-pfeiffer-interviews-paul-roland-part-i
  3. ^ Si veda quanto scrive in proposito Piero Scaruffi: http://www.scaruffi.com/vol6/roland.html.
  4. ^ a b c Roberto Curti, Paul Roland: I dieci dischi dell'isola deserta del grande musicista inglese, Blow Up 192 (maggio 2014), pp. 12-13.
  5. ^ Eddy Cilìa, recensione a Danse macabre: http://venerato-maestro-oppure.com/2012/12/04/presi-per-il-culto-27-paul-roland-danse-macabre-bam-caruso-1987/
  6. ^ http://www.gaslightrecords.de/