Lucignolo (personaggio)

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« Ora bisogna sapere che Pinocchio, fra i suoi amici e compagni di scuola, ne aveva uno prediletto e carissimo il quale si chiamava Romeo, ma tutti lo chiamavano col soprannome di Lucignolo, per via del suo personalino asciutto, secco e allampanato, tale e quale come il lucignolo nuovo di un lumino da notte[1] »
Lucignolo
Lucignolo e Pinocchio stanno per diventare dei somari
Lucignolo e Pinocchio stanno per diventare dei somari
Lingua orig. Italiano
Autore Carlo Collodi
1ª app. 1883
Sesso Maschio

Lucignolo è un personaggio immaginario del romanzo di Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino.

Ruolo nella storia[modifica | modifica wikitesto]

Lucignolo appare nel capitolo XXX. Il suo vero nome è Romeo, infatti il soprannome "Lucignolo" deriva dal «suo personalino asciutto, secco e allampanato, tale e quale come il lucignolo nuovo di un lumino da notte», e tra i compagni di scuola di Pinocchio risulta essere il più svogliato. Il burattino lo cerca in modo da invitarlo alla sua imminente trasformazione da burattino a ragazzo in carne ed ossa e, dopo averlo cercato a casa sua, lo trova nascosto sotto il portico di una casa contadina. Egli però rifiuta l'invito, poiché sta aspettando la mezzanotte per essere portato nel Paese dei balocchi, dove non esistono le scuole e dove non si studia. Lucignolo quindi chiede a Pinocchio di partire con lui; inizialmente questi accetta di aspettare per salutare l'amico, ma all'arrivo del carro che trasportava i ragazzi, dopo qualche esitazione, riesce a farsi persuadere dall'amico di partire anch'egli per il Paese dei Balocchi. Arrivati lí spendono cinque mesi in continui divertimenti, ma improvvisamente i due amici si ritrovano trasformati in asini, cosí l'Omino di burro, una volta strigliati, li vende nella piazza del mercato. Pinocchio viene venduto a un circo, mentre Lucignolo viene acquistato da un contadino al quale era morto il mulo il giorno prima.

Pinocchio incontra nuovamente Lucignolo verso la fine del libro, nel capitolo XXXVI, quando quest'ultimo è ormai morente nella stalla dell'ortolano Giangio, «rifinito dalla fame e dal troppo lavoro»; infatti Lucignolo aveva lavorato duramente con il compito di tirare su l'acqua dal pozzo. Dapprima Pinocchio non riesce a riconoscerlo, ma sente che quell'animale ha qualcosa di familiare: così gli chiede il suo nome, e l'asino poco prima di morire riesce a rivelargli la sua identità.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Collodi, Pinocchio, Einaudi, 2008, pag. 226

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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