Un burattino di nome Pinocchio

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« Questo film è dedicato ai ragazzi di tutto il mondo, e a quegli adulti che dei ragazzi abbiano conservato la semplicità di cuore, il senso di giustizia e lo spirito di fraternità. »
(Frase presente nei titoli di coda.)
Un burattino di nome Pinocchio
Un burattino di nome Pinocchio.png
Geppetto e Pinocchio nella loro casetta.
Paese di produzione Italia
Anno 1972
Durata 93 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere animazione
Regia Giuliano Cenci
Soggetto Carlo Collodi (romanzo)
Sceneggiatura Giuliano Cenci
Casa di produzione Cartoons Cinematografica Italiana
Fotografia Renzo Cenci
Montaggio Giuliano Cenci Renzo Cenci
Musiche Vito Tommaso Renato Rascel
Scenografia Alberto D'Angelo Abramo Scortecci
Doppiatori italiani

Un burattino di nome Pinocchio è un lungometraggio di animazione italiano del 1971 tratto dal romanzo Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi. È l'opera più nota del grande animatore italiano Giuliano Cenci in cui egli tentò di creare una versione del capolavoro di Collodi quanto più possibile vicino all'originale. È stato proiettato nelle sale cinematografiche italiane il 21 dicembre 1972. Fu distribuito in VHS da Techno Film[1] (che lo pubblicò anche all'estero) e in seguito da Stardust nel 1989 nella serie Fantastimondo[2], in quest'edizione tuttavia fu usato il titolo del libro ed una copertina che non aveva nulla a che fare con il film.[3] Tra l'89 e il 90 fu trasmesso in tv da Rai 3 spezzettato in puntate di circa 12 minuti l'una.

Il 23 ottobre 2013 è stato distribuito in DVD da Rai Eri.[4]

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Esportato in più di 20 paesi nel mondo, Cenci vi impiegò oltre sette anni di lavoro e una selezionata équipe di oltre 50 artisti e tecnici.

Al Pinocchio di Cenci, ispirato ai modelli classici di Attilio Mussino, presero parte attori quali Renato Rascel, autore con Vito Tommaso della colonna sonora edita dall'RCA, nonché vi parteciparono anche gli eredi Collodi, i nipoti Mario e Antonio Lorenzini in qualità di consulenti, che reputarono la versione animata di Cenci l'unica ad aver rispecchiato perfettamente lo spirito collodiano.

Dapprima venne presentato in anteprima da Corrado Mantoni, alla presenza di numerosi facoltosi imprenditori i quali supportarono il finanziamento del kolossal animato su Pinocchio fino a quando, una volta ultimato, il film trovò l'interessamento del produttore Goffredo Lombardo, direttore della Titanus, per il lancio mondiale del lungometraggio. Tale lancio tuttavia non andò in porto in quanto i finanziatori non erano in favore dell'accordo con la Titanus.

In seguito il film fu proiettato e pubblicizzato malamente soltanto attraverso i circuiti regionali non rientrando dei costi di produzione. Inoltre pur venendo acquistato all'estero, i costi di acquisizione erano molto bassi proprio perché il film era in mano ai circuiti regionali.[5]

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Il film fu doppiato alla CDC grazie al primo speaker RAI Riccardo Paladini, avvalendosi della direzione del doppiaggio curata da Lauro Gazzolo, a cui parteciparono i più importanti doppiatori dell'epoca. La canzone Un burattino di nome Pinocchio è cantata da Renato Rascel.

Il film fu doppiato e distribuito anche negli Stati Uniti da G.G Communications nel 1978 con il semplice titolo Pinocchio.

Perdita e ritrovamento[modifica | modifica sorgente]

Il film dopo le prime proiezioni non ebbe molta fortuna e scomparve rapidamente dagli schermi, questo portò anche allo smarrimento dei negativi originali. Fu rinvenuta solo una vecchia copia pirata degli anni 80 custodita da tv private. In seguito furono rinvenuti i negativi, di proprietà di Rai Eri che ne custudiva ancora i diritti di sfruttamento, che hanno permesso il restauro dell'intera pellicola alla Cineteca Nazionale. Grazie al restauro, il 15 gennaio 2012, il film è stato finalmente riproiettato al Cinema Odeon di Firenze, e in seguito riproposto in edizione homevideo l'ottobre 2013 in DVD.[6][7]

Edizione DVD[modifica | modifica sorgente]

La versione restaurata in DVD contiene negli extra il trailer originale usato all'epoca dell'uscita, ed un documentario di 30 minuti sulla realizzazione del film intitolato Firenze a cartoni animati. Nel DVD è allegato inoltre un libriccino che contiene la biografia di Giuliano Cenci che racconta anche tutte le disavventure che dovette affrontare il film dopo che iniziarono i problemi con la distribuzione.

Differenze dal romanzo[modifica | modifica sorgente]

Non vi sono sostanziose differenze tra il film e la storia del libro, vi sono piuttosto alcune parti tagliate, queste in genere sono semplicemente accennate dalla voce narrante e dalle pagine da esso sfogliate durante il racconto.

  • Tutta la parte iniziale dedicata a Mastro Ciliegia non è presente nel film, e del personaggio non vi è alcuna menzione, se non nelle immagini del libro sfogliato dal narratore.
  • Nel film la Fata Turchina ha già un aspetto adulto e di conseguenza non viene mai chiamata "bambina".
  • Nel film manca il cane Medoro. Infatti, è lo stesso Falco a portare Pinocchio a casa della Fata.
  • È tagliata la scena in cui la Fata Turchina chiede al Grillo-Parlante e ai medici una diagnosi sulle condizioni di Pinocchio, ospitato in casa sua.
  • Tutta la parte in cui Pinocchio finisce in galera dopo essersi rivolto al giudice di Acchiappa-citrulli è stata tagliata.
  • Non c'è nemmeno la scena del Serpente che sbarra la strada a Pinocchio.
  • Tutta la parte in cui Pinocchio ruba l'uva e sostituisce il cane Melampo è stata tagliata.
  • Le parti della lumaca-cameriera della Fata, compresa la scena in cui nel finale la lumaca informa Pinocchio delle condizioni gravose della Fata, non sono presenti nel film. Queste infatti sono praticamente le uniche parti totalmente tolte nel lungometraggio senza neanche essere accennate dal narratore o dalle immagini del libro.
  • La scena della zuffa in cui si fa male Eugenio non è presente.
  • Non è nemmeno presente la scena in cui Pinocchio, trasformato in asino, viene buttato a mare.
  • La frase detta da Geppetto nell'ultima scena è l'unico dialogo del film a non derivare dal libro.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nel film sono presenti alcuni omaggi a opere d'arte presenti in Toscana. Infatti, in un'edicola votiva, c'è un'immagine della Madonna del Cardellino. Inoltre, quando la capanna che Pinocchio e Geppetto trovano usciti dal Pescecane si trasforma in casa lussuosa, la sua parete prende l'aspetto del soffitto della Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio.

Note[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]