Gudrun (mitologia)

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Kriemhild e Gunther, Johann Heinrich Füssli, 1807

Gudrun è una delle figure principali dell'antica letteratura germanica, legata alla leggenda dell'eroe Sigfrido.

Kriemhild o Krimhild, chiamata anche Gudrún nella Mitologia norrena, è una dei principali personnaggi femminili della canzone dei Nibelunghi e dell’Edda poetica. Ha per nome Gutrune nell'opera di Richard Wagner L'anello del Nibelungo, e quello di Hilda nella Grand opéra Sigfrido di Ernest Reyer.

Era la sorella di Gunther (Gunnar), il re dei Burgundi, e la sposa di Sigfrido (Sigurd).
C'è un legame storico tra lei e Ildikó, la moglie di Attila morto durante la loro prima notte di nozze nel 453.

Nella mitologia norrena, Gudrun (Guðrún Gjúkadóttir) era la bella sorella di Gunnar, del popolo dei Burgundi. Si innamorò di Sigfrido, ma questi amava a sua volta la valchiria Brunilde, alla quale donò l'anello Andvarinaut. Gunnar (o Gunther), fratello di Gudrun, desiderava a sua volta sposare Brunilde, sebbene la valchiria avesse giurato di sposare soltanto colui che potesse sconfiggerla in un combattimento alla pari, sapendo che solo Sigfrido ne sarebbe stato capace.

Secondo un'altra versione, Brunilde venne imprigionata in un anello di fuoco come punizione da Odino. Sigfrido attraversò una prima volta l'anello di fuoco per chiedere la mano di Brunilde, ma la magia dell'anello in seguito fece assumere a Sigfrido le sembianze di Gunnar, così quando lo attraversò una seconda volta Brunilde, ignara dell'incantesimo, si convinse a sposare il vero Gunnar.

La madre di Gudrun, Grimilde, chiamata Ute nella Canzone dei Nibelunghi, le diede una pozione capace di far disinnamorare Sigfrido di Brunilde. Gunnar concesse a Sigfrido di sposare Gudrun a condizione che questi lo aiutasse a vincere il cuore di Brunilde. Sigfrido ci riuscì, assumendo le sembianze di Gunnar, per poi prendere l'Andvarinaut da Brunilde e offrirlo in dote a Gudrun. Gudrun che Brunilde, quindi, si sposarono nel medesimo giorno.

In seguito, quando Brunilde apprese di esser stata ingannata per sposare un uomo di stirpe inferiore, progettò di vendicarsi dicendo a Gunnar di esser stata importunata da Sigfrido. Gunnar, per risposta, uccise Sigfrido a tradimento. Gudrun, completamente devastata alla vista del corpo senza vita di Sigfrido, promise tra le lacrime di vendicarsi dell'uccisore del suo sposo. Frattanto Hagen, il malvagio vassallo di Gunnar, immerse il tesoro dei Nibelunghi nel Reno, in modo che Gudrun non potesse usarlo per creare un proprio esercito e muovere guerra all'odiato fratello.

Gudrun sposò poi re Attila (chiamato 'Atli' in alcune versioni del mito), e tredici anni dopo, durante un epico scontro tra gli Unni di Attila e i Burgundi di Gunnar, riuscì finalmente ad uccidere suo fratello e a decapitare Hagen, che si era rifiutato di svelare l'ubicazione dell'oro dei Nibelunghi. Venne poi uccisa da Ildebrando, un vassallo di Attila indignato per la decapitazione di Hagen.

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